27 AGO 2006
rubriche

Conversazione settimanale con Marco Pannella

RUBRICA | di Massimo Bordin - RADIO - 10:24 Durata: 2 ore 1 min
Scheda a cura di Guido Mesiti
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La missione del Partito radicale transnazionale in Cambogia con il tentativo, tra l'altro, di promuovere l'appello-manifesto per il Grande satyagraha per la pace e le notizie che arrivano dall'Italia e dall'Occidente (il meeting di Rimini, la missione in Libano affidata inizialmente alla Francia e la Marcia di Assisi), sono i temi principali della intervista settimanale a Marco Pannella realizzata dal direttore di RR, Massimo Bordin.

Molte le citazioni fatte da Pannella (Immanuel Kant, Emmanuel Mounier, Jean Marie Domenach, Gabriel Marcel, Pietro Prini) a partire dal libro di Enzo Bianchi,
priore della Comunità monastica di Bose, dal titolo «La differenza cristiana» e pubblicato recentemente da Einaudi.

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  • Sommario degli argomenti

    10:24 Durata: 1 min 56 sec
  • La pace, il sogno per cui combattere

    Marco Pannella

    La missione del Partito radicale transnazionale in Cambogia e il tentativo di promuovere l'appello-Manifesto per il Grande Satyagraha per la Pace e, d'altra parte, le notizie che arrivano dall'Italia. Il meeting di Rimini, la missione italiana in Libano e la Marcia di Assisi. Il centrodestra, osserva Pannella, oggi ha realizzato con il centrosinistra una convergenza di straordinario valore. I radicali lo avevano previsto, quando presero atto della necessità dell'alternanza tra le due componenti oligarchiche per l'alternativa. I pacifisti, che odiano e pure la chiamano «pace», ad Assisi erano in pochi. Il Satyagraha mondiale per la pace (come obiettivo da costruire, laddove sono le guerre che si stanno preparando). La clandestina unità delle due componenti del quadro politico italiano che finalmente viene alla luce. Oggi i radicali (che non sono mai stati apocalittici) dicono che esiste la condizione oggettiva per l'esposione di una guerra globale che occorre scongiurare non con esorcismi o con la mera invocazione della pace ma con la costruzione della pace. Il libro di Enzo Bianchi (La differenza cristiana, Einaudi 2006) e l'ultima frase con la citazione quasi letterale di Immanuel Kant: la pace, il sogno per cui combattere. Il capitolo, tra gli altri, dedicato allo Scisma sommerso di Pietro Prini (Saggi blu, 1998). Il sommario del libro in cui si parla di «una laicità del rispetto», ma anche di «differenza cristiana», del «dialogare e dell'accogliere l'altro» e infine della pace in quanto «sogno per cui combattere».
    10:26 Durata: 24 min 55 sec
  • La politica estera italiana

    La critica dei neocon americani all'Europa kantiana. La politica estera più atlantica enunciata ma non portata avanti dal Governo Berlusconi. La retorica radicale fatta propria senza passare all'azione. La politica di Nessuno Tocchi Caino, in particolare, fatta propria dal Parlamento Italiano e, per converso, la mancata vittoria all'Onu della moratoria sulla pena di morte. La condivisione della politica radicale sulla Turchia sempre a parole e mai nei fatti. La discontinuità del Governo Prodi, osserva Pannella, non può prescindere dunque da scelte pratiche. «Il governo attuale é costretto, anche dalla presenza di posizioni diametralmente opposte all'interno della coalizione, a operare sintesi che poi deve attuare e che non sono rinviabili. Il ministro D'Alema sbaglia profondamente se dice che Hezbollah é accettabile su tutto; oggi infatti D'Alema dice che 'Hezbollah non é solamente un'organizzazione terroristica' e che 'il compito dell'ONU non é quello di disarmarla'». In questo momento la politica estera del nostro paese deve realizzare «la sintesi di storie contrapposte, di storie che sono state da anni ferocemente contrapposte anche sul trentottesimo parallelo». «Spero diventi possibile per i compagni e le componenti liberali della Cdl di essere trainanti delle contraddizioni, e poi delle sintesi, che sono presenti in quella coalizione».
    10:51 Durata: 14 min 32 sec
  • La laicità come connotato del credente

    La conferma nel libro di Enzo Bianchi del fatto che il clericale-fondamentalista «non é credente ma é disperato che cerca nell'odio e nella paura il mezzo per imporre le sue visioni», a differenza del credente che ama ciò in cui crede. «Se ha senso la rivelazione - ha spiegato il leader radicale - che é fatta con parole che parlano ogni volta in modo nuovo durante le diverse fasi antropologiche del pianeta, c'è da dire che tutti i grandi testi delle religioni hanno in comune questa caratteristica. E' la loro stessa parola, in ogni momento, che fa sì che siano re-interpretati in maniera differente». «L'essere laico é quindi connotato attuale, e non valore aggiunto, del credente. Il laico, allo stesso modo, non può essere considerato un non-credente; c'é religiosità in chi sa che esiste una trascendenza rispetto alla limitatezza storica del singolo individuo». Tutto questo testimonia come con il potere viene mortificata la fede, «una parte grande del vissuto del popolo». A maggior ragione va dato atto, in questo caso a Giulio Anselmi, direttore de La Stampa, del fatto che ospitando gli interventi di Enzo Bianchi, «si riempia un vuoto, non naturale ma artificiale, nel quale viene immersa dallo strapotere mediatico-autoritario, la religiosità vera e propria». Cfr. Emmanuel Mounier, Jean Marie Domenach, la rivista Esprit, Gabriel Marcel e Pietro Prini, gli atti del Convegno sulla laicità organizzato dai radicali a Bruxelles (di prossima pubblicazione). Il conflitto in Medio Oriente. L'America di George W. Bush. Ancora sulla Marcia della Pace. La missione in Cambogia.
    11:05 Durata: 28 min 42 sec
  • Da Noam Chomsky a Enzo Bianchi

    Le seconde generazioni islamiche in Gran Bretagna. Noam Chomsky ed Enzo Bianchi. La questione del velo in Francia e il modello britannico. L'assassinio di Hina che in Italia, sessant'anni fa, non sarebbe arrivato neanche alla giustizia. La famiglia, la comunità, il grembiule a scuola. L'Ucoii. La politica delle gerarchie ecclesiastiche. L'adeguamento di Bill Clinton alla castità di George W. Bush contro l'aids.
    11:34 Durata: 25 min 16 sec
  • Lo scontro tra Giavazzi e Padoa Schioppa

    Lo scontro tra Tommaso Padoa Schioppa, ministro dell'Economia, e Francesco Giavazzi, editorialista del Corriere della Sera. L'intervento di Luigi Spaventa su Repubblica e la conseguente rettifica di Eugenio Scalfari. D'altra parte, Barbara Spinelli ed Enzo Bettiza sulla Stampa. La rimessione alla posizione di Daniele Capezzone, peraltro apologeta e di Padoa Schioppa e di Giavazzi.
    11:59 Durata: 6 min 31 sec
  • Il sospetto sull'operato francese (passato e futuro) in Libano

    Ancora sul primo Grande satyagraha mondiale per la pace. La missione in Libano. Osserva Pannella: «Che la Francia tutta contenta si sia presa la parte iniziale e costitutiva della missione per poi passarla all'Italia mi fa pensare; io sono assolutamente diffidente della politica francese di questi decenni nei vari teatri, africano, medio-orientale, altrove... Avrei preferito dunque l'inverso, un solo trimestre di comando italiano per poi cederlo ai francesi, ma questa é solo una mia osservazione». D'altra parte, aggiunge Pannella, «ci vorrebbe una commissione di inchiesta sull'operato della missione Unifil (a comando francese e a presenza italiana subordinata), che invece di assicurare lo scioglimento delle milizie, é stata a guardare mentre si militarizzava e si occupava il territorio libanese».
    12:06 Durata: 8 min 35 sec
  • Il manifesto-appello per il satyagraha mondiale per la pace

    La scelta nonviolenta di Fausto Bertinotti e della sinistra radicale (e non più massimalista) che cita Aldo Capitini e non il partito di Gandhi. Pannella si augura che Bertinotti e Gennaro Migliore, capogruppo di Rifondazione comunista alla Camera dei deputati, siano i primi firmatari del Manifesto-appello per il satyagraha mondiale per la pace. L'informazione pubblica che, quale che sia la maggioranza al potere, è anticostituzionale e che, dunque, anche stavolta trascura l'iniziativa nonviolenta radicale. Un saluto ad Adriano Sofri, che da anni ha percorso «un calvario per affermare la potenza della nonviolenza e pagando di persona la violenza pubblica di Stato in violazione della propria legge». «Voglio dire ad Adriano, - dichiara Pannella - ricco della sua solitudine, che chiediamo alla sua solitudine e alla sua povertà, come si chiede solo ai ricchi, gli chiediamo di partecipare a questa nuova follia della ragionevolezza e della speranza, come ha fatto già tante altre volte». Ancora sul libro di Enzo Bianchi. Due citazioni amate da Pannella. Spes contra spem. Lo scontro non è tra fede e scienza, ma tra spiritualisti e religiosi.
    12:14 Durata: 11 min 28 sec