18 GIU 2006
intervista

Ugo Intini sul Caso D'Elia

INTERVISTA | di Lanfranco Palazzolo - RADIO - 12:19 Durata: 8 min 13 sec
Scheda a cura di Guido Mesiti
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Ugo Intini, viceministro agli Esteri ed esponente della Rosa nel pugno, commenta la recente presa di posizione di Pieraldo Ciucchi, segretario regionale dello Sdi della Toscana, sul Caso D'Elia.

Con una lettera inviata al segretario nazionale Enrico Boselli, al capogruppo della Rosa nel Pugno a Montecitorio Roberto Villetti e al segretario nazionale di Radicali italiani Daniele Capezzone, Ciucchi ha chiesto «un percorso interno al Gruppo parlamentare della Rosa nel Pugno, al termine del quale l’onorevole Sergio D’Elia possa, in tutta serenità, rinunciare alla carica di Segretario
dell’Ufficio di Presidenza della Camera dei Deputati».

«Quello che non ci convince – prosegue Ciucchi - non è tanto il fatto che D’Elia sia stato eletto al Parlamento, quanto piuttosto che sia stato scelto per ricoprire a Montecitorio la carica di Segretario nell’Ufficio di Presidenza.

Non convince anche il fatto che l’ondata di emozioni e di proteste che si è risvegliata a Firenze in questi giorni (che ha spinto anche la vedova dell’agente Dionisi, che si è sempre dichiarata vicina ai valori e all’idea socialista, a stigmatizzare il fatto che D’Elia non le abbia neanche telefonato in occasione della cerimonia in ricordo del marito), non susciti molto interesse lontano da qui, provocando anzi in alcuni casi reazioni stizzite nei confronti di chi “osa” ricordare».

«Se tutti eravamo a conoscenza della candidatura e della probabile elezione di D’Elia - è la conclusione della lettera - è mancata invece una discussione interna alla Rosa nel Pugno circa l’opportunità di scegliere per la carica di Segretario una persona che, seppure ormai completamente riabilitata ed impegnata nella società, si sarebbe potuta facilmente prestare agli attacchi e alle pressioni che oggi sono sotto gli occhi di tutti».

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