14 AGO 2001

Foro Italico: Lo scandalo dello Stadio Olimpico

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Roma, 14 agosto 2001 h15.00 - Il consiglio di Stato a settembre deve decidere in merito alla vendita dello Stadio Olimpico e di altre strutture minori del complesso urbanistico e monumentale del Foro Italico.

Negli ultimi trent'anni il complesso del Foro italico ha vissuto una situazione di degrado sempre crescente che ha toccato l'apice con la Casa della armi di Luigi Moretti, uno dei capolavori del razionalismo moderno, trasformata in aula bunker per i processi di terrorismo.

Nella primavera scorsa il governo di centrosinistra decise di mettere in vendita l'intero complesso, nell'ambito della
politica di vendita ai privati dei beni demaniali dello Stato, facendo poi retromarcia sulla vendita in blocco del complesso ma non sullo Stadio Olimpico.

A tal proposito Giovanni De Pascalis ha intervistato per i microfoni di Radio Radicale il professor Giorgio Muratore, che ha delineato un quadro storico del complesso del Foro Italico, l'architetto Amedeo Schiattarella, che ha evidenziato la mancanza di un progetto urbanistico di riutilizzo multifunzionale dello stadio, e Oreste Rutigliano, che ha focalizzato il suo intervento in particolare sull'alterazione ambientale determinata dalla struttura aggiuntiva di copertura dello stadio.

Il CONI ha impugnato davanti al TAR il bando di gara per l'alienazione dello Stadio Olimpico contestando sul piano giuridico la possibilità di variazione della destinazione d'uso dei volumi collocati sotto le gradinate dello Stadio e più in generale lamentando una grave disattenzione nei propri confronti, in relazione ai meriti che il CONI vanterebbe nei confronti dello Stadio Olimpico.

Ma gli unici meriti che il CONI vanta nella vicenda Stadio Olimpico sono questi: 1.

Il Coni è responsabile della lievitazione dei costi di ristrutturazione dello Stadio: dagli 80 miliardi ai 225 miliardi definitivi, a cui vanno aggiunti quelli che si renderanno necessari per l'intera ricostruzione della Tribuna Tevere, la sola parte originale del vecchio stadio destinata ad essere anch'essa interamente ricostruita per problemi statici.

2.

Il CONI, nella persona del suo segretario generale Pescante, è stato condannato dalla sezione giurisdizionale per la regione Lazio della Corte dei Conti al pagamento a favore dell'erario di 500 milioni più le spese processuali per avere concorso, insieme ad alcuni tecnici della Soprintendenza, ad occultare l'esistenza di vincoli ambientali ricadenti nella zona di Monte Mario e del Tevere per imporre il progetto di ristrutturazione dello Stadio Olimpico.

Il Tribunale Amministrativo Regionale del Lazio ha accolto il ricorso del CONI riscontrando nella procedura di alienazione prevista la presenza di condizioni che di fatto favoriscono gli operatori privati a danno di quelli pubblici.

Dunque il CONI torna all'attacco per poter partecipare a condizioni più vantaggiose alla gara di aggiudicazione.

Ma come intende procedere il CONI visto che solo per fare qualche esempio il Ministero delle Finanze ha chiesto l'immediata esecuzione di crediti per oltre 114 miliardi? E soprattutto in che modo intende far fronte alle spese derivanti dalla gestione di un patrimonio di quella consistenza, visto che la sola manutenzione dell'anello di copertura dello Stadio costa 3 miliardi l'anno?.

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riduci

  • Introduzione di Giovanni De Pascalis

    0:00 Durata: 6 min 6 sec
  • Giorgio Muratore, professore ordinario di Storia dell'Architettura moderna presso l'Università La Sapienza

    <br>La storia del Foro Italico<br>
    0:06 Durata: 27 min 33 sec
  • Amedeo Schiattarella, presidente dell'Ordine degli Architetti di Roma

    <br>La mancanza di progettualità<br>
    0:33 Durata: 17 min 15 sec
  • Oreste Rutigliano, vicepresidente sezione romana di Italia Nostra

    <br>Link<br> Radicali: Gli scandali del Coni. Il Coni degli scandali <br>La copertura dello Stadio Olimpico<br>
    0:50 Durata: 12 min 16 sec