21 OTT 2001

Gand: L'Europa che non c'è secondo Amato, D'Alema e Dini

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Forti critiche dal centrosinistra al governo Berlusconi per la perdita di credibilità dell'Italia sul piano internazionale.

Dopo l'11 settembre si è posto il problema di un nuovo ordine geopolitico mondiale ma il pre-vertice di Gand ha dimostrato ulteriormente l'assenza di un'Europa in grado di assumersi le proprie responsabilità Roma, 20 ottobre 2001, h18.54 - Durante un dibattito all'interno della Festa della Margherita sul tema: "Italia Europa dentro la crisi", Giuliano Amato, Massimo D'Alema e Lamberto Dini hanno mosso dure critiche al governo Berlusconi in relazione in particolare
all'esclusione dell'Italia dal pre-vertice tra Francia, Gran Bretagna e Germania che si è svolto prima dell'avvio ufficiale dei lavori del summit europeo a Gand D'Alema, perdita di credibilità dell'Italia e negazione del Consiglio d'EuropaMassimo D'Alema ha ribadito la mancanza di considerazione della presenza e della funzione delle istituzioni europee, sostenendo che l'incontro a tre è stato sostanzialmente uno sgarbo verso il Consiglio europeo.

''Berlusconi - ha affermato D'Alema, facendo riferimento alla perdita di credibilità dell'Italia nella comunità internazionale - invece di arrabbiarsi, dovrebbe interrogarsi sul perché di una caduta così netta di prestigio dell'Italia.

Se leggesse, o si facesse leggere, i giornali stranieri lo capirebbe.

E poi, le sue reazioni di ieri confermano le ragioni per cui non lo inviterei nemmeno io agli incontri: prima ha detto di avere un altro impegno, reazione puerile; poi ha protestato con la Francia e si è preso una rispostaccia che io non avrei accettato.

Lui, invece, ha detto 'va bene, grazie del chiarimento'.

Insomma tre capriole di questo tipo colpirebbero la credibilità di tutti noi, figuriamoci quella già precaria del presidente del Consiglio''.D'Alema ha comunque speso parole di apprezzamento per il rafforzamento del ruolo dell'Italia nei Balcani, così come richiesto dal presidente Usa a Berlusconi, ma ora, ha aggiunto, il problema è occuparsi del Medio OrienteDini, L'Italia non potrà essere credibile finché non verrà risolto il conflitto di interessiLamberto Dini ha focalizzato le sue critiche sull'esclusione dell'Italia dal pre-vertice sul conflitto di interessi e ha sostenuto che comunque "non vi è una doppia linea di governo" tra quella portata avanti dal presidente del Consiglio e quella del ministro degli Esteri Ruggiero.

Amato, l'assenza di una vera Europa indebolisce gli Usa"Non esagererei nel dire che la testa dell'Europa è stata tagliata da un evento di questo genere perché - ha spiegato Giuliano Amato - la difesa comune europea ha fatto dei passi enormi negli ultimi anni, quelli dei nostri governi, su iniziativa principalmente britannica, ma non esiste ancora quel corpo di 60.000 uomini che nell'arco dei prossimi due anni dovrebbe essere a disposizione proprio per un rapido impiego in qualunque circostanza sia ritenuto necessario.

Abbiamo fatto dei passi avanti, li stiamo continuando a fare", ma - ha chiarito l'ex presidente del Consiglio - "una richiesta di aiuto militare fatta oggi all'Europa coglie l'esercito europeo in fase di formazione e di allestimento, quindi non avremmo potuto offrire ancora l'alternativa militare europea.

Perciò diventa più che ovvio che l'intervento militare lo offrano i singoli paesi".

L'Europa "non è morta", quindi, ma - ha chiarito Giuliano Amato - il ritardo con cui si sta procedendo "all'ingresso a tutto tondo della voce europea e del peso europeo sullo scacchiere internazionale ci indebolisce tutti e indebolisce per primi gli Stati Uniti".

"In realtà - ha spiegato l'ex presidente del Consiglio - tra una domanda di maggiore democrazia nel mondo e 'Yankee go home' c'è una sottilissima differenza, perché c'è troppa incombenza degli Stati Uniti nel mondo", ma non c'è ancora un'alternativa: "alzi la mano il paese europeo che si sente di candidarsi al ruolo di partner competitivo nella leadership mondiale agli Usa".

In conclusione Amato ha spiegato che "o l'Europa, nel suo insieme, con tutto il suo peso assume un ruolo nel mondo" oppure l'Italia e gli altri paesi contribuiranno "a continuare ad alimentare conflitti e tensioni che vedono nell'eccesso della presenza americana la loro fonte e il loro alimento principale"L'Europa quindi deve assumersi le proprie responsabilità Francia, Germania e Gran Bretagna non possono continuare a pensare di avere un ruolo predominante nel mondo in quanto stati nazionali forti: "Vedere quella riunione mi è sembrato - ha aggiunto Amato - molto fin de siecle, ma fine del XIX secolo, non del XX"; ed è per questo che L'Italia deve avere "tutta la sua credibilità per richiamare gli altri e non se stessa al rafforzamento del ruolo europeo"D'Alema ha fatto a tal proposito riferimento al vertice di Shangai, evidenziando il rischio e la possibilità concreta che "il baricentro si sposti dall'Europa" verso la Cina: "Prima Usa e Russia per incontrarsi venivano in Europa, ora sono andati a Shangai.

Non dobbiamo cullarci nell'idea che l'Europa è comunque baricentro nel momento in cui il mondo si sta riorganizzando"Appoggio all'intervento militare in AfghanistanAmato, D'Alema e Dini hanno ribadito inoltre che l'intervento militare nei confronti di uno stato che "non ha il coraggio di dichiarare guerra e agisce subdolamente" (Amato) con le armi del terrorismo internazionale è necessario, nonostante vi siano polemiche interne "affinché questa coalizione sia credibile per risalire la china" e porsi come alternativa di governo al centrodestra (D'Alema).

In ogni caso, ha affermato Giuliano Amato, in tale momento di crisi "è assolutamente assennato che si chieda e si predichi una politica bipartisan, senza portare questo al limite teorico che qualunque scelta di una maggioranza in politica internazionale per il solo fatto che riguarda la politica internazionale, debba esser bipartisan e condivisa da tutti".

"Quando si tratta di impegnare il Paese nel suo insieme all'estero in vicende di pace e di guerra - ha sostenuto Dini - è opportuno che vi sia una consultazione" dell'opposizione "anche perché si deve ricercare la possibilità di un consenso molto ampio e la maggioranza non ha molto da lamentarsi del comportamento dell'opposizione in questo caso".

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