02 SET 2007
rubriche

Conversazione settimanale con Marco Pannella

RUBRICA | di Lorenzo Rendi - Radio - 22:04 Durata: 2 ore 25 min
Scheda a cura di Guido Mesiti
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La consueta conversazione domenicale con Marco Pannella condotta questa volta da tre autorevoli giornalisti: Paolo Franchi, direttore de Il Riformista; Stefano Menichini, direttore di Europa; Guido Gentili, giornalista de Il Sole 24 Ore.

Puntata di "Conversazione settimanale con Marco Pannella" di domenica 2 settembre 2007 condotta da Lorenzo Rendi che in questa puntata ha ospitato Lorenzo Rendi (REDATTORE), Paolo Franchi (direttore de "Il Riformista"), Marco Pannella (parlamentare europeo, Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l'Europa), Stefano Menichini (direttore di Europa), Guido
Gentili (giornalista).

Sono stati discussi i seguenti argomenti: Politica.

La registrazione video di questa puntata ha una durata di 2 ore e 25 minuti.

La rubrica e' disponibile anche in versione audio.

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  • Sommario

    Lorenzo Rendi

    REDATTORE

    22:04 Durata: 1 min 23 sec
  • Introduzione

    Paolo Franchi

    direttore de "Il Riformista"

    La vicenda lavavetri e la questione legalità
    22:06 Durata: 1 min 14 sec
  • La vicenda dell'ordinanza dei lavavetri e la vera "questione legalità" in Italia

    Marco Pannella

    parlamentare europeo (Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l'Europa)

    Paolo Franchi

    direttore de "Il Riformista"

    “Per un riflesso abbastanza indebito da parte di chi veniva, noi abbiamo sentito anche oggi proclamare dal Ministro Livia Turco: “Sono sempre stata 'catto-comunista', in polemica con Follini che invece rivendicava la vittoria, in questa fase storica, della DC”. “Se aggiungiamo quella confessione-proclamazione in cui lui Follini ha sottolineato una comunità antropologica oltre che ideale, dicendo che la comprensione politica tra lui e Clemente era di vecchia data e non si limitava ad essere politica”. “Poi abbiamo Francesco Rutelli che si è allontanato un momento dal Partito Democratico per fare il gran cerimoniere dello stato ed accogliere il Papa a Loreto. (Tra l'altro in tutti i tg dell'una i giovani che erano 300mila, 400mila alle 17 e 500mila la sera). Ma lui ha meritato di essere lì, anche perchè ha affermato qualcosa di nuovo: ha detto che le critiche “radicali” - con la “r” maiuscola, cioè nostre - sul tema del Trattato, che abbiamo posto, sono contrarie all’identità nazionale italiana perché il popolo italiano è cattolico”. “Letta e Bindi sono credenti abbastanza autentici e quindi sono più allenati a parlare di stato e chiesa, di potere temporale, di autonomia dei credenti”. “La questione dell'ordinanza dell'assessore di Firenze sui lavavetri è stata un’occasione che hanno colto, anche tra gli iper-critici, perché finalmente hanno avuto una occasione - non troppo costosa - per aprire la polemica. Una polemica quasi di costume, più che politica”. “Sui problemi della legalità, allora parliamo della legalità ufficiale dell'Unione Europea e delle leggi spagnole e italiane in materia di concorrenza. Ma su questo i titoli maggiori sono stati per tutte le autorità vaticane e si continua a dire, da parte loro, “ma noi siamo meritori”. E quando viene fuori la questione di Don Pierino, chi ha mai negato la bravura del suo essere imprenditore? Ad un certo punto però si dice: “Però lui è tanto bravo”. Ma la questione è capire se le accuse sono fondate. Posto che se questi episodi fossero veri, sarebbero una cosa altra rispetto alla chiesa. Se qualcuno è alivello sessuale criticabiule non vuiol dire mette in causa la chiesa. Abbiamo pure parlato di “infausto trattato, che è ancora quello del ’29 e che Craxi non ha toccato”, ma “nessun giornale ci ha accusato”.
    22:07 Durata: 8 min 55 sec
  • I radicali non sono più nemmeno padroni del loro nome

    Marco Pannella

    parlamentare europeo (Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l'Europa)

    Paolo Franchi

    direttore de "Il Riformista"

    Al massimo i radicali sono stati accusati come “radicali” e “la gente pensa a Paolo Cento”. “Siamo il più antico partito d'Italia, che si chiama “radicale” da sempre. Fino ad un anno fa le sinistre erano comuniste, antagoniste, massimaliste, ma ora sono “radicali”, mentre fino a poco tempo fa radicale voleva dire radicale”. “Non siamo più nemmeno padroni del nostro nome, per accordo politico. Questo crea un danno ulteriore: mi hai più visto ad un approfondimento politico negli ultimi due anni? Questo è lo stesso discorso. Ieri ho ricordato che nella vicenda Braibanti ci fu una persona, Sanfratello, che fu drasticamente “curato” per disturbi mentali e complessi di persecuzione, perchè diceva di essere continuamente inseguito. Poi il processo dimostrò che era vero, che c’era qualcuno che cercava di capire se dormisse nello stesso letto con Braibanti, un altro vestito da prete che... Noi radicali siamo un po' così: diciamo cose che riteniamo vere e ci si dice “vabbè””.
    22:16 Durata: 4 min 13 sec
  • La posizione radicale sulla Rosa nel Pugno

    Marco Pannella

    parlamentare europeo (Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l'Europa)

    “Noi non abbiamo mai cessato un attimo di ritenere vitalissima la Rosa nel Pugno per quello che significa nell'essenza. Cioè quei quattro sinonimi: io non andrei ad una costituente liberale – pur ritenendo di essere liberale -, non andrei a una costituente socialista, non andrei a una costituente laica, perché ritengo che oggi ovunque nel mondo se nasce una forza con quei contenuti e quei punti di riferimento (Blair., Zapatero, Fortuna), credo nascerebbe – ovunque sia – qualcosa che sarebbe diminutivo chiamare solo liberale, solo socialista, solo laica o solo radicale”. “La caduta è avvenuta sul fatto che noi proponevamo una crescita organizzativa nuova, come nuovo doveva essere il partito. Noi stavamo per proporre qualcosa che forse dico in pubblico per la prima volta: si passi ad una direzione di 1000 persone, mettendo tutti quanti i candidati – tra i quali quelli che allora furono candidati d’onore, con la loro straordinaria valenza scientifica e culturale – e da questo articolare una forma di partito delle doppie tessere, di vocazione referendaria e di natura anglosassone”. “Dai compagni socialisti non riusciamo ad ottenere la riattivazione degli organi statutari, ma noi veniamo dopo la costituente socialista”. “Penso che la Costituente socialista possa essere utile per arrivare con maggiore consapevolezza, con maggiore fatica, come un distillato della loro storia socialista, alla Rosa nel Pugno”.
    22:20 Durata: 11 min 9 sec
  • I radicali, l'informazione e il caso Italia

    Paolo Franchi

    direttore de "Il Riformista"

    Marco Pannella

    parlamentare europeo (Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l'Europa)

    “Se non schiattiamo, perché ci si nega il diritto al nome e all’informazione. Oggi l'ho detto a Massimo (D'Alema, n.d.R.): noi a Radio Radicale diamo tutti i discorsi di D’Alema, di tutti, e bene in nessuno di questi, né a Telese, né alle feste di alleanza nazionale, c’è mai un radicale”. “Io non mi lamento, mi chiedo come fate a non vederlo tutti quanti”. “Noi siamo eletti al Senato ed è noto che giuridicamente abbiamo ragione, ma non possiamo essere al Senato. E non se ne fa uno scandalo, anche se in privato sono tutti d'accordo con Giuliano Vassalli che ritiene il fatto “inimmaginabile”. Noi siamo in trenta a non avere l’elettorato passivo alle regionali, alle provinciali, alle comunali. Noi siamo gli unici che spendiamo il rimborso spese e lo documentiamo, con il risultato che gli altri partiti hanno il rimborso spese in banca, spendendone solo il 20%. Noi continuiamo ad essere l’unico partito che non ha nemmeno una persona scelta con la legge Mosca. Noi siamo l’unico partito ad aver detto che nel centro di Rroma si è creata una nuova borghesia, all'80% con abitazioni comprate sottocosto dalla sinistra, e poi dalla destra. Noi non abbiamo una sola sede in luogo sindacale, cooperativo, volontario, ma abbiamo una sola sede a Torre Argentina che finiremo di pagare – se non falliremo prima - nel 2012. Avete trovato mai uno di noi nelle questioni di Tangentopoli o negli altri scandali? E tutto questo è dato per scontato. Ed è un problema della democrazia e della legalità, non è un problema nostro”.
    22:31 Durata: 5 min 57 sec
  • Il risultato elettorale della Rosa nel Pugno: ma quale delusione?

    Paolo Franchi

    direttore de "Il Riformista"

    Marco Pannella

    parlamentare europeo (Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l'Europa)

    1 milione di voti, nelle condizioni date al momento delle elezioni, non è secondo Pannella risultato risibile. “Tranne Enrico, io non sono mai andato in tv durante la campagna elettorale. Emma è andata solo una volta a Ballarò. E in quelle condizioni abbiamo ottenuto un milione di voti”. “Facciamo un po’ di storia. Per il venerdì dopo il disastro referendario convocammo un’assemblea dei mille. Dovevamo essere distrutti e invece, tre settimane dopo, annunciammo con i compagni socialisti la Rosa nel Pugno, nata poi ad ottobre”. L’apporto determinante per l’alternanza. “Ma quale delusione elettorale, dunque, se si approfondisce un pochino?”. La questione del Partito Democratico posta da 15 anni dai radicali. “Io sono vissuto come i loro genitori hanno vissuto il trotzkismo come traditori interni da massacrare. E quindi ci esorcizzano. Oggi rappresentiamo l'alternativa ad un dna che per trent'anni in Europa la terza internazionale ha fatto prevalere: meglio i governi di estrema destra – sotto i quali “si lotta di più” - che i “social-traditori”, poi gliinsulti contro i fratelli Rosselli accusati di esibizionismo. Oggi Diliberto e gli altri stanno rifacendo il “tanto peggio, tanto meglio”, e saranno contenti se Berlusconi tornasse. Fascismo e sfascismo vanno a braccetto. E noi di queste cose possiamo solo parlarne a Radio Radicale”.
    22:37 Durata: 11 min 39 sec
  • Introduzione

    Stefano Menichini

    direttore di Europa

    Il colloquio di Marco Pannella con D'Alema sulla moratoria
    22:49 Durata: 1 min 18 sec
  • La moratoria delle esecuzioni capitali, le scadenze imminenti e la ripresa dell'iniziativa nonviolenta

    Marco Pannella

    parlamentare europeo (Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l'Europa)

    Stefano Menichini

    direttore di Europa

    “Ho parlato con Massimo D'Alema, dopo avergli inviato una lettera molto dura, molto franca, denunciando che i toni prudenti - ma preoccupati davvero - di Prodi, sono più che giustificati, perché a distanza di 20 giorni dall’annuncio che eravamo battuti nell’acquisre la possibilità che la 61esima Asseblea generale delle NU potesse votare sulla moratoria, ebbene ora siamo ai primi giorni della 62esima sessione e di già l’impantanamento è strutturalmente garantito”. “Noi radicali siamo un po' secchioni nelle nostre battaglie, anche in questa che conduciamo da 14 anni. A sostegno del governo italiano abbiamo laciato una lettera, firmata da 55 nobel e centinaia di presonalità tra ex-ministri degli esteri ed ex premier, chiedendo che non si facesse cadere la possibilità di votare. Avevamo deciso di organizzare un grosso evento a New York il 24 settembre ed il governo ci aveva ringraziato. Invece ora i Nobel non sono stati nemmeno ringraziati ed il tutto è saltato”. “In più la presidenza portoghese è nelle mani dell’apparato bruxellese del Consiglio che è stato, secondo Giscard D'Estaing e secondo noi, il centro che ha provocato il successo degli ostracisti sulla moratoria da 13 anni. E quindi mentre tutti i deliberati istituzionali, di Parlamento e Consiglio europeo, dicono che si dovrebbe votare al più presto, ora la presidenza portoghese ci ha escluso e dal 4 settembre ricomincia la riunione degli esperti a Bruxelles”. “Per questo dalla mezzanotte riprendiamo lo sciopero della fame, per ora non ad oltranza”.
    22:50 Durata: 12 min 1 sec
  • Referendum elettorale e l'inserimento dei radicali nel dibattito attuale tra i partiti

    Marco Pannella

    parlamentare europeo (Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l'Europa)

    Stefano Menichini

    direttore di Europa

    “Un referendum che non ho mai sostenuto e non sostengo”. L’operazione PD: “E’ la decisione di tentare attraverso un’azione mediatica attraverso l’occupazione della radio-televisione di avvicinarsi a Berlusconi”. “E’ vero, Berlusconi deciderà solo alla fine se fare o meno questo referendum. A loro importa solo di perfezionare il monopartitismo imperfetto”. “Credo che si metteranno d’accordo su qualcosa che sarà più vicino al modello tedesco, che trova buona parte della sinistra comunista d’accordo. La Lega stessa, su questo, non è contraria come dice e quindi il problema è in realtà quello di ottenere qualcosa che sia più democratico e più onestamente bipolare”. A Menichini che sottolinea come i radicali spesso si trovino ad anticipare tematiche e soluzioni del dibattito pubblico, senza poi riuscire a rimanere sulla notizia al momento opportuno, Pannella ricorda: “Un mese prima del contestabile 'Manifesto dei coraggiosi' di Rutelli, avevo detto che se da parte del mondo comunista si fosse continuato a ostacolare le riforme pensionistiche ed economiche – quelle a favore dei non garantiti che sono i disoccupati, i pensionati, i consumatori – io avrei scelto l’alleanza con tutto il 'partito vaticano' del quale ritengo che il mio amico Francesco faccia parte. Ritengo infatti che abbiamo tutti resistito abbastanza perchè il virus della religiosità rinascesse contro il temporalismo ed il fondamentalismo di un Vaticano stravolto dalla durezza degli eventi e dalla successione di stampo militare a Giovanni Paolo II. Ho detto questo, ma nessuno lo ha saputo, nessuno mi ha potuto insultare né criticare”. “C’è un fatto di esorcismo nei nostri confronti”. “C’è un riflesso quasi antropologico: siamo un corpo estraneo”. L'alibi della insopportabilità di Pannella: “ce ne sono tanti altri di radicali, ma nessuno viene invitato a parlare dai media. Quale la motivazione? Il fatto che mi frequentano?”. “Si vogliono eliminare le idee, non le persone”.
    23:02 Durata: 20 min 32 sec
  • Francesco Rutelli e le sue dichiarazioni rozze sulla religiosità

    Stefano Menichini

    direttore di Europa

    Marco Pannella

    parlamentare europeo (Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l'Europa)

    “Oggi Francesco in una dichiarazione ha detto che attaccare la chiesa cattolica ignorando i suoi meriti è portare un’offesa all’identità del popolo italiano. Devo essere franco: quando Francesco si occupa di problemi che riguardano religione, religiosità, laicità, queste sono cose che non appartengono alla sua storia interiore. A quella politica forse, è stato pure anticlericale con noi. Quella dichiarazione è rozza, sento questo. Oggi coloro che nel Partito Democratico e nel nostro paese sono più intensamente credenti sono quelli che hanno la massima capacità di essere anche laici”. La situazione del nascituro PD in Italia. Pannella e il rifiuto di unire carisma e titoli statutari del potere.
    23:23 Durata: 16 min 3 sec
  • Introduzione

    Guido Gentili

    giornalista

    Marco Pannella

    parlamentare europeo (Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l'Europa)

    Lorenzo Rendi

    REDATTORE

    L'iniziativa politico parlamentare sull'economia dei radicali.
    23:39 Durata: 4 min 54 sec
  • L'autunno caldo dei radicali ed il confronto con la sinistra comunista

    Marco Pannella

    parlamentare europeo (Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l'Europa)

    Guido Gentili

    giornalista

    “All’iniziativa del 20 ottobre di Cazzola abbiamo subito aderito. Anche Emma Bonino, che però ha precisato sin dall’inizio che, in qualità di ministro, non sarebbe stata presente. Da eredi della destra storica, teniamo molto a dei dati apparentemente solo di forma ed istituzionali”. “Questa lenzuolata di iniziative che nel giro di pochi giorni depositeremo intanto alla Camera si pone come scadenza più importante il 30 settembre, ovvero la finanziaria”. “Se il protocollo verrà rispettato – nonostante noi lo riteniamo un po’ arretrato – lo accetteremo e le parti di iniziative nostre che possano essere contraddittorie con esso le potremmo eliminare. Ma se dovessero iniziare i cedimenti, i ritardi, lì c’è scritto cosa faremo. Credo che parti consistenti della destra e della sinistra possano convergere sulla nostra iniziativa”. Ad esempio sulla questione scalino-scalone. “Io sono stato e sono contro Maroni ed il suo voler rimandare di 8 anni ciò che annunciava di voler fare. Nella radicalità delle urgenze sociali e ed economiche del nostro paese, siamo contro il rimandare, contro il fare nulla. Fare nulla che per fortuna ha trovato un limite nella legge Biagi.Ora ci sono delle parti che se Biagi fosser rimasto tra di noi, lui stesso per porimo avrebbe integrato in base all'analisi degli effetti e alle indicazioni contenute nel suo libro bianco”. “Nella sinistra comunista sta forse affermandosi lo storico dna del “tanto peggio, tanto meglio”. In fondo meglio un bel “governone” di destra durante il quale fare grandi lotte sociali contro i capitalisti feroci, piuttosto che un governo di socialisti riformisti. Se così è, non c’è allora bisogno della nostra opposizione perché questa cosa scoppi”.
    23:44 Durata: 10 min 59 sec
  • Daniele Capezzone e il suo posizionamento rispetto al movimento radicale. I radicali e l'iniziativa referendaria

    Guido Gentili

    giornalista

    Marco Pannella

    parlamentare europeo (Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l'Europa)

    Guido Gentili fa notare la somiglianza tra i 26 punti presentati dai radicali ed i 12 sponsorizzati dal network di Capezzone. “Daniele Capezzone credo che nei suoi punti attuali è decisamente interno alla storia radicale”. “Sugli enunciati c’è coincidenza. Ma il nostro problema è che abbiamo fatto una scelta costosissima: da liberali abbiamo voluto provocare il passaggio dai buoni a niente ai capaci di tutto, dai palermitani ai corleonesi. Senza farsi illusioni, perché in partibus infidelium sempre abbiamo combattuto. Come hanno fatto Ernesto Rossi, Bruno Leoni”. L'apporto radicale alla vittoria dell'Unione, che pure continua a sentire “estranei i radicali”. Il referendum sul finanziamento pubblico e quelli “liberisti”. La decisione della corte Costituzionale di lasciar passare solo il referendum sull'art. 18 e non quelli presentati assieme. Lo scarso sostegno, allora, di Confindustria. “Deve venire fuori: “Sono radicale anch'io””. “E' un miracolo che riusciamo ancora a sopravvvivere e a far sopravvivere questa radio. Non siamo riusciti, è un nostro limite, a far sorgere speranza e ambizione organizzata all'imprenditore italiano”.
    23:55 Durata: 18 min 34 sec
  • Il progetto di modifica dell'art.1 della Costituzione. Il debito pubblico in Italia e le mancanze di Tommaso Padoa Schioppa

    Marco Pannella

    parlamentare europeo (Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l'Europa)

    Guido Gentili

    giornalista

    “Una Repubblica fondata sulla libertà e sul rispetto della persona”. Le dichiarazioni di Padoa Schioppa sulla necessità di tagli alle spese e le dichiarazioni dei ministri che sembrano non volerne sapere. “Siamo nelle mani reazionarie del combinato disposto della demagogia comunista e del corporativismo reazionario dei sindacati che sono dei potentati economici nel nostro paese. Personalmente, se potessi, sono convinto che gli italiani mi capirebbero se dicessi: “Guardate come vi hanno ridotto”, assicurandogli che il primo problema è evitare che si continui a nascere e morire con 60 milioni di vecchie lire di debito pro-capite, magari creando dei casi internazionali anche su questo”. “Se ponessi questo problema agli italiani, abbinato alla nostra posizione - di noi che vogliamo, come volle il grande leader liberale Beveridge, l'inizio del welfare state - allora sono sicuro la approverebbero”. “Già sull'ILVA a Taranto, su Bagnoli, proponevamo niente cassa integrazione ma magari due o tre anni di salario minimo per la formazione”. “Io sono certo che la gente ci capirebbe. Oggi Padoa Schioppa dimostra il limite di qualcuno che non è di destra storica, che invece rischierebbe la crisi, la farebbe. Avrebbe acquisito un prestigio sociale molto forte. Manca qualcuno capace di fare fiducia alla gente, come noi facemmo di fronte all'“Italia vaticana” sull'aborto, che noi, invece, sapevamo sarebbe stato scelto dalle urne”. “Il liberismo non è mai stato della Confindustria. Questa ha fatto altro, comprensibilmente. Rosario Romeo a livello storico ha spiegato cosa c'era anche di necessario nella posizione liberale: l'industrialismo, poi attaccato da Salvemini”.
    0:13 Durata: 16 min 34 sec