15 AGO 2001

Governo: Scajola, Non ci sono devianze nei servizi segreti

[NON DEFINITO] | - 00:00 Durata: 35 min 51 sec

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Roma, 15 agosto 2001 h10.30 - IL ministro dell'Interno nella conferenza stampa al termine della consueta visita di Ferragosto presso le sale operative della protezione civile ha affrontato la questione del rapporto stato - regioni, con particolare riferimento al problema degli incendi e dell'Etna, e i temi relativi all'attualità politica."Non ritengo che ci siano delle devianze all'interno dei nostri servizi.

Ritengo necessario ed urgente che la nostra azione di intelligence sia più efficace attraverso alcuni provvedimenti che nei tempi più celeri dovranno essere affrontati dal Parlamento
in riferimento alle garanzie funzionali che i nostri servizi oggi non hanno se non in modo assolutamente ridotto" Scajola ha così risposto ai giornalisti in merito alle denunce del ministro Umberto Bossi sulla presenza di elementi devianti nei servizi segreti, escludendo l'ipotesi "come ministro dell'Interno e quindi come capo del Sisde nella maniera più assoluta".

Il ministro ha quindi aggiunto che "quella di Bossi è una valutazione da intendersi all'interno di un discorso più completo sulla responsabilità della sinistra di non aver ancora isolato con grande chiarezza alcuni settori della violenza e della contestazione, non come una valutazione sui servizi" Claudio Scajola ha fatto inoltre riferimento ai fatti di Genova e, manifestando apprezzamento per le dichiarazioni di Luciano Violante sulle tute bianche, ha affermato che "a Genova non si è trattato di gestione dell'ordine pubblico.

Le nostre forze erano assolutamente impreparate a gestire fenomeni di guerriglia urbana e non è neanche loro compito".

"Si è aperta una stagione molto difficile" ha dichiarato il ministro dell'Interno riferendosi a "fenomeni di violenza molto vasti, con sigle diverse e che non hanno ancora trovato all'interno del movimento antiglobalizzazione una risposta chiara di rifiuto e di condanna della violenza e di isolamento dei violenti".

"Le condizioni non sono quelle degli anni di piombo" ha rassicurato Scajola, dichiarandosi "certo che lo Stato le saprà fronteggiare".

Il ministro ha inoltre ribadito la necessità che sul tema dell'ordine pubblico e della lotta alla violenza "ci sia assoluta concordia" perché non è possibile "ricadere negli errori del passato con i compagni che sbagliano".Claudio Scajola ha quindi ribadito l'appello lanciato dal presidente del Consiglio per l'unità delle forze politiche: "Se non ci fosse nei tempi più brevi una forte risposta da parte di tutte le forze parlamentari contro questi strumenti di violenza - che hanno diverse gradualità - si potrebbe allargare questo terreno di cultura dal quale potrebbero discendere ulteriori posizioni di violenza che si sentirebbero ulteriormente spalleggiate da un clima che si porta avanti".La lotta politica "contro un governo - ha spiegato Scajola - non si può giocare sul terreno dell'ordine pubblico.

Sarebbe - ha concluso - una sconfitta per l'opposizione testare così la resistenza di un governo democraticamente eletto''.

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