26 FEB 2006

Intervista settimanale a Daniele Capezzone, segretario di R.I.

[NON DEFINITO] | - 00:00 Durata: 33 min 35 sec
Organizzatori: 

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Roma, 26 febbraio 2006 - Documento sonoro completo dell'intervista a Daniele Capezzone, segretario di Radicali Italiani, realizzata da Roberto Spagnoli.

Registrazione audio di "Intervista settimanale a Daniele Capezzone, segretario di R.I.", registrato domenica 26 febbraio 2006 alle 00:00.

L'evento è stato organizzato da Area radicale.

La registrazione audio ha una durata di 33 minuti.
  • La prima questione di cui si parla è la morte di Luca Coscioni, i messaggi di cordoglio pervenuti da tutto l'arco politico, l'emozione con cui si è vissuto questo funesto evento ed infine la partecipazione della gente e dei politici ai funerali

    Capezzone invita ad esaminare e valutare tutti i messaggi inviati ai siti radicali.it e lucacoscioni.it; lui li ha scorsi a lungo ed ha notato che le banalità si contano sulle dita di una mano. Tutti questi contributi, che portano con sé le tracce di un immenso affetto e di un legame profondo con Luca, non meritano certo l'oblio. Questi messaggi - commenta infine Capezzone - testimoniano anche un'attenzione delle persone verso Luca pervenuta però solamente dopo la sua morte. Il paese si è accorto di Coscioni solo quando Coscioni non c'era più. <br><strong>Indice degli argomenti</strong>
    0:00 Durata: 2 min 6 sec
  • Spagnoli rileva che questo, dopo 5 anni o più, sarà il primo impegno politico dei radicali fisicamente senza Luca Coscioni, ma con la sua presenza politica

    Non c'è dubbio - replica il segretario di R. I. - che c'è stato, nei confronti di Luca e dei Radicali, una «chiusura da esorcismo». La frase detta da Pannella: «un radicale buono è un radicale morto» esprime un dato di fatto. Capezzone ricorda le negazioni degli esponenti del centrosinistra nei confronti dei radicali nel 2005. Si è avuta per questo una ferita irrimediabile. Ricorda anche il no di Berlusconi ed il suo dictat negativo alla partecipazione di Luca Coscioni al comitato di bioetica.
    0:02 Durata: 3 min 46 sec
  • La Rosa nel Pugno - trova Spagnoli - costituisce uno dei modi importanti per portare avanti l'iniziativa di Coscioni. Chiede poi a Capezzone delle informazioni tecniche e delle delucidazioni sulla presentazione del simbolo e quella delle firme di adesione alla Rosa nel Pugno

    Il segretario di R.I. trova che tanti cittadini, leggendo i giornali, siano entusiasti vedendo che esplode il caso politico; però viene un "dolore al fianco" nel ricordare che c'è stata tutta una battaglia per evitare una discriminazione e per non fare in modo che la Rosa nel Pugno dovesse presentare le liste prima delle altre forze politiche. Aggiunge Capezzone: le cose sarebbero potute essere più straordinarie di quanto non lo siano già. E' un fatto meraviglioso che tanti personaggi politici abbiano dato il loro contributo ed assenso a questo nuovo soggetto politico senza nulla pretendere in cambio. E' d'altro canto sconcertante il fatto di avere delle personalità che, rischiando, pongono il problema di un deficit laico e liberale. Capezzone si augura che, a partire dalle cose che De Giovanni e Turci hanno detto, i DS vogliano interrogarsi sulla loro situazione. In effetti i DS sono un grande partito, che però non riesce a trovare un "ubi consistam" e rischia di essere cannibalizzato dalla Margherita.
    0:05 Durata: 4 min 45 sec
  • Con lo spostamento di alcuni politici dei DS alla Rosa nel Pugno, questa diventa una spina nel fianco per i diessini. C'è quindi un elettorato dei DS che vorrebbe l'impegno del suo partito su temi che invece non sono toccati. Spagnoli invita quindi a fare un'analisi dei rapporti tra i DS e la Rosa nel Pugno

    Capezzone fa un excursus della presenza di informazioni sulla Rosa nel Pugno sia nei TG che nei quotidiani. Dal punto di vista elettorale - aggiunge - i media si preparano alla cancellazione di questo partito, che inevitabilmente prenderà meno voti proprio per la mancanza di conoscenza da parte dell'elettorato. <br>Parla poi del rapporto con i DS auspicando che questi colgano l'occasione per affrontare e risolvere i problemi posti da alcuni dei loro membri che si sono candidati nella Rosa nel Pugno. E' anche importate, trova il segretario radicale, guardare «al di là del proprio naso» e quindi oltre le elezioni. I DS non si accorgono, secondo lui, della politica aggressiva della Margherita. Capezzone spiega quindi, dal suo punto di vista, i rapporti tra i partiti del centrosinistra e la prospettiva del partito democratico.
    0:10 Durata: 3 min 38 sec
  • C'è un'adesione della Rosa nel Pugno a Prodi con una riserva di libertà sui programmi, osserva Spagnoli

    Prodi ha colto la proposta radicale, che sosterrà il leader del centrosinistra per l'intera legislatura, che firma quello che va firmato, ma rivendica una sua libertà di azione contenutistica e programmatica. L'altro che si pone problema che si pone è quello della presenza televisiva della Rosa nel Pugno, rispetto al quale Capezzone trova che «se proseguisse anche su questo una linea di ostilità contro la Rosa nel Pugno e di schiacciamento, questo sarebbe un atto autolesionista».
    0:14 Durata: 2 min 17 sec
  • Spagnoli s'interroga sui problemi che scaturiranno nel centrosinistra con l'ingresso della Rosa nel Pugno, specie se si vinceranno le elezioni

    Capezzone trova che, con l'ingresso di questo nuovo partito, finalmente si riuscirà a parlare di laicità e di tutti gli altri argomenti che i radicali cavalcano già da tempo. Quindi la Rosa nel Pugno non farà cadere il governo, ma lo sosterrà facendogli assumere un indirizzo liberale. «Puntiamo ad essere un fattore di condizionamento - aggiunge il segretario di Radicali Italiani - laico e liberale, cosa di cui il centrosinistra ha molto bisogno». Quindi la Rosa nel Pugno sarà un grosso fattore di rinvigorimento delle discussioni e dei temi posti all'attenzione del centrosinistra, infatti «non è che si possa andare avanti solo scagliando anatemi contro Berlusconi!» In effetti, i sondaggi danno il centrosinistra vincente, ma abbastanza di misura.
    0:16 Durata: 2 min 35 sec
  • Spagnoli quindi affronta l'argomento dell'intervento di Capezzone al congresso dell'Associazione Nazionale Magistrati

    Capezzone riassume i temi toccati, specie quello dell'amnistia, ed ha l'impressione che la capacità dei radicali di poter dire certe cose viene sempre censurata dai media. Infatti - continua - noi nei confronti di Berlusconi non lanciamo solo anatemi, ma lo contraddiciamo su questioni precise, la nostra quindi non è una polemica girotondina, ma assolutamente basata sui fatti e, proprio per questo, vincente.
    0:19 Durata: 1 min 55 sec
  • Spagnoli chiede informazioni sulla pubblicazione del decreto legge sulle olimpiadi, che contiene i provvedimenti proibizionisti riguardo alla droga ed agli spinelli.

    Capezzone è dispiaciuto che Ciampi abbia promulgato il decreto e commenta le pericolose norme che entreranno tra poco in vigore. Aggiunge che, sia da parte del partito, che tramite Radio Radicale, si è dato ampiamente spazio a questo tema ed ai possibili effetti negativi che porterà con sé. Il problema è questo: «si sconta ancora una volta l'incapacità del centrosinistra di fare una battaglia». Infine ritiene positive le prese di posizione di Livia Turco e ne esamina dettagliatamente i comportamenti.
    0:21 Durata: 4 min 5 sec
  • Si passa ora ad esaminare la situazione internazionale. L'Iraq è sull'orlo della guerra civile, mentre l'amministrazione Bush cambia tattica.

    Riguardo all'Iraq, Capezzone ricorda l'intervento di Michael Ledeen e pensa che abbia detto e dica cose sagge. Valuta poi la situazione irachena, oggi difficile ed esplica le sue posizioni e spiega come i neocon abbiano cercato di imporre una svolta culturale alla destra americana verso il principio della promozione della democrazia. Invece si parla semplicemente di esportazione della democrazia. Commenta quindi le varie prese di posizione, terminando la carrellata con le giuste parole di Emma Bonino.
    0:25 Durata: 5 min 38 sec
  • Spagnoli ritorna infine alla presentazione delle liste ed alla raccolta delle firme che seguirà

    Capezzone invita tutti a dare una mano ed a farsi partecipi ad una raccolta lampo delle firme. Poi, parla di Pera, che attacca non solo la mancanza delle radici giudaico cristiane ma il laicismo ed il progressismo come mali del nostro tempo. Capezzone sceglie come argomento finale le cose scritte dal Corriere della Sera che riguardano Tremonti e le sue affermazioni sul lancio di una Banca del sud.
    0:30 Durata: 2 min 50 sec