19 NOV 2006
rubriche

Conversazione settimanale con Marco Pannella

RUBRICA | di Massimo Bordin - RADIO - 20:32 Durata: 1 ora 59 min
A cura di Guido Mesiti e Pantheon
Player
Puntata di "Conversazione settimanale con Marco Pannella" di domenica 19 novembre 2006 , condotta da Massimo Bordin che in questa puntata ha ospitato Marco Pannella.

Sono stati discussi i seguenti argomenti: Diritto, Economia, La Rosa Nel Pugno, Politica, Radicali Italiani, Religione, Storia.

La registrazione video di questa puntata ha una durata di 1 ora e 59 minuti.

Questa rubrica e' disponibile anche nella sola versione audio.
  • Marco Pannella

    (La Rosa nel Pugno laici socialisti liberali radicali)

    20:32 Durata: 1 min 32 sec
  • La situazione politica dopo l'approvazione della finanziaria, la prospettiva della rivoluzione liberale

    L'approvazione della legge finanziaria e le prospettive al Senato. Nella seduta di domenica si sono visti interventi politici, che sono invece mancati nei giorni precedenti in cui la discussione ha visto una marea di inadeguatezze e improprietà rispetto allo schema parlamentare. Lo schema parlamentare anche in Europa è stato più prospero nei regimi vicini allo schema presidenziale. I parlamenti sono forti ad esempio negli Usa dove il regime è presidenziale. Non in questi regimi come il nostro dove il legislativo in quanto tale si vede distrutto da mesi di dibattiti straordinari che disturbano la attività legislativa, per cercare di dare alla politica economica del regime oligarchico quello che il regime oligarchico implica: nel regime assembleare bisogna che tutte le corporazioni, tutti gli interessi piccoli, medi e grandi costituiti siano in qualche misura soddisfatti. È più serio ciò che avviene in Gran Bretagna dove un governo presenta il suo progetto di politica economica, il parlamento respinge o accetta, con poche possibilità di modificazione, e decide in base alla convinzione e alla risposta dell'opinione pubblica. Il regime parlamentare italiano è regime che invece ripropone la grande crisi della democrazia. Non bisogna dimenticare che anche durante il fascismo si votava per la camera dei fasci e delle corporazioni, con la prospettiva di guadagnare un po' di modernità e giustizia sociale a spese del diritto e della libertà, e questa è stata caratteristica delle due illusioni: quella fascista e quella comunista. Oggi esiste il pluripartitismo parlamentare continentale che genera sempre più società moribonde. Un regime che non garantisce ciò che in GB e Usa accade, dove ogni 10-20 anni c'è una alternativa che non è solo alternanza. Nei regimi bipartitici c'è la possibilità che lo scontro democratico crei alternative e non solo alternanze. Qui da noi c'è putrefazione, e c'è il tentativo di spostare all'interno della oligarchia e della mafiosità partitica, che coinvolge l'amministrazione giudiziaria e i servizi e altro, una società di etnie, in una riunione a gestione non democratica in cui l'ethos vera è l'etnos partitico-sindacale. Sempre più necessaria la grande riforma che comporta anche il passare da regimi parlamentari ai regimi di stampo più angolsassone, più presidenzialisti, sull'esempio della Gran Bretagna, degli Usa, del Canada. In Italia è urgente l'alternativa, la rivoluzione liberale, la riforma americana che urge e che sia antipartitocratica, e si esprima attraverso l'etica liberista, del mercato, con il recupero della eticità delle politiche. Nel dibattito sulla finanziaria Casini ha fatto uno dei suoi interventi migliori. Anche Fini è stato abile. L'intervento di Tremonti manifesta la sua capacità di governare fasi successive della oligarchia, nei dopo Berlusconi e dopo Prodi. Nel nome di Tremonti si continua a intravvedere la possibilità di continuare a governare secondo quell'asse sottotraccia di questi due decenni che va da D'Alema a Bossi all'ambiente Berluswconi, si tratta di momenti di riserva e possibile tenuta attraverso riformismi gattopardeschi. La ipotesi di una grande coalizione in questi regimi detti pluralisti si esprime solo nella possibilità che una o l'altra cosca o camorra riesca per un certo tempo a governare le contraddizioni stabilmente per rendersi più sopportabile. La realtà italiana e le conferme che arrivano con il libro di Villone e Salvi. Gli intellettuali di estrazione comunista o di sinistra o Cgil, si muovono oggi come intellettuale collettivo ed erano totalmente neutralizzati dalla burocrazie. Diventano grazie a Paolo Mieli e al Corriere della Sera un apporto conoscitivo di teoria e di governo possibile, un apporto che ha radici come Salvemini, E. Rossi, Einaudi, essi sono oggi divenuti giornalisti che parlano a milioni di persone del ceto in senso lato più acculturato, del ceto dirigente, ed oggi sono i referenti nostri obbligati. Occorrerebbe fare una inchiesta sul perché oggi non si da vita allo stesso soggetto politico, ad una stessa stessa forza con Ichino e gli altri fino ai Giavazzi e ai Monti. La necessità del recupero delle grandi correnti neglette, quella salveminiana, di E. Rossi, quella radicale della fine dell'800 ed altro, quella laica. La differenza nella situazione attuale rispetto al contesto di 10 anni fa.
    20:33 Durata: 16 min 35 sec
  • Il ceto intellettuale formatosi nel centro studi Cgil

    Alternativa vuol dire che o una riforma o l'altra si realizzi. Anche conservare può significare in alcuni momenti della storia governare la conservazione. La democrazia la si vive quando il mercoledì si possono vedere online i dibattiti parlamentari con Tony Blair e Cameron, lì si vede, si sente che cos'è la democrazia, e non è quello nel quale siamo immersi. L'utilità di far vedere i question time di Blair nelle scuole elementari o medie. I radicali sarebbero tutti e nessuno in quanto tali come radicali in una democrazia compiuta. Il concetto di opportunità vs l'opportunismo secondo Gambetta. Piero Welby, con l'enorme dibattito che si sviluppa sull'eutanasia, è il Gambetta di oggi. Il concetto di morte opportuna di cui parla Welby, l'essere cioè dinanzi a una vita mutandola, facendone una tortura contro i corpi. Diventa opportuna quella morte che fa parte del nostro destino, una morte che viene scientisticamente vietata dagli ideologici della “vita”, contro il credere e la religiosità, si tratta dell'ideologismo che viene dal Vaticano. Dall'esempio di Cavallotti il punto radicale è punto centrale degli snodi successivi, come Murri e Salvemini. La radicalità di un maestro di etica liberista come Milton Friedman, con la sua aspirazione riformatrice. I commenti in morte. Come Luca Coscioni infamato 8 mesi prima. Gli intellettuali che vengono dal centro studi della Cgil. I sindacati 30 fa rappresentavano ancora in termini di classe qualcosa di interessante. Non erano solo i sindacati dei pensionati inconsapevoli, non erano conservatori come sono. Negli anni 50 un po' di apporto riformatore è venuto dalla Cisl di Romani e anche dalla primissima Uil, così come era nelle intenzioni americane con il K. Brodolini che con il 2° centrosinistra arriva alla riforma dello statuto dei lavoratori, che con tutti i suoi limiti è stata una riforma, poi finita. Il fronte di sinistra ha rappresentato il luogo della ibernazione di questo ceto intellettuale che si è formato così come si vede oggi.
    20:50 Durata: 10 min 58 sec
  • L'incontro con Prodi e la situazione della Rosa nel Pugno

    La scelta definitiva per la composizione della delegazione è stata quella di due soggetti politici dell'area radicale, cioè Radicali Italiani e Associazione Luca Coscioni, che sono fondatori e per il momento co-reggenti della RnP. Emma Bonino non è andata. Per i radicali come è noto un ministro è totalmente libero e non è delegato. I compagni dello Sdi hanno espresso qualche perplessità sul fatto che andasse Emma, noi abbiamo detto che sarebbe grave se non andasse Emma e ci andassero da Prodi gli Sdi, ad esempio appena usciti da un loro congresso. Emma e noi siamo stati in ogni caso d'accordo di non andare. Queste perplessità si capiscono se si interpretano in base alle differenze tradizionali, per cui i deputati sono espressione del partito e devono ricevere orientamenti e ordini dal partito, ma per i radicali vale la posizione opposta. Rita e Marco hanno voluto perfezionare la cosa in questo modo. Secondo il criterio radicale la delegazione rappresentava non già la quota degli eletti radicali ma coloro che sceglievano e scelgono tuttora di rappresentare l'elettorato radicale. Non c'era Buglio, di cui è difficile averne notizie. Non c'era Turci, sarebbe stato piacevole e sorprendente vederlo andare lì. Lui oggi rappresenta l'elemento più visceralmente antiradicale, più di quanto quelli che sono restati nei Ds non lo siano più o lo sono solo in piccola parte. Prodi ha mostrato interesse ai temi discussi. Che sono stati: legalità: si è partiti dalla questione degli 8 senatori. Inoltre da 5 mesi si deve nominare il Comitato Nazionale di Bioetica. Poi siè discusso concretamente delle proposte dei volenterosi, e con Daniele Capezzone sono stati indicati punti di riferimento precisi. Per martedì ci sarà la risposta. La prospettiva delle riforme strutturali. L'esito del congresso di Padova. Lo stato della Rosa nel Pugno: alcune decisioni del gruppo parlamentare vanno giudicate positivamente, i compagni deputati hanno informato di una nuova capacità di dialogo e lavoro comune che si è manifestata. Tuttavia si accentuano le informazioni che però tutto è concluso. La convocazione della segreteria. Le proteste e il terzismo di Turci. La questione del simbolo. Il partito democratico e la discussione sulla sua formazione
    21:01 Durata: 26 min 56 sec
  • La situazione al Senato e le possibilità del governo

    Al Senato Franco Marini sta facendo un bel gioco tardo democristiano. Le diverse tradizioni democristiane. De Gasperi fu in continuità con il cattolicesimo liberale. Altro è ciò che accade ora. Il ruolo di De Gregorio. L'oligarchia non va letta con gli occhi della democrazia così come sono le dinamiche che si vedono a Londra, o al Congresso Usa. Lì hanno limpidità politica, qui alla fine si metteranno d'accordo, troveranno una formula perché non ci sia la crisi di governo adesso. La posizione radicale nella sua unità non da conquistare. Siamo d'accordo sul fatto che ci vogliono le riforme di struttura. Deve essere anzi più chiaro che tra le riforme di struttura noi non abbiamo rinunciato alla grande riforma istituzionale, che è quindi anche elettorale ma in relazione a uno stato a una repubblica presidenziale molto più che parlamentare. Noi sappiamo che realisticamente ciò appartiene a una situazione oggettiva di evoluzione nel mondo. Occorre aiutare questa evoluzione verso un sistema presidenzialista, referendario, con l'autonomia federativa vera, che è quella della devolution fiscale. Possiamo andare avanti in quella direzione. Quando Boselli dice che è prematura la scelta referendaria sulla legge elettorale lo comprendiamo, e quindi diciamo che la RnP deve avere il tempo di maturare una nuova politica estera, una nuova politica ambientale, e anche una nuova politica istituzionale. La RnP ha destato entusiasmo anche senza questi aspetti, ma solo con la evocazione della politica laica, dei diritti umani e civili e della difesa della ricerca scientifica, una cosa che si potrebbe definire come uno scontro di civiltà, che è di fatto una cosa costitutiva della storia italiana. Ora esiste questo elemento di ritorno in cui il card. Bellarmino è attento al potere. La calendarizzazione ci vuole su tutto, bisogna mettersi d'accordo su tutto. Quando si affronta in sede di coalizione la riforma delle pensioni? Con quale orientamento? Gli orientamenti sui temi delle riforme strutturali sono emersi come assolutamente contrapposti nella discussione parlamentare di domenica. Il provvedimento del ministro Turco sulla droga. Il caso Welby: per nessuno sembra esistere il problema su questo tema. Il sottofondo sulla discussione circa la grande coalizione: oggi sembra che Forza Italia e anche Fini siano diventati riformatori. Si ipotizza di tagliare gli estremisti da una parte e dall'altra, e si fa la grande concentrazione. È cosa che è immaginabile solo se non fossimo in Italia.
    21:28 Durata: 15 min 30 sec
  • La violenza dei giovani e il magistero morale della Chiesa in Italia

    Impressionanti appaiono le cose proibite quando vengono fuori, come le riunioni di Direzione dei Radicali. La crisi della famiglia in Italia dove da molto tempo si dice che essa è il vero punto di consistenza sociale, e non l'individuo. L'educazione si dice, si ha in famiglia, a scuola e con la tv. Ma in Italia abbiamo a parlare di doveri morali nei tg il Vaticano. La posizione della Fgs sulla educazione sessuale. Quale educazione? Occorre parlare invece di informazione sessuale.
    21:43 Durata: 5 min 40 sec
  • Il Satyagraha per la pace

    Le manifestazioni di piazza di questi giorni. L'estremismo opportunistico di D'Alema. L'iniziativa del Satyagraha mondiale per la pace che implica strumentalmente il Medio Oriente. Due mesi fa già si disse che la risoluzione 1701 dell'Onu, che ha sepolto la 1559, può determinare un esito in favore degli assassini. Laud, presidente libanese, è davvero un brutto personaggio e ha di fatto dimissionato il premier Siniora. Il ruolo dei francesi nella missione. Hezbollah e Hamas per i francesi sono legittime forze della alternativa agli scontri fra Israele e il resto del medio Oriente. Il rischio è che appena saranno gli italiani ad avere la responsabilità della missione in Libano venga fatto loro un regalo tragico. Occorre immediatamente agire per cambiare la struttura del Medio Oriente che produce guerra, una guerra che sarebbe globale, ed il terrorismo ha questa economia di fondo. Il Libano è nelle mani già degli assassini di Hariri e di coloro che di fronte alla esplosione nonviolenta dei cedri hanno subito operato per metterla fuori gioco, in modo sistematico. L'Italia ha annunciato di essere interlocutore di Iran e Siria. È giusto dialogare con tutti. Siamo però l'unico stato dell'Ue di fatto ad agevolare Chavez contro il Guatemala, in Algeria va Prodi. L'unità della mafiosità oligarchica italiana passa attraverso il gas di Putin, lui sta giocando a comporre con Iran e America latina ed altri, una situazione che non mi piace. Il proprio della natura della storia di D'Alema non dà tranquillità nella gestione della politica estera. Occorre vedere quanti sono i parlamentari che sottoscrissero di Iraq Libero, per dare seguito all'iniziativa attuale che è il seguito rigoroso di Iraq Libero. Questo è il punto più alto possibile della storia radicale degli ultimi 50 anni. Dare atto al comportamento splendido della comunità ebraica di Firenze, il cui rabbino capo fu presente al consiglio generale del Prt a Gerusalemme.
    21:49 Durata: 13 min 4 sec
  • L'iniziativa nonviolenta di Marco Cappato

    Cappato è a Istanbul per organizzare la seconda sessione del congresso mondiale per la libertà di ricerca. Cappato ha annunciato una azione nonviolenta legata alla iniziativa e alle indicazioni politiche del copresidente della Ass. Coscioni Welby. Con lui stiamo divenendo corresponsabili di una tortura di stato. Lui è chiuso in una gabbia in cui non c'è vita possibile che trascorra. Welby ricorda di pagare il fatto dell'essere radicale nonviolento e quindi di rifiutare ciò che un tempo era l'aborto clandestino, o l' indissolubilità del matrimonio, Piero vuole consentire a sé e agli altri la morte opportuna e non averla clandestinamente. La sue lettere e quella a Salvi, che sta dimostrando che con lui si possono condividere battaglie militanti di netto sapore alternativo. Welby ha indicato l'obiettivo della costituzione del Comitato nazionale di bioetica, ha posto la questione dei senatori, la questione della ricerca scientifica. La nuova iniziativa nonviolenta è per fare uscire dalla illegalità la Repubblica Italiana.
    22:02 Durata: 3 min 56 sec
  • I radicali e il centrosinistra

    I radicali hanno sempre fatto i radicali in partibus infidelium, dove è il fronte di lotta. Il fronte oggi è quello di cui abbiamo la responsabilità di avere portato al posto di quell'altro. Siamo per lottare all'interno di quella situazione dove è immaginabile in cui vengano fuori delle novità. Il caos sulla finanziaria sta portando alla luce ad esempio che i comunisti italiani, che sanno di andare in un corteo dove ci saranno slogan e simboli bruciati, essi vengono fuori, viene fuori la differenza di fondo sula nonoviolenza all'interno di Rifondazione, essa è solo proclamazione, in luogo di scelta. Oggi non v'è più inconciliabilità tra intellettualità un tempo comunista e l'altra più liberale con Monti e Giavazzi e gli altri, rompendo gli argini storici il Corsera ha fatto di loro i principali editorialisti italiani. È Fatto strutturale importante. Significa che Daniele Capezzone ha potuto essere un elemento lì dentro di aggregazione di persone che vengono da fuori. Un radicale può servire a questo, senza che Tabacci e gli altri vengano considerati degli strumentalizzati. Le contraddizioni che in questo schieramento di centrosinistra non governano, di cui siamo espressione, non sono equiparabili alla crisi dell'altra parte, dove se togliamo l'azione demiurgica di Berlusconi e del suo potere secolare, non abbiamo dei riferimenti che possono essere alternativi. Una alternativa può nascere più facilmente a partire da questo fronte, piuttosto che da quell'altro. La sinistra liberale che entra nei Ds e il convegno di lunedì. Ci trattano antropologicamente come corpo estraneo e cercano di scassare la RnP, rendendo alternative alla RnP a coloro che ci sono. Il Partito radicale di Pannunzio era nel centrosinistra mentre una buona parte del centro liberale che era su altre posizioni. Il ruolo di Malagodi. La nazionalizzazione dell'energia elettrica e il ruolo di E. Rossi.
    22:06 Durata: 11 min 20 sec
  • Il rilancio del Prt

    22:17 Durata: 14 min