10 GEN 2002

Confindustria: Conferenza stampa di D'Amato, Appoggio a Berlusconi, critiche ad Agnelli

[NON DEFINITO] | - 00:00 Durata: 35 min 57 sec

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Il presidente di Confindustria apprezza la linea Berlusconi sul ministero degli Esteri.

Sulle dichiarazioni di Agnelli il commento è secco: "Non amo dichiarazioni del genere"Roma, 10 gennaio 2002 - Antonio D'Amato in una conferenza stampa ha sostenuto la linea scelta dal presidente del Consiglio per quanto riguarda il ministero degli Esteri e ha freddamente ribattuto alle dichiarazioni rilasciate da Gianni Agnelli sulla vicenda Ruggiero.

Confindustria appoggia Berlusconi"Il fatto che da tempo Confindustria e il mondo dell'economia chiedano alle nostre ambasciate e al ministero degli Esteri di
avere una funzione di guida e di propulsione sul piano della crescita della presenza dell'industria italiana nel mondo e sulla capacità di attrarre investimenti stranieri in Italia è una vecchia storia e abbiamo anche chiesto un maggiore coordinamento".

Così Antonio D'Amato ha commentato il progetto di riforma della Farnesina annunciato da Silvio Berlusconi.

"Oggi - ha argomentato il presidente di Confindustria - quasi tutti i responsabili delle ambasciate sono spesso in grado di tessere reti adeguate allo sviluppo dell'economia".

Insomma per D'Amato "la diplomazia economica va di pari passo con la diplomazia politica"L'Italia un paese di fichi d'india? Non accetto queste definizioniComunque D'Amato ha chiarito che pur avendo un "grande rispetto per Renato Ruggiero, non dipende da un ministro il grado di autorevolezza di un paese o del governo, perché questo dipende dal consenso che ha nel suo elettorato e da quanto riesce a mantenere le promesse per le quali il governo è stato eletto"Per quanto concerne le affermazioni di Gianni Agnelli sulla vicenda Ruggiero, il presidente di Confindustria ha dichiarato: "Ho talmente tanto rispetto del mio paese che non amo questo tipo di battute".

Il senatore a vita ha infatti recentemente sostenuto che la vicenda Ruggiero è degna di un "paese dei fichi d'india" ma - sostiene D'Amato - "se noi vogliamo ridare prestigio al nostro paese dovremmo parlarne tutti con più rispetto"Con l'euro è iniziato il processo di costruzione dell'Europa La polemica sul senso di appartenenza all'Europa è priva di senso per il presidente di Confindustria: "Gli imprenditori italiani - ha sostenuto - sanno di avere solide radici europee".

È però necessario "lavorare in ciascun paese, a partire dal nostro affinché ci sia un'idea più condivisa di Europa".

Necessario quindi un superamento del modello sociale europeo affinchè "un modello di stato sociale europeo possa essere effettivo e funzionante e questo vuol dire anche saper affrontare l'attuale modo in cui è organizzato il welfare state nei vari paesi europei, intervenire sulla struttura molto spesso pesante e inefficiente del sistema fiscale europeo, lavorare sulle flessibilità del mercato del lavoro e creare uno spazio più competitivo dell'EuropaIn ogni caso "nessun rischio di inflazione" dopo l'ingresso dell'euro.

D'altronde - ha ricordato - il mondo industriale "da molto tempo fa i conti in euro", quindi non ci dovrebbero essere problemi.

Il rischio però è quello di pensare che "fatto l'euro è fatta l'Europa, si deve pensare che fatto l'euro è iniziato il processo di costruzione dell'Europa".

La "sfida forte che oggi si apre per le istituzioni e per le parti sociali" è proprio quella di pensare e di agire per il consolidamento dell'Europa.

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