02 OTT 2001

Rogatorie: Rutelli e Diliberto gridano allo scandalo

[NON DEFINITO] | - 00:00 Durata: 1 ora 15 min

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Napoli, 2 ottobre 2001 h 20.30 - Francesco Rutelli e Oliviero Diliberto, in un dibattito all'interno della festa di Rinascita dal titolo: "Difesa della Costituzione, federalismo e governo delle città", hanno aspramente criticato il governo Berlusconi in merito alla discussione in Parlamento della riforma sulle rogatorie internazionali.Francesco Rutelli ha sottolineato che "molti deputati del centro destra non se la sono sentita di votare una legge che grida vendetta e sulla quale si sta svolgendo una battaglia aspra al Senato".

L'ex sindaco di Roma ha criticato innanzitutto il fatto che la
discussione sia avvenuta nel momento "in cui ci stiamo preparando a votare per il referendum e il Parlamento aveva sempre stabilito che nei giorni che precedono una consultazione popolare Camera e Senato non si riunissero", mentre al Senato hanno "preteso di riunirsi, di forzare il regolamento e di votare, di discutere e di approvare questa norma sulle rogatorie".

La riforma, secondo Rutelli e Diliberto, va in senso opposto alle nuove forme di lotta al terrorismo che si stanno cercando in tutto il mondo dopo gli attacchi dell'11 settembre.

"Il mondo intero si sta chiedendo con angoscia come combattere forme di terrorismo nuove e tremende quali quelle" degli attentati negli Stati Uniti, "tutti ci chiediamo come si può combattere senza creare una situazione di guerra, di conflitto, senza andare a colpire altri innocenti e adesso - ha affermato Francesco Rutelli - la maggioranza nel Parlamento del nostro Paese si ingegna per trovare il modo di ostacolare investigatori, magistrati, persone che hanno rischiato la loro vita per andare a catturare dei delinquenti internazionali e per andare a mettere le mani su chi tiene proprio quei conti segreti che i molti casi sono il frutto di traffico di armi, di droga e di orrende speculazioni finanziarie segrete.

La prima cosa che fa l'Italia, sotto l'egida di questo nuovo governo, è cercare di rendere non più difficile la vita ai terroristi, a coloro che creano queste disponibilità illecite, ma ai magistrati, agli investigatori che cercano di combatterli".

Il segretario di Comunisti Italiani ha preso ad esempio l'iniziativa di Tony Blair "leale alleato degli Stati Uniti e contro il terrorismo, che ha presentato in parlamento una proposta di legge per togliere ogni impaccio, ogni problema procedurale per le estradizioni dei criminali.

Nelle stesse ore - ha evidenziato Diliberto - qui in Italia, un governo che a parole dice di essere contro il terrorismo, per coprire le proprie magagne ha presentato e sta sostenendo una legge che di fatto impedisce la cooperazione internazionale in materia di grande criminalità".

Il presidente del Consiglio, secondo il segretario di Comunisti Italiani, sta assumendo, per "difendere i propri interessi", un atteggiamento ambiguo in politica internazionale in un momento in cui ci sarebbe bisogno di portare avanti iniziative tese a semplificare la cooperazione internazionale.

"Berlusconi - ha affermato Diliberto - da un lato è il più schierato con gli americani però dall'altro al Senato si sta combattendo una battaglia su una legge, letteralmente scandalosa" Oliviero Diliberto ha inoltre ribadito il no di Comunisti Italiani alla guerra, proponendo di cercare delle "soluzioni ragionevoli".

"Il terrorismo - ha sostenuto - è nemico di tutti, è nemico del popolo e di tutti i popoli, per questo va colpito ed estirpato senza nessuna pietà, per questo non si può dichiarare guerra a nessun popolo ma solo ai terroristi e a chi li protegge.

La guerra dovrebbe essere dichiarata alla povertà, alla fame, alle ingiustizie nel mondo".

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  • Oliviero Diliberto, segretario di Comunisti Italiani (problemi audio all'inizio dell'intervento)

    <strong>Indice</strong>
    0:00 Durata: 5 min
  • Francesco Rutelli, leader della Margherita

    0:05 Durata: 27 min 17 sec
  • Oliviero Diliberto

    0:32 Durata: 42 min 59 sec