11 GIU 2006
rubriche

Conversazione settimanale con Marco Pannella

RUBRICA | - RADIO - 20:36 Durata: 1 ora 59 min
Scheda a cura di Guido Mesiti
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Il punto sul Grande Satyagraha per l'amnistia e per gli 8 senatori negati al Parlamento italiano, il prolungarsi del caso D'Elia, la condotta del nuovo governo, al centro della consueta conversazione settimanale di Marco Pannella, condotta dal direttore di Radio Radicale Massimo Bordin.

Puntata di "Conversazione settimanale con Marco Pannella" di domenica 11 giugno 2006 con gli interventi di Marco Pannella.

Tra gli argomenti discussi: Abolizionismo, Amnistia, Antiproibizionisti, Associazioni, Camera, D'alema, D'elia, De Gregorio, Difesa, Digiuno, Economia, Elezioni, Giustizia, Governo,
L'unione, La Rosa Nel Pugno, Laicita', Legge Elettorale, Nonviolenza, Pannella, Parlamento, Partiti, Partito Radicale, Pena Di Morte, Polemiche, Politica, Prima Linea, Prodi, Ricerca, Scienza, Sdi, Senato, Sinistra, Terrorismo.

La registrazione video di questa puntata ha una durata di 1 ora e 59 minuti.

Questa rubrica e' disponibile anche nella sola versione audio.

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  • Introduzione di Massimo Bordin

    20:36 Durata: 1 min 31 sec
  • Il grande Satyagraha

    Marco Pannella

    (La Rosa nel Pugno laici socialisti liberali radicali)

    La dichiarazione del senatore della Margherita Roberto Manzione, componente della Giunta per le elezioni di Palazzo Madama, prima concreta e formale risposta sul Satyagraha, dinanzi alla operazione di stampo fascista, sulla questione degli 8 senatori negati al Senato. Manzione chiede la convocazione immediata della Giunta. Su amnistia e indulto si chiede che la politica si riunisca e calendarizzi la procedura di discussione. Molti si dichiarano determinati all'amnistia e l'indulto. Appena cominciano però a precisare rispondono gli altri e il quadro si complica. In questo quadro l'apporto del Satyagraha è fondamentale, anche in vista delle scadenze che ha di fronte il governo e il Parlamento. Le iniziative nonviolente si qualificano come proposte con degli obiettivi. Questo risultato arriva dopo 7 giorni pieni di grande Satyagraha.
    20:38 Durata: 4 min 19 sec
  • La storia, la vicenda, la personalità di Sergio D'Elia

    La splendida vicenda e personalità di Sergio D'Elia. Il rifiuto del Foglio, il Riformista, il Manifesto e l'Unità di pubblicare articoli su questa questione e sul Satyagraha. Il caso della mancata pubblicazione dell'articolo del prof. Pisauro sul Manifesto: sperabile un confronti tra ex favorevoli alla dissociazioni ed ex favorevoli a nulla. Nell'area del Manifesto persistono residui di quello scontro. Su Notizie Radicali pubblicati tutti gli articoli. Il teppismo dell'informazione. Il servizio di Emilio Fede sulla questione, con piccole continue, abili, destrezze, quali il parlare della sua come una “nomina” a segretario della Camera e non come eletto, tra 16 segretari di presidenza della Camera. La posizione del Sap, e la lotta radicale per la democratizzazione delle forze di polizia, la non correttezza delle loro manifestazioni. Il manifestarsi del nazistume da suburra da non sottovalutare. La campagna contro D'Elia è termometro della situazione da nazistume, non di tutti, ma di piazza, e anche di mass media e della classe e del ceto dirigente. Le “abilità” Di Feltri. A parte alcune prese di posizioni favorevoli grazie a RR spicca il silenzio dei vertici politici e degli intellettuali. Il Paese dimostra gravissimi problemi rilevabili dall'Osce e Ue, quale non stato di diritto e non democrazia.Il ruolo della Stampa estera. L'articolo di Pisauro: Il lungo impegno di Sergio D'Elia con Nessuno tocchi Caino. I premi Nobel che negli anni hanno appoggiato le iniziative di D'Elia, la pertecipazione di Casini, Biondi, D'Alema e altri. D'Elia due anni dopo dal suo arresto, è tra i primissimi a promuovere il processo della dissociazione dall'interno, attività corrispettiva a quella del Partito Radicale all'esterno da nonviolenti, contro i “compagni assassini”: Il significato politico della stagione della dissociazione dalla lotta armata e dal terrorismo, che precedette di molti anni le norme sulla dissociazione: essa non era pentimento ma una lotta nelle carceri, è stata una lotta antiterrorismo nel luogo più difficile in quel momento. Questa lotta fu i presupposto dello scioglimento delle organizzazioni armate, e ciò accadeva mentre c'era il festival degli assassini, nel pieno del terrorismo. Le Condizioni dei dissociati erano pericolosissime. La cessazione di qualsiasi vincolo associativo da parte dei dissociati. Le dichiarazioni di D'Elia nel primo processo dell'82. Già in quel momento aveva aperto questo fronte, con il superamento del vincolo associativo di Prima Linea, con la ammissione di responsabilità e il rifiuto della violenza come metodo di lotta politica. Ne denunciava la devastante erroneità. Il precedente di Giuliana Cabrini fondatrice della "Lega nonviolenta per i detenuti" contro cui si espresse la violenza delle Br. I cultori del pentitismo, quale unica strada per debellare il terrorismo e la lotta armata. L'impegno di D'Elia sulla moratoria della pena di morte nel mondo. L'invito a Vigna e Caselli ad un dibattito sul caso D'Elia. Vigna Pm nel processo a D'Elia. Nell'87 si approva la legge sulla dissociazione. Nell'ordinanza su D'Elia si legge che a favore della sua riabilitazione ricorrevano le condizioni previste dalla legge: si era definitivamente dissociato dal terrorismo, aveva rifiutato la violenza, aveva da molto tempo comportamenti univocamente incompatibili con il permanere del vincolo associativo, e da tutta la documentazione prodotta, appariva in primo piano il suo invito ai superstiti della lotta armata di rifiutare il terrorismo. La consegna delle armi al card. Martini, l'intervento al congresso radicale del 1987 con la decisione collettiva di Prima Linea. Inaudito e non rispettoso della legalità e della moralità se D'Elia accettasse gli inviti per dare un segnale e dimettersi. Il suo incontro con un parente delle vittime. Capezzone ha ricordato che il Pr dedicò la prima quota di finanziamento pubblico ai familiari delle vittime del terrorismo.
    20:42 Durata: 42 min 50 sec
  • La crescita del Satyagraha

    Tra i molti che partecipano aggiungono alle motivazioni per l'amnistia, per il Senato, anche la questione D'Elia, che è un elemento di legalità. I messaggi per l'adesione al Satyagraha. L'sms dei radicali piacentini e cremonesi. La forme del Satyagraha. I messaggi scelti e letti da Rita Bernardini. La totale disinformazione in merito. Il tumore di Rai e Mediaset. L'agenda setting che usano tutti ormai è una sola: quando poniamo i problemi fondamentali della società il riflesso è quello delle istituzioni: non si parla. Si dice protesta e non proposta. Le scelte del Corriere della Sera. L'inizio di conoscenza dell'iniziativa. Misteriosamente diventa invece sempre più importante. Non si prende più in giro, ma si censura nei suoi obiettivi, si accorgono che non è una protesta ma è una proposta. Le prospettive per la soluzione della questione Senato. L'assenza della cosiddetta “società civile”. La crescita delle adesioni nelle carceri. In 6 carceri una partecipazione importante al Satyagraha. Il timore di una “maggioranza in mano a Pannella”: potrebbe accadere che un Pannella li salvi tutti, non sarebbe la prima volta. Se si guarda la storia e i comportamenti parlamentari, i radicali hanno apprendendo insegnato molto in termini di tenuta politico-parlamentare. Occorre per l'Italia conquistare segmenti di di democrazia e stato di diritto, perché non siamo democrazia e non siamo stato stato di diritto. Vi è una situazione nella quale unita sociologicamente unita in due articolazioni. Siamo consapevolmente determinanti per quello che abbiamo posto come Rnp e radicali come imperativo del 9-10 aprile. Abbiamo raccolto invece comportamenti insultanti. Anche questa parte dello schieramento è portata naturalmente a violare leggi, regolamenti, nella coalizione di cui facciamo parte. Emma Bonino saprà dimostrare e dare un contributo importante.
    21:25 Durata: 14 min 42 sec
  • Il governo di fronte alla situazione politica

    Un primo bilancio della condotta di governo. Il record degli oltre 100 incarichi governativi. In politica estera finora le posizioni pacifiste non si sono affermate nemmeno lontanamente. Non c'è nulla del peggio che si temeva. In politica economica si prospettano problemi gravi, ma c'è la presidenza di una importante commissione parlamentare. Mai accaduto, mai avuto niente di tutto questo nella storia radicale. Le affermazioni di Prodi e Padoa Schioppa. L'intervento di D'Alema a S. Margherita, il mancato invito alla riunione di Confindustria. L'annuncio di Berlusconi che intende fare il presidente di Confindustria. La tradizione della Confindustria contro l'immensa maggioranza degli imprenditori italiani, che ha sempre avuto un ruolo statalista parassitario, salvo quando si riusciva a proporre loro in cui avevano degli interessi immediati. Il problema delle generazioni serio ma si comprenda che la continuità è fra padre in figlio, è di idee. Le affermazioni di Draghi, e il consenso di Confindustria. Una prassi tradizionale. La tenuta di Ciampi, che ha pesato nel non far prevalere riflessi antieuropei. Oggi fra Draghi, Padoa Schioppa, la corrente Giavazzi e la presenza radicale che andrà crescendo di autorevolezza su questo piano, si potrà arrivare a un confronto su capacità riformatrici di una sinistra autenticamente liberale e le altre. L'esordio non pare disastroso o preoccupante. Ma occorre occuparsene. Il bell'articolo di Barbara Spinelli e la mancata citazione delle idee radicali. La delusione di Eugenio Scalfari sul governo. La situazione nel sottofondo: le scelte di De Benedetti, Berlusconi, e D'Alema e un possibile asse tra loro. La posizione del Corriere della Sera. Il disegno di D'Alema nella composizione del governo, la sua attenzione a Craxi, che risponde all'idea di scassare la Rnp. L'ipotesi moderata di Tremonti. Il precedente sul potere di grazia. La prudenza delle proposte sull'amnistia e sul Senato. I giapponesi e Prodi. L'articolo di Diamanti sui rapporti tra stato e chiesa in Italia: il governo all'opposizione nella realtà italiana.
    21:40 Durata: 22 min 52 sec
  • La nomina del presidente in Commissione difesa

    Il premio a Marco Cappato in California. L'articolo della Menapace. L'operazione portata a termine per l'elezione a presidente di De Gregorio.
    22:03 Durata: 4 min 55 sec
  • Lo scontro sul tema della ricerca scientifica

    Le scelte di Mussi e quelle della Binetti. La situazione di fragilità nello schieramento sul tema. Il clima in vista della ricostituzione del Comitato nazionale di bioetica. I nomi sul possibile nuovo presidente. La posizione di Rutelli e il suo discorso sul pluralismo: l'Unione e il partito democratico sono il luogo in cui si riconosce pari peso a esigenze vaticane e a quelle laiche, si tratta di varie etnie che si spartiscono delle cose, e le questioni etiche dice Rutelli, sono quelle che vengono dal Vaticano. Sul partito democratico si vede questa debolezza. Difficile che il partito democratico come dicono i compagni dello Sdi, superi di getto il tentativo di una somma, piuttosto che porsi come un prodotto nuovo. Rutelli all'inizio del suo secondo mandato di Sindaco disse che occorreva, che si poteva riformare una nuova Dc. D'Alema non ha la convinzione di fare una battaglia difensiva laica, anche il Corsera sembra dello stesso avviso. I corsivi di Cinzia Caporale sulla trasmissione.
    22:08 Durata: 5 min 41 sec
  • Il rapporto con i socialisti

    Grandi difficoltà e crescenti. Si accentua la determinazione di non fare un passo indietro per nessun motivo sulla Rnp, sulle sue ragioni costitutive, e sulla sua esperienza dei primi mesi, il dibattito dovrebbe esplodere. Non si è riusciti in modo adeguato a far sì che la Rnp fosse la risultante dei radicali Sdi e di quella parte dell'opinione pubblica che si appassionava ed era coinvolta, abbiamo i compagni non Sdi e non radicali parlamentari, ma mancano le loro esigenze. Mancano le esigenze che non siano settarie o territoriali nella Rnp. Sarebbe normale dover mediare tra impazienze tra coloro che sono arrivati nella Rnp credendo al massimo della sua singolarità e della sua novità, ma su questo abbiamo ritardi. In difficoltà a fare i conti con quello che Villetti ritiene stili e storie diverse. Non possiamo fare i portatori d'acqua a chi vuole bere per forza vino o limonata. Esempio: la campagna per le amministrative è stata fatta sapendo che ci sarebbero stati solo eletti dello Sdi, ci sono 272 eletti censiti, mancano ancora i nomi, le località, questo non si usa. Loro lasciano un po' troppo riprendere gli esterni “socialisti”, che dicono che ci sono le cose radicali e le cose socialiste, con le radicali che hanno prevalso. Per anni abbiamo fatto congressi del Pr sul tema “dall'antagonista radicale al protagonista socialista”. Proponevamo Loris Fortuna e non B. Craxi. E Zapaetero, con qualche rischio, e Blair. Ernesto Rossi vinse il premio liberista per le utilizzazioni dei fondi del piano Marshall su Italia Socialista. La responsabilità di eccessivo tono radicale è tutta dei nostri compagni dello Sdi. Avevano scoperto il Concordato, i pacs, e non ascoltavano il richiamo ad occuparsi di questioni sociali, di amnistia, della giustizia di classe contro l'oligarchia, che dimostra di essere tale. La posizione di Cesare Marini. Il seminario di Napoli. Le convinzioni di Teodori espresse nel libro “Laici”.L'impegno preannunciato per le nomine delle giunte. A Torino a tarda ora hanno comunicato a Capezzone che il candidato era Viale. Non sappiamo chi concorriamo a eleggere nei consigli d'amministrazione. Non è problema di stili. Si dovrebbe parlare di iniziative socialiste. Solo il 17% dei disoccupati in Italia ha un'assistenza. Il problema della giustizia non è un problema radicale, è il problema più grande italiano. Colpisce 18 milioni d famiglie in due generazioni. Almeno il 30% degli italiani è colpito dai problemi della giustizia italiana. Non si toglie alla tradizione socialista un argomento del genere. L'evocazione di Marco Biagi. Non c'è stata critica. Gli unici dissensi che vengono fuori sono quelli di gestione di una situazione che diventa una cosa impossibile. 6 o 7 sottosegretari, di questo si tratta nel Cencelli, ne hanno avuti 6. Una possibile riunione della Direzione della Rnp. Gli attacchi, e le dure contro il Satyagraha da Villetti e Buemi, sul fatto che esso non rientrerebbe nello stile socialista. L'emergere di Saverio Zavettieri. I cretini di Firenze. C'è bisogno che Pellicani, Cafagna, De Giovanni, Turci, vengano fuori un manifesto socialista liberale laico radicale. Il partito è già nato.
    22:13 Durata: 20 min 32 sec
  • Gli impegni della settimana

    22:34 Durata: 2 min 5 sec