12 AGO 2007
rubriche

Conversazione settimanale con Marco Pannella

RUBRICA | di Massimo Bordin - RADIO - 21:02 Durata: 1 ora 55 min
Scheda a cura di Guido Mesiti
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Puntata di "Conversazione settimanale con Marco Pannella" di domenica 12 agosto 2007 condotta da Massimo Bordin che in questa puntata ha ospitato Marco Pannella (parlamentare europeo, Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l'Europa).

Sono stati discussi i seguenti argomenti: Politica.

La registrazione video di questa puntata ha una durata di 1 ora e 55 minuti.

Questa rubrica e' disponibile anche nella sola versione audio.
  • Introduzione di Massimo Bordin

    Marco Pannella

    parlamentare europeo (Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l'Europa)

    Ricorso ex art 700 c.p.c contro l'estromissione di Pannella dalle primarie del PD.
    21:02 Durata: 1 min 2 sec
  • Le motivazioni profonde della candidatura di Pannella alla segreteria politica del PD

    Marco Pannella

    parlamentare europeo (Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l'Europa)

    A seguito del ricorso di Marco Pannella, con le prime dichiarazioni di Luigi Berlinguer, si riapre il dibattito politico sul tema. “A Luigi Berlinguer ho risposto, nel merito, molto duramente. Ha parlato di una decisione sofferta – lo noto, certo - ma comunque non sta né in cielo né in terra. Lui aggiunge “non si è visto mai: uno sta in due partiti e dirige due partiti”. Ma in termini tecnici intanto non è vero, per 2248 volte 643 Parlamentari e dirigenti, eletti in liste non radicali, dal 1979 ad oggi, hanno avuto la doppia tessera dei soggetti dell’area Radicale”. “Ho preso la decisione di quella candidatura – in grande fretta ed assieme ad alcuni compagni informati - per evitare – come successe con la Rosa nel Pugno all'indomani del risultato referendario sulla legge 40 - che questo processo divenisse l’alibi per cedere tutte le armi come vogliono destra e sinistra. E l’ho fatto perché ci siamo resi conto della debolezza di questa coalizione ora, con tutta la serie di sigle che hanno inventato in questi anni, che ci dimentichiamo. La Margherita sentiva che non sarebbe riuscita ad affermarsi come partito storicamente insediato nel paese, mentre i Ds – con il passaggio da Pci a Pds, poi Ds ed oggi PD – dimostra una classe dirigente che paga, purtroppo a livello di sostanza, il procedere della storia nazionale ed internazionale con una svendita continua. Erano quindi ancora valide le motivazioni che ci hanno spinto, con lo SDI, a provocare, riuscendoci per il rotto della cuffia, l’alternanza tra “capaci di tutto” e “buoni a niente”. Elezioni che anche allora si sono rischiate di perdere, dopo che per mesi da sinistra si era detto: “Ma cosa vuole Berlusconi? Ha perso tutte le elezioni da 6 anni a questa parte!”. E poi sono riusciti a liquefare una maggioranza che sembrava solida, a tal punto che il milione di voti della Rosa nel Pugno è bastato per miracolo, per poco più di 20.000 voti. Un evento importante, con una nostra immensa responsabilità: anche per questo uno non si mette, dopo due giorni, a lagnarsi per ciò che ha provocato, seppure per convenienze”. Di fronte al perdurare di un “dna ostile a noi, proprio perchè i loro popoli non vivevano questa ostilità ma erano stati con noi in molti momenti storici, tentai già in passato di ricominciare giocando la carta del Partito Democratico sulla quale avemmo l'adesione di 50 deputati socialisti perfino in epoca craxiana, quando Craxi fece fiducia a Claudio Martelli per una politica di incontro profondo tra radicali e socialisti”. Sin dall'inizio del processo dell'attuale Partito Democratico vi sono state scissioni, critiche interne e proteste di esponenti del centro-sinistra: “Di fronte a ciò ho pensato all'avvicinarsi di una crisi di governo con un salto nel buio, sapendo che il dna comunista – come noto - ha sempre fatto preferire governi di destra, magari fascisti, rispetto a governi social-democratici, per cui il riflesso del tanto peggio-tanto meglio ha una sua forza in quell’area, e dall'altra parte mi è apparso che questa strategia è veramente di scarsissimo momento, fondata solo sul fatto che i protagosti hanno già, con una campagna un po’ berlusconiana, montato gi eventi dei congressi ds e margheirita. Ora si preparano a fare lo stesso, all’ennesima potenza, per “il grande PD”, ecc. ecc. A mio avviso sperano di avvicinarsi nei sondaggi a Berlusconi, magari superarlo di poco, per poi provocare subito le nuove elezioni. Così sarebbe peggio di un salto nel buio. Infatti, contrariamente a quello che accade tutt’ora in Europa – Shoroeder, Blari e Zapatero, come ha scritto e detto Macaluso - che hanno compiuto grandi riforme perché hanno abbinato il governo del mercato, visto non più come un male comunque da subire ma un valore fa governare, ma insistendo pure sui diritti civili ed umani, mentre questi qui ora si unificano, in Italia, rinunciando proprio a ciò”. “Se questo è il disegno, io dico: che si vada all’attacco. Oggi solo un eroe può darmi giustizia secondo legge. Io chiedo solo che venga ribadito il mio buon diritto a presentarmi. Ma se il giudice dicesse questo, è chiaro che sorgerebbero naturalmente altri problemi”.
    21:03 Durata: 18 min 16 sec
  • La violazione patente delle regole che Ds e Dl si sono essi stessi dati. PD rischia di divenire dominio riservato dei due partiti in questione

    Marco Pannella

    parlamentare europeo (Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l'Europa)

    Nel ricorso al Tribunale si nota in particolare un’antitesi tra la “riconducibilità della forza politica al progetto dell’Ulivo” (art. 7) e “la partecipazione al processo di costituzione”. “Dalle loro reiterate affermazioni, si capisce che la cosa è riservata alle loro forze politiche, visto che non parlano nemmeno più di individualità e personalità. E per questo dicono: “tu devi sciogliere il tuo partito”, come se un qualsiasi politico che si volesse candidare potesse essere opbbligato a ciò. Dalle loro reiterate dichiarazioni si capisce che si sarebbe dovuto far parte dell’Ulivo, poi si sarebbero dovute sottoscrivere le prime dichiarazioni di intenti all'origine del PD, poi si sarebbe dovuta condividere la creazione di un gruppo parlamentare comune. Se uno non ha partecipato a tutto questo non ha elettorato passivo. La risposta è semplice: allora è una cosa riservata ai due partiti, ai due apparati di partito”. “Dinnanzi ad una violazione patente delle regole, un democratico dovrebbe ritenere sia sempre affar suo. Evidentemente la cosa non riguarda noti intellettuali progressisti, che hanno ben taciuto in particolare quando hanno tolto a noi l’elettorato passivo e quando ci hanno proclamati ineleggibili dal Senato, nonostante fossimo eletti. Ma noi siamo diversi, sempre occupati dalla difesa dei diritti di chi soccombe a un abuso della legaità da parte del potere. Comunque sono convinto che in sede tecnico-giuridica questa nostra posizione sia blindatissima. Ma dall’altra parte c’è il problema di merito, che è il contesto all'interno del quale la difesa di questa mia candidatura assume valore civile. Anche perché spesso gli stessi Bindi e Letta denunciano l’operazione come verticistica, ma anche stra da un punto di vista patrimoniale da parte dei tesorieri dei due partiti, a scapito di qualsiasi chiarezza e trasparenza. Così credo vadano a sbatter, mandando a sbattere una speranza antica, cui non per questo si può rinunciare. Ai tanti Ds e Margherita che subito sono stati pessimisti e se ne sono andati, auspico vogliano riflettere con noi e che magari da intellettuali indipendenti e democratici venga un invito estremo a Ds e Dl di sospendere o rimandare questa costituzione del Partito piuttosto che farla in queste condizioni”.
    21:21 Durata: 8 min 2 sec
  • Se solo apparisse possibile che il giudice desse ragione ai radicali, divamperebbe un dibattito di ben altro momento. PD, laicità e Rosa nel Pugno. Possibili scenari futuri.

    Marco Pannella

    parlamentare europeo (Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l'Europa)

    “Occorre fare un passo per volta. Dunque se questo non solo accadesse, ma solamente apparisse 'non impossibile', allora divamperebbe un dibattito di ben altro momento. Ad esempio sulla posizione della Rosa nel pugno, che – lo ricordo - non è una costituente socialista, non è una costituente liberale, non è una costituente radicale, non è una costituente laica, ma è quella di tre nomi socialisti, due ben viventi ancora oggi ed uno di una persona morta da 20 anni – Loris Fortuna – con la tradizione che significa”. La laicità è stata questione chiave di aggregazione della Rosa nel Pugno e allo stesso tempo di abbandoni dal processo del PD. “In Italia invece è chiaro che il PD non sarà un partito laico, e questo è stato detto da Mussi tanto quanto da Angius. Il problema dell'internazionale socialista è invece simbolico, non ha nessun poterre nei confronti dei partiti nazionali. Ribadisco comunque che a mio avviso ciò che ha facilitato le scissioni, penso pure allo SDI e al suo congresso tutto giovcato sull'alternativa laica al cedimento filo-clericale del PD”. Di fronte ad alcune dichiarazioni di esponenti centristi, come De Mita e Follini, “Noi scendiamo in campo per la seconda volta proprio perché tradizioni diverse possano convivere”. “Politicamente, malgrado che si sia i soli a ripeterlo, noi continuiamo a dire che la RnP è viva e che i fatti che stanno accadendo la rendono, in prospettiva, vegeta”. “Io sono pronto, con le regole che vedo, ad essere il leader del PD. Naturalmente sapevo che questa possibilità è meramente teorica, per non dire astratta. Ma quello che mi interessava è di laicizzare questa situazione, renderla più accessibile e comprensibile ai cittadini (e non ai sudditi, ai quali non fai capire nulla). Il numero di delorazioni, rammarichi e sofferenze venuti su questa mia dichiarazione di un giorno credono abbiano un valore politico”. Di fronte ad altre possibili obiezioni che sono state fatte, ho detto: “E' ovvio che se concorro e sono battuto, democrazia vuole, assieme alla mia storia, che io resti fedele all’eletto e al Partito Democratico”. Non c'entrerebbe nulla nemmeno uno scioglimento del PR come è stato ventilato da qualcuno: “Non sarebbe infatti la prima volta che ritenessi non necessario iscrivermi all'area radicale. Già una volta costituìi la Lega XXIII maggio, che duro due anni – 1973 e 1974 - senza essere iscritto ad alcun soggetto radicale nel frattempo”.
    21:30 Durata: 23 min 36 sec
  • La figura di Schröder ed il suo coraggio nelle riforme economiche

    Marco Pannella

    parlamentare europeo (Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l'Europa)

    La figura di Schröder e la situazione politica attuale in Germania. “Si è fatto battere per la sua posizione, ed ora il governo attuale sta distruggendo il suo partito, l'SPD. Quello che ha prodotto Schröder è la situazione di oggi, per cui quelli che con lui hanno detto no ora andranno forse a votare Lafontaine, che secondo i sondaggi è al 35% o più. L'ex premier tedesco viene piuttosto evocato oggi per il coraggio di alcune scelte economiche”.
    21:53 Durata: 3 min 1 sec
  • L'attualità della Rosa nel Pugno e del dibattito sulla forma partito

    Marco Pannella

    parlamentare europeo (Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l'Europa)

    “Oggi, mi pare, non solo con Macaluso, si dice: 'Peccato, perché ora più che mai, l la RnP sarebbe attuale'. Io ho sempre creduto che la teoria sia una serie di idee fondate su fatti, e quindi continuo a puntare sulla RnP”. “Per lo SDI è stato un innamoramento di una stagione e quindi sono stato prudente a dire che la Rosa nel Pugno restava custodita dai radicali, anche per i socialisti di domani, e quando ho ipotizzato una forma nuova per la RnP, mentre non mi risulta che il PD da una parte, e l'eventuale PSI dall'altra, abbiano idee nuove della forma partito”.
    21:56 Durata: 8 min 7 sec
  • Il rapporto dei radicali con la magistratura della Cassazione prima, con quella della Corte Costituzionale poi. La magistratura quale “categoria rivoluzionista”.

    Marco Pannella

    parlamentare europeo (Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l'Europa)

    “La cronaca rende attuale il tentativo di comprendere cosa ci sia dietro questi fatti di cronaca e ritengo che la nostra lettura liberale, da decenni, sia quella giusta”. “Quando si è passati dalla magistratura della Cassazione, che noi denunciammo quale ‘cassazione di giustizia’, ci trovammo in ottimi rapporti con l’inizio dell’organizzarsi della magistratura, con la primissima magistratura democratica, ponendo dei problemi che allora erano i codici fascisti, i reati d'opinione e l’attuazione della Costituzione”. “Ben presto abbiamo avuto il passaggio, dalla 'Cassazione di giustizia' - con la contrappostizione dell'ordine alla legalità – è venuto fuori il 'disordine ragionevole' e 'rivoluzionario' contro la legalità. Oggi viviamo in una situazione di golpe permanente proprio da un punto di vista della giustizia”. “Oggi abbiamo, anche su problemi storici che si sono posti, la corte anti-costituzionale”. “All'ombra di questi grandi vizi, o peccati, si è venuto formando un ceto di magistrati di stampo rivoluzionista, che ha portato al configurarsi ideologico della magistratura al potere, incapace di leggere - ideologicamente - la realtà che doveva amministrare e vivere. Al proposito ho fatto degli esempi: vi sono stati i decenni della cementificazione dell’Italia e delle coste, dell'abusivismo di massa, di cui la capitale era Vittoria, un paesino della Sicilia con un sindaco comunista. Il procuratore generale che percorreva ogni giorno, tra Catania e Messina, lo stesso tratto di strada e sotto i suoi occhi si formavano ogni giorno cittadine abusive, fino ad arrivare a un totale di 500.000 abitanti. Questa categoria rivoluzionista è stata co-autrice del dissesto idrogeologico che incombe sul nostro paese. Un altro esempio: se l’Italia va ed è andata in fumo, c’entra certo il problema climatico. Ma non voglio e non posso togliere alla storia radicale la sua verità: sono almeno 18 anni che denunciamo ed ho denunciato il fatto che il potere sempre maggiore della magistratura era tale che non conoscevamo, dopo decenni di boschi che andavano in fumo, non un solo processo che avesse una qualche notorietà, nonostante spesso le cause di tali incendi siano spesso dolose. Ma sottolineavo che togliendo il potere di polizia ai carabinieri, alla polizia, ed avendolo affidato a giovani 25 o 28enni, magari ideologicamente molto forti ma del tutto incapaci in altre questioni, non si era affrontato il problema in tutta Italia con le ottime stazioni dei carabinieri e le normali forze di pubblica sicurezza”. “L'Italia è andata in fumo e mai un procuratore della Repubblica che abbia, all'inizio dell'anno giudiziario, denunciato ciò”. Poi un terzo esempio: “Lo strumento che ha rinnovato, nel post-fascismo, l’alleanza industrialista fra sindacati patronali e sindacati operai che oggi si è manifestata nel regime dei mezzi sociali per garantire il welfare. La cassa di integrazione, la prima e la seconda, hanno rappresentato un tentativo patente, illegale contro la stessa legge costitutiva, che prevedeva il rispetto dell’impegno di avere, dopo x anni, riassestato l'industria o il momento produttivo. Denunciammo il fatto, mentre sembrava che la Magistratura non si accorgesse di nulla”. “Hanno fatto carriera coloro che sono riusciti nella operazione che è stata quella di fare del ceto dei magistrati, ormai dopo due generazioni, un ceto di privilegiati in termini di denaro, prestigio sociale, carriera, e quindi potere”. Non è casuale, parlando di “caste”, l'aggancio tra gli stipendi dei parlamentari ed una categoria dei magistrati. “Ma su questo non c’è un sospiro, né niente. Come sul conflitto di interessi di Berlusconi. Non essendo liberali avevano bisogno del nemico da colpire per legiferare in materia, mentre Berluconi non faceva praticamente nessuna delle riforme che da liberale si era promesso di fare”.
    22:04 Durata: 16 min 42 sec
  • Dibattito sulle olimpiadi in Cina e sull'iniziativa internazionale radicale a Cuba ed in Cecenia

    Marco Pannella

    parlamentare europeo (Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l'Europa)

    La posizione del Corriere sul boicottaggio dei giochi olimpici che si svolgeranno a Pechino nel 2008, le critiche di Enzo Bettiza. L’intervista del ministro radicale Emma Bonino, secondo la quale i commerci migliorerebbero le prospettive economiche ma costituirebbero pure una forte spinta alle liberalizzazioni ed in generale alle libertà. “Ho sentito ma non ho letto l’intervista di Emma. La condivido, ma con una sottolineatura. Ritengo da tempo che occorra combattere la battaglia della conquista dei diritti fondamentali in quali siano le condizioni dei regimi in cui questi vengono negati. Non ho mai detto che l’arma debba essere sempre e comunque quelle del boicottaggio o – per contro – del non boicottaggio, del commercio non condizionato. Addirittura i trattati bilaterali dell’UE, che al 70% contengono l’art.2 che subordina in modo nettissimo al progresso della libertà l’inverarsi dell’aiuto europeo, si contrappongono ad una marea di interrogazioni, di fatti, di iniziative per denunciare – inutilmente – questo andazzo”. L’iniziativa radicale a Cuba, la lettera al governo dell’Havana dopo per sottolineare “da nonviolenti, non l'astuzia o la malafede eventuali, ma atti che sembrano andare nella buona direzione”. Ieri “l’annuncio, da parte della moglie, che un nostro compagno cubano è stato dimesso con due anni di anticipo dalle carceri del posto”. Situazione comparabile su un altro fronte, quello ceceno. L’arrivo di Umar Khanbiev a Roma nelle stesse ore dell’arrivo di Putin. “Dopo poche ore giunse alla Cecenia e da Mosca dove si sottolineava che nessuna iniziativa e nessuna imputazione pendeva su Umar Khanbiev e che ci si augurava il suo ritorno. Anche in quel caso abbiamo scritto all’ambasciatore russo, senza divenire per questo meno intransigenti. Vi sono momenti e situazioni nelle quali l’operazione più redditizia e coerente è quella che alcuni chiamerebbero la carota”. Cina, moratoria delle esecuzioni ed applicazione della pena di morte nel paese. “All’interno del potere cinese vi sono forze che ritengono interessante fare concessioni civili ai fini stessi dell’evoluzione drammatica, della realtà sociale ed istituzionale cinese”.
    22:21 Durata: 13 min
  • La riunione del Senato del Partito Radicale

    Marco Pannella

    parlamentare europeo (Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l'Europa)

    La mutazione del nome, da Partito Radicale Transnazionale a Partito Radicale Nonviolento. “Il congresso non si è fatto e quindi il Senato ha deciso di dare corso all’unico organo vicario del congresso, ovvero il Consiglio Generale che si è tenuto a Bruxelles nel dicembre scorso”. La sostituzione di Marco Beltrandi e Marco Cappato con Matteo Mecacci e Marco Perduca, “due compagni che hanno per 10 anni, da New York, occupato responsabilità importanti in prima linea per il Partito”. “Poi si sono prospettati ulteriori interventi di risanamento del passivo strutturale che riusciamo a diminuire di 270.000 euro all'anno, e dall’altra parte l’idea di riuscire a liberare da un mutuo che risultava durare fino al 2019 e che potremmo estinguere invece entro 7-8 mesi, assumendo la piena proprietà della sede di Torre Argentina”.
    22:34 Durata: 6 min 35 sec
  • Radio Radicale ed i suoi rapporti con il Partito Radicale

    Marco Pannella

    parlamentare europeo (Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l'Europa)

    Le voci di scioglimento del Partito Radicale, la vecchia tesi contenuta nei libri di Teodori. Le liste "Sì Referendum" ed il simbolo regalato dal Partito Radicale. Il rischio, allora, di non raggiungere il quorum. "Sono fiero dei 50 e rotti anni di essere sempre noi - morti ad ogni pie' sospinto, magari sempre per colpa mia - il partito più antico, più vivo e più libero".
    22:41 Durata: 17 min 21 sec