13 AGO 2006
rubriche

Conversazione settimanale con Marco Pannella

RUBRICA | di Massimo Bordin - RADIO - 20:34 Durata: 2 ore 54 sec
A cura di Guido Mesiti
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La proposta radicale di includere Israele nell'Unione Europea, la crisi mediorientale e i suoi sviluppi, la situazione politica italiana ed internazionale al centro della consueta intervista settimanale con Marco Pannella.

Puntata di "Conversazione settimanale con Marco Pannella" di domenica 13 agosto 2006 , condotta da Massimo Bordin con gli interventi di Marco Pannella.

Tra gli argomenti discussi: Ahmadinejad, Bush, Capezzone, Cattolicesimo, D'alema, Della Sala, Democrazia, Economia, Esteri, Giornalisti, Guerra, Hezbollah, Integralismo, Iran, Iraq, Islam, Israele, Italia, La Rosa Nel Pugno,
Legalizzazione, Libano, Liberalismo, Liberalizzazione, Medio Oriente, Ministeri, Nonviolenza, Onu, Ordini Professionali, Ovest, Palestina, Partito Radicale, Pedofilia, Politica, Privatizzazioni, Prostituzione, Religione, Unione Europea, Unioni Civili, Usa.

La registrazione video di questa puntata ha una durata di 2 ore.

La rubrica e' disponibile anche in versione audio.

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  • Introduzione di Massimo Bordin

    20:34 Durata: 3 min 29 sec
  • Israele nell'Ue: un grande Satyagraha mondiale per la pace, il diritto e la democrazia

    Marco Pannella

    (La Rosa nel Pugno laici socialisti liberali radicali)

    Il primo grande Satyagraha mondiale per la pace: è l'ora di riappropriarsi di questo termine sequestrato e purtroppo distrutto dal pacifismo. Da almeno 80 anni. Un Satyagraha per la pace, la giustizia la libertà e le democrazia, per la vita del diritto e il diritto alla vita. La conferenza stampa di presentazione dell'iniziativa, il trattamento dei temi da parte dei media. Dopo 25 anni di azione di ogni tipo, nelle tv e e sulla stampa israeliane con manifestazioni, con adesioni di un quarto dei parlamentari della Knesset, di un capo dello stato israeliano, la battaglia per Israele nell'Ue non è stata vinta e tutti oggi ne pagano le conseguenze. È indubbio che in Medio Oriente, la linea scelta da Bruxelles e dall'Ue , e la linea scelta dai governi israeliani, sono entrambe assolutamente inadeguate. Sorprendentemente inadeguate e pericolosamente inadeguate. Israele continua da 20 anni in condizioni sempre più tragiche a muoversi con un retroterra ideologico che è divenuto di stampo nazionalista, e questo va sottolineato. Per 20 anni l'iniziaitiva per Israele nell'Ue a livello ufficiale lì è sempre stata conosciuta, con gli incontri con quasi tutti i presidenti del consiglio israeliani: tutti hanno dichiarato di essere d accordo. Shamir fu attaccato da Pannella con una lettera ai parlamentari della Knesset sulla questione delle risposte incredibili ai primi sostenitori della prima intifada, i quali erano con i sassi e ci si manda l'esercito e non i pompieri con i getti d'acqua. Il volumetto che raccoglie i documenti dell'iniziativa. Anche Shamir si disse interessato a conoscere la proposta radicale. L' ideologia nazionalista in Israele si è venuta precisando ed è divenuta un tragico cul di sacco. La patente violazione della risoluzione 1559 del 2004 dell'Onu. L'assassinio di Hariri, nel Libano con lui erano maturate le condizioni per una alternativa di un governo democratico, lui non amante di inquinamenti di tipo siriano ed iraniano. Il mancato sciogliemnto e disarmo di tutte le milizie. Le elezioni si sono fatte con gli Hezbollah, come oggi dice pure il capo dello stato, che si muovevano di già come una parte dell'esercito libanese, e si è andati alle urne con parte del territorio controllato da loro, con 19 loro eletti e due ministri. Il segretario dell'Onu doveva presentare rapporto entra 30 giorni nel 2004, e non lo fece. Unifil, cioè l'Onu era presente: Questa Onu è la ex Società delle Nazioni. La situazione attuale: da una parte ci sono gli accenti, i toni trionfalistici chiaramente nazisti, che rischiano di inserirsi come elemento destabilizzante rispetto all'ordine costituito rispetto ai governi islamisti detti moderati. In 24 mesi la strutturazione vietcong del territorio libanese da Hezbollah era in corso. L'articolo di Bettiza, su La Stampa, quello di Colombo su l'Unità, i richiami precisi in essi contenuti e il trattamento delle questioni mediorientali da parte della stampa e Tv, denunciato da Colombo. In questa situazione non c'è più tempo. Tutto precipita: Israele non ha nemmeno più la possibilità di avere quello straordinario controllo militare dell'intelligence e militare effettivo della realtà del MO. Tutti hanno detto che l'iniziativa dei bombardamenti erano sproporzionata. Israele aveva pensato con quei bombardamenti di arrivare a a fermare Hezbollah, evidentemente non erano informati della realtà del territorio divenuto avanguardia per l'attacco anche a Israele. Nessuno aveva avuto questo elemento fino ad oggi. Tutto ciò arriva dopo anni di ripresa di propaganda ufficiale per la eliminazione dal MO di Israele, si tratta di propaganda e annuncio ufficiale. Uno stato importanza dell'Iran fa questa propaganda quotidiana, e abbiamo di fronte il sistema di guerra e di potere che è il complesso sistema terroristico. Non dobbiamo confondere le due cose: hanno però questo obiettivo comune, anche dei progetti con il passare degli anni evidentemente progetti politico-.militari vengono naturalmente a formarsi. Non è più l'arrembaggio di stampo anarchico individualistico del terrorista. C'è il progetto. Questo nuovo potere del complesso sistema con la S maiuscola, il convergere di queste due realtà dava anche una spiegazione della sorpresa della sproporzione in difetto dell'intervento di Israele. Essa poteva mettere il doppio o la metà di aerei. Non servivano a nulla. Non erano adeguati per la realtà che loro andavano scoprendo. Questa realtà era quella appunto di un territorio ormai divenuto campo trincerato di guerra, a prova di bomba e a prova di intelligence israeliana. Obiettivo di oggi: malgrado Israele sia corresponsabile per la sua strategia politica di questa realtà, il primo problema, per la pace nel mondo, è quello di impedire l'eliminazione dello 0.2% di territorio di Israele che occupa 0.2% del territorio, ed è lo 0.5% popolazione del MO. Primo dovere è dire che l'iniziativa di Israele è stata inadeguata per difetto e qualità e doveva essere prima di tutto iniziativa politica, e non solo diplomatica: bastava che citassero e pubblicassero la oatente violazione dlla risoluzione 1559: e dire che era necessario intervenire perché la libertà e l'indipendenza del Libano era fottuta, con il capo dello stato che dice quello che dice, con lui che doveva andare via nel 2003, e invece è stato confermato fino a 2008. Il costo immenso in termini di strutture e infrastrutture e di perdite di civili: anche se dovremo andare a conoscere bene le cifre che si fanno. Beirut è bombardata, ma in un solo quartiere. Il 95% della città continua a vivere tranquillamente. Comunque la situazione è gravissima. C'è la deficienza totale di politica e e di propaganda da parte di Israele, un calcolo militare sbagliato e una sbagliata analisi di ciò che avviene nel territorio, ritenevano che con le bombe si facevano fuori i 900 fortini Hezbollah, ma ne momento in cui hanno detto che avevano stroncato queste basi di lancio, l'indomani sono stati mandati 200 missili su Haifa e dintorni. Sbagliato ritenere che non ci sarà qualcosa che potrebbe equivalere alle Due Torri o il tentativo di Londra, proprio in Israele, o che questo non sia già in corso sotto altre forme. Il primo problema è che se deve impedire che il complesso Sistema terroristico vuole ottenere, e in questo qualche convergenza con l'Iran la si trova, anche fatti mondiali, rimettendo in discussione tutto il disordine esistente nel mondo. Giocare sul MO. Cercano l'occasione della realtà e l'alibi di Israele per provocare quella deflagrazione mondiale che sicuramente auspicano. Il primo obiettivo è tornare a ragionare. La realtà dell'Europa: è Europa quella con i Balcani inclusi, l'Europa mediterranea è Europa, è quella delle epoche greco romane, del loro naturale erede: l'impero bizantino, Il Marcocco è tra i più europei dei paesi africani, ancora retto da una delle famiglie ritenute discendenti diretti del profeta, di autorità islamica. La iniziativa di Brunetta e dei colleghi del centrodestra: Israele deve entrare in Ue, perché ci sono radici le giudaico cristiane, ma ci sonoanche altre radici. Israele è manifestamente una testa di ponte di 500 milioni di cittadini europei di unità, di compenetrazione. I trattati di Roma avevano chiarissimamente la speranza e l'obiettivo di una grande patria europea. Era nelle corde, nella volontà di Adenauer, Schumann, De Gasperi (non Togliatti e Nenni, ma poco male), di Spinelli, Rossi e Colorni, loro pensavano a una grande patria europea. Ma l'Ue è sulla via via della Europa delle patrie, e sono cominciati i guai. La impopolarità della nostra Ue è un sintomo grave. La patria europea era popolarissima nel continente, negli stati con non avevano ancora aderito. La patria europea aveva una adesione di massa in un paese islamico come Turchia. Il problema è questo: l'Europa della patrie è la fine anche della attuale Europa. mentre la patria europea è la grande forza unificante, la grande patria europea di 500 milioni di cittadini. La adesione di Israele e della Turchia e di una federazione di altri stati democratici che possano essere tali per costituzione, come Palestina, Libano e Giordania, è il disegno nel quale riprendere il progetto della grande patria europea. Uno degli stati fondatori della Comunità europea potrebbe annunciare che se ne vuole uscire per ricostituire quelli che vogliono non l'Ue delle patrie golliste, ma quelli che vogliono la grande patria europea, che vedono nello stesso rapporto l'Europa continentale e anche il sud dell'Europa mediterranea: è questo che la antropologia e la cultura possono far comprendere; ed è meglio della sempre presente ed esasperata vita attuale, in cui all'interno di aere antropologiche come queste avvengono dilanianti confronti di famiglie, e in queste famiglie alcuni hanno dalla loro settarismi e fondamentalismi, e oggi pare che vogliono fare anche la loro crociata.
    20:38 Durata: 31 min 13 sec
  • I fallimenti della politica dell'Ue, di Israele e degli Usa

    Il problema della integrazione. Se Blair riusciva ad ascoltare i radicali su Iraq libero si sarebbe anche vitato il fallimento dell'integrazione. Il diritto occidentale di difendersi e le scelte dell'amministrazione Bush. Siamo dinanzi a una Ue che manca di politica, di grandeur di patria, causa diretta, con la compartecipazione di Kissinger e di una parte dell'America alla tragedia jugoslava, la più grande tragedia dal 1945. Accade lo stesso nel MO. Bush: non è che si voglia estendere il “no taliban no vatican”, al “no bushian”, ma è indubbio che con il comportamento verso Saddam hanno avuto un comportamento da dittatori cretini, hanno dovuto mentire, e non hanno aspettatato come Blair pare volesse, di vedere se Saddam se ne andava in esilino, ma lì si è accelerato. La politica irachena successiva continua ad essere quella di una America che non ha indebolito Fidel Castro, che ha dato un primato di impopolarità e di nequizie agli Stati Uniti: se uno è così debole di essere alla mercé del diavolo islamista, si comporta in modo tale, ci sono delle responsabilità. Si è proposta una linea diversa, partendo dalla non conoscenza di quello che Blair e Bush e tutti gli altri conoscono. Si è ottenuto quello che si poteva ottenere con la forza laica della ragion politica, non quella delle ragioni di stato che hanno dissipato molto spesso il senso dello stato. Esiste il rischio vero e vicinissimo che la questione del MO abbia la funzione attribuita nel 1914 a un colpo di pistola a Sarajevo e quella della Monaco del settembre 1938 e la conseguenza del 1939. Si toglierebbe la forza di questa minaccia proprio riuscendo con una giornata di mobilitazione internazionale mondiale e noviolenta a convincere Gerusalemme e Bruxelles a fare quello che diciamo. Basta un pezzo di carta, in cui si chiede di entrare nell'Ue, ma non è stato fatto. Nella situazione data basterebbe che scoppiasse nel mondo la notizia che Omert o chi per lui mandano queste due righe a Bruxelles, la opinione pubblica mondiale e europea potrebbe formare qualcosa di nuovo in nome della pace. Obiettivo del grande Satyagraha mondiale sarà di ottenere queste due righe. Si è riusciti a fare in 5 o 10 anni un “miracolo”: le armi di attrazione di massa sono divenute quelle terroristiche. Queste sono armi di distruzione della propria immagine. L'Occidente e gli Usa hanno questa responsabilità, come l'Ue. L'immagine che 10 anni fa l'Ue aveva per i popoli europei ancora fuori, o due anni fa per Ucraina, tutto questo è stato distrutto. L'Occidente aveva dalla sua le armi di attrazione di massa e provocavano grande attrazione di massa. I colpi di coda del fondamentalismo erano contro questo. Nel giro di 4 anni chi possiede le armi di attrazione di massa sono i terroristi, i Chavez; l'unica cosa che regge è il miracolo degasperiano turco. Possiamo ricordare e avere memoria e quindi farla avere come arma di attrazione di massa. La grande patria europea ha avuto un fascino enorme. Sottovalutazione del tabe, dell'aids nazionalista riviene fuori con l'Europa delle patrie, Israele vuole la propria sovranità nazionale, diffida dell'Europa, non ha fiducia del proprio popolo, del popolo europeo, della arma di attrazione di massa della libertà e del diritto. Ci sono buone ragioni per la quali come Prt, con tutto il sistema radicale occorre tentare questa carta, tentare questa grande operazione di pace, di democrazia e di libertà, passando per il rianimare le truppe deluse e coloro che hanno creduto di muoversi con convinzioni liberali e laiche e in realtà si sono mossi su convenienze sbagliate. Queste convinzioni sono vincenti, ma per Berlusconi e gli altri queste convinzioni hanno coinciso con il momento in cui esse erano convenienti, così non si va lontano. In MO vi possono essere grandi conversioni, come nella vita di un individuo solo se grande è la causa e la speranza e la posta. Se si è troppo a priori auto censurati nell'obiettivo che ci si dà, resta un obiettivo solo nostro. Grandi conversioni di prospettiva esplodono in un attimo. Come accadde negli stati dell'impero sovietico. Richiamiamo questa convinzione. Non occorre attaccare l'Islam. Il colpo di coda rischia di essere mortale. Il problema che occorre porsi è quello del vuoto laico. Il vuoto non è quello del troppo poco pieno degli islamici moderati a fronte degli islamici estremisti. Nell'incontro di Venezia lo si è visto. Vi è vuoto di laicità e laicismo che diventa vuoto di religiosità, Enzo Bianchi parla di clericalismo ateo. Più semplice è evocare le grandi ragioni per l'immediato ricongiungimento del mediterraneo orientale con l'Europa continentale. Se si pone la patria europea, quella del progetto Spinelli, con il consiglio degli stati che diventa il senato americano, il parlamento europeo che diventa il rappresentante dei popoli, dei cittadini, Bruxelles che diventa il governo e magari con la elezione diretta del presidente. Avere la grande riforma liberale, americana e non solo anglosassone, è obiettivo non solo dell'Italia ma dellUe. I “cannocchiali rovesciati” dell'Unifil. Positivo l'accordo raggiunto in Libano anche se c'è il timore che sia scritto sulla sabbia. Lo scoop di Cremonesi sul Corsera, il capo dello stato libanese che ha un nome che ricorse nei giorni di Sabra e Chatila, le sue affermazioni sul fatto che sostanzialmente Hezbollah fa parte dell'esercito libanese. Si è fatto strame della risoluzione con una Onu che è oggi la già Società delle Nazioni: siamo ad una situazione da Monaco, abbiamo i nazisti, il populismo, le masse che adorano i loro dirigenti, abbiamo errori continentali di Israele. Le affermazioni di Berlusconi sul progetto di Israele nell'Ue, e il nessun seguito materiale di esse. Buona l'iniziativa di Brunetta, si lavorerà insieme, ma c'è un però. Berlusconi e Fini hanno fatto dichiarazioni, come se adempissero ad un piacere, ma solo dichiarazioni, a livello Ue non hanno fatto assolutamente nulla, hanno invece fatto quello che hanno fatto sulla moratoria sulla pena di morte. Non sempre possiamo riconoscere allo schieramento di cui facciamo parte delle eccelse capacità, per fortuna è da escludere che abbiano la capacità di fare peggio di quello che ha fatto Berlusconi, perché se no avremmo motivo di temere molto. Il viaggio in Cambogia ed India. Gli iscritti in quei luoghi al Prt, primi echi positivi possono avvenire attraverso la rianimazione anche formale del Prt attraverso questa grande impresa per la pace. Dalla ex.Jugoslavia, dai Balcani ci sono manifestazioni importanti di concordia, sintonia e sincronia, ma si conta molto anche sull'Italia, sul parlamento italiano.
    21:09 Durata: 36 min 29 sec
  • L'Italia di fronte alla crisi mediorientale

    La situazione della maggioranza. Pecoraro Scanio: accenni diversi e opposti rispetto a Cento. Hanno da temere di più le proprie posizioni i comunisti che noialtri dalla parte non comunista della articolazione della oligarchia di centrosinistra del regime italiano. L'attacco di Diliberto a Bertinotti che diventa il peggior nemico perché va da An, Bertinotti è un inseguitore, prima con la nonviolenza, oggi con la sua visita dai giovani da An, Pannella andò come primo ospite esterno al congresso dell'Msi. L'intervento di don Vitaliano della Sala in occasione del suicidio del prete condannato per pedofilia, sembrava un radicale sul problema pedofilo. Il convegno radicale sulla pedofilia, una pagina fondamentale di civiltà. Tutti i partecipanti a quell'incontro mai chiamati da Vespa e dagli altri. Don Vitaliano ha avuto una grande forza morale e civile nel fare questo intervento. Onore a questo sacerdote. La posizione della RnP sulla missione in Libano. La politica estera di D'Alema non convince, è molto berlusconiano, conta molto sui rapporti personali, sulla sua saggezza, sulla capacità di comprensione a livello personale, ha questo stile. Diplomazia è parlare con quelli con i quali la politica ufficialmente non parla. Ma qual è la qualità dei dialoghi?. Il valore dei sentimenti e risentimenti e continuità e Dna che si esprime. La riserva sull'incontro di Roma. Avremo un dibattito con le posizioni di Intini all'interno della RnP. Finalmente abbiamo una occasione di dibattito politico. Mauro Del Bue è intervenuto. Importanza e coraggio della Fgs che era scomparsa per iniziativa dello Sdi, come uno dei 4 federati costitutori della RnP, erano alla conferenza stampa con la loro convinta adesione alle nostre posizioni. Oggi è il momento in cui sarebbe utile di discutere con il nonviolento Bertinotti se questa è una iniziativa di pace che di pacifista potrebbe non avere nulla, ma è iniziativa di pace che corrisponde anche fedelmente alla iniziativa radicale nonviolenta, di fronte a una strategia nazionalista, ideologicamente nazionalista di Israele, che rappresenta una delle concause della tragedia che si sta vivendo. Gli articoli di Bettiza e la sua partecipazione all'incontro di Cortina, la quale Pannella ha deciso di non partecipare, visto che era stato annunciato un incontro con interviste di diversi giornalisti e invece poi si tratta di un dibattito con 5 o 6 ospiti.
    21:46 Durata: 13 min 34 sec
  • L'iniziativa sull'ordine dei giornalisti

    L'iniziativa per l'abolizione dell'ordine dei giornalisti fu intorno al 1968 la prima iniziativa a far uscire dall'isolamento i radicali, in quei momenti le adesioni furono di massa, tra cui Curzi e Barbato. Nel 1992 ci fu un progetto in parlamento. Oggi l'iniziativa di Daniele Capezzone con Michele De Lucia ha trovato immediatamente un buon riscontro, significative adesioni, con avarizia riportate dai giornali, molti direttori sostengono la posizione e allora i comitati di redazione sostengono che si abbia questo atteggiamento. Lo scontro che si apre tra ordine e sindacato. Questo scontro fra i Del Boca e gli Abruzzo o del sindacalismo di Tucci, il Del Boca che ha attaccato il presidente della Federazione della Stampa. Anche in questo torna la centralità dei temi liberali radicali, salveminiani e socialisti, i temi del liberismo, queste cose divengono anche attualità esterna e non solo radicale. La grande capacità di Capezzone di cogliere questi momenti, di non aver consentito di essere coinvolto nel comportamento che c'è nei confronti di Pannella e anche di Emma Bonino, e questa è oggi l'unica forza evidente della RnP in termini di iniziative. Capezzone ha dichiarato che riprenderemo il dibattito in modo concreto con l'Unione chiedendo una calendarizzazione serrata sui Pacs: si annuncia un buon settembre, ottobre e novembre. La situazione della RnP: è un partito, un soggetto politico costituito, che aveva poche regole, e non aveva ancora imparato a seguirle. Il passo successivo sarà seguire queste regole e qualcuna aggiunta che riguarda le riunioni di segreteria, direzione e rapporti nel gruppo parlamentare, e aggiornare i 31 punto di Fiuggi. Discutere di un percorso federalista che sembra, fatte le debite proporzioni, la costituzione europea, quella fatta di moltissime pagine, o il progetto del programma dell'Unione che non abbiamo sottoscritto, non pare proprio opportuno. La RnP non ha che da continuare a crescere, con regole ricchissime e serie, che vanno benissimo, non credo che sia il caso di fare grandi scontri sulla sua configurazione, la sua nascita nel 2009, con referendum interni, primarie ecc. L'Italia ha bisogno di questa RnP che faccia tesoro di quel che già è e di quel che già ha, ed è inutile sovraccaricarci di un mirabolante cammino, quasi utopico, creando una bella costituzione organizzativistica. Il dibattito interno deve essere un dibattito politico anche in un ritmo di iniziativa politica su tutti i fronti di Fiuggi e gli altri acquisiti, senza distrarci. Ci basta la costituzione di poche pagine americana, o la non costituzione britannica. L'annuncio di Prodi in Tv di aver avvertito tutti i partiti dell'Unione: alla RnP nessuna comunicazione è arrivata.
    21:59 Durata: 13 min 10 sec
  • Segnalazioni finali

    Le dichiarazioni di Ahmadinejad sulla lotta al liberalismo. La consonanza con il Vaticano. I limiti della amministrazione Bush. Non pare molto bravo come governante, anche i neocons ne sembrano convinti. M. Ledeen non si sente molto più parlare, veniva molto in Italia, ma non si vede più. Il documento della commissione diritti umani: una Onu sempre di più ex Società delle Nazioni. L'intervento del Papa sulla crisi in MO. I dati sulla povertà in Italia. I sindacati degli interessati, potrebbero loro stessi prendere una guida di una grande riqualificazione. Il bel dibattito fra Padoa Schioppa e Montezemolo. Secondo i dati diffusi molte categorie do lavoratori autonomi e professionisti, appartengono al mondo della miseria, sappiamo che ciò non corrisponde alla realtà.. Il problema della politica fiscale, il fatto che in busta paga tutti i dipendenti italiani si vedono trattenuti i carichi fiscali, il 60% delle entrate dello stato sono garantite in questo modo. La Bindi a Cortina dinanzi a a questa storia che Tremonti sarebbe meritevole di questo trimestre positivo, ha spiegato che hanno pagato le famiglie italiane, grazie a aumenti dei prezzi su benzina, gas e altro, questa informazione non è stata raccolta. La legalizzazione della prostituzione. Il blocco di difesa di alcune categorie, con l'alibi della difesa il mondo sindacale di blocco sindacale padronale e operaio sono riusciti a continuare a far pagare al contribuente italiano la privatizzazione continua dei profitti e la socializzazione di imprese bancarottiere, di imprese dirette in modo fallimentare. I dati su questi temi e le ricerche di Michele De Lucia. La divisione tra sindacato e ordine dei giornalisti è fatto epocale. Liberalizzazioni: alla ripresa diventa fondamentale che questi grandi interessi costituiti vanno liberalizzati, l'Unione al contrario dell'Ulivo che faceva le privatizzazioni senza liberalizzazioni, questo lo ha capito.
    22:12 Durata: 22 min 59 sec