16 LUG 2001

Varato il Dpef: Il Governo assicura, Sarà un "balzo in avanti" per l'Italia

[NON DEFINITO] | - 00:00 Durata: 53 min 15 sec
Organizzatori: 

Questa registrazione non è ancora stata digitalizzata.
Per le risposte alle domande frequenti puoi leggere le FAQ.

Roma, 16 luglio 2001 - "Il Governo si propone di far compiere al Paese un balzo in avanti strutturale e permanente nei ritmi di sviluppo, che porti l’Italia a realizzare tassi di crescita superiori al 3% per l’intera legislatura".

Questo l'obiettivo principale che il Governo intende perseguire con il Documento di Programmazione Economica e Finanziaria per il periodo 2002-2006 approvato dal Consiglio dei Ministri.

In sala stampa per illustrarlo giungono, al temrine della riunione dell'esecutivo, il vice presidente del Consiglio dei Ministri, Gianfranco Fini, il ministro dell'economia Giulio
Tremonti ed il suo sottosegretario, Mario Baldassarri.I punti salienti del DpefE' stato Mario Baldassarri ad illustrare i punti cardine dell'azione di governo con la quale si intende raggiungere l'obiettivo.Sono previsti investimenti pubblici per 10mila mld, il 50 % dei quali finanziati con capitali privati, una riforma fiscale che mira alla riuzione dell'1% annuo per 5 anni la pressione fiscale complessiva e una riduzione dell'1% l'anno dell'aliquota dei contributi sociali per comprimere il "cuneo fiscale", contenimento della crescita della spesa, l'aumento ad 1 mil al mese per le pensioni minime a partire dal 2002, privatizzazioni per circa 120mila mld, accelerazione delle liberalizzazioni, interventi per la crescita delle imprese e il rilancio del Mezzogiorno, a partire dall'azione per favorire l'emersione del sommerso.Verifiche per pensioni e sanità Per quanto riguarda la riforma delle pensioni, Giulio Tremonti ha ribadito che si dovrà aspettare la verifica, mentre per gli eventuali tagli alla spesa sanitaria, il ministro dell'Economia ha annunciato che da domani partirà il confronto con le regioni per cercare di anticipare la verifica e trovare un accordo Stato-Regioni per un autocontenimento, mantenendo invariate le prestazioni sociali.Il buco c'èE' Giulio Tremonti a ribadire che, cifre alla mano lo scostamento tra il rapporto deficit/Pil programmato e quello reale è più del doppio: "C'è un buco di almeno un 1% del Pil" ha dichiarato il ministro, che rivolgendosi polemicamente a quanti lo hanno criticato ha aggiunto: "Il problema non è chi tira fuori che c'è il buco, ma chi l'ha fatto".Il ministro che pure ha più volte scandito l'assicurazione che l'Italia si impegna a rispettare il patto di Stabilità, ha però dovuto ammettere che l'obiettivo dello 0,8% previsto dal patto comunitario "è drammaticamente difficile da raggiungere".

Ciò non ostante, però, il Governo opererà per impedire che il fabbisogno si trasformi in indebitamento e per abbattere l'attuale valore dell'indebitamento per farlo scendere verso l'obiettivo programmato.

La strategia, nel contesto difficile della situazione economica non esaltante e della esiguità di tempo disponibile, sarà quella di svolgere operazioni sul patrimonio dello stato.Gli impegni in sede comunitaria sono stati riaffermati anche da Gianfranco Fini che ha ribadito la ferma intenzione del Governo di impegnarsi alla riduzione del deficit "rifiutando di seguire strade che avrebbero potuto portare ad un aumento ulteriore della tassazione o ad una riduzione delle prestazioni sociali", dunque, niente aumenti di tasse tagli alle spese sociali.L'inflazione programmata all'1,7%Un'ultima considerazione di Gianfranco Fini sulle ragioni per cui il Governo ha fissato all'1.7% (definito un "ragionevole punto d'incontro" tra le richieste delle parti sociali) il tasso di inflazione programmata: "Coerentemente con quella filosofia che è alla base del Dpef, se noi partiamo dal presupposto che volontà del Governo Berlusconi è quello di aumentare il Pil e quindi di aumentare in qualche modo la ricchezza prodotta, dobbiamo essere consapevoli di una necessità politica, quella di non deprimere il potere di acquisto dei salari e di non determinare una gelata della ripresa dei consumi".

Richiamando il fatto che l'inflazione programmata viene usata come parametro nei rinnovi contrattuali, Fini ha sottolineato come il governo abbia "ritenuto importante indicare nel tasso di inflazione dell'1.7%, non largamente al di sotto dell'inflazione reale e non largamente al disopra dell'inflazione programmata del passato" per raggiungere "un punto di equilibrio atto a fare in modo che il potere di acquisto dei salari non venga colpito".In tal modo, dunque, alla possibile ripresa dell'economia - nelle intenzioni del Governo - non vi sarà "vantaggio solo per chi produce ricchezza, ma anche per i lavoratori dipendenti". .

leggi tutto

riduci

  • Gianfranco Fini, vice presidente del Consiglio dei Ministri

    <strong>Indice</strong>
    0:00 Durata: 57 sec
  • Giulio Tremonti, ministro dell'Economia e delle Finanze

    0:00 Durata: 10 min 26 sec
  • Mario Baldassarri, sottosegretario Ministero Economia e Finanza

    0:11 Durata: 20 min 46 sec
  • Gianfranco Fini, vice presidente del Consiglio dei Ministri

    0:32 Durata: 5 min 19 sec
  • Mario Baldassarri

    0:37 Durata: 35 sec
  • Mario Baldassarri: "Raggiungere il 3% nel 2002"

    <em>Doamande dei giornalisti</em>
    0:38 Durata: 2 min 41 sec
  • Giulio Tremonti: "Prevediamo una nota integrativa in funzione di quanto riusciamo a costruire in questi 15-20 giorni di lavoro dentro la Tesoreria"

    0:40 Durata: 3 min 48 sec
  • Mario Baldassarri, sulla riduzione delle spese

    0:44 Durata: 3 min 7 sec
  • Giulio Tremonti sulla sanità, "Discuteremo con le regioni"

    0:47 Durata: 2 min 53 sec
  • Giulio Tremonti, sul patto di stabilità d'accordo con Ruggiero

    0:50 Durata: 1 min 8 sec
  • Giulio Tremonti: "Sulla Sanità pensiamo di anticipare la verifica"

    0:51 Durata: 1 min 11 sec
  • Il testo del Dpef

    (Fonte: www.governo.it) Link
  • Giulio Tremonti, sulle privatizzazioni

    0:52 Durata: 24 sec