26 LUG 2001

DS: L'assemblea al Brancaccio per la candidatura di Fassino

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Roma, 26 luglio 2001 - Un nuovo capitolo si aggiunge al dibattito precongressuale tra i Democratici di Sinistra.

Al Teatro Brancaccio, si è tenuto un incontro sul tema "Una Sinistra Unita nell'Ulivo", convocato per definire ulteriormente i contorni e le prospettive della candidatura di Piero Fassino alla segreteria del partito in vista del prossimo congresso.

All'incontro hanno preso parte i principali protagonisti della fase pre-congressuale dei Ds, a partire da Massimo D'Alema e Giuliano Amato.Il partito ai mini storiciPiero Fassino ha aperto i lavori ed ha discusso senza mezzi termini del
nodo cruciale della crisi della sinistra italiana.

"Il nostro partito - ha affermato - è al minimo storico, in metà dell'Italia i Ds sono una forza del 10 %, il nostro elettorato è socialmente statico e anagraficamente in invecchiamento; ce ne è abbastanza per dire che o si cambia o si muore".

Quindi "urge uno scatto, un colpo di reni, una botta radicale capace di ridefinire l'identità della sinistra e rimotivare la sua funzione".Il rinnovamento della sinistra, per Fassino deve ripartire dal fatto che "non si può più pensare di governare in nome di un blocco sociale come ai tempi dell'industrialismo'', si tratta invece di raccogliere gli stimoli di una società in cui è possibile "la libera scelta di ciascuno''.

In questo senso è necessario ridisegnare "il ruolo del partito: sempre meno strumento di gestione del potere, ma sempre più fattore guida della comunità".

Un partito che negli ultimi anni ha visto ''ossidarsi i canali di comunicazione, impoverire le relazioni, offuscare la propria immagine, e tutto ciò si è tradotto in un partito via via più autoreferenziale''.Una sinistra più grandeL'obiettivo di costruire una sinistra più grande sarà la questione alla quale, "all'indomani del congresso, si dovrà lavorare senza ulteriori dilazioni''.

Del resto, secondo l'ex ministro di giustizia ''nulla giustifica più il permanere a sinistra di più partiti'', essendo necessario, nel nuovo panorama politico bipolare parlare "ad un'opinione pubblica più ampia, superando vecchi schemi e culture della sinistra del '900''.Relativamente al rapporto con CGIL, per Fassino è sottoscrivibile ciò che il sindacato sostiene in merito alla difesa e la qualificazione dei diritti dei lavoratori, per "includere tutti coloro che vengono esclusi da uno sviluppo ineguale e senza regole".La dialettica tra posizioni distinte all'interno del partito, non giustifica, per Piero Fassino, formazioni correntiste "chiuse e rigide".

Il congresso dovrà portare a un partito guidato da un gruppo dirigente costituito dalle "personalità più forti e riconosciute, espressione di sensibilità diverse".Amato per il partito del socialismo europeo in ItaliaAnche Giuliano Amato ha preso la parola al convegno del teatro Brancaccio, riconfermando che dopo il congresso dei Ds si aprirà un capitolo nel quale egli si impegnerà in prima persona "per fondare un partito del socialismo europeo in Italia", e se ''le divisioni in nome delle idee sono sacrosante", occorrerà farle.

Al congresso dei Ds, "vinca il migliore - ha aggiunto l'ultimo premier del centrosinistra - ma non sarà il migliore colui che vorrà essere solo al traguardo".

Perché un partito moderno "è espressione di una collegialità".Per realizzare il progetto di unificazione della sinistra occorre ''rafforzare l' Ulivo''.

Ma l'Ulivo non può crescere se non si mette in campo "una grande forza di sinistra radicata nel mondo del lavoro".D'Alema: OK a Fassino, ma non firmo mozioniMassimo D'Alema, prendendo la parola, ha precisato di avere intenzione di svolgere, nel percorso precongressuale, lo stesso ruolo assegnatogli al congresso di Torino, e quindi non firmerà "alcuna mozione''Secondo D'Alema l'iniziativa di Fassino e Bersani, che si è concretizzata nell'incontro del Brancaccio, "getta le basi di una nuova maggioranza nel partito".

Essa "deve avere un capo e questo capo deve essere il segretario".

Per D'Alema "Piero Fassino ha tutte le qualità per giocare questo ruolo".Il presidente dei Ds ha avuto poi parole di elogio per il candidato segretario.

"Fassino - ha detto D'Alema - è una persona libera, indipendente, che in diversi momenti ha avuto posizioni diverse dalle mie", dotato di "coerenza, lealtà, spirito unitario, capacità di governare il partito svelenendone il clima".

Secondo D'Alema l'ex ministro di giustizia potrà "essere un buon segretario".Distinguo con Amato e RutelliMassimo D'Alema poi si è detto d'accordo con Amato per un congresso dei Ds che sia una ''tappa'' per la costruzione di una ''sinistra più ampia''.

''Giuliano dice - ha aggiunto D'Alema - che noi abbiamo sbagliato, perché abbiamo dato l'impressione di voler cooptare le altre tradizioni della sinistra italiana", ma - ha quindi precisato - non si "può nemmeno pensare che oggi ci coopti tutti Giuliano Amato".

Al contrario serve "una costituente di eguali".D'Alema invita alla chiarezza dentro il partito e nella coalizione poiché se la "dialettica delle posizioni è sostenibile", la pretesa di "fare convivere nell'azione quotidiana progetti diversi è insostenibile" ed "il congresso - ha insistito D'Alema - deve sciogliere questo nodo".Anche nell'Ulivo, però, serve chiarezza, ma senza compiti esclusivi.

In tal senso D'Alema, ha detto di non vedere in "Francesco Rutelli il centro tradizionale" mentre la stessa sinistra moderna, deve "cercare di conquistare i ceti medi più avanzati e non confinarsi nella rappresentanza dei nostri ceti tradizionali".

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