03 OTT 2001

Terrorismo: Scajola, «Non sono un vate ma per ora non è probabile un attacco in Italia»

[NON DEFINITO] | - 00:00 Durata: 4 min 17 sec

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Roma, 3 ottobre 2001 - "Non sono un vate, né abbiamo dei vati nel nostro ministero", in ogni caso non vi sono "particolari notizie" che facciano "ritenere probabile un attacco terroristico in Italia".

Così il ministro dell'Interno, Claudio Scajola, ha risposto a Lamberto Sposini che al termine di un dibattito in occasione della presentazione del libro "Miliardi in fumo" di Alfredo Mantovano, edito da Piero Manni, gli ha chiesto quali fossero le possibilità di attacchi terroristici in Italia, dopo l'11 settembre."Gli obiettivi americani, e non soltanto americani, sono - ha rassicurato
Scajola - sotto una particolare e attenta vigilanza subito dopo" che il secondo aereo si è abbattuto sulla Torre Nord.

"Immediatamente si è colto, tutti insieme, che non poteva essere un incidente ma che certamente era un attacco.

Abbiamo fatto il Comitato per la sicurezza pubblica alle 17.00, ma alle 15.30 abbiamo immediatamente allertato tutti gli aeroporti e iniziato un'opera di vigilanza forte sugli obiettivi americani e non solo che ritenevamo allora, e oggi riteniamo, più a rischio di attentati".

"La guardia era ed è alta - ha proseguito il ministro - e non ha modificato la nostra opera di vigilanza la dichiarazione che è emersa ieri per il tramite dell'Ambasciata americana a Roma.

Dobbiamo però dire che non abbiamo notizie particolari che ci possano far ritenere probabile un atto terroristico in Italia.

Questo può essere smentito tra 5 minuti dai fatti".

"Guai però - ha ammonito Scajola - se noi ritenessimo che un momento di difficoltà come quello che sta vivendo il mondo intero alla vigilia anche dell'inizio di una lunga azione di carattere militare ci possa far dire che si vive in modo spensierato.

Abbiamo la normale preoccupazione che si deve avere in un momento difficile".

"Non si deve cadere in un momento di particolare allarmismo che - ha osservato - può creare soltanto ulteriori preoccupazioni e andare in fondo incontro a chi, facendo il terrorista, vuole seminare il terrore.

Noi non dobbiamo assecondare lo scopo del terrorismo con comportamenti normali come stiamo avendo.

I nostri comportamenti debbono essere però vigili.

Abbiamo avuto anche nelle ultime ore alcune segnalazioni, abbiamo rintracciato alcune cose che stiamo seguendo con molta attenzione nell'ambito di un'attività di prevenzione molto forte che le forze dell'ordine stanno compiendo.

Credo che ci sia in Italia un'apprensione che emerge dai media superiore a quella che notiamo negli altri paesi e non credo - ha concluso il ministro - che questo sia utile alla gestione di questo momento difficile".

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