15 LUG 2007
rubriche

Conversazione settimanale con Marco Pannella

RUBRICA | di Massimo Bordin - RADIO - 20:57 Durata: 2 ore 2 sec
A cura di Guido Mesiti e Pantheon
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Puntata di "Conversazione settimanale con Marco Pannella" di domenica 15 luglio 2007 condotta da Massimo Bordin che in questa puntata ha ospitato Marco Pannella (europarlamentare, Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l'Europa).

Tra gli argomenti discussi: Politica.

La registrazione audio di questa puntata ha una durata di 2 ore.
  • Marco Pannella

    europarlamentare (ALDE)

    Introduzione di Massimo Bordin
    20:57 Durata: 1 min 44 sec
  • Una diversa strategia di alleanze: la proposta Pannella e la successiva iniziativa di Rutelli. Il grande disegno politico radicale che continua da 50 anni.

    Il fatto che Pannella, avendolo annunciato da almeno 4 settimane ai microfoni di Radio Radicale, ritenesse necessaria e urgente una diversa strategia di alleanze e una scelta alternativa alle posizioni della sinistra massimalista e sindacale, è stato completamente passato sotto silenzio dai media. Non un semplice problema di informazione ma, secondo il leader radicale, “un problema di politica”. “Abbiamo dei grandi politici che sono anche ottimi direttori di giornale. Riconosco la grandezza politica ma anche la conosco; è una grandezza conforme all'assetto e alla struttura della società italiana in questa fase di regime post fascista erede del regime fascista”. “Rivendico il grande disegno politico radicale che continua da 50 anni - e negli ultimi 2 anni più che mai - a determinare il corso politico del nostro paese fino a quando la Corte anti-costituzionale non è entrata in gioco in modo golpista, tra 1977 e 1978, è stata vincente. Da allora abbiamo vissuto fasi alterne. La Rosa nel Pugno è quella che ha determinato, per iniziativa nostra – è chiaro ora che i compagni socialisti hanno avuto un momento di entusiasmo solo nel momento in cui si aspettavano una ventina di deputati – l'alternanza tra i due poli, per assorbire subito il cataclisma che era stato il referendum sulla legge 40”. Giavazzi e la sua intervista a Radio Radicale sulla flat tax. “Aggiungerei, alla distanza critica e simpatica di Giavazzi, un'altra notazione: che per noi radicali parlare di questo, ignorando il debito pubblico che abbiamo e non mettere come primo problema questo, che grava su chiunque nasce in modo sempre maggiore. Con una struttura finanziaria-bancaria che vive di questo debito italiano, in modo incontrollabile e incifrato. L'ho accennato al governatore: perché non cominciamo a cifrare questo debito?”. “Oggi Giavanzzi ha detto pure che così si sta uscendo fuori, anche il governo italiano, da quella posizione che presupponeva la concorrenza. Padoa Schioppa, BCE, hanno digerito gli effetti Sarkozy senza fiatare; e quindi teniamo presente sia giunto il momento – lo suggeriamo pure a Rutelli ma non sarà necessario – convincere Prodi, come convincemmo Craxi sulla scala mobile. In quel caso si difendeva interessi generali del popoli italiano, in primo luogo anche dei lavoratori, e dei disoccupati e dei sottoccupati contro il potere industrialista del quale poi oggi solo il sindacato è veramente un potere. La Confindustria è un gruppo di pressione, che poi finisce sempre per accontentarsi di buoni comportamenti da parte di alcune famiglie politiche italiane” (problemi della Fiat li ho sentiti sottolineare solo da Michele De Lucia. “In questo momento abbiamo provocato l'alternanza e dobbiamo governarla, non lasciarci andare ai lamenti greci”.
    20:59 Durata: 11 min 48 sec
  • Il successo annunciato del referendum elettorale

    “Avevamo previsto due settimane fa che referendum sarebbe andato tranquillo e a termine. Arriveranno firme da Fassino, da Confindustria. È apparentemente l'operazione più decente delle operazioni di conservazione del regime. Nei contenuti passiamo ad una ulteriore forma di monopartitismo imperfetto, volto a liberarsi dei nugoli di zanzare, ed altri meno nobili insetti, che da 40 anni, DC e PCI avevano bisogno di avere attorno a sé e producevano, e di cui adesso si vogliono liberare. “La nostra è una strategia patente e, devo dire vincente, certo non nell'obiettivo finale”.
    21:11 Durata: 1 min 43 sec
  • L'alternativa possibile passa anche per la dimensione internazionale di un'Europa federalista

    La rivoluzione liberale, la riforma e l'alternativa che cerchiamo di costruire passa pure per la situazione internazionale. Anche a quel livello aveva mo visto giusto: l'Europa delle patrie esplode e la russia mette in discussione quello che è al centro del potere militare industriale europeo, cioè la necessità di convertire le spese e strutture militari.. oggi in questo ritorno. Galli Della Loggia vada a rileggere “Lo Stato Internazionale”, la proposta politica in tempi politici del profeta Kant che aveva tratteggiato un progetto mondiale e federalista”. Spinelli: “l'Europa deve essere e sarà piattaforma del nuovo ordine antropoligico mondiale: lo stato internazionale, federalista, fondato sui diritti individuali imprescrtittibili, contro una concezione degli stati con la sovranità assoluta, magari con le pretese di Cesare di controllare le coscienze, come dimostrano le pretese cosiddette etiche dei poterli clericali”. Ultimo Consiglio UE “dominato da Sarkozy, espressione di questa Europa delle patrie, che dall'Atto Unico in poi è venuta fuori sempre più in maniera accelerata”. “Anche nel rilanciare il tema federalista abbiasmo una compattezza di strategia e di proposte”.
    21:13 Durata: 5 min
  • La lettera di alcuni radicali contro la dirigenza radicale. L'importanza dell'anagrafe dei parlamentari. La pubblicità degli strumenti della politica di Capezzone.

    “Questo stravolgimento che abbiamo voluto e cercato riguarda anche noi. Già per alcune reazioni “di base”, che erano di vertici, seppure locali. Ma di vertici si tattava anche nel momento in cui la rnp veniva massacrata da Turci, Boselli e Buglio. Oggi, cosa accade? Noi abbiamo una strategia radicale che ci consente di dire, a questo punto occorre che prodi faccia come Craxi. Poniamo il problema dei diritti e del diritto al centro dei problemi dello sviluppo economico e sociale della questione radicalmente sociale, la poniamo attraverso i problemi della giustizia. Noi siamo fuorilegge, come giustizia, in Europa. Iniziativa, grazie al mondo radicale, grazie a npwj, uno accordo di stampo federalista, tra governo del kurdistan iracheno e Bagdad. Lì si è realizzato un patto scritto di stampo federalista con kurdistan che dà esempio alle altre zone curde in iran e turchia, del fatto che problema non sia quello della sovranità nazionale ma dei diritti del popolo, inteso come insieme di cittadine e cittadini. Allora molti radicali hanno utilizzato termini o veri o ingiuriosi contro l'intewra dirigenza e quindi la politica radicale, perchè abbiamo ritenuto importante rendere pubblici gli strumenti della politica di uno venuto da noi. Io dico che dei radicali così, ve li immaginate a dirigere un partito rasdicale? Con quei criteri? Iun cui non è importante come isi fanno le cose? Non è importante in cui un dirigente radicale ufficialmnte nega qualsiasi momenti di dialogo con la struttura libertaria radicale per poi tutti i giorni prendere inziativeda cui in primis si preoccupa di escludere i suoi comnapgni radicali. È successo con i Volenterosi, succede con i 13 punti di ora...ai comagni firmatari e sottoscrittori dico che in una storia radicale in cui loro fossero dirigenti, in cui mi accusano di tutte le sconcezze possibil, ma per loro è naturale, è normale, il non lavorare mai. Forse avete ragione voi, ma al di là della tessera che io venero non abbiamo nulla in comune, ma politiche opposte, la loro in difesa del regime italiano. “Se è normale che non si discuta in sede di partito, che anzi si operi solo per formare nuovi soggetti da cui escludere i radicali, poi si diventa eroi della Padania. Oggi Capezzone, in una intervista al giornale della Lega, dice: “Io sul federalismo e sul federalismo fiscale sono con voi”. Benissimo, ma lo ha detto a qualcuno? Lo propone come scelta radicale?”. Se uno lancia quello che ho detto 4 settimane fa, sa che si lancioa lo scandalo, e invece c'è stato solo silenzio. Mentre c'erano radicali scatenati contro la dirigenza radicale. “questi firmatari parlano come Arafat: dicono una cosa in arabo, un'altra in inglese. Da una parte si mette accusa pubblicamente la dirigenza, ma questa rimane per ora l'unica iniziativa”. “uno della dirigenza attuale sta dicendo che è meglio rompere con la sinistra radicale...insomma un tema politico. Ma quei firmatari non hanno avuto un minuto, un secondo per occuparsene. Nella dirigenza c'è poi chi si occupa sulla moratoria. Sulle pensioni si è fatto quel convegno e non ci sono stati particolari apporti dei compegni che...”. “iniziativa radicale oggi è enorme ed abbiamo una enorme responsabilità. E quindi siamo sotto tiro”. Sentono questi altri come urgenza dire che l'attuale classe dirigente è persecutoria verso qualcuno. Se questi atti persecutori non fossero fatti, io in un partito del genere me ne andrei. Sono atti che trovano normale che un leader, perchè nomnato anche leader, maturi tutte le sue iniziative al di fuori di qualunque dialogo, consiglio...Avevo anche detto di creare un soggetto radicale. Ma non se ne è fatto nulla”. “Stiamo provocando un rivolgimento profondo della realtà politic italiana, per gli obiettivi che perseguiamo e per come li perseguiamo”. “Qui la polemica non è capezzone, il problema mio è dei radicali. Può anche darsi che io sia in minoranza ma il linguaggio alla arafat è questo: la lettera è quello che è, poi i commenti e le spiegazioni che vengono dopo sono altra cosa”. Riforma del rapporto tra elettorato ed elettore. “Si stanno presentando progetti di legge ed altro. Tra l'altro so che martedì 17 a Potenza, Matera ed altrove, Maurizio Bolognetti sarà lì e spiegherà questa inziiativa che per quel che riguarda la realtà lucana e la realtà calabrese, di cui ho sentito parlare anche Grasso”. “Un isolato radicale che 'impazzisce, come si diceva nel caso Braibanti, quando si diceva che Sanfratello era impazzito perchè vedeva dappertutto spie ed altro, solo che poi si scorpiì che le spie c'erano veramente”. Non ho difficoltà a dire che mi è venuta idea di anagrafe parlamentare guardano ai comportamenti concreti di Capezzone. “spero venga fuori la consapevolezza cvhe questi compagni stanno vivendo un modo diverso, magari più giusto e fedele del mio, di vivere la storia e la natura radicale. Se lo assumano”.
    21:18 Durata: 32 min 12 sec
  • I neo-conservatori e l'approccio radicale in politica estera

    L'attualità di Iraq libero. “Il presentissimo-su-tutto-Daniele non ha mai dato un particolare apporto a queste iniziativa”. Errori politici e conversione al cattolicesimo dell'ex Primo Ministro inglese Tony Blair. “Il partito è stato sempre unanime sulle iniziative Iraq Libero, certo qualcuno più, qualcuno meno contento, ma questo è umano. Ma ora quell'idea riprende forza: c'è un evento della storia irachena, che è quello organizzato da NPWJ”.
    21:50 Durata: 5 min 2 sec
  • I "coraggiosi" di Francesco Rutelli. La posizione radicale sulle pensioni e il criterio della "giustizia" applicato all'età pensionabile

    “Quando sottolineavo che saremmo andati dai 'buoni a niente', non lo facevo per il gusto di utilizzare una formula, ma era la consapevolezza della gravità della scelta e quindi dell'ambizione di intervenire”. Tra palermitani e corleonesi, “il passaggio da una parte e dall'altra non è un passaggio che mette moralmente mette in causa, ma sono cose comunque temerarie e dobbiamo essere attenti a non sbagliare. Quando dici una cosa oggettivamente importante e tutti, Riotta e gli altri, la ignorano totalmente, è il riflesso che io conosco nei confronti dei radicali”. Oltre al lavoro di Michele De Lucia, di Cicciomessere, “di cui mi nutro”, “per me rimane anche il problema del 'giusto'”. Una posizione che anche nel partito a volte non si comprende. “Non è giusto che se l'antropologia è di gente che vive 100 anni si continui a discutere in modo molto erudito, appassionato, parziale, umano, di una cosa come il diritto al pensionamento dopo tot anni. Anche per il pensionamento delle donne, la sfiducia che si ha, come sempre nei confornti di coloro che si pretende rappresentare”. “Questo da sempre: sin da quando il triangolo operaio ha plebiscitato il primo referendum radicale sul finanziamento pubblico ai partiti, i quali si sono salvati solo per il profondo sud – mafia e dintorni - e l'appennino tosco emiliano. Questi sono fra quelli che dicevano: “Ma no, agli operai interessa solo la busta paga”. E lo dicevano pure sul divorzio. Oggi più o meno siamo lì. Hanno un disprezzo dell'operaio quale è. Lo vogliono, nel 2008, ridurre all'operaio della prima rivoluzione industriale”.
    21:55 Durata: 7 min
  • Costituente socialista e Rosa nel Pugno. Referendum e prossime elezioni.

    “Negano a noi la nostra qualità socialista, ma io ritengo che la componente radicale è anche interna al movimento socialista. Come valori, non come organizzazione. Come è socialista Salvemini che non è più stato all'interno di un Partito socialista”. Individualità liberale e socialista sono superate. Ci si augura poi da parte loro di fare alleanze con laici e radicali, “un po' come il PCI frontista che candidava perfino esponenti monarchici ed altro”. “Una costituente socialista deve essere anche esplicitamente liberale, laica e radicale, oltre che socialista”. Recupero craxiano da parte di Boselli. Loris Fortuna in gran parte dimenticato. Sui giornali si legge che Boselli avrebbe chiesto a Veltroni della possibilità di liberarsi della Rosa Nel Pugno per costituire un nuovo gruppo socialista. “Questa cosa è molto 'verosimile', ma bisogna verificare”. “Il referendum significa che abbiamo le elezioni entro un anno e quindi già a ottobre e novembre si parlerà di come sistemarsi questa volta. Mi pare indubbio che questa volta la carta dello SDI sarà quella di fare delle liste socialiste, chiamandole per la prima volta come tali. Per noi sarà una situazione molto, molto, molto difficile, che affronteremo”. La futura decisione di Capezzone sullo schieramento da appoggiare, la sua sicura futura elezione. “Io l'ho detto un mese fa, ma lui domani andrà in televisioni ad essere intervistato sui rapporti con Pannella”. Compagni che hanno firmato lettera alla dirigenza si rendano conto delle scelte politiche molto profonde che hanno fatto. Capezzone e l'esclusione, da parte sua, del dibattito e del concorrere a formarsi delle decisioni radicali.
    22:02 Durata: 16 min 57 sec
  • Donna Rachele, Pannella e l'"impresa radicale"

    "Donna Rachele, a 80 anni, disse in pubblico a Enzo Tortora che mi avrebbe votato. Motivo era: "mi ricorda molto Benito, quando lo ho sposato, in quegli anni lì". Forse io sono un fatto un tantino inedito, non voglio dire nuovo; continuo ad avere una vita da militante a livello formale, non è solo un fatto sostanziale. Come accadeva ai primi tempi ai socialisti, avere una presenza costante, fisica nella lotta, ma poi si è perso. Attraverso la nonviolenza, il laicismo, la parola, il dar corpo, attraverso altre cose, io ormai da 60 anni non ho smesso di lottare come i militanti, riuscendo a fare di questo un modo per essere anche dirigente. Io non ho mai voluto costituirmi in esempio, ma io non posso dimenticare che non ho altro modo per esprimermi, per vivere, per comprendere le cose. Forse ho qualcosa anche dell'imprenditore: L'impresa politica per me è un'impresa e noi gestito miracolosamente la nostra piccola-media impresa che ha sempre creato degli aspetti di impresa sociale, di impresa produttiva, di impresa con rischio di fallimento, che ha introdotto merci nuove, caratterizzate dall'immaterialità, come ad esempio Radio Radicale".
    22:19 Durata: 11 min 46 sec
  • Il "caso Nuvoli"

    Testamento biologico: “Ignazio Marino è un militante che lavora, lavora, lavora”. “Noi ci troviamo in una situazione, credo per meriti e non per fortuna, nella quale alcune migliaia di corpi che sono in quella condizione, vissuti, torturati, vissuti così da quelle famiglie, questi coppi oggi parlano e ci parlano. E parlano quindi di noi. Nuvoli arriva, Nuvoli ci conquista. E questo mi consente di ripetere : Luca Coscioni, Piergiorgio Welby, io stesso su un altro piano, esistiamo nel momento in cui raggiungiamo la storia, l'organizzazione, i siti, i luoghi e le organizzazioni radicali. E in quel momento diventano importantissimi, per ciò solo. Ma perché hanno raggiunto il soggetto politico, che vive e muore anche lui. Piergiorgio aveva quel suo grandissimo valore intellettuale, ma malgrado – grazie all'interessamento di un nostro compagno - avesse collaborato prima con la Voce di Rimini, restava uno sconosciuto. Ebbene lo è restato, malgrado la stima immensa che un ridotto numero di persone nutrivano per lui, fino alla lettera concordata con Marco Cappato ed altri al Presidente della Repubblica. In settimane nelle quali abbiano non praticato l'eutanasia, assumendoci la responsabilità di prolungare la sua sofferenza, con lui che accettava questo, è divenuto un elemento importante della storia di questo paese, perché per il vissuto di tutte le italiane, i malati e i sani, credenti e non credenti. Perché c'è questo, il soggetto radicale, che uno come Capezzone non sa nemmeno che esiste, e lo dico con rammarico per lui”. “Oggi, cosa dovremmo fare? Io veramente al Papa vorrei dire: che cazzo si può fare? Se fosse tuo fratello, tu che cazzo faresti? Si dice: si dovrebbe essere assistiti bene, avere molto calore ed amore attorno. Perché, questi non ce l'hanno? Questa dolciastra ferocia oggi è la cifra della nostra vita civile ed intellettuale. Ed è l'immagine che dà, non solo l'identità, di questo pontefice. Ho già detto: il virus della distruzione, della sconfitta storica di questa struttura vaticana, di questa struttura mondana, ricca, iper-ricca di oro e di tutte le forme di oro possibile. Disperati perché evidentemente non credono in altro che nel potere mondano. E sono cattivi! Non dormono Perché l'embrione è una vera persona, ma poi soprattutto non vogliono mollare il corpo che npon può peccare, anzi è quasi l'ideale. E per questo ringrazio Giovanni. Il riflesso di chi vuole creare, concepire una cosa, renderla pubblica; se non si faceva “questa cosa radicale”, lui sarebbe potuto morire nel silenzio come tanti e tutti, e per questo lo ringrazio. “La dittatura dell'embrione”, ha detto la nostra compagna svizzera nel convegno dell'altro giorno, la dittatura del corpo di Emilio Vesce che non volevano mollare. Vi sono colpi di coda della confessione che la rendono terribile”. “Giovanni, sei importante. Contro di te si sta usando un sistema molto più raffinato, dopo i casi Coscioni e Welby. Dai giornali sembra che “i radicali lo stanno per ammazzare” e il problema non è di chi invece continua a torturare, come non vorremmo mai per il nostro padre, il nostro figlio il nostro amore. Questa nozione si fa perdere”.
    22:31 Durata: 12 min 56 sec
  • Il soggetto radicale e le scelte del governo Prodi. Servono almeno 200.000 iscritti per dare forza alla struttura libertaria radicale. Appuntamenti della settimana

    “Noi non possiamo dire “domani ce ne andiamo”, Perché bisogna stare attenti che non si caschi nel peggio, nel peggio per cui molti stanno lavorando”. Avvocati, pensionati, farmacisti, etc. etc. Servono almeno 200.000 iscritti in una struttura libertaria. Mario Carraro e i “Volenterosi dell'utopia”. Obiettivo possibile dei 400.00 iscritti. Grillini sappia che non ci saranno, nella costituente socialista, radicali pronti a rinunciare ai loro eletti. Appuntamenti della settimana
    22:44 Durata: 13 min 54 sec