06 LUG 2001

Il futuro della sinistra: Fassino, "Modernizzazione ispirata ai valori della sinistra per sfidare Berlusconi"

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Forlì, 6 luglio 2001, ore 21.35 - Quello del centrosinistra è stato "un riformismo senza popolo", che ha prodotto riforme importanti, ma non ha saputo dare risposte concrete alle trasformazioni sociali in atto.Questo ha portato ad una sconfitta su cui i Ds devono interrogarsi, per attrezzarsi a sfidare il Governo Berlusconi sul terreno della modernizzazione,proponendone una visione ispirata ai valori della sinistra.Queste alcune delle riflessioni svolte da Piero Fassino nel corso di una intervista-dibattito Davide Sassoli, giornalista del Tg1, organizzato in occasione della Festa de l'Unità sul tema: "Il futuro della sinistra".

"Il centrosinistra è battuto ma non è sconfitto" e la rivincita va preparata sin d'ora a partire dal necessario rafforzamento delle "due anime"dell'Ulivo, per fare in modo che la coalizione di centrosinistra sia una"casa dei riformisti" all'interno della quale convivano realtà differenti, , ma al contrario operare in modo che la Margherita e i Ds, "si radichino nella società ed spandano la loro presenza sul territorio".

Guai - ha avvertito ­ si apre una competizione per l'egemonia nell'Ulivo tra Margherita e Ds poichè "quanto più ciascuna delle due si rafforza tanto più si rafforza la casa comune dei riformisti".

L'Ulivo, dunque, non è un partito, ma nemmeno un mero cartello elettorale.

"Si tratta - ha spiegato - di operare su due dimensioni e io sono l'incarnazione di questo atteggiamento: sono il vice di Rutelli, come numero 2 dell'Ulivo e sono un dirigente dei Ds".

L'obiettivo è quindi, "costruire una sinistra più forte in un Ulivo più grande".Un congresso che affronti la crisiSulla corsa alla segreteria dei Ds, rispetto alla quale Fassino è l'unico candidato attualmente in campo, l'ex ministro guardasigilli,non ha accolto l'attacco giunto da Morando, per il quake alla guida dei Ds non potrebbe esserci un ex comunista: "È una posizione condivisibile - ha affermato - anche se non è la mia.

Non possono esserci figli di un dio minore tra i candidati alla segreteria dei Ds.

Ora non ci sono più le divisioni ideologiche all'interno della sinistra perché tutti ci riconosciamo nei valori del riformismo e siamo tutti nel Pse".

A tal proposito, da Fassino nessuna obiezione a chi propone la candidatura di Amato, ma con la precisazione che "potrà essere lui il segretario dei Ds, non perché non è un comunista, ma Perth è Giuliano Amato" Comunque, nel Congresso dei Ds sarà soprattutto importante dibattere delle cause della sconfitta, tenendo presente che "la crisi è che abbiamo preso il 16% non che se ne discuta", soprattutto tenendo presente che il centrosinistra viene da cinque anni di governo.

"Abbiamo una forte staticità sociale e un voto che in termini anagrafici tende ad invecchiare" hariconosciuto Fassino, per il quale i Ds vivono un momento cruciale: "Abbiamo unagrande storia che però non dà la garanzia di avere un futuro".

Una modernizzazione ispirata ai valori della sinistra Il vero problema dei Ds, è costituito "dall'insufficiente capacità di riuscire a tenere insieme modernità e certezza" e di fronte alle trasformazioni sociali che sconvolgono il quadro di certezze a cui si è abituati "il punto di equilibrio tra cambiamento e richiesta di diritti e certezze non è facile da realizzare". Difficoltà che si manifestaa partire dal mondo del lavoro dove "il sistema di diritti va ripensato",in un contesto nel quale se le aziende chiedono più flessibilità e i lavoratori atipici chiedono più diritti, "ambedue hanno ragione".

Così come sull'immigrazione, altro "fattore dinamico, di crescita e di modernizzazione della società, c'è da affrontare le difficoltà date dalle paure che naturalmente si sviluppano".

La sfida della sinistra, dunque, è quella di opporre alla proposta del governo Berlusconi una modernizzazione che si fondi su "una direzione ispirata dai valori della sinistra" e l'Ulivo deve comprendere "come star dentro il cambiamento imprimendo alla modernizzazione e alla globalizzazione i valori di libertà che contraddistinguono la sinistra, come è accaduto in Inghilterra e in Germania".

Riformismo senza popolo "Abbiamo riformato molte cose, ma abbiamo fatto spesso un riformismo senza popolo": questa la prima recriminazione di Fassino rispetto ai cinque anni di governo di centrosinistra.

"Abbiamo fatto spesso riforme molto importanti senza che i cittadini ne percepissero la portata" ha aggiunto, senza mancare di rilevare che ciò è avvenuto anche a causa della frammentazione interna alla sinistra.

"Spesso abbiamo fatto scelte coraggiose - ha aggiunto -spiegando che erano scelte obbligate e questo è stato un grande errore, perchè una scelta obbligata convince meno le persone di una scelta meditata".

Al contrario "bisogna far vivere le scelte nel Paese mostrandole come momenti di un progetto preciso di governo".

Privatizzare la Rai aprendo ai capitali privati Sollecitato dall'intervento di Augusto Manzella, Fassino ha affrontato due questioni che concernono il problema del sistema televisivo italiano: la privatizzazione della Rai e la questione del conflitto d'interesse.Rispetto alla privatizzazione della Rai, Fassino si è dichiarato contrario alla proposta della Margherita di privatizzazione per reti, proponendo al contrario, una privatizzazione nel suo complesso, affrontando il problema di "come si apre al capitale privato".

Fassino ha spiegato che tale soluzione si lascia preferire "sia per garantire un effettivo pluralismo, sia per rivalutare la funzione stessa di servizio pubblico" dal momento che "un sistema pluralistico dell'informazione come quello italiano, comporta che sia chiara la funzione del servizio pubblico".

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