16 LUG 2006
rubriche

Conversazione settimanale con Marco Pannella

RUBRICA | di Massimo Bordin - RADIO - 20:36 Durata: 1 ora 56 min
Scheda a cura di Guido Mesiti
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Puntata di "Conversazione settimanale con Marco Pannella" di domenica 16 luglio 2006 condotta da Massimo Bordin che in questa puntata ha ospitato Marco Pannella.

Tra gli argomenti discussi: Afghanistan, Amnistia, Arabi, Blair, Bonino, Chiesa, Economia, Elezioni, Esteri, Europa, Fiducia, Forze Armate, Gerusalemme, Giustizia, Governo, Hezbollah, Il Riformista, Indulto, Intini, Israele, Istruzione, Italia, La Rosa Nel Pugno, Legge Elettorale, Libano, Liberalizzazione, Medio Oriente, Mercato, Napolitano, Pacifismo, Palestina, Parlamento, Polemiche, Politica, Presidenza Della Repubblica, Radicali
Italiani, Scuola, Sdi, Senato, Taxi, Unione Europea.

La registrazione video di questa puntata ha una durata di 1 ora e 56 minuti.

La rubrica e' disponibile anche in versione audio.

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  • Introduzione di Massimo Bordin

    20:36 Durata: 1 min 4 sec
  • La crisi libanese. Come fare a difendere Israele? «... O cosa si può fare per salvare l'Europa».

    Marco Pannella

    (La Rosa nel Pugno laici socialisti liberali radicali)

    Per il Sud del Mediterraneo l'Europa non ha fatto gli sforzi fatti per far aderire i paesi del Nord. Mentre la Turchia aderiva alla Nato, in Italia Msi, Pci e Psi schierati dall'altra parte». La «miseria politica di questa Europa», che ha lo stesso irresponsabile atteggiamento che ebbe con la Jugoslavia. Costringere la Jugoslavia alla neutralità voleva dire neutralità nazionalista. «Manifesto di Ventotene sintesi di quello che abbiamo appreso nei decenni precedenti e che possiamo insegnare al resto del mondo». L'Europa non è più quella di Schumann, Adenauer, De Gasperi, Spinelli e Colorni. Il discorso di Churchill per gli "Stati Uniti d'Europa". Due teste di ponte democratiche in Medio Oriente: Israele «qualitativamente straordinaria». Turchia ha avuto in questi anni «maturazione democratica» che tutti gli anti-democratici del mondo volevano impedire. Erdogan ha fatto «miracoli degasperiani» in un contesto che non è l'Italia del '46. L'Europa dovrebbe dire: "Restano cose importanti da fare, ma il grosso è fatto. Bruxelles e Instanbul unite per assieme costruire ultimo perfezionamento". Irresponsabile ritardare. «Adesso le forze reazionarie alla prospettiva storica della Turchia europea faranno l'impossibile». Europa «vigliacca», perché non c'è un'idea forza, senza la quale - come ha ricordato de Giovanni - non c'è la durata di una politica. Turchia e Israele, ma anche possibile evoluzione democratica di Mubarak, che non riesce perché da quarant'anni abituato a risolvere i problemi con la dittatura. Fin quando il Marocco, con famiglia regnante discendete diretta del Profeta, potrà continuare nell'evoluzione liberale e laica? L'anno prossimo a "Gerusalemme, Europa" e "in Europa Gerusalemme". Road map «cammino tragico di una speranza sbagliata». «Se è la pace portano alla guerra». Rilanciare subito "Israele nell'Ue". Il 35% dei cittadini israeliani avrebbero diritto già ora alla doppia cittadinanza. Desolante l'Europa delle patrie, quella di De Gaulle. «Tutte le consessioni di Israele suicide e d'istigazione all'omicidio. Se gli dài la postazione li istighi al pensiero cattivo di rigettarti in mare». L'errore di «imporre la sovranità nazionale». Il sionismo movimento culturale «internazionalista, pacifista, tolstojano, cosmopolita». E' «un miracolo che Israele è ancora quella che è». «L'aspirazione democratica convive con le radici in tutto il mondo, per l'umanità di oggi non c'è il diritto all'indipendenza nazionale, quello è un corollario, c'è invece il diritto naturale storicamente acquisito alla democrazia, alla libertà, alla convivenza civile». Linea di "Iraq libero" alternativa al «disastro pacifista», che «continua a creare guerre», e «alle altre illusioni di creare la libertà sulla punta delle baionette». I "pacifisti" «adorano esteticamente gli assassini iracheni», che chiamano «resistenti». La «pretesa» di Bertinotti di divenire nonviolento dall'oggi al domani. «Il parto non è del tutto indolore. Si stanno infognando nel fango che non è stato denunciato come tale». «Non diamoci mai buona coscienza a buon mercato». Grazie a Fini c'è stata un'immagine ottima del governo di centrodestra verso Israele. «Hanno dichiarato, ma non hanno fatto un cavolo». L'ipotesi di partnership di Amato «illusione del gradualismo riformista». Israele nell'Ue per un'Europa diversa, Israele diverso, Medio Oriente diverso. Ipotesi di un'area federale, all'interno dell'Europa, dal Libano alla Giordania. Giordania «realtà ammirevole», «evoluzione la più democratica possibile». Il «settembre nero». L'assemblea "contro la guerra" con Don Vitaliano, Don Ciotti e Gino Strada, «componente nemmeno giacobina, ma stalinista, fascista, dell'antropologia europea».
    20:37 Durata: 38 min 38 sec
  • Perché la Segreteria della Rosa nel Pugno è "saltata" ancora

    L'ostilità del Riformista verso la Rosa nel Pugno. Non pubblicato un articolo di Leo Solari. L'assemblea Sdi di Macerata. Il milione di elettori della Rosa -non si possono distinguere in targati Sdi e targati Radicali italiani». «Sarebbe una perdita se non riuscissimo a far rinnovare lo Sdi, a riformarlo come loro stessi hanno voluto fare quando hanno detto "la Rosa nel Pugno è il nuovo soggetto partitico, strategico, non solo elettorale"». Rosa nel Pugno partito «nato subito federale». Perché è saltata la Segreteria. «Non diciamo bugie». Accordo in Segreteria per Bonino al Governo e Villetti presidente del Gruppo alla Camera. «Scemenza» dimissioni di Villetti anche per Boselli. Villetti voleva essere votato. Il Gruppo «è autonomo da qualcosa». Se si continua a impedire la riunione degli organi statutari «c'è una sorta di dittatura da parte del presidente del Gruppo». L'esito dell'Esecutivo dello Sdi «una specie di golpe», declassando Rosa nel Pugno e cartello elettorale.
    21:15 Durata: 13 min 46 sec
  • Il viceministero di Ugo Intini e le sue posizioni filoarabe

    «Io l'unica cosa che so è che a noi, il viceministero di Ugo Intini, [Prodi] non l'ha proposto - l'ha disposto, perché noi non l'avevamo chiesto, noi volevamo invece per la Bonino la Difesa - noi, Rosa nel Pugno. A un certo punto, invece, hanno ritenuto che avremmo accettato Emma a questi ministeri, sui quali ancora si sta spacchettando, eccetera, e poi un viceministero. Con grande preveggenza, insomma, così finalmente abbiamo un momento di dibattito vero tra le posizioni di Ugo Intini e le posizioni nostre». Le posizioni filoarabe di Intini sono quelle di un certo periodo di Craxi, ma che siano del socialismo europeo è più dubbio. Nessuno ripropone Arafat come il Garibaldi o il Mazzini della lotta palestinese.
    21:29 Durata: 2 min 43 sec
  • "Education education education" di Blair non può tradursi in "Scuola pubblica"

    L'intervento del Cardinale Scola sul Corriere. Impostazione «non ritrita». Recupera liberismo, ma sotto c'è sempre la «roba» e la tradizione cattolica romana. Tutto si traduce in «ancora più "roba" affidata al profitto della Chiesa italiana». Il presidente Pera «non sarà contento».
    21:32 Durata: 5 min 50 sec
  • Obiettivi della controffensiva di Israele. L'unica alternativa: "Gerusalemme, Europa/in Europa Gerusalemme"

    «Non si sono mai dimostrati cretini». «Escludo che la scelta [di Israele] sia quella di colpire tutti i libanesi». «Reazione appropriata a che?» «E' banalizzare l'avversaro. Qualche motivo, che non sia quello che sono dei "nazisti", ci deve pur essere». Sandro Viola su la Repubblica. «Oggi non esiste alternativa. Unica idea forza praticabile - con iscrizioni, sostegni e militanza - è l'obiettivo politico, "now", ora "Gerusalemme, Europa/in Europa Gerusalemme"».
    21:38 Durata: 6 min 48 sec
  • Road Map per la Rosa nel Pugno: in sei punti

    1) La Rosa nel Pugno è un partito costituito, non una coalizione elettorale. Come tutti i partiti deve perfezionare le sue forme. Non esiste il problema di creare la RNP entro il 2009;<br> 2) I suoi organi devono funzionare regolarmente. Garanzie da pratiche ostruzionistiche;<br> 3) La Segreteria o politicamente o istituzionalmente si terrà, così come la Direzione;<br> 4) La Direzione sia composta anche dai candidati "d'onore", che si presentarono a condizione di non essere eletti;<br> 5) Occorre istituzionalmente o politicamente, al massimo per l'8 settembre, una sorta di Congresso: la Fiuggi/2; E' questo ciò che ha creato entusiasmo intorno alla Rosa nel Pugno;<br> 6) L'obbligo della pubblicità, della trasparenza, dei momenti formativi delle decisioni: spartiacque tra partiti malamente burocratizzati e quelli, liberali, che quanto meno riconoscono il principio del "conoscere per deliberare".<br> Gli interventi critici di Tombolini: rigorosissimi.
    21:44 Durata: 14 min 19 sec
  • Le prospettive per l'indulto e l'amnistia; l'esclusione degli 8 senatori

    L'indulto in preparazione non è un gran ché ma non diamo alibi all'oligarchia. E poi c'è un buon relatore, Buemi. Il ceto dirigente giuridico, a parte Patrono e Vassalli, fa finta di nulla. Tre documenti da pubblicare: le nostre denunce contro Cossiga e Scalfaro e il programma di Emma Bonino per la presidenza della Repubblica. Sospensione satyagraha fino a dopo l'approvazione dell'indulto. Per gli 8 senatori aspettare sviluppi per domenica prossima.
    21:59 Durata: 10 min 18 sec
  • Il voto sul rifinanziamento della missione in Afghanistan

    «Non è impossibile che mi ritrovi presto a dover fare l'ultimo giapponese di un imperatore» che s'è alleato con i nemici. Non ci sarà crisi di governo. Le posizioni dei "contro la guerra"
    22:09 Durata: 5 min 33 sec
  • Gli interventi del presidente Napolitano nel dibattito politico

    «Ineccepibile» l'intervento perché il Parlamento votasse i membri del Csm. «Deterioramento della Costituzione per quanto riguarda poteri del presidente». «Prassi distrugge la Costituzione». Il presidente «deve parlare attraverso i messaggi alle Camere», o altrimenti esplicitando la responsabilità di richiamo costituzionale alla quale è obbligato. Il richiamo di Napolitano alla compatezza della maggioranza sull'Afghanistan. Lo strumento è quello dei messaggi alle Camere. Le ipotesi di modifica all'art. 138 della Costituzione. Esordio del presidente «non privo di interrogativi». Il voto isolato di Umberto Terracini contro le leggi corporative sulla stampa.
    22:15 Durata: 10 min 52 sec
  • Le liberalizzazioni e le proteste dei tassisti

    Manifestazioni «illegali» dei tassisti. Ci siano «immense multe». Si usano mezzi "militari" al servizio dei cittadini. La proposta dell'Istituto Bruno Leoni sostenuta da Capezzone è una «cosa seria». Servono le altre liberalizzazioni.
    22:25 Durata: 4 min 59 sec
  • I prossimi appuntamenti

    22:30 Durata: 1 min 33 sec