11 OTT 2001

Bonino in Asia: "Corte internazionale contro le sante alleanze antiterrorismo"

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Roma, 11 ottobre 2001, h8.40 - Dopo l'11 settembre molti leader politici, da Bush a Blair, hanno manifestato l'esigenza di assicurare i responsabili degli attacchi alla giustizia, ma in quale tribunale si pensa di giudicare Usama bin-Laden e i capi di al-Qaeda? Emma Bonino, i radicali e Non c'è pace senza giustizia propongono di utilizzare, rendendoli applicabili, degli strumenti di global governance per la globalizzazione dei diritti.

"Alla luce dei recenti fatti che hanno portato all'attacco anglo americano in Afghanistan, la Corte Penale Internazionale diventa sempre più un obiettivo
centrale", ha dichiarato Emma Bonino in un intervista realizzata da Giovanna Reanda per i microfoni di Radio Radicale, ricordando che "per renderla operativa servono almeno 60 paesi ratificanti".

Attraverso la creazione di strumenti di giurisdizione internazionale, infatti, si può arrivare ad un'organizzazione mondiale della democrazia invece che ad una santa alleanza contro il terrorismo, che contiene in sé il rischio di dare carta bianca a dittatori di altri paesi proprio grazie alla loro partecipazione a questa santa alleanza.

Emma Bonino sta quindi partendo per l'Asia per arrivare al raggiungimento delle 60 ratifiche necessarie all'entrata in vigore delloStatuto in Roma della Corte Penale Internazionale."L'idea di questo viaggio - ha spiegato la leader radicale - nasce da una riunione convocata e organizzata da Non c'è pace senza Giustizia e dal governo delle Filippine con 19 paesi asiatici sulla ratifica dello statuto di Roma dell'International Criminal Court".

Emma Bonino e Maria Carmen Colitti, consigliere giuridico dell'associazione radicale Non c'è pace giustizia, si recheranno nelle Filippine, in Cambogia, e in Thailandia "sempre con il medesimo scopo: tentare di accelerare l'iter della ratifica"."Si sente - ha chiarito l'ex commmissaria Ue agli aiuti umanitari, arrestata dai Taleban nel 1997 - il bisogno di strumenti multilaterali di global governance, di giurisdizione internazionale e quindi abbiamo deciso di ntraprendere, con il partito radicale e Non c'è pace senza giustizia, queste iniziative nel sud est asiatico".Per quanto riguarda l'ipotesi in Cambogia di un Tribunale ad hoc per i crimini commessi durante il regime di Pol Pot, contro i Khmer Rouge, Emma Bonino ha dichiarato: "Come è noto non sono una sostenitrice appassionata della moltiplicazione dei tribunali ad hoc.

Credo sia stato importante l'avvio di quello per la ex Yugoslavia e in parte anche quello per il Ruanda ma penso si debba arrivare al più presto al reale funzionamento della Corte Penale Internazionale Permanente".

"Il numero di paesi che hanno già ratificato - ha affermato la leader radicale - è salito a 45, tra cui la Nigeria e la Polonia, con una notevole accelerazione rispetto a luglio scorso quando, alla cerimonia per il terzo anniversario della firma dello statuto di Roma, i paesi ratificanti erano 37.

Il Messico ha annunciato che il disegno di legge di ratifica è in corso di esame al parlamento".

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