Radicali: Celebrazioni del XX Settembre, Il Comizio a Porta Pia

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Roma, 20 settembre 2001 - La giornata di celebrazioni dell'anniversario della breccia di Porta Pia, il 20 settembre 1870, allorquando i bersaglieri liberarono Roma dal potere papalino, è stata vissuta dai radicali con un comizio proprio nel luogo in cui le mura della città - allora in mano allo Stato Pontificio - furono abbattute con colpi di cannone che aprirono la strada ai bersaglieri comandati dal generale Raffaele Cadorna.

Contro tutti i fondamentalismi

Non sono mancati naturalmente i riferimenti all'attualità internazionale ed al problema del fondamentalismo religioso che proprio pochi giorni prima aveva colpito gli Stati Uniti d'America con l'attentato dell'11 settembre alle Torri Gemelle di NYC e al Pentagono.
L'occasione per i radicali è stata quella di denunciare i fondamentalismi ad ogni latitudine ed in ogni forma: Marco Pannella, infatti, indossava un cartello con la scritta "No Vatican, No Taleban", accomunando la distruzione di vite provocata dal fondamentalismo islamico, a quella provocata dal fondamentalismo vaticano che condanna a morte migliaia di malati opponendosi alla libertà di ricerca scientifica.

Ad aprire il comizio è Emma Bonino con l'invocazione affinchè "la religione torni ad essere un fattore di coscienza privata". La leader radicale richiama le parole del Premio Nobel Josè Saramago: "Dio in quanto tale è innocente - cita Bonino - in realtà sono gli uomini, il potere, le burocrazie che hanno inventato il 'fattore dio' e che dalla coscienza individuale ne hanno organizzato la proiezione politica" per arrivare al "fattore di fanatismo".

Contro il fondamentalismo Emma Bonino ha lanciato il proprio avvertimento: "Non è accettabile - ha affermato - pretendere che quello che è peccato per alcuni, diventi automaticamente reato per tutti". L'accettazione del principio "io non lo farei, tu non lo devi fare" infatti - ha proseguito Emma Bonino - "significa creare le basi dell'odio, dell'intolleranza religiosa e politica"

La leader radicale individua nel fondamentalismo religioso "che va a braccetto spesso con l'autoritarismo più gretto" il nuovo nemico dopo il comunismo, con cui l'occidente e le democrazie liberali devono confrontarsi. Di fronte a questo scenario, dunque, - ha concluso la leader radicale - è ancora più importante, qundi, lottare per uno Stato fondato sulla responsabilità individuale, a partire dalla lotta contro le gerarchie vaticane che con il loro fondamentalismo vietano "la libertà di ricerca scientifica, la libertà nell'insegnamento, la libertà e la religione della libertà"

Il Vaticano semina morte

La denuncia della pericolosità del fondamentalismo vaticano è giunta anche da Demetrio Neri: "Chi oggi si adopera con tutti i mezzi e a tutti i livelli per ritardare l'avvento dei nuovi orizzonti nella cura della malattia e nell'evitare le sofferenze, deve sapere che si assume un'enorme responsabilità morale: quella di tutte quelle vite che avrebbero potuto essere salvate e che invece andranno perdute".

Un 20 settembre, festa nazionale

Se Daniele Capezzone ha stigmatizzato l'atteggiamento dei sindaci di Roma, Veltroni e, prima di lui, Rutelli, che amano festeggiare il natale di Roma, "una data mitica ma assolutamente priva di senso", mentre lasciano soli i radicali "a festeggiare il natale della Roma europea e laica", contro tutti i fondamentalismi, è Marco Pannella ancorpiù esplicitamente a proporre che il 20 settembre divenga per Roma e per l'Italia quello che il 14 luglio rappresenta per Parigi e la Francia, una festa popolare a ricordo della "liberazione di Roma dal potere temporale dei papi".

"La riforma liberale che cerchiamo di costruire - ha spiegato il leader radicale nel corso del suo comizio che ha concluso la manifestazione - è anche riforma religiosa, delle religioni della libertà, della religiosità da far crescere e coltivare nella coscienza di ognuno, contrapposta alle religioni dell'illibertà, della violenza, dell'inimicizia tra la coscienza e la scienza".

La bestemmia vaticana

Pannella ha poi ribadito la propria condanna nei confronti della Curia Vaticana la cui opera che rende mondana la sfera spirituale è contro il senso stesso del sacro: il verbo che dovrebbe essere rivelato nelle parole del papa e dei massimi esponenti della chiesa di Roma, è in realtà ridotto a bestemmia

"Il Vaticano non è un pericolo, è una realtà nemica della vita: il Vaticano concorre a creare morte in ogni occasione e senso". Questa la durissima accusa di Pannella che ha ricordato come le gerarchie ecclesiastiche si siano sempre sempre opposta alla scienza "che rappresenta un pericolo", ma anche "alla libertà del credente di vivere in coscienza la sua fede, la sua religiosità". E quindi Pannella cita Dante Alighieri: è fondamentale liberare la Chiesa dal peso mondano del potere e liberare lo Stato dalle imposizioni del potere vaticano.

L'ignominia vaticana

"Noi siamo assuefatti ad una cultura incredibile, che a mio avviso è un'ignominia". L'accusa di Pannella nei confronti del vaticano prende le mosse dall'assunto vaticano che considera l'embrione una persona: "Quando si pretende di elevare a dignità di persona qualcosa che il microscopio nemmeno consente a volte di individuare, non si riesce ad elevare quello che non può essere a dignità umana di individuo, ma si abbassa potenzialmente l'individuo al nulla di un embrione, a qualcosa che è nulla e lo è in realtà per la cultura di morte che il potere vaticano rappresenta".

In conclusione del proprio comizio il leader radicale introduce alla successiva fino al Vaticano: "Attraverseremo Roma - ha affermato - per arrivare fino a dove arrivò l'Europa della libertà con i bersaglieri del XX settembre di 131 anni fa, andremo da Porta Pia a san Pietro, ai confini del Vaticano, a testimonianza che vi è qualcosa che non si è persa: una memoria che persa equivale al sonno della ragione, l'amore della libertà , l'amore del diritto l'amore, in fondo, della umanità"



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Interventi

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    Emma Bonino

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    Demetrio Neri, Professore ordinario di Bioetica all'Università di Messina, membro Comitato nazionale di Bioetica

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    Giovanni Felice Mapelli, Centro Studi Teologici di Milano

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    Franco Grillini, presidente onorario di Arcigay

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    Emma Bonino, in risposta a Franco Grillini

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    Cinzia Caporale, docente di bioetica presso l'Università di Siena e responsabile dell'Osservatorio sulla Bioetica della Fondazione L. Einaudi

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    Rita Bernardini, presidente di Radicali Italiani

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    Marco Cappato, eurodeputato Lista Bonino

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    Benedetto Della Vedova, eurodeputato Lista Bonino e presidente di Radicali Italiani

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    Daniele Capezzone, segretario Radicali Italiani

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    Marco Pannella

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