15 OTT 2006
rubriche

Conversazione settimanale con Marco Pannella

RUBRICA | di Massimo Bordin - RADIO - 20:30 Durata: 1 ora 54 min
Scheda a cura di Guido Mesiti
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I funerali di Anna Politkovskaja e la legge «fascista» del Parlamento francese sul genocidio armeno; l'eutanasia e il caso dell'intervista di Don Verzè; la Rosa nel Pugno e il prossimo Congresso dei Radicali italiani.

Puntata di "Conversazione settimanale con Marco Pannella" di domenica 15 ottobre 2006 , condotta da Massimo Bordin con gli interventi di Marco Pannella, Rocco Berardo (ASSOCIAZIONE LUCA COSCIONI), Mirella Parachini (ASSOCIAZIONE LUCA COSCIONI).

Sono stati discussi i seguenti argomenti: Abolizionismo, Aborto, Accanimento Terapeutico, Amministrative, Armenia, Associazioni,
Bioetica, Briatore, Capezzone, Casini, Cattolicesimo, Cecenia, Censura, Chiesa, Coscioni, Dalai Lama, Diritto, Disobbedienza Civile, Donna, Economia, Elezioni, Emergenza, Est, Esteri, Eutanasia, Finanziaria, Fisco, Francia, Friuli, Governo, La Repubblica, La Rosa Nel Pugno, Legge, Legge Elettorale, Nord, Pannella, Partito Democratico, Partito Radicale, Pena Di Morte, Politica, Politkovskaja, Privatizzazioni, Prodi, Radicali Italiani, Rai, Religione, Ru486, Russia, Russo, Senato, Simbolo, Stampa, Tasse, Televisione, Tibet, Unita' Nazionale, Veneto, Verze', Welby.

La registrazione video di questa puntata ha una durata di 1 ora e 54 minuti.

Questa rubrica e' disponibile anche nella sola versione audio.

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  • Sommario degli argomenti

    Marco Pannella

    20:30 Durata: 1 min 56 sec
  • I funerali di Anna Politkovskaja e la legge «fascista» del Parlamento francese sul genocidio armeno; l'operazione di Repubblica su Pannella

    Pannella l'unico italiano, ed europeo, presente al funerale. Più di duemila persone. Presenza «consapevole e addolorata». Persone «non stupite né incazzate». Molti giovani. Nessun rappresentante delle istituzioni europee: Parlamento, Commissione, Consiglio. Nonostante «lo splendido lavoro giornalistico e politico della Politkovskaja», l'Unione Europea, così come tutte le istituzioni italiane, non erano presenti, «hanno accompagnato al massacro la resistenza cecena soprattutto quando decisero di abbandonare il Presidente ceceno Maskhadov che aveva autorizzato i suoi ministri ad annunciare una scelta nonviolenta». «Non a caso alcuni ministri erano iscritti al Partito Radicale Transnazionale». Ai giornalisti Pannella ha ribadito di non essere andato «a esprimere cordoglio ai ceceni», ma «a nome del PRT e dei compagni come Umar Kanbiev». Pannella ha spiegato il suo breve intervento durante la sessione plenaria del Parlamento di Bruxelles, nel corso della quale, rivolgendosi al presidente Borrell, ha chiesto di motivare perché ci si riunisca ancora in palazzi che si chiamano "Spinelli", "Schumann". «Auspico che questa finzione abbia fine e che i palazzi nei quali ci riuniamo siano ribattezzati in ricordo di Daladier. E' a quella Francia lì che oggi questa Europa sempre più torna». «Indegna» la dichiarazione di Barroso, che «si è permesso di dire che entro 15 o 20 anni per la Turchia non se ne parla». «L'impunità di una Francia che fa quella legge fascista, nazista, idiota» sul genocidio armeno. «Che nella Francia laica il Parlamento stabilisce che la verità storica è il genocidio e che incorre in una sanzione penale chi ha un'opinione diversa, dimostra che è una Francia, un'Europa, sempre più, davvero, quella che ha come predecessori gli incompetenti complici e vili dell'Europa di Monaco». Pannella denuncia il fatto che pur essendo stato visto dai due giornalisti inviati da Repubblica, per Repubblica Pannella non c'era. Eppure quella della sua presenza, per il fatto che fosse solo, era una notizia: «Il fatto che io fossi solo a Mosca non é dipeso certamente da me». «Continua un'operazione di Repubblica, di Ezio Mauro e degli altri, che ha la sua radice in un momento ben chiaro: il periodo di P2, Pci, P-Scalfari...». Quei momenti dello «schieramento di sostegno comunista e di destra ai decreti Cossiga, su quello ci siamo confrontati... Continuo a pagare l'essere testimone unico di quella scelta, che denunciavo, di Mauro ed altri autorevoli corrispondenti».
    20:31 Durata: 11 min 10 sec
  • Il Partito democratico e i conti con il passato: la legislazione emergenziale in risposta al terrorismo

    Il Partito democratico dovrebbe fare i conti con quei momenti in cui la legislazione emergenziale distrusse lo stato di diritto in Italia con l'esagitata risposta al terrorismo. «Quella che resta la pagina per cui Cossiga è meravigliosamente capace di dire tutto impunemente, e per cui gli è assicurata continua eco». L'opposizione «distruttiva» proposta da Guzzanti.
    20:43 Durata: 3 min 11 sec
  • «La tragedia cecena che diventa la tragedia russa»

    Non a caso é stata assassinata proprio la giornalista che nella crisi del Caucaso vi vedeva un «tumore della Russia». Anche gli attuali leader ceceni «sono interessati alla distruzione della democrazia in Russia». A pagina 6 di Le Monde del giorno successivo ai funerali, «con grande rilievo, era presentata la foto di due attivisti russi per i diritti dei georgiani, appena arrestati; guardando meglio - ha precisato - ho notato che uno dei due arrestati aveva addosso il simbolo del Partito Radicale Transnazionale». «Il fatto che io fossi solo a Mosca non é dipeso certamente da me». La Politkovskaja «spessissimo è venuta ai nostri congressi e ai nostri incontri. La sintonia è certa». Pannella ammette di non aver pensato a «mettersi la fascia del Parlamento Europeo». La stessa Anna ne sarebbe stata «offesa», perché l'Europa è «complice dei suoi assassini». «Non a quel titolo ero lì, ma in rappresentanza del PRT», e dei tanti compagni arrestati e in queste ore impegnati in Russia.
    20:46 Durata: 4 min 32 sec
  • Eutanasia. L'intervista di Don Verzè e il caso Welby

    Don Verzé, con la sua intervista al Corriere, «dimostra di essere ancora una volta esempio del religioso che afferma una sintonia anche con i laici di diversa natura, cioè credenti». «Non dobbiamo avere paura di parlare di atti di amore, in questo caso, di com-passione». Come per il divorzio e l'aborto, «lasciare dilagare nella società in modo clandestino questi flagelli sociali non è tollerabile». Chiarimento necessario sul caso Welby: non vuole che gli si sospenda l'ossigeno, cosicché potrebbe sopravvivere per giorni, ma vuole l'eutanasia, la "dolce morte". L'ipocrisia di molti che sono contrari all'accanimento terapeutico: si stacca la spina, ma in molti casi, come quello di Welby, negando un intervento ulteriore l'agonia rischia di diventare più tremenda e duratura. «Welby, come me, non é disposto ad essere uno dei tanti che nasconde un atto pieno di amore ed umanità». Pannella ribadisce di essere «pronto a fare quello che con decisione e precisione Welby chiede»: «Io sono certo che da generazioni esista una eutanasia di massa e clandestina, in gran parte sicuramente determinata da atti di amore, compassione ed umanità, che restano clandestini perché sarebbero sanzionati penalmente. Io sono disposto ad essere uno dei tanti, però senza nascondermi, come poi non si vuole nascondere Piero».
    20:50 Durata: 8 min 9 sec
  • La campagna dell'Associazione Luca Coscioni sull'eutanasia e le adesioni di esponenti politici all'Associazione

    Rocco Berardo

    ASSOCIAZIONE LUCA COSCIONI

    In collegamento Rocco Berardo: «Nel weekend di apertura di questa raccolta di firme a sostegno della richiesta di un'indagine conoscitiva sull'eutanasia clandestina, abbiamo tenuto almeno 57 tavoli in tutta Italia, raccogliendo 3.056 firme. Almeno 2/3 dei firmatari hanno rilasciato la liberatoria per utilizzare i dati, e circa 800 hanno lasciato la loro e-mail. Questo è un messaggio anche per chi si prepara per il prossimo weekend; occorre raccogliere questi dati per ricontattare i firmatari» Per quanto riguarda le iscrizioni all'Associazione Coscioni tra i parlamentari italiani: «Siamo arrivati a quota 42 parlamentari iscritti, con altri 15-20 che stanno per versare la quota».
    20:58 Durata: 9 min 38 sec
  • Il Congresso della Federazione Internazionale degli Operatori di Aborto e Contraccezione

    Mirella Parachini

    ASSOCIAZIONE LUCA COSCIONI

    In collegamento telefonico Mirella Parachini, vice-presidente della FIAPAC, associazione degli operatori del settore «sprezzantemente» ribattezzata da Volonté (UDC) come «la federazione abortista». Al congresso, che ha visto la partecipazione di oltre 450 medici e professori di tutto il mondo, è intervenuta anche Emma Bonino, ministro radicale. La sede naturale del dibattito sull'aborto è il suo aspetto clinico. Un'occasione per chiarire, ha spiegato la Parachini, che «l'aborto farmacologico rappresenta un atteggiamento culturale completamente diverso; in Grecia é legale ma non la usano, perché sistema sanitario é strutturato in modo che é molto più scomodo seguire la donna con l'aborto medico; a dimostrazione che questa dell'aborto-facile é una mistificazione, una favola. Il nostro argomento non è questo, ma il fatto che deve essere lasciata libertà di scelta alla donna. Ciò che spaventa gli abortisti è che a differenza dell'intervento chirurgico, per il quale si aspettano anche settimane, quello farmacologico sarebbe applicabile prima ed andrebbe ad evitare numerose obiezioni di coscienza».
    21:08 Durata: 10 min 35 sec
  • La Legge Finanziaria e il "tavolo dei volenterosi"

    «Non ricordo una finanziaria sulla quale ci sia stato un dibattito così ricco, così pieno, anche pericoloso. Negli ultimi anni i problemi alla Finanziaria venivano tutti dall'opposizione. Questa volta la sinistra di regime si sta logorando, le sue contraddizioni emergono e questa é una ricchezza democratica». E' solo «mancanza di accortezza» da parte di Prodi e Padoa Schioppa? «Prevale un senso critico e di rivendicazione nella maggioranza di governo che è inedito». «Da molte parti non solo in termini di spesa vi sono disponibilità a correggere. Sarà un gran casino, ma un gran casino democratico, non di regime perché non riescono a tenerlo». L'iniziativa del "tavolo dei volenterosi" di Daniele Capezzone «andava proprio in questa direzione, tentando di svincolare le scelte politiche dei parlamentari dagli interessi oligarchici». «Non si può continuare con l'Unione paravento di Ds e Margherita che governano e sgovernano», che molto concedono alla sinistra estrema e resistono invece alle spinte di riforma.
    21:19 Durata: 8 min 48 sec
  • In preparazione una lettera della Rosa nel Pugno a Prodi. Il ruolo della Rosa nel Pugno

    «Ci sono alcuni problemi di legalità, di correttezza e di democraticità che devono essere affrontati e corretti». La sensazione è che i provvedimenti del Governo si discutono in sedi «ultra-oligarchiche». «Liberal Ds si stanno liberando di condizionamenti e soffocamenti ideologici». «Riformisti e rivoluzionisti» rappresentano inadeguatezze, in difetto o in eccesso, per le riforme. L'articolo di Nicola Rossi sulla sinistra liberale. La Rosa nel Pugno, non il Partito democratico, è «la risposta a chi è erede di Livorno», con «i suoi contenuti e il recupero del socialista più importante della prima metà del secolo scorso, Salvemini, una ricchezza e attualità che si ritrovano oggi in Ichino e Boeri». Siamo riusciti a «conquistare» alla RNP Turci e Buglio. Avremo una crescita per rendere la Rosa nel Pugno «strutturalmente pronta e disponibile a essere strumento di lotta e politica e sociale di componenti socialiste».
    21:27 Durata: 6 min 51 sec
  • Il dibattito interno alla Rosa nel Pugno. Il problema delle amministrative

    Rosa nel Pugno alternativa al partito democratico? «Il tesseramento individuale va bene, ma ora dovremo sollecitare la formazione di club grandi e piccoli che non chiedano tanto di essere tesserati, quanto il riconoscimento delle loro proposte più o meno fantasiose. Una proposta che può partire in primis dall'online, sul quale faremo proposte precise; un riconoscimento che può essere dato anche in cambio di alcune garanzie privatistiche. Abbiamo bisogno di circoli che siano non rappresentanti territoriali della RnP, ma rappresentanti delle proprie idee». La situazione interna alla Rosa é «semplicissima»: «in 8-9 persone in quanto tali, qualificandoci come RnP, siamo stati riconosciuti come evento politico nuovo, a partire quindi dalle proposte fatte. A questo punto avevamo trovato anche una soluzione, cioè sapevamo che questo progetto nuovo, alternativo, cui stavamo dando vita, grazie alle linfe migliori delle storie liberali, laiche, socialiste, democratiche, non poteva portare in pochi mesi alla formazione di un partito perfetto, e quindi ci eravamo messi d'accordo sui nomi (laici, socialisti, liberali, radicali), sul trinomio (Blair, Fortuna, Zapatero), e sul simbolo che noi radicali abbiamo messo a disposizione (La Rosa nel Pugno). Abbiamo deciso che è il simbolo di cui possono disporre solo i fondatori all'unanimità. All'unanimità di decide la presentazione elettorale in quanto "Rosa nel Pugno". Noi vogliamo continuare a far crescere tutto questo; da 8-9 siamo diventati 50-100 ed ora sono titolati ad essere RnP anche i candidati alle passate elezioni politiche, ed altre persone che potremo scegliere secondo criteri territoriali. Un "comitato dei 1000" così composto potrebbe andare avanti per 12 mesi anche per organizzare al meglio il partito». Dimostrazione di «prudenza e audacia». Adesso «altri si sono convinti che dobbiamo cambiare tutto, azzerare. Ci vuole un simbolo di proprietà comune, ma di un qualcosa che nascerà nel 2009?». Pannella non esclude a priori la possibilità di presentare liste Rosa nel Pugno alle amministrative. «Se noi riuscissimo a recuperare un nuovo ambientalismo politico, intransigente e concreto che manca alla politica italiana, se riuscissimo a fare proposte serie riguardo il disastro idrogeologico del paese, riusciremmo ad avere candidati di altre storie», i Turci di destra e di sinistra. «Se rilanciamo non questo dibattito organizzativistico, ma un dibattito programmatico di scelte, potremmo arrivare a creare dei "casi" e presentare liste magari in 10 città», ottenendo anche candidature di liberal Ds. «Boselli, con molta franchezza, dice che come Sdi non possono decidere di non presentarsi come Rosa nel Pugno: "Come facciamo con tutte le realtà contrarie?" Capisco - risponde Pannella - ma non possiamo nemmeno, per evitare questa crisi, rinunciare in partenza a essere un fatto politico grande e nuovo».
    21:34 Durata: 16 min 7 sec
  • Casini per la privatizzazione di Raiuno

    «Tutto questo casino su Rai e Mediaset ma sono in piena trattativa» . Sarebbe «interessante un "tavolo dei volenterosi" su questi aspetti».
    21:50 Durata: 3 min 37 sec
  • Il Congresso di Radicali italiani dal 2 al 5 novembre prossimo

    «Due fatti nuovi da capire». 1) Uno dei temi e delle possibili commissioni è il "caso Italia" sotto la specie "caso Pannella". Però «c'è una novità: nessun segretario di partito oggi è presente in tv come quello di Radicali italiani. Bisogna capire. C'entrano attitudini e capacità, ma non può essere sottovalutato, perché questa attenzione rende poco attendibile il caso Italia, che sarebbe superato»; 2) presenza radicale nelle istituzioni coincide con «nettissima crisi organizzativa e politica e dei soggetti». Sono fatti «da comprendere perché sono nuovi».
    21:54 Durata: 4 min 47 sec
  • «Grande ragionevolezza» di Flavio Briatore

    L'atteggiamento «poliziesco» di Visco, che «sembra avere il gusto di provocare antipatie». La «grande ragionevolezza di Flavio Briatore» ha messo in difficoltà di Lucia Annunziata. Non dava giudizi etici o morali ma diceva che se deve scegliere tra evadere, fallire o espatriare, sceglie la terza. Spiega la situazione della sinistra: non si sa più distinguere i critici del governo di destra da quelli di sinistra. «Oratoria demagogica di Berlusconi troppo datata».
    21:59 Durata: 4 min 42 sec
  • La «rapina in busta paga»

    Tutti, da Rifondazione al centrodestra, «d'accordo con la rapina in busta paga del 60% degli introiti dello Stato». «Prima di poter denunciare eccessi polizieschi a carico di autonomi e imprenditori, bisogna dire che la rapina in busta paga del dipendente è, questa sì, operazione poliziesca, antiliberale e diseducativa». Se no abbiamo riformismi e non riforme. Per evitare l'inequità di trattamento.
    22:04 Durata: 3 min 34 sec
  • Il caso degli 8 senatori eletti ma esclusi dal Senato

    Manzione e le contraddizioni nell'Ulivo: "Sappiamo che nel merito hanno ragione, vi propongo supplemento di accertamento". La stampa tende a «far credere che sia un problema mio, o dei radicali». La stampa non continui a far passare che questo è un «problema dello scomodo, o simpatico, o antipatico Pannella». La questione rimane piuttosto quella della legalità. Il problema è altro, è quello della legalità, «lo stesso per il quale centinaia di carcerati hanno fatto lo sciopero della fame assieme ai radicali sui giudici della corte costituzionale». In questo momento «essere di regime vuol dire accettare che regolamenti, prassi ed atteggiamenti non consentano ad esempio di prendere una decisione sugli 8 senatori scippati. Per questo ad oggi saluto l'iniziativa di Manzione, che è stato censurato dopo aver proposto un supplemento di accertamento sulla questione, pur sapendo che noi eravamo nel giusto; la vicenda quantomeno dimostra come ci sia un dibattito in corso, delle contraddizioni».
    22:07 Durata: 7 min 6 sec
  • Per ogni assassinato aumentano gli assassini

    In Russia si stanno abituando all'omicidio come sistema di governo. «Per ogni martire, aumentano coloro che fanno i martiri». A Mosca «diventano più numerosi gli assassinati. Ma mentre un assassinato è ormai assassinato, un assassino in esercizio può fare molti assassinati, può far reggere un potere sull'assassinio».
    22:14 Durata: 2 min 10 sec
  • Pena di morte: telefonata a Massimo D'Alema

    Quanto alla promozione di una moratoria in sede Onu, al mandato ricevuto dal Parlamento italiano, «state per replicare il comportamento del governo precedente, ma su questo piccolo evento dico a Massimo D'Alema di stare attento, perché nel trattare con troppo cinismo, antipatia delle cose che ci riguardavano, ha costruito la distruzione delle sue responsabilità di governo. Non ci teniamo per nulla».
    22:16 Durata: 3 min 20 sec
  • Berlusconi ricevette il Dalai Lama

    «Fu uno dei due episodi nei quali Berlusconi ha ascoltato la nostra voce ferma». «Conferma del grande affetto» del Dalai Lama nei confronti di Pannella. Emma Bonino l'ha accolto all'aeroporto.
    22:20 Durata: 2 min 18 sec
  • I radicali e il Nord Est

    Il Congresso di Radicali italiani a Padova. Ascolto del mondo imprenditoriale "non ufficiale". Nord est punto di scontro-incontro per i radicali.
    22:22 Durata: 1 min 34 sec