27 SET 2001

Radicali Italiani: Raccolta firme a Rebibbia sulle pdl per la "giustizia giusta"

[NON DEFINITO] | - 00:00 Durata: 23 min 53 sec
Organizzatori: 

Questa registrazione non è ancora stata digitalizzata.
Per le risposte alle domande frequenti puoi leggere le FAQ.

Roma, 26 settembre 2001, h11.30 - Radicali Italiani a Rebibbia per la raccolta firme nelle carceri sulle 25 proposte di legge di iniziativa popolareDurante la mattinata è stato allestito un tavolo per consentire a tutti i detenuti di sottoscrivere le proposte, tra cui vi sono anche quelle sulla Giustizia Giusta: per la riduzione dei termini di carcerazione preventiva, per l'abolizione dell'obbligatorietà dell'azione penale, per la separazione delle carriere dei magistrati, per la riforma in senso uninominale e maggioritario del sistema elettorale del Consiglio Superiore della Magistratura, per la semplificazione delle procedure in materia di liberazione anticipata, per la responsabilità civile dei magistrati.L'iniziativa di raccolta firme nelle carceri, fa parte della tradizione dei radicali i quali - come ha ricordato Benedetto Della Vedova - "ritengono che i detenuti debbano continuare ad essere presenti nella vita civile".

Le sottoscrizioni sono state numerose e l'iniziativa ha riscosso un notevole successo, tanto che i radicali hanno presso di tornare per consentire a tutti di sottoscrivere le proposte.Italia: maglia nera per giustizia e sistema carcerario "I detenuti - ha raccontato Sergio D'Elia, segretario di Nessuno Tocchi Caino - ci chiedevano se tra le proposte vi fosse una proposta di amnistia o indulto, abbiamo risposto di no perché per noi l'unica cosa realistica, credibile che possiamo proporre al Parlamento è di porre mano ad alcune norme di buon governo del carcere per garantire sicurezza da un lato e per tentare di dare una risposta al problema del sovraffollamento".

A tal proposito, la semplificazione delle procedure in materia di liberazione anticipata è di fatto una proposta aiuterebbe alla soluzione del problema delle migliaia di proposte inevase per lungaggini burocratiche.

Si cerca di arrivare al "buon governo del carcere" e - ha aggiunto D'Elia - "avere un vincolo per la carcerazione preventiva per togliere l'Italia da una situazione di illegalità anche su questo aspetto.

L'Italia è stata condannata almeno una volta al giorno per problemi inerenti alla giustizia, soprattutto per le lungaggini dei processi.

Queste proposte obbligherebbero l'Italia a rientrare nella legalità ad essere al passo con altri paesi europei e soprattutto di evitare che la custodia cautelare, che può arrivare fino a 9 anni, corrisponda ad una vera e propria pena".

Contro l'ostracismo all'esercizio dei diritti dei detenuti"È importante ribadire - ha evidenziato l'europarlamentare Della Vedova - che la popolazione detenuta oltre alla detenzione non deve scontare pene accessorie non previste da alcun ordinamento e da alcuna sentenza, quali l'ostracismo rispetto all'esercizio dei diritti consentiti e rispetto all'informazione sulla qualità della vita carceraria".

Uno degli elementi che connotano il grado di civiltà di un Paese, infatti, è proprio quello del rispetto dei diritti dei detenuti: "La civiltà - ha affermato Della Vedova - è innanzitutto civiltà giuridica".

A tal proposito l'europarlamentare della Lista Bonino ha spiegato che il pacchetto di proposte di legge di iniziativa popolare per la giustizia giusta tendono proprio al "rafforzamento della civiltà della giustizia e dello Stato di diritto"Problema carcerario: chiediamo conto al popolo delle promesseIl Segretario di Radicali Italiani, Daniele Capezzone ha ricordato le polemiche divampate tra maggio e settembre dello scorso anno sul problema del sovraffollamento carcerario.

In quel periodo si erano verificate proteste nelle carceri.

Da destra e da sinistra, passando per il Papa, si era chiesta una rapida soluzione al problema, si era paventata l'ipotesi di amnistia per tutti i detenuti condannati per reati puniti per un periodo inferiore a quattro anni e quella di indulto, due anni per le pene detentive, trenta milioni per quelle pecuniarie.

"C'è stato quel popolo delle promesse, a cui chiediamo conto delle promesse fatte, c'è un popolo civile, dignitoso che - ha osservato il segretario di Radicali Italiani - sa esercitare i suoi diritti e sa anche dare una lezione di tolleranza, di laicità e di civiltà anche al resto del Paese.

Cosa rimane di quelle promesse? Rimangono problemi drammatici, sovraffollamento e non solo, e anche l'incapacità della politica di mettere sulla strada delle soluzioni più credibili per questi problemi".

Capezzone ha inoltre criticato la gestione del ministero della Giustizia da parte di Roberto Castelli il cui "compito - ha ricordato il segretario di Radicali Italiani - è anche quello di occuparsi di quelli che con una certa facilità definisce Caino".

"Castelli continua a sorprendermi - ha affermato - per la sua incapacità di cogliere l'essenziale".

Alla radice dei problemi della giustizia c'è ad esempio la politica proibizionista su droga e prostituzione, sarebbe quindi fondamentale "modificare queste legislazioni" perché la legalizzazione "significherebbe dimezzare la presenza dei detenuti nelle carceri e risolvere questo circo italiano che ogni volta si ripropone del rilancio dell'edilizia carceraria, ma servirebbe soprattutto a consentire alle forze di polizia e a i magistrati di non alzare più bandiera bianca rispetto ad una valanga di reati nei confronti dei quali c'è oggi la quasi totale impunibilità". .

leggi tutto

riduci

  • Sergio D'Elia, presidente di Nessuno Tocchi Caino

    <strong>Indice</strong>
    0:00 Durata: 9 min 40 sec
  • Benedetto Della Vedova, europarlamentare della Lista Bonino

    0:09 Durata: 4 min 1 sec
  • Daniele Capezzone, segretario Radicali Italiani

    0:13 Durata: 10 min 12 sec