09 LUG 2006
rubriche

Conversazione settimanale con Marco Pannella

RUBRICA | di Massimo Bordin - RADIO - 17:10 Durata: 1 ora 58 min
Scheda a cura di Guido Mesiti
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Il congresso della Federazione dei Giovani Socialisti, la discussione sulle prospettive della Rosa nel Pugno, i prossimi appuntamenti parlamentari al centro della consueta intervista settimanale con Marco Pannella.

In studio il direttore di Radio Radicale Massimo Bordin.

Puntata di "Conversazione settimanale con Marco Pannella" di domenica 9 luglio 2006 , condotta da Massimo Bordin che in questa puntata ha ospitato Marco Pannella.

Sono stati discussi i seguenti argomenti: Amato, Benedetto Xvi, Bonino, Camera, Cattolicesimo, Chiesa, D'elia, Demografia, Elezioni, Esteri, Farina, Fgs, Giornalisti,
Giustizia, La Rosa Nel Pugno, Laicita', Legge Elettorale, Liberalismo, Polemiche, Politica, Radicali Italiani, Religione, Sdi, Senato, Servizi Segreti, Socialismo, Spagna, Terrorismo, Vaticano, Zapatero.

La registrazione video di questa puntata ha una durata di 1 ora e 58 minuti.

Questa rubrica e' disponibile anche nella sola versione audio.

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  • Introduzione di Massimo Bordin

    17:10 Durata: 1 min 32 sec
  • Le prospettive per la Rosa nel Pugno

    Marco Pannella

    (La Rosa nel Pugno laici socialisti liberali radicali)

    La tensione creativa che ha portato alla formazione della Rnp. L'entusiasmo sul pacchetto di idee che l'opinione pubblica ha accolto molto bene. L'esito dell'esecutivo dello Sdi. Lo Scambio breve ma importante di sms con Boselli, il suo intervento al congresso della Fgs. La conferma della riunione dell'organo principale statutario e politico della Rnp, cioè la segreteria. Le posizioni di Del Turco e Ciucchi e l'accoglimento di alcune loro istanze da parte dello Sdi. Un equivoco quasi nominalistico: la forma federalista o federativa è una forma di un partito. Non è che il federalismo o confederalismo sia un passo necessario propedeutico dello stato di un partito che diventerebbe poi perfetto quando sarebbe centralista e giacobino. La Rnp è un partito, un soggetto politico, così si è presentato agli elettori. Essendo nato da meno di un anno, un partito democratico tende a precisare e far crescere le sue forme a seconda delle esperienze, e l'assetto attuale è oggettivamente provvisorio. Quell'assetto va fatto funzionare in pieno per risolvere le difficoltà e non per negarle, dicendo che siccome ci sono le difficoltà è inutile riunirci. La forma federalista è già forma compiuta. La parte finale della mozione del comitato di Radicali Italiani del 3 febbraio, proponeva di configurare il carattere federativo della Rnp. Anche in questo la Rnp è il fatto nuovo della politica italiana, che non conosce partiti federativi. Per i detrattori della Rnp la federazione non è partito, ma noi partito siamo. Deciso e ratificato da congressi. Occorre rimettere in moto il partito con i suoi organi. Confermare il programma già stabilito. Entro 30 giugno doveva stabilirsi una Fiuggi2 e andare avanti. Ma lì è venuta fuori la paralisi, e ha fatto esplodere un dibattito non bello e alto, ma su cose non governate da indirizzo politico. Fiuggi2 può essere fatta convocando organi, membri degli organi della Rnp, quella che esiste. Con i 500 o 400 candidati alle elezioni politiche di Camera e Senato. Il carattere centralistico e autoritario della legge elettorale. Poco più del 20% dei nominati di parte radicale sono candidati ed eletti assolutamente non radicali. La Rnp poteva attivare ed essere una cosa nuova ma non la somma di due piccoli perimetri: L'elezione di Turci e Buglio. I candidati scienziati, intellettuali che hanno innovato la storia della democrazia. La sovranità da conferire al soggetto federato. La posizione di Intini sulla politica estera. Il nuovo segretario della Fgs Mosca, che non è d'accordo sull'iniziativa su Saddam. In un partito federalista il momento federale è il momento della sovranità prioritaria. Gli stati americani hanno autonomie enormi. Ma sulla politica estera e difesa nessuno di loro discute il potere di Washington. La prospettiva di una situazione maggioritaria nel quale prevalesse una o l'altra posizione. Nella prassi radicale il precedente del partito laico liberale e repubblicano, che sul nucleo della politica estera, sulla politica della difesa dello stato di diritta aveva sostanziali sintonie. Nelle fasi successive si raccordano anche gli altri momenti di sovranità, evitando di continuare per decenni ad essere sottoposti alla regola dell'unanimità, per non fare la fine dell'Ue. Si può anche stabilire che restano dei momenti propri, a tempo, oggetto della sovranità dei partiti che hanno costituito la Rnp. Far funzionare gli organi del partito esistente. Nessuna iniziativa nonviolenta intraqpresa che non fosse di attuazione di obiettivi che la Rnp si era data. Nei luoghi di patente chiusura oligarchica, le carceri sono sempre stati il luogo in cui si chiude la dissidenza e la libertà. La mobilitazione nelle carceri nella iniziative nonviolente degli ultimi anni. Il grande salto di qualità nelle lotte avviene con l'invenzione dello sciopero, l'invenzione nonviolenta di incrociare le braccia. L'evoluzione ha proposto due tipi di organizzazione: nel sindacato e nei partiti qualcuno che comincia come delegato che organizza poi per tutta la sua vita lo sciopero, fa il lavoro di organizzatore. Da noi i dirigenti continuano ad incrociare le braccia. Cercano in tal modo che non siano solo i lavoratori di quel determinato settore a mobilitarsi, ma siano altre zone con convergenze per motivi ideali, ideologici, a fare lo stesso.
    17:12 Durata: 33 min 49 sec
  • L'apporto politico della Rosa nel Pugno

    L'apporto politico della Rosa nel Pugno sui temi che divengono di attualità per il governo. Come dice Capezzone il merito per adesso ce lo ha Bersani poi la Rnp.I punti 1 e 2 titolo del Decreto ci danno soddisfazione. Qualche preoccupazione nella parte successiva. Avere la serenità per studiare bene la situazione. Senza sorpresa, se ci fosse stata anche consultazione, le risposte e difese corporative avrebbero impedito la cosa. Con l'applicazione del Piano Marshall il governo Usa e quelli europei e altre istituzioni premiarono le migliori campagne sui recepimenti degli aiuti in termini strutturali: fu premiato come primo editorialista di Italia Socialista, Ernesto Rossi, allievo di Eiunaudi e Salvamini, il selvaggio liberista, l'altro fu Vittorio Zincone. Rossi bussola socialista, come Salvamini. Le dichiarazioni di Rino Formica sulla Rnp. Invito per lui a Fiuggi2. Noi abbiamo indovinato a dire questo è soggetto che nasce con capacità e determinazione strategica, non è un esperimento elettorale. Ci siamo presentati come forza politica di alternativa alla realtà dell'alternanza, che avevamo perseguito ed ottenuto. Gran parte di Fiuggi1 può essere sintetizzato ed integrato anche nelle parti economiche. Il problema della Orgnizzazione Mondiale del Commercio che rischia di essere fatta fuori. Il soggetto politico federativo che può coprire tutti i settori. Sulla politica estera ci potrebbe essere una posizione di maggioranza e una di minoranza, il partito non può reggere con la regola dell'unanimità nemmeno per 3 mesi. La Rnp dovrà stabilire quando sul territorio o su settori di iniziativa politica si potrà legittimare una presenza della Rnp in quanto tale. Del Turco vuole che sia lo Sdi nella sua pienezza a governare il territorio. La speranza che sulla politica dei rifiuti la Rnp non sia costretta ad affidare a forze di governo interne alla politica di potere campana. Lo scontro con il Presidente del Gruppo sulle attribuzioni delle commissioni parlamentari bicamerali. L'accordo era: i sottosegretari allo Sdi, le commissioni la componente radicale. Il presidente ha detto che per commissioni si poteva intendere non le bicamerali:dunque ha proposto antimafia, regioni, rifiuti e un'altra alla componente socialista. Ci comunicano che a noi va l'infanzia, e con loro piena accettazione la vigilanza con Beltrandi. Poi l'equivoco: si è evocata l'indipendenza dei parlamentari, del gruppo: abbiamo negli statuti la norma dei incompatibilità tra parlamentari e partito, ma nel momento in cui si mette in mora il partito che ha esso stesso designato i deputati e gli altri organi, nel momento in cui c'è il presidente e non c'è il partito, a questo punto l'unico organo di direzione del partito è il presidente, è sostitutivo del partito: da una parte si blocca il funzionamento del partito e dell'altra va avanti. Iossa contro la Rnp. Il presidente ha fatto marcia indietro sulla vigilanza. La Rnp può essere fiera e onorata di 30 anni di lotte radicali sull'informazione, ivi compreso quando essa era parte di linciaggio. Da sabato torna a funzionare il partito ed è chiaro che sarà il partito a dirimere. Il gruppo ha saputo dall'Ansa che il presidente era dimissionario. Non avevano richiesto le dimissioni, non sono state presentate. Il gruppo della vicenda dimissioni ne è stato vittima. Se il presidente ci ha ripensato non vuole dar corso alle sue dimissioni, ormai sarebbe strano, noi ne siamo lieti.Se ci si chiede di votare la fiducia pare improprio.
    17:46 Durata: 26 min 42 sec
  • Le dichirazioni del ministro Amato sugli 8 senatori negati al Parlamento

    L'impegno di Buemi in Parlamento. Lo spiraglio aperto da Amato sulla questione degli 8 senatori. Una congiura istintiva di tutte le aziende editoriali sulla vicenda. Si avverte che questo dibattito è troppo importante e molto qualificante e di conseguenza non si fa conoscere, nemmeno ai lettori dei quotidiani. È scandalo. Amato ha precisato che l'amministrazione aveva predisposto il formulario sulla cui base le commissioni elettorali circoscrizionali, presiedute da un magistrato, dovevano proclamare in merito agli eletti. Dal ministero degli Interni poi arrivò questa cosa in cui si dice: tutti devono avere il 3%, chi non lo ha non concorre. Occorrerebbe scrivere i nomi dei 5 magistrati che hanno presieduto quel pronunciamento unanime contro la legge, in obbedienza burocratica e sporco-politica di un suggerimento arrivato dal potere. Le affermazioni in merito agli 8 senatori di Vassalli, Patrono, Lanchester. Rischiamo di perdere questa battaglia di legalità per il silenzio dei chierici che da silenziosi stanno diventando chierici traditori, che interverranno a babbo morto. L'articolo di Sofri. Questa battaglia non può finire sconfitta, sarà rilanciata. Da noi succede che spontaneamente dirigenti e militonti quando si sciopera, si incrociano le braccia, le si incrociano tutti, senza organizzatori. Elezioni dei membri laici del Csm: allora Ciampi dovette prendere il telefono di nascosto e chiamare in diretta tv. Questa volta niente sciopero della sete e Maurizio Costanzo. Con lo stile discreto che gli è proprio Napolitano ha ricordato al Parlamento che doveva fare quello che è loro proprio. La contromossa oligarchica.
    18:13 Durata: 12 min 45 sec
  • Zapatero e il Vaticano

    Le dichiarazioni di Navarro Vals sulla decisione di Zapatero di non assistere alla messa con il Papa. Lo sdegno sommerso dei credenti, i quali secondo la degenerazione post costantiniana devono subire il fatto che il re, anche se non crede o è un sacrilego, deve andare alla messa. Zapatero essendo un uomo retto, diritto, non ci è andato a fare la parata. Come invece c'è la parata dei cardinali intorno al dittatore, o la parata dei democratici attorno ad un atto liturgico di quello che è il capo assoluto dell'ultimo stato retto con regole da monarchia assoluta antidemocratica illiberale: Zapatero il capo dello stato lo ha accolto, ma quando si trattava di andare a sputtanare, a mortificare la religione dei credenti, andare a una messa per ragioni di stato, non lo ha fatto. Vengono fuori gli impagabili Pedrizzi: il nome nostro oggi è davvero Sergio D'Elia, il nome più alto. Il nome più alto della Cdl è Pedrizzi. La situazione di Farina. Non c'è più l'ispiratore di Cl, Don Giussani che avrebbe evitato una simile caduta. Le affermazioni del “capo dei crociati”, l'ex presidente. La vicenda Sismi: il voto favorevole alla relazione del compagno anche radicale Claudio Fava. Sullo stato di diritto non abbiamo dubbi.
    18:25 Durata: 11 min 36 sec
  • Il «caso» D'Elia

    Piuttosto il caso Bondi, caso Elio Vito. Quello che si discute in Parlamento un ordine del giorno probabilmente non accettabile. Il dossier sulla storia di Sergio D'Elia distribuito ai deputati. Il gioco sulla pelle del radicale. Quando i potenti si accorgono sul piano della loro stessa coscienza di essere impotenti diventano necessariamente prepotenti. La sintesi di Paolo Martini delle interviste sul caso D'Elia. Il lavoro di Radio Radicale.
    18:37 Durata: 4 min 22 sec
  • La politica estera

    La conferenza internazionale “Promuovere i diritti umani e la libertà religiosa in Corea del Nord: Quale via davanti noi?”, organizzata da Freedom house e dal Partito radicale transnazionale. La linea della sinistra antagonista radicale. La partecipazione del sottosegretario Vernetti. La posizione dei presidenti delle Camere. Il ruolo svolto con i dissidenti nel corso della precedente legislatura da Casini. Il Ministero degli Esteri, un ministero D'Alema bonsai, un governo possibile futuro D'Alema. La discussione su Israele nella Nato. Il ruolo del ministro Emma Bonino e il trattamento dei media del suo lavoro.
    18:41 Durata: 13 min 18 sec
  • Segnalazioni finali

    L'importante congresso mondiale segnalato dai compagni di Rientro Dolce. I temi del natalismo L'apporto di De Pascalis, Giorgio Spadaccia, e degli Amici della Terra. Le agenzie sulla Rnp. La crisi era di una situazione di paralisi del momento di direzione politica, di indirizzo politico. Se il partito ritorna a funzionare autonomia del gruppo ha pieno dispiegamento.
    18:55 Durata: 14 min 39 sec