13 AGO 2001

Bioetica: Pannella risponde al Papa, "Non tutto quello che è tecnicamente vietabile è moralmente perseguibile"

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Roma, 13 agosto 2001 h15.30 - Marco Pannella ha risposto dai microfoni di Radio Radicale alle dichiarazioni del Papa, nel Messaggio per la giornata mondiale del malato, in cui Giovanni Paolo II, seppur non facendo esplicito riferimento al dibattito sulla libertà di ricerca scientifica, ha affermato che ''non tutto ciò che è tecnicamente fattibile è moralmente ammissibile'', ricordando inoltre il ruolo della sofferenza nella vita umana.

Al pontefice il leader radicale ha risposto "sorridendo pur nella gravità della situazione", che "non tutto quello che è tecnicamente impedibile,
vietabile è moralmente perseguibile".Pannella si è poi dichiarato dispiaciuto in particolare dei "biascicamenti" del pontefice, della "reiterazione costante, nemmeno più sofferta per lui stesso, di banalità come queste sulla sofferenza, sulla spiritualità""La Chiesa cattolica - ha aggiunto Pannella - sta donando alla morte e alle sofferenze più atroci morali e fisiche una parte sempre più importante dell'umanità.

Il Vaticano e le parole di Giovanni Paolo II non sono di scandalo, come sempre le profezie e le parole profetiche sono e devono essere, sono semplicemente un po' penose, un po' noiose".

"Parole di sapore profetico" invece sono quelle che il Nobel Saramago ha dedicato a Luca Coscioni a sostegno della candidatura del presidente di Radicali Italiani: "Luca ha meritato da Saramago delle parole di sapore profetico, mentre temo che non vi sia un solo credente intellettuale che provi anche semplicemente emozione intellettuale ascoltando queste parole di Giovanni Paolo II""Forse Luca Coscioni e Colapinto (l'avvocato pugliese anch'egli affetto da sclerosi laterale amiotrofica ed impegnato nella lotta radicale per la libertà della scienza, ndr) stanno dimostrando che dono è la vita" e proprio per questo Pannella ha rinnovato l'invito a manifestare per la libertà di ricerca scientifica il giorno di Ferragosto in piazza San Pietro.

"Dopodomani mattina - ha concluso - se avremo la gioia di ritrovarci in molti a piazza San Pietro, saremo come sempre per qualcosa, per sperare, malgrado le speranze ogni volta ci vengano mutilate e tolte.

Portare la speranza a San Pietro forse è il posto giusto, sperando che giunga per le vie più strane a Papa Karol, a questo straordinario personaggio, a questa straordinaria persona, così avvincente, così dolce e così disperatamente debole nella sua Parola" .

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