11 FEB 2007
rubriche

Conversazione settimanale con Marco Pannella

RUBRICA | di Massimo Bordin - RADIO - 21:06 Durata: 1 ora 58 min
A cura di Guido Mesiti, Pantheon e Iva Radicev
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Puntata di "Conversazione settimanale con Marco Pannella" di domenica 11 febbraio 2007 , condotta da Massimo Bordin che in questa puntata ha ospitato Marco Pannella.

Tra gli argomenti discussi: Economia, Esteri, Politica, Societa'.

La registrazione video di questa puntata ha una durata di 1 ora e 58 minuti.

Questa rubrica e' disponibile anche nella sola versione audio.
  • Introduzione di Massimo Bordin

    Marco Pannella

    21:06 Durata: 1 min 21 sec
  • Il referendum sull'aborto in Portogallo

    Il Portogallo è uno dei pochi paesi che mantiene il 50% di quorum nei referendum. L'impegno del premier a portare comunque la legge in parlamento. L'atteggiamento dei vescovi e la neutralizzazione da parte del governo della strategia dell'astensione.
    21:07 Durata: 1 min 29 sec
  • La situazione politica italiana

    La situazione del governo è da settimane sempre di crisi. Questo per altro non fa emergere una forza propulsiva dalla parte dell'opposizione. Gli unici che trovano grinta sono i sanfedisti della Padania. Il ruolo di Tremonti che sembra il “sintetizzatore” delle esigenze leghiste, ma gioca carte più personali, a tutto schermo. Vuole apparire il ragionevole, il conforme o conformabile. Una situazione che ricorda quella del 1995. Si tratta di un'Italia che non schioda dalle cose del suo passato. Mastella o Buttiglione possono oggi fare un ribaltino. La Lega è pronta e disponibile. La discussione sul referendum e sulla legge elettorale. Il governo Prodi sta rischiando qualche primato di impopolarità che può essere di congiuntura, ma che alla vigilia delle amministrative può portare a qualche problema. È una situazione in cui può accadere che una qualsiasi buccia di banana scateni grossi problemi. Nessuno può, nessuno è pronto ad andare a nuovi governi. Ma anche se nessuno ritiene che sia il momento di far cascare il governo, non è detto che non accada con i mille imprevisti che ci sono. Il governo è in sofferenza di fondo per assenza di idee e di scelta. Sono costretti a fare sintesi fra quello che hanno promesso agli elettori e hanno a che fare con una antitesi che viene dalle alleanze che si sono scelti. La sintesi in questa situazione è debole e improduttiva. Non è un governo dal quale può nascere una qualsiasi alternativa. Hanno come gli altri, oligarchie sociali, corporative, partitiche, bancarie. Destra e sinistra per queste realtà non sono una scelta in base alla preferenza ideale ma è scelta che viene dalle loro convenienze presunte. Questo è il debole della situazione. Non esistono proposte e obiettivi politici di stampo riformatore. Esistono velleità. Berlusconi ad oggi cambia opinione una volta al giorno: le critiche da parte di Della Vedova e altri contro una destra che rappresenta oggi il blocco del No; la indicazione di guardare a Sarkozy e a Cameron. La buona formula di Cameron sulla questione dello spinello.
    21:09 Durata: 14 min 15 sec
  • Aprire il dibattito politico sulla condizione radicale

    La storia e la natura storica dei Radicali oggi rischia di essere assorbita nella putrefazione politica italiana, assorbita nel perdere la consapevolezza della propria continuità storica attraverso gli obiettivi e le campagne fatte. Occorre aprire il dibattito politico sulla condizione radicale, e ciò non ha nulla a che fare con questa cosa che vogliono sempre tirare fuori, cioè la cosa Pannella – Capezzone. Una sola cosa importa su questo, ed è la convinzione che il soggetto politico, con gli statuti con i bilanci e i debiti, è essenziale ed è cosa quasi miracolosa che abbia raggiunto i suoi 51anni, e oggi rischia di essere conforme. Cioè non conformista necessariamente. Possiamo dire in un altro modo, e che riguarda anche le recenti situazioni che hanno coinvolto anche il mondo radicale: chi riesce a concepire e a mettere in luce il nuovo, mette alla luce l'inverosimile del giorno prima. Il nuovo se davvero è nuovo non appartiene all'ordine delle cose verosimili nello scontro politico. Noi abbiamo rappresentato storicamente il prender corpo dell'inverosimile, nella sua diversità. E non di rado esso ha prevalso. Oggi c'è una sorta di assuefazione: quello che è verosimile per gli altri rischia di essere verosimile anche per una parte del corpo radicale. In un momento nel quale il soggetto politico radicale è in una situazione penosa, travolto da debiti, costretto per serietà a licenziare quasi tutti, l'unica cosa che ha suscitato poi la possibilità di polemiche che hanno distratto dalla sostanza, che è il soggetto politico, è invece apparso verosimile che Pannella sia verosimilmente geloso del giovane astro, e questo appartiene al verosimile. Pannella che è stato il “routinniere dell'inverosimile”. Senza il soggetto politico radicale, con la sua cifra di intellettuale collettivo, di briganti, di corsari, cosa che per decenni è continuata a vivere, Pannella non sarebbe stato quello che è, senza soggetto politico, senza un soggetto complesso nel quale i processi del tentativo del nuovo si esprimono, non sarebbe stato possibile realizzare gli obiettivi. Welby cosa sarebbe stato senza il soggetto? Di per sé lui dopo anni di presenza e scrittura in un particolare ambiente radicale, era uno della brigadata radicale. Quando il fatto viene fuori siamo al punto in cui scrive al Presidente, e lui risponde, ecc. il soggetto politico che lui ha vissuto come fatto proprio e interiore lo ha torturato per 3 mesi. Sarebbe sorto lui come nome di questo paese senza quei tre mesi? Sarebbe sorto Luca Coscioni dopo 9 nove mesi dalla sua presentazione alle elezioni online? con i Nobel che si muovono per la sua candidatura alle elezioni? Se non si fosse detto: Luca Coscioni ha ed è il posto in lista di Leonardo Sciascia, di Emma Bonino, di Tortora, bastava pensarci, a questa idea. Chi ci aveva pensato altrove? Queste cose non si sarebbero potute proporre se non ci fosse stato un corpo storico complessivo di generazioni che si era allenato ad affrontare le realtà con riflessi inverosimili. Quando nel 1976 ci si è presentati è accaduto che nelle condizioni di pubblicità date e conosciute Pannella ha battuto perfino Giorgio Almirante, nel quoziente di preferenza. Con Adele Faccio, Emma Bonino come capilista: e anche questo era inimmaginabile da chiunque. Non era verosimile. Noi siamo siamo stati una serie di episodi di questo genere, dove il non verosimile è stato inventato e giocato, ed è divenuto il vero del momento. È un soggetto politico unico, creativo, nel quale è possibile che arrivi una persona di valore di 26 anni e non avendo mai avuto un ministro o presidente in 7 anni diventa presidente di commissione. È la storia che si ripete. Ci sono delle volontà, delle abitudini ogni volta non individuate. In queste condizioni può il soggetto radicale, nelle dimensioni attuali, può pensare di creare l'alternativa del diritto istituzionale e sociale? La risposta è no. I radicali sono stati in condizioni di realizzare l'alternativa. Occorre riaprire la discussione su questo. Dopo il divorzio e l'aborto i Radicali avevano già vinto la rivoluzione liberale italiana. Si aveva in tasca il risultato del referendum per l'abolizione del Concordato. E dei codici fascisti. Bobbio, Scalfari, tutti facevano parte di quei comitati. Abbiamo avuto però il golpe bianco della Corte Costituzionale. Con una la situazione di crisi del relatore Livio Palladin, la Corte per una notte non dette i risultati che annunciavano di impedire quello a cui eravamo arrivati. Si ripeterà 15 anni dopo lo stesso, quando Rudi Dornbusch scrisse “tre hurrà per i referendum di Emma Bonino”, e si diceva certo che anche se essi non avessero avuto esito positivo l'Italia non sarebbe più stata quella di prima dopo quell'episodio. Di nuovo la Coste Costituzionale, suprema cupola della mafiosità partitocratica, di nuovo agì. Impedendo questi altri referendum. Oggi il Presidente della Repubblica fa un atto di grande coraggio sulle foibe. Dice si è rimosso. Nel giugno 1978 un deputato italiano e consigliere comunale neo-eletto, con i suoi compagni triestini, si recò - "pubblicamente" - alla foiba di Basovizza, ne commemorò gli infoibati e gli assassini italiani, e chiese verità, giustizia. Telequattro di Chino Alessi fu il solo organo "di stampa" ad accennarne, insieme a Radio Radicale. Così come dopo l'arresto in Bulgaria ci furono interviste alla frontiera bulgara, ma nessuno in Italia intervistò Pannella e nessuno seppe che i Radicali erano stati in quelle prigioni. La rimozione e la cancellazione della diversità radicale. Lo specifico della storia radicale, era lo specifico dei Rosselli, lo specifico di anarchici che divengono libertari in Spagna, lo specifico di Salvamini, Rossi, Murri, noi siamo quella storia lì, anche la storia di Gobetti e non del gobettismo del Dopoguerra. È bene che tra radicali si affronti questo tema. Noi stiamo dimostrando dia vere una fragilità inaudita che si è venuta poi formando, cioè quella di essere quelli deboli rispetto alla violenza del verosimile come arma per spazzare fuori il vero e i veri. Il gruppo dirigente radicale conosce questi temi. È dirigente proprio perché si è affermato con questa consapevolezza. Infatti c'è un relativo isolamento non solo rispetto alla stampa. Muore la Faccio e si tira fuori lo schema: lei si rompe i coglioni di Pannella. Le altre affermazioni di Cacciari sulla morte di Adele Faccio. Se la tv, la stampa, i programmi di approfondimento, i libri su Pasolini e Sciascia usano violenza su Pasolini e Sciascia, alla fine la goccia scava la roccia, dopo decenni di questo trattamento come corpo estraneo, si continua a fare blocco contro il demone illuminista, odiato anche da altre chiese, noi perdiamo, ci normalizziamo. All'improvviso Pannella diviene geloso. Era la cosa più falsa. Diviene lui stesso il campione del verosimile. Il gruppo iniziale con i Rendi, Spadaccia, Bandinelli e gli altri grazie ai quali non c'è stato un solo mese di vuoto giuridico. Vi appassionate difendendo Marco o difendendo Daniele? vi appassionate a questa stronzata? Vi appassionate alle cose di Battista, vi appassionate? Il riflesso è stato questo. Si fa strada qualcosa per cui la nostra storia non è coscienza adeguata di noi stessi. La questione del dissenso nel 1981. Il richiamo all'integrità della storia radicale. C'è il caso Italia? Dove sta? Era il cavallo di battaglia di tutti, dei nuovi, di Della Vedova e Daniele. Il regime c'è o non c'è? Che fine ha fatto? La censura conta o non conta? Essa continua sotto fattispecie scolastiche; un politico italiano denunciò "il genocidio culturale dei radicali" in corso in Italia; era il Presidente della Commissione di Vigilanza sulla RAI-TV. Si chiama Francesco Storace. Aveva profondamente ragione, aveva individuato, lui, non Umberto Eco, i termini giusti, appropriati, per definire un aspetto costitutivo della realtà storica italiana. Occorre individua questa lunga lotta, questa grande resistenza che continua fra i Rosselli, i Rossi, i Salvemini, e Eiunaudi da una parte, e la storia dei vincenti dall'altra, della controriforma di sinistra, della controfirma religiosa, delle varie controriforme che noi italiani abbiamo donato a tutto il mondo.
    21:23 Durata: 37 min 39 sec
  • La campagna iscrizioni e l'iniziativa nonviolenta di Capezzone

    Le affermazioni di e su Sofri degli ultimi giorni. Il riflesso razzista di gran parte del mondo comunista. Il processo a Sofri nasce da una iniziativa di un parlamentare comunista e da un editoriale di Natta. La vicenda della grazia, che fu contro il Presidente della repubblica. Quando era vinta, si pensò di candidare Sofri da parte radicale:la risposta di comunisti e dintorni, che dissero che non aveva l'elettorato passivo. Il punto sulla campagna iscrizioni. L'obiettivo delle doppie tessere. Il precedente dei 43mila iscritti del 1993. Oggi è più difficile. La comunicazione è occupata dai radicali, tranne noi: Anselmi mette come titolo “I radicali”, e non mette “la sinistra radicale”, “Liberazione” è una nostra testata, il circolare dei nomi, e l'uso di “nonviolento”. La questione degli 8 senatori e la lotta nonviolenta di Capezzone. La decisione di Rita Bernardini e di altri compagni di sostenere l'iniziativa unendosi allo sciopero della fame.
    22:00 Durata: 11 min 50 sec
  • La discussione sui Dico e l'iniziativa radicale

    La situazione italiana nella quale il potere disperato ateo e clericale del Vaticano fa fare una fatica immensa per il suo comportamento ostruzionistico. In Italia su eutanasia e sulle unioni di fatto la gente ha maturato posizioni largamente favorevoli. Zapatero ha fatto la campagna elettorale su questo. La politica in Italia è invece costretta ad essere essa stessa confusa. Il Concordato del 1984 e il Trattato del 1929 tra lo stato italiano e Vaticano. La situazione della Rosa nel Pugno. Il riflesso dello Sdi che lo stesso riflesso che hanno avuto con i Verdi, con Dini e tutti gli altri. Le iniziative dell'estate di Landolfi, Benzoni e degli altri intellettuali. La questione amministrative. L'iniziativa radicale degli ultimi mesi: la vicenda Welby che raggiunge tutta l'Italia e l'Ue. Welby è il nome di una vicenda che significa le stesse cose a Berlino, Londra, Atene, Roma, ha mosso e commosso l'attenzione. L'iniziativa “Nessuno tocchi Saddam”, con cui ci sono stati momenti di straordinaria invasione del mondo arabo con questo. La Moratoria universale sulla pena di morte. L'obiettivo della risoluzione vs dichiarazione. Il lavoro del partito su questo. La capacità radicale di coinvolgere grandi maggioranze. Il Papa tutti i santi giorni sembra un prete di campagna che si è fissato che c'è uno del paese che è il diavolo. Parla più di tutti. In continuo. I vignettisti anticlericali: l'esperienza di Pino Zac. Le dichiarazioni di Rotondi sul tema dei Dico, con una analisi seria e favorevole. Il ricordo di Ernesto Rossi. La morte di Adele Faccio. I convegni su Ernesto Rossi, si svolgono con una regola: i radicali sono esclusi. È regola assoluta che vale per Pasolini e per Sciascia. C'è differenza fra la personalità straordinaria e i suoi “famigli”. Le vendette dei famigli. Il ricordo di Elio Vittorini.
    22:12 Durata: 17 min 57 sec
  • Il governo, Vicenza, la Tav

    Non ci sono linee politiche di fondo da parte del governo. L'Art.49 della Costituzione legittima i partiti per il formarsi delle scelte delle persone. Il partito ha questo fine costituzionale. Quando si è posta la questione di Vicenza o le cose Tav nelle valli interessate era chiaro che si trattava di riforme, di interventi che acquisivano valore internazionale, perché quelle decisioni comportavano l'accordo di più contraenti, tra cui anche l'Ue. Un partito serio si sarebbe dovuto subito muovere con interrogazioni e iniziative parlamentari. Si pone un problema in cui si combatte: se la si fa come cosa localistica e poi si pensa: tanto quando arriva a Roma si fa il casino si ignora la concezione dello stato di diritto. In questo modo si ignorano i problemi di moralità politica: e tra l'altro nessuno che noti che non è stato sollevato il problema al momento giusto. Si pretende che chi è stato battuto a livello locale storni in campo con la violenza del ricatto creando dei danni enormi. Lo statalismo come riflesso ideologico. Gli articoli di Giavazzi su questo tema. Le mancate liberalizzazioni. Aspettiamo l'utopia prodiana di stupire. Ha detto che voleva stupire con le riforme. Ha intuito qualcosa che però antropologicamente non gli appartiene. La sua esperienza all'Iri. Il paragone su Ernesto Rossi. La scelta degli “Amici del Mondo” sulla nazionalizzazione dell'energia elettrica.
    22:30 Durata: 18 min 34 sec
  • Segnalazioni finali

    Sul referendum in Portogallo. L'intervento di Scalfaro sull'8 per mille. Le dichiarazioni di Cossiga e le sue provocazioni con i vescovi. L'incontro dei Radicali con Maria Fida Moro. I Radicali e il sequestro Moro. Il viaggio in India e la crescita di Emma Bonino nel suo ruolo di ministro. La campagna iscrizioni.
    22:49 Durata: 15 min 33 sec