01 AGO 2001

Libertà di ricerca: Scienziati con Coscioni contro Sirchia il talebano

[NON DEFINITO] | - 00:00 Durata: 16 min 56 sec
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Registrazione di "Libertà di ricerca: Scienziati con Coscioni contro Sirchia il talebano", registrato mercoledì 1 agosto 2001 alle 00:00.

L'evento è stato organizzato da Area radicale.

La registrazione ha una durata di 16 minuti.
  • Maria Gigliola Toniollo, ufficio Nuovi Diritti Cgil

    Roma, 1° agosto 2001 - Dopo le dichiarazioni rilasciate dal ministro della Sanità, Girolamo Sirchia, nell'intervista di Margherita De Bac al Corriere della Sera sull'utilizzo delle cellule staminali embrionali, il presidente di Radicali Italiani, Luca Coscioni, il leader della lotta per la libertà della scienza affetto da una grave patologia neurodegenerativa, ha diffuso un comunicato in cui definiva "il nuovo, si fa per dire, Ministro della Sanità", "talebano" e "bugiardo". <p><strong>L'attacco di Coscioni a Sirchia</strong><p>Coscioni infatti ha evidenziato che il ministro "insieme al Cardinale Ersilio Tonini, è stato uno dei 7 membri" della Commissione Dulbecco nominata da Veronesi, che "diceva sì, a maggioranza, alla sperimentazione", sui "25 complessivi, che si è dichiarato contrario alla utilizzazione degli embrioni soprannumerari, comunque destinati a finire nella spazzatura" che permetterebbe di scoprire cure per 10 milioni di italiani affetti da malattie come il diabete e il morbo di Parkinson. <p>"Sirchia - si legge nel comunicato - Ministro della Sanità della Repubblica italiana, diviene, di fatto, Ministro talebano della sanità cattolica, quanto impone un divieto alla sperimentazione sugli embrioni, anche se soprannumerari. Preferisce lasciarli morire, in realtà farli buttare nel cesso o nella spazzatura, piuttosto che destinarli ad una ricerca scientifica che potrebbe salvare le vite di milioni di persone. <p>Da buon talebano poi, si è perfino affrettato a cancellare, sul sito istituzionale del Ministero della sanità, le "pericolose" tracce della Commissione Dulbecco. <p>Coscioni accusa Sirchia di essere un bugiardo, per la seguente affermazione contenuta nell'intervista: "E' stato dimostrato - ha detto Sirchia - che utilizzando cellule staminali prese dall'individuo adulto si possono ottenere più tipi di tessuto. Quindi le ricerche saranno limitate a questo ambito. Non c'è ragione di avventurarsi nel campo minato degli esperimenti sugli embrioni".<p><strong>Scienziati con Coscioni e contro il ministro</strong><p>Due autorevoli esponenti della comunità scientifica, intervistati da Dino Marafioti, hanno dato ragione a Luca Coscioni e ha espresso disappunto per quanto riguarda le posizioni espresse dal ministro, anche a seguito della presa di posizione del professor Roger Pedersen, luminare della ricerca sulle cellule staminali della University of California, che ha deciso di rinunciare ad un finanziamento di 280 milioni di dollari per andare a proseguire le sue ricerche all'Università di Cambridge, nel Regno Unito, dove questo tipo di ricerca è incentivata dal Governo.<p>Sono intervenuti sulla questione, per i microfoni di Radio Radicale, Maria Gigliola Toniollo, dell'ufficio Nuovi Diritti di Cgil, e Demetrio Neri, ordinario di Bioetica all'Università di Messina, membro Comitato nazionale di Bioetica e della Commissione Dulbecco, i quali hanno ribadito che la decisione del ministro Sirchia è moralmente, oltreché scientificamente, eccepibile.<p><strong>Maria Gigliola Toniollo</strong> ha affermato che quella prospettata dall'attuale ministro della Sanità è una "prospettiva terrificante". <br>"Tutti quanti siamo in grado di capire quanto influisca l'integralismo" ha affermato la dirigente sindacale che non "vede il motivo di questa decisione, di questo star dietro a quanto disposto da oltre Tevere", ossia non comprende l'atteggiamento di sottomissione e genuflessione di alcuni scienziati alle indicazioni del Vaticano. In tal senso ha ricordato un episodio che "lascia il segno", un "convegno di scienziati" che ha chiesto "al Papa di dare la linea".<p>Per quanto riguarda invece le decisioni di Paesi come la Gran Bretagna, che stimolano il progresso scientifico e la ricerca per la cura di malattie che colpiscono un'elevata percentuale della popolazione mondiale, Toniollo ha dichiarato di non scandalizzarsi "troppo": "Sarà la solita questione - ha previsto la dirigente Cgil - chi ha un po' di soldi andrà all'estero come pure per la procreazione assistita". <br>Fuga di cervelli e turismo sanitario sembrano dunque essere le conseguenze di un'azione del ministero della Sanità in senso proibizionistico, sotto il segno del rispetto per la potenziale essenza umana degli embrioni, per cui, come capitava anni fa, "chi ha un po' di soldi" potrà farsi curare fuori dall'Italia e chi non dispone di risorse finanziarie adeguate potrà morire "incazzato", santo e puro nel nostro Paese. <p>Secondo <strong>Demetrio Neri</strong> se il ministro Sirchia "come scienziato non intende lavorare sulle cellule staminali embrionali e preferisce lavorare sulle cellule staminali adulte, è una decisione rispettabilissima" ma sarebbe "sbagliato" varare "una norma che costringa tutti gli scienziati ad indirizzarsi in un settore". In base alle critiche mosse al ministro dallo scienziato siciliano, le dichiarazioni del ministro sono non soltanto espressione di un principio etico ma anche proposta di indirizzo per la ricerca scientifica in campo sanitario e farmaceutico in Italia.<p>Il componente del Comitato nazionale di Bioetica ha infatti ricordato come i due scienziati italiani che "alcuni mesi fa hanno fatto delle importanti scoperte sulle cellule staminali adulte", abbiano a suo tempo ammonito la comunità scientifica e l'opinione pubblica a non prendere le loro "ricerche come una scusa per bloccare la ricerca sulle cellule staminali embrionali" perché "farebbe arretrare l'intero settore di anni". Inoltre i due scienziati hanno espresso la necessità di poter confrontare la ricerca su tutti i tipi di cellule staminali asserendo che "se si indirizza la ricerca in un solo campo l'intero settore verrebbe ritardato enormemente".<br>E in questo campo, ha sottolineato Demetrio Neri, "un ritardo nella ricerca significa la perdita di vite umane, quindi il fattore tempo è un fattore morale" e chi vuole "bloccare la ricerca in questo campo si assume la gravissima responsabilità di ritardare la possibilità di avere questi nuovi trattamenti".<p>Questo è un atteggiamento diffuso a livello mondiale, ha spiegato Neri, ma in Italia la situazione è ancora più anomala in quanto si aggiunge anche la devozione alle gerarchie della Chiesa cattolica espressa da "un ristretto gruppo di ricercatori che ruotano intorno alla Città del Vaticano e che la sanno lunga su tutto e rispetto al resto del mondo che va in un'altra direzione hanno la verità".<p>Lo studioso di bioetica ha inoltre evidenziato che il quadro disegnato "anche in tv" ad esempio da Rocco Buttiglione, per cui c'è "da un lato l'Europa che difende i diritti dell'uomo e quindi anche dell'embrione e dall'altro la cattivissima Inghilterra, è falso" perché il "primo Paese che ha consentito in Europa la sperimentazione sugli embrioni è stata la Spagna e non l'Inghilterra". <p>Inoltre "e questo Sirchia come scienziato lo dovrebbe sapere" le ricerche finora effettuate hanno dimostrato che "le cellule staminali embrionali sono molto più sicure da un punto di vista scientifico" in quanto non avrebbe senso curare il paziente "con cellule che contengono lo stesso difetto genetico che ha causato la malattia".<p>In sostanza, secondo Neri, "è una falsa alternativa, generata unicamente da motivi di ordine ideologico, quella tra sì o no alle cellule staminali perché non risponde allo stato della scienza"<br>"Non spacciamolo perlomeno - ha auspicato - come una questione scientifica"<br>
    0:00 Durata: 6 min 25 sec
  • Demetrio Neri, ordinario di Bioetica all'Università di Messina, membro Comitato nazionale di Bioetica e della Commissione Dulbecco

    0:06 Durata: 10 min 31 sec