13 NOV 2001

Business International: XII Tavola rotonda con il Governo italiano - Incontro con Maurizio Gasparri

[NON DEFINITO] | - 00:00 Durata: 1 ora 22 min

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Il no di Gasparri su Raiway è motivato da logiche di mercato e non politiche.

Telefonia: troppi operatori, si deve andare verso una riaggregazioneRoma, 13 novembre 2001 - Il ministro delle Comunicazioni Maurizio Gasparri, nell'incontro dal titolo "Le politiche per le Comunicazioni" all'interno della XII tavola rotonda con il governo italiano organizzata da Business International sul tema "La competitività del Sistema Paese Italia: analisi e prospettive", ha chiarito le motivazioni del suo no alla cessione del 49% di Raiway alla società texana Crown Castle.

Raiway"Su Raiway - ha affermato -
non ho giudicato un sistema di rapporti ma un contratto" che, secondo il ministro Gasparri "non è conveniente proprio per ragioni di mercato".

Se infatti in vista di una discussione su una futura privatizzazione della Rai in toto o in parte si fosse deciso di "impegnare" una parte della tv pubblica, si sarebbero alterati i termini della discussione per l'entrata a pieno titolo dell'azienda di Viale Mazzini nel mercato.

Oltretutto "essendo Raiway della Rai, che è dell'Iri, ora in dissolvimento", presumibilmente l'entrata connessa alla cessione sarebbe andata "interamente al Tesoro".

La polemica con il Cda Rai continuaGasparri, rinfocolando la polemica con il CdA di Viale Mazzini, ha ribadito che "i vertici Rai sono degli incompetenti" che non sono in grado di rendere competitiva la tv pubblica.

"Mentre sulle reti private trasmettevano Il grande fratello, sulla Rai andava in onda una replica della fiction su Padre Pio", e questo è uno dei tanti esempi di come la Rai non sia in grado di stare sul mercato.

La tv pubblica inoltre non svolge nemmeno il ruolo di servizio pubblico, che dovrebbe invece sviluppare.Telefonia: troppi operatoriNel settore della telefonia fissa ''sono nate troppe realtà ed è forse il momento di pensare a una razionalizzazione e anche nel mobile ci sono troppe compagnie e troppe licenze''.

Così il ministro per le Comunicazioni ha sottolineato la necessità di un processo di concentrazione nel mercato eccessivamente ampio della telefonia.

"Lo stato non farà salvataggi come in politica le grandi imprese italiane si devono assumere la responsabilità dei lavori fatti", ha chiarito Gasparri, aggiungendo che ci sono investitori esteri e italiani interessati e ''il governo seguirà questi processi fisiologici che nascono sul mercato''.Per quanto riguarda il discorso delle licenze Umts, Gasparri ha affermato che l'esecutivo sta ''valutando la durata delle licenze'' e ha sostenuto che ''se cambia il contesto, non c'è nulla di strano a rivedere le regole''.

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