22 NOV 2001

Tunisia: La difesa dei diritti civili - Incontro con Sihem Ben Sedrine (con Oliver Dupuis)

[NON DEFINITO] | - 00:00 Durata: 1 ora 45 min

Questa registrazione non è ancora stata digitalizzata.
Per le risposte alle domande frequenti puoi leggere le FAQ.

Sihem Ben Sedrine ha partecipato insieme al segretario del PRT Olivier Dupuisall'incontro sulla difesa dei diritti civili prima e dopo l'11 settembre, organizzato dall'associazione Giustizia e Libertà.

Roma, 21 novembre 2001 - Mentre i riflettori sono tutti puntati sull'Afghanistan del mullah Omar e di Osama bin Laden, i radicali si fanno arrestare in Laos, si occupano della ratifica del Trattato di Roma per la Corte penale internazionale, lanciano un Satyagraha mondiale per l'ingresso delle donne nel nuovo governo afghano e denunciano che l'Europa e l'Italia non si occupano nemmeno dei paesi
del Mediterraneo, seguendo la rovinosa linea della Real Politik.

In Algeria e in Tunisia, infatti, proseguono le violazioni dei diritti umani ed è sempre più pressante il rischio che il terrorismo vinca con l'imposizione di leggi liberticide e la persecuzione di coloro che chiedono democrazia contro il fondamentalismo e il totalitarismo Sihem Ben Sedrine: Le radici del terrorismo sono nei regimi autoritariGiornalista e editrice, già vice-presidente della Lega Tunisina per i Diritti dell'Uomo, Sihem Ben Sedrine è la portavoce del Comitato Nazionale per le Libertà in Tunisia (CNLT, non riconosciuto dalle autorità).

Dirige la casa editrice arabo-francese Aloès, oltre al giornale on line www.KalimaTunisie.com (censurato in Tunisia) ed è Segretaria Generale dell'Osservatorio per la difesa delle libertà della Stampa, dell'edizione e della creazione (OLPEC), associato alla rete internazionale di Reporter Senza Frontiere.Infaticabile militante delle libertà e dei diritti umani, Sihem Ben Sedrine da anni è perseguitata dalla polizia Tunisina.

Quest'ultima ha perfino fatto circolare negli anni '90 foto pornografiche, naturalmente contraffatte, che la coinvolgevano e che furono consegnate addirittura al figlio.

Poco tempo fa, durante lo sciopero della fame del militante Jalel Zoghlami, è stata, insieme a suo marito Omar Mestiri, violentemente aggredita dalla polizia e da membri del partito governativo.

Sihem Ben Sedrine ha denunciato in particolare che dopo l'11 settembre aumentano le possibilità che si concretizzi il rischio che regimi liberticidi approfittino della situazione per giustificare un inasprimento della repressione nei confronti dei dissidenti.

Le radici del terrorismo, infatti, secondo la portavoce del CNLT, sono proprio da rintracciare nei regimi autoritari.

Per questo è fondamentale che la comunità internazionale si adoperi per far cessare la sistematica violazione dei diritti umani in Tunisia e per far sì che si instauri un sistema democratico per non creare un humus fertile per i gruppi terroristici di matrice fondamentalista islamica.

Olivier Dupuis: Democrazia nei paesi del sud-est del Mediterraneo per tagliare le radici del terrorismoOlivier Dupuis ha chiarito che si vuole "veramente tagliare le radici del terrorismo, noi come Europa abbiamo il dovere di sostenere coloro che, come Sihem, si battono per la democrazia.

Tutte le accuse che gravano su Sihem sono degli strumenti apparentemente soft per neutralizzare chi, come lei, ha la volontà e il coraggio politico.

In questo modo, infatti si cerca di evitare che in un futuro possa candidarsi alle elezioni".

"Il nostro aiuto e sostegno a Sihem Ben Sedrine e ai democratici tunisini - ha spiegato il segretario del Partito Radicale Transnazionale - non è solo una questione di difesa dei diritti umani, ma l'affermazione della necessità della democrazia in Tunisia che può essere un modello per i paesi dell'altro lato del Mediterraneo.

Per questo - ha aggiunto l'eurodeputato della Lista Bonino - dobbiamo cercare di sostenere e contribuire a creare un partito forte non ideologico per il radicamento della democrazia in Tunisia, anche affinché vi sia l'alternanza e non solo l'alternativa l regime attuale per un cammino verso la democrazia"Dopo l'11 settembre, infatti, la Tunisia "ha tutte le carte in regola per spezzare questa logica dei regimi totalitari e diventare il primo paese democratico sull'altra sponda del Mediterraneo" e "gli alibi che i dirigenti politici italiani ed europei si danno rispetto alla Tunisia non esistono"Il segretario del PRT ha evidenziato che "la Commissione Europea non riesce a garantire nemmeno che i fondi assegnati alla Tunisia vengano gestiti da Ong e non da organismi governativi".

Dupuis ha inoltre lanciato una proposta: chiedere al ministro degli Esteri Ruggiero un interessamento affinché "in questi processi importanti ci sia almeno un consigliere dell'Ambasciata ad assistere per testimoniare almeno una minima presenza dell'Italia.

Ferdinando Imposimato: Il problema della giustizia va affrontato a livello globale "L'11 settembre non può essere l'alibi per le leggi liberticide, perché sarebbe non solo una cosa eticamente inaccettabile ma anche politicamente non conveniente perché questo non potrebbe che avvantaggiare i terroristi, ovvero coloro che sono per la radicalizzazione della lotta.

noi invece siamo per il dialogo e questa cultura del dialogo deve prevalere e dovrebbe ispirare tutte le persone civili di questo mondo"Così Ferdinando Imposimato ha chiarito che le questioni di Algeria e Tunisia non sono fatti isolati e che l'Europa deve occuparsi con fermezza di instaurare un sistema democratico fondato sul diritto per garantire libertà e democrazia nel mondo.

Imposimato, ringraziando "i Radicali che come sempre sono molto attenti, molto precisi e molto aperti", ha bacchettato la stampa che dovrebbe "cercare di approfondire e di informare correttamente l'opinione pubblica su come funziona la giustizia e la democrazia in questi paesi." "Il problema della giustizia è un problema universale che dobbiamo cercare di affrontare globalmente, e i paesi occidentali devono occuparsi anche del corretto funzionamento della giustizia in tutti i paesi del mondo", ha concluso il presidente onorario aggiunto della Corte Suprema di Cassazione Tonino Armini ha evidenziato i rischi della santa alleanza contro il terrorismo e della possibilità che dopo l'11 settembre vi sia un inasprimento delle politiche repressive, ricordando la Russia, la Cina, il Laos.

"Putin - ha evidenziato - sicuramente metterà in azione ancora di più le azioni repressive nei confronti del popolo ceceno, affermando che i ceceni sono terroristi.

Anche la Cina e gli altri paesi, come la Tunisia e l'Algeria, attueranno politiche liberticide.

Tutti quanti cercheranno di far sì che le voci libere tendano ad essere soppresse, si pensi solo al Laos".

Il rappresentante dell'associazione Giustizia e Libertà ha inoltre ricordato l'appuntamento per il 1° dicembre del Satyagraha mondiale organizzato dai radicali per l'ingresso delle donne nel nuovo governo afghano.

leggi tutto

riduci

  • Matteo Amati, comunità Capodarco

    <strong>Indice</strong>
    0:00 Durata: 6 min 23 sec
  • Anna Bozzo, docente presso il Dipartimento di Studi Storici Geografici Antropologici dell'Università Roma Tre

    0:06 Durata: 10 min 50 sec
  • Ben Sedrine Sihem, portavoce del CNLT Comitato Nazionale per le Libertà in Tunisia (in francese)

    0:17 Durata: 11 min 28 sec
  • Anna Bozzo, presiede

    0:28 Durata: 5 min 48 sec
  • Ferdinando Imposimato, presidente onorario aggiunto della Corte Suprema di Cassazione

    0:34 Durata: 13 min 49 sec
  • Olivier Dupuis, europarlamentare Lista Bonino, segretario del Partito Radicale Transnazionale

    0:48 Durata: 13 min 38 sec
  • Anna Bozzo

    1:01 Durata: 3 min 47 sec
  • Italo De Bernardis, delegato di Amnesty International, legge il saluto della sezione italiana di Amnesty

    1:05 Durata: 11 min 42 sec
  • Giovanni Matteoli, redattore del mensile "Le ragioni del socialismo"

    1:17 Durata: 5 min 45 sec
  • Anna Maria D'Ottavi, Facoltà di Scienze della Formazione Università Roma Tre

    <em>Dibattito</em>
    1:23 Durata: 2 min 33 sec
  • Anna Bozzo

    1:25 Durata: 2 min 53 sec
  • Olivier Dupuis: "Chiediamo a Ruggiero che un consigliere dell'Ambasciata assista a questi processi importanti"

    1:28 Durata: 1 min 37 sec
  • Tonino Armini, Associazione Diritto e Libertà

    1:30 Durata: 5 min 19 sec
  • Olivier Dupuis: "La Commissione europea non riesce a garantire nemmeno che i fondi vengano gestiti dalle Ong"

    1:35 Durata: 1 min 8 sec
  • Sihem Ben Sedrine (in francese)

    1:36 Durata: 2 min 5 sec
  • Matteo Amati

    <em>Conclusioni</em>
    1:38 Durata: 57 sec
  • Anna Bozzo, sulle difficoltà della trasmissione di informazioni in Tunisia per le imposizioni del governo tunisino

    1:39 Durata: 5 min 31 sec