23 FEB 2002

Mani pulite: Radicali, «Proseguono i furti dei partiti e i privilegi dei magistrati»

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"Dopo 10 anni di mani pulite proseguono i furti dei partiti e i privilegi dei magistrati".

Questa la denuncia di Radicali Italiani nel decennale di TangentopoliMilano, 23 febbraio 2002 - Daniele Capezzone, Marco Beltrandi, Lorenzo Strick Lievers e Giovanni Cominelli hanno tenuto una conferenza stampa di fronte al Palazzo di Giustizia di Milano in occasione dei '10 anni' di Tangentopoli, denunciando che oggi più che mai "proseguono i furti dei partiti e i privilegi dei magistrati".

Fatto gravissimo se si pensa che la mancanza di autonomia della magistratura dalla politica è proprio uno dei
fattori determinanti dello stato di illegalità nel nostro paese.

Prosegue lo stato di illegalitàI radicali hanno ricordato che i partiti continuano a ricevere i finanziamenti pubblici, oltretutto contro la volontà della stragrande maggioranza degli italiani, e i magistrati ad avere la "carriera garantita", e quindi "cercano la soddisfazione professionale - ha evidenziato Beltrandi - in altri campi, tra cui la politica".

Questo impedisce di fatto al mondo politico di attuare delle concrete riforme del sistema giudiziario e alla magistratura di portare avanti eventuali indagini riguardanti personalità politiche in modo imparziale e trasparente.L'ultimo esempio di una lunga serie è la riunione convocata a Palazzo Chigi giorni fa, "un incontro - ha ricordato Capezzone - con il presidente dell'Anm, prevedendo ulteriori aumenti di stipendio e garantendo ai magistrati che la separazione delle carriere non è nel programma di FI, del Polo e del governo", al contrario dei programmi presentati agli elettori della Cdl.

Capezzone: ancora clandestini, questione di burocrazia?Daniele Capezzone ha denunciato in primo luogo lo stato di clandestinità in cui prosegue la battaglia radicale, nonostante il segretario di Radicali Italiani sia ormai al sesto giorno di sciopero della fame.

"Nei giorni scorsi - ha chiarito Capezzone - il presidente della Commissione di vigilanza sulla Rai, il senatore Petruccioli, ha ritenuto di risolvere la questione inviando una lettera al presidente ad interim della Rai, Emiliani, il quale ha ritenuto di corrispondere a quella lettera inviando a sua volta, altrettanto burocraticamente una lettera a qualche capo struttura.

Il risultato - ha evidenziato - è quello che ognuno questa mattina può constatare: non un usciere della Rai, non un addetto alle pulizie ha ritenuto di passare di qui.

Attendiamo questa sera ampie notizie dal Palavobis".

Le pdl: prosegue la lotta radicaleIn un momento in cui i temi della giustizia sono sotto i riflettori, "per i cittadini italiani non c'è la possibilità di conoscere" le pdl proposte dai radicali proprio per far sì che di questi temi si discuta in Parlamento sulla base di proposte concrete.

Nello specifico, Daniele Capezzone ha ricordato le pdl "per re-introdurre la responsabilità civile dei magistrati ottenuta con il referendum e immediatamente cancellata dal Parlamento della Repubblica, per sancire la separazione delle carriere tra magistrati inquirenti e magistrati giudicanti, per ridurre i termini di carcerazione preventiva - oggi un cittadino può stare in carcere fino a 9 anni tra una sospensione, un rinvio e altro, essendo da considerare innocente fino a sentenza definitiva di condanna - così come anche abolire il principio costituzionale di obbligatorietà dell'azione penale che nei fatti è regolarmente travolto e stravolto" nel principio della "più totale discrezionalità"."Questo significa - ha concluso Capezzone - continuare da un lato con i privilegi dei magistrati e con il finanziamento pubblico, dall'altro continua un patto scellerato tra una certa politica e una certa magistratura alle spalle delle riforme che non si vedono e che i cittadini vorrebbero".BeltrandiBeltrandi ha ricordato che "nel '92, all'inizio dell'inchiesta, i radicali rilanciarono subito la campagna che portavano avanti dalla fine degli anni '70 per l'abolizione del finanziamento pubblico ai partiti, comprendendo che questo era un nodo centrale della vita politica e democratica del paese, e subito denunciarono i rischi e le storture per i diritti civili che l'ondata giustizialista avrebbe determinato come ogni volta che si è verificata".

I radicali - ha ricordato - erano i soli a farlo perché erano "gli unici a poterlo fare", in quanto non sono mai stati coinvolti in un'inchiesta.

Beltrandi ha inoltre ricordato che nel '93 il 90.3% degli elettori che si recarono alle urne votarono per l'abolizione del finanziamento pubblico ai partiti, ma già nel '97 venne reintrodotto il rimborso elettorale.

"Non contenti - ha aggiunto - i partiti nel '98 votarono un aumento considerevole del rimborso elettorale" Beltrandi ha quindi evidenziato che "non è forse un caso che tangentopoli sia esplosa in tale modo, ma probabilmente le denunce rimanevano nei cassetti dei magistrati" proprio per la mancanza di autonomia della magistratura.

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  • Daniele Capezzone, segretario Radicali Italiani

    0:00 Durata: 8 min 6 sec
  • Marco Beltrandi, membro della Direzione di Radicali Italiani

    0:08 Durata: 10 min 32 sec
  • Daniele Capezzone, conclude

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    0:18 Durata: 38 sec