25 GEN 2002

NPWJ: La conferenza di Amsterdam. Stanzani, a luglio Corte Penale Internazionale

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Si aprono ad Amsterdam i lavori della Conferenza sulle Corti internazionalizzate e sulla Corte Penale Internazionale.

Stanzani: "Il 17 luglio si festeggerà l'entrata in funzione della Corte" 25 gennaio 2002 - Oggi si aprono i lavori della Conferenza di Amsterdam organizzata dall'Amsterdam Center for International Law (ACIL), dall Project on International Courts and Tribunals (PICT) e dall'associazione radicale Non c'è pace senza Giustizia.La prima giornata è dedicata alla presentazione e all'illustrazione delle quattro Corti penali internazionalizzate esistenti (Sierra Leone, Timor Est,
Kossovo, Cambogia), esperimenti di corti miste costituite da giudici interni ed internazionali, mentre la seconda sarà dedicata alla Corte Penale Internazionale.

Il 17 luglio festeggeremo l'entrata in funzione della Corte penale internazionale I lavori saranno aperti questa mattina dal presidente di Non c'è pace senza giustizia, Sergio Augusto Stanzani Ghedini, che ha ricordato ai microfoni di Radio Radicale gli enormi passi avanti compiuti nella direzione dell'istituzione di una Corte Penale Internazionale e l'importante contributo fornito da Non c'è pace senza giustizia sia per quanto riguarda la corte della Sierra Leone, che per quanto riguarda la corte per il Kossovo, raccogliendo le prove che hanno portato all'incriminazione di Slobodan Milosevic.

"Siamo arrivati a 48 ratifiche su 60 necessarie" dello Statuto di Roma, e quindi con "ragionevolissima convinzione e certezza raggiungeremo l'obiettivo di festeggiare il 17 luglio 2002, ovvero il quarto anniversario dell'approvazione dello statuto, l'entrata in funzione della Corte penale internazionale".

Per la pace nel mondo serve democrazia e giustiziaQuesto obiettivo, che "non molto tempo fa sembrava una delle follie radicali", si colloca in un quadro internazionale - ha evidenziato Stanzani - in cui "il problema della libertà, del diritto, della democrazia si impone come un'esigenza sempre più dirompente" in quanto non è facile prevedere "la pace nel mondo senza la possibilità effettiva di garantire giustizia".

"Noi siamo convinti - ha chiarito - che l'unico mezzo reale e concreto per garantire giustizia sia la democrazia" e che, proprio per questo motivo, i paesi con una democrazia consolidata devono occuparsi di mantenere la pace con gli strumenti di cui sono a disposizione, tra cui, ovviamente i tribunali e le leggi.

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