21 LUG 2001

Bordin da Genova: Corrispondenza delle ore 8.37

[NON DEFINITO] | - 00:00 Durata: 11 min 23 sec

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Genova, 21 luglio 2001 h8.37 - Documento sonoro integrale della corrispondenza del direttore di Radio Radicale, Massimo Bordin sugli scontri che si sono verificati ieri e sulle previsioni per la giornata odierna.

"Si annuncia una giornata senzaltro difficile", ha affermato Bordin È abbastanza complesso capire cosa potrà succedere oggi alle 14.00, ora per cui è stata riconvocata ieri per via televisiva, in una fascia di grande ascolto, da Vittorio Agnoletto la manifestazione anti-G8.

Il movimento sta discutendo come evitare che si ripetano gli incidenti di ieri, o meglio le iniziative di
vandalismo che hanno caratterizzato i cortei che si sono svolti ieri.

Quanto alle cifre della manifestazione si ha l'impressione che il numero dei fermati sia intorno ai 40-50 e il numero dei feriti sia superiore al centinaio.

Anche perché in queste occasioni è inevitabile che la maggior parte dei feriti più leggeri non vadano a farsi medicare al pronto soccorso per evitare grane legali, quindi la cifra dei ricoverati in ospedale va moltiplicata.La città è completamente militarizzata e la mobilità interna è molto difficile il servizio pubblico non è in funzione, il traffico privato è regolamentato e si è aggiunto anche uno sciopero dei taxi, è quindi molto difficile muoversi se non a piedi con percorsi peraltro assai tortuosi.A Porta a Porta ieri gli ascoltatori hanno potuto farsi un'idea delle posizioni che venivano espresse a caldo dai principali esponenti politici della manifestazione che, a questo punto non vi è dubbio, sono da un lato Agnoletto e dall'altro Bertinotti.

La leadership di Rifondazione Comunista si pone come la sinistra che ha rifiutato la sinistra di governo e in modo del tutto demagogico e perciò pericolosissimo accentua l'aspetto della manifestazione a tutti i costi con toni che finiscono per esaltare le posizioni più estreme.

Non ha senso dire in questa situazione "sfonderemo la zona rossa".

L'assedio è la caratteristica della manifestazione, questa era la tesi di ieri, riproposta da Agnoletto e da Bertinotti, che ha addirittura parlato di ricostruire ipotesi di rivoluzione.

La posizione di Agnoletto, che oggi attacca il ministro dell'Interno chiedendo cosa abbia fatto per impedire che i provocatori si infilassero all'interno del corteo, ha una tenuta logica molto discutibile nel momento in cui proprio i vertici del Global Forum, lui personalmente ma lo stesso Bertinotti l'altro ieri sera, protestavano per qualsiasi pullman venisse fermato, qualsiasi persona venisse rimandata alla frontiera.

Grazia Francescato ha dichiarato che i deputati Verdi, criticati dalla destra per alcune loro posizioni nel cosro del corteo, in quel corteo erano osservatori.

Ma fino a poche ore prima la Francescato rivendicava il diritto dei Verdi di manifestare in quanto parte di quel movimento, membri declassati improvvisamente a osservatori.

I Ds nella serata di ieri hanno annunciato che ora non andranno alla manifestazione.

Interessante notare come hanno deciso di non partecipare, non in una riunione centrale che pure Folena aveva convocato ma attraverso le federazioni locali che ad un certo punto hanno deciso di non partecipare.

È discutibile questa decisione del più grande partito della sinistra italiana perché presa in merito ad una considerazione di ordine pubblico che oltretutto avrebbe potuto essere prevista nel momento in cui veniva annunciata la partecipazione (discutibile anch'essa).La dialettica che si sta sviluppando all'interno del movimento è tra la componente post-comunista e quella anarcoide.

I cortei di ieri, come sottolineato da Marco Pannella, vedevano molte bandiere cubane e moltissime di Rifondazione.

È vero però che il primo corteo, quello sul tema sociale dell'immigrazione, c'erano anche altre bandiere tra cui una tibetana.

Se queste manifestazioni si facessero prendendo spunto da queste piccole presenze individuali all'interno di questo movimento tutti ne avrebbero da guadagnare ma così non è e si annuncia una giornata quantomeno difficile.

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