16 SET 2007
rubriche

Conversazione settimanale con Marco Pannella

RUBRICA | di Massimo Bordin - Radio - 22:11 Durata: 1 ora 47 min
A cura di Guido Mesiti e Pantheon
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Puntata di "Conversazione settimanale con Marco Pannella" di domenica 16 settembre 2007 condotta da Massimo Bordin che in questa puntata ha ospitato Marco Pannella (eurodeputato e presidente del Senato del Partito Radicale Transnazionale, Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l'Europa), Marco Pannella (parlamentare europeo, Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l'Europa).

Tra gli argomenti discussi: Politica.

La registrazione video di questa puntata ha una durata di 1 ora e 47 minuti.

La rubrica e' disponibile anche in versione audio.
  • Introduzione. L'ultima conclusione del segretario dei DS a una Festa de l'Unità

    Marco Pannella

    eurodeputato e presidente del Senato del Partito Radicale Transnazionale (Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l'Europa)

    "Quella dei DS è una storia tragica, in parte perdente. Andiamoci cauti quindi con frasi del tipo "la storia siamo noi". Hanno dovuto chiudere Ds e Margherita infatti; è una storia tragica, perdente dell'umanità. Nobile perchè c'è stato il coraggio e la forza del loro popolo che ad esempio non ha fatto mancare ad altre politiche il proprio sostegno. Io sono il primo a doverlo sottolineare, penso alle lotte sui diritti civili".
    22:11 Durata: 3 min
  • L'Italia esclusa dalla gestione ufficiale dell'iniziativa internazionale sulla moratoria. Il ritorno dei radicali allo sciopero ad oltranza

    Marco Pannella

    parlamentare europeo (Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l'Europa)

    “L'informazione su tale questione è non solo – purtroppo – data in esclusiva da Radio Radicale, ma informazione anche in anticipo, tante che forse lo stesso governo il nuovo stato di cose lo ha appreso da Radio Radicale e dall'intervista di Lorenzo Rendi a Matteo Mecacci. Cosa sta succedendo? Pensavo che l'ottusità della burocrazia di Bruxelles – che, dobbiamo darne atto, ci ha fino ad ora battuto – si potesse superare. Già a gennaio, alla 61ma Assemblea Generale, davamo per vincente questa battaglia. I moniti e il sostegno incondizionato al governo da parte nostra non sono bastati. C'è stato allora l’ennesimo rinvio, ma a condizioni chiarissime: cogestione Europa-Italia e presentazione della risoluzione entro il 24 settembre”. “Il governo italiano è stato escluso dalla Presidenza Portoghese dalla gestione dell'iniziativa”. “L'ambasciatore Fulci ha riassunto in modo pertinente anche le ragioni dello sciopero che, da domani, ricomincia ad oltranza”. “Fulci ha detto che è prioritario e preventivo che all'Italia vengano riconosciute le caratteristiche di co-gestore dell'iniziativa con la presidenza in esercizio, quale essa sia. Seconda cosa, ha detto che è a New Yorlk che questa cosa si discute più che nelle capitali; proprio a New York la presidenza portoghese sta riunendo i paesi che avevamo già contattato, per concordare ancora una volta il testo e tutto il resto. La presidenza portoghese sta trattando come se si fosse tornati indietro di 10 anni: l'abolizione, la moratoria...E fa questo parlando abusivamente a nome dell'UE”. “D’Elia ha ottenuto la convocazione congiunta delle commissioni per gli affari estrei; in quella sede il sottosegretario ha dichiarato che il 24 settembre si sarebbe presentata la risoluzione, ma non è stata presa nessuna decisione e quindi quanto detto non corrisponde a verità. Si può tentare di costringerli, ma per ora la presidenza portoghese parla ancora del 10 ottobre come data chiave”. “L’Italia si è lasciata escludere”. “Devo dirlo con molta durezza: l'ambasciatore Fulci ha sempre ricordato ed evocato come monito il fatto che nel 1999, la mattina del voto, giunse un telegramma da Bruxelles e dovette ritirare quella risoluzione che in giornata sarebbe stata approvata. Mi duole dirlo: Ministro degli Esteri era allora Dini, ma Presidente del Consiglio era D'Alema. Vorrei dire a D’Alema con molta chiarezza, visto che sembra non intendere quanto gli diciamo dall'inizio dell'anno, quanto non va e quanto ha determinato il fallimento dell'iniziativa. Esempio: le multiple risoluzioni del Parlamento Europeo non rispettate; poi l'assenza di una determinata ed ufficiale denuncia politica da parte dell'Italia. E ogni volta ci si diceva: “Ma no, va bene. Ci sono alcune difficoltà”. Le difficoltà – come detto giustamente pure dall'ambasciatore Fucli - sono da parte di chi, avendo paure a di combattere, non vincerà mai. L'oltranza è certo di sostegno al governo italiano”. “Dal 26 dicembre dell'anno scorso – sull'iniziativa per Nessuno Tocchi Saddam - su 190 giorni ho digiunato per 123 giorni. Non commento. A questo dobbiamo aggiungere che moltissimi compagni si sono avvicinati a questa quantità, perchè la qualità è identica. Ed è stato tutto per sostenere allora il governo D'Alema, nel 2003 il governo Berlusconi, ora il governo Prodi, d'accordo con l'unanimità del Parlamento, questa volta reiterata nel Parlamento Europeo. Se non si annuncia battaglia, non si vince mai ma si perde sempre. Siamo a 7 giorni dal 24 settembre”. “Diamo atto al Presidene del Consiglio, che ha fatto quel che doveva e forse anche qualcosina di più. Ma per quel che riguarda la gestione sufficiente e un po' arrogante dei fatti, determinata da scarsa professionalità, spero non sia della stessa qualità in tutte le altre cose sulle quali si è impegnati. Vorrei chiedere a coloro che ci ascoltano, come per tutta la campagna per lo sterminio per fame, abbiamo avuto centinaia di sindaci e di amministratori locali; non dobbiamo dissipare ora questo patrimonio. Se ci saranno altri attentati terroristici ad esempio, difficilmente si ripeteranno le condizioni che ora sono straordinarie”. “A Pasqua facemmo quella manifestazione e parteciparono diversi dirigenti dei partiti, ma non c'è una organizzazione – se si esclude Sant'Egidio -, come pure sulla marcia di Natale per l'amnisita, non una cane, di quelli che portano i milioni in piazza, si è mosso. Lo stesso è accaduto il 12 maggio, se si esclude – per quel che possono fare – i giovani socialisti. Questa Sinistra Democratica, ma anche i laici in generale, non hanno promosso nessuna iniziativa”.
    22:14 Durata: 17 min 23 sec
  • La Costituente socialista e l'informazione: il sostegno mancato all'iniziativa nonviolenta radicale

    Marco Pannella

    parlamentare europeo (Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l'Europa)

    “Sento che la nuova costituente del movimento socialista si farà sul giuramento sul PSE. Ma allora hanno più ragione Fassino e Rutelli che dicono che il PSE va trasformato: e noi da tempo proponiamo quantomeno un patto di cosultazione tra Alde e Pse. Ma ormai tutti sanno che questa iniziativa di Boselli è una ripetizione. Questa volta non con i radicali, con i Verdi o con Dini, ma con Angius e non so chi altro. E' un problema elettorale. Questo stato di cose vale sulla moratoria, vale sul 20 settembre”. L’iniziativa nonviolenta, i contributi finanziari. Ma l'iniziativa non è ancora abbastanza forte. “Prendiamone atto. E' la terza o quarta volta in quattro anni che vado a Primo Piano su Rai3 e questa è quindi l'eccezione che conferma la regola”. “Preannunceremo iniziative molto gravi in questo senso. Queste iniziativa è sostenuta da una struttura che vive in un fortissimo passivo che non ci permette di fare giornali e quotidiani che prima facevamo. Che in questro mondo noi si continui ad essere in 3.000 organizzati sui 20 milioni che in gran parte attraverso le rapine in busta paga alla fonte risultano iscritti a qualcosa, è ai storici forse che occorrerà valutare. Allora se non si crea informazione giornalistica, rimangono informati solo i radicali stessi e gli ascoltatori di Radio Radicale. Ma questo vale anche per i politici. Giornali e televisioni determinano i comportamenti della classe dirigente. Se televisioni e il Corriere della Sera informano, sappiamo che questo conta perché una parte della casta si muove come se sapesse e non come chi ignora”. “Ma tutto questo non c'entra con il Partito Democriatico?”.
    22:31 Durata: 9 min 53 sec
  • Senza l'organizzazione radicale ancora una volta non ci sarebbe nessuna manifestazione per il 20 settembre

    Marco Pannella

    parlamentare europeo (Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l'Europa)

    “Aggiungo subito: ancora una volta senza l’organizzazione radicale non ci sarebbe stata alcuna manifestazione per il 20 settembre. Ci era stato annunciato un concerto da alcune organizzazioni che ci sono anche vicine, ma che fanno parte anche dell'organo istituzonale veltroniano che si riunisce ogni anno una mezz'ora o un'ora (e non so se il sindaco si sia mai affacciato). Concerto annunciato ma poi annullato per motivi organizzativi”. “Quanta gente lo saprà? Come lo saprà? A quanti ci ascoltano chiedo di telefonare agli amici, agli altri e di far sapere anche a noi che si aderisce. Dobbiamo, in una situazione debitoria, trovare i soldi per il camion e le strutture necessarie, ma anche le energie umane per lavorarci”. “Se va bene viene qualche dirigente in queste occasioni. Naturalmente sono benvenuti”. “Ma rimane che anche molti dei dirigenti laici a noi vicini, anche per loro vale il fatto che i radicali non si invitano e non si nominano. Vorrei dire alla sinistra democratica: state attenti, perchè questo poi diventa un alibi. Ricordate che la forza e l'eco che ha avuto anche nella base l'uscita dal vostro partito è perchè gli avete rimprovereato innanzitutto il tradimento della volontà di un'alternativa laica nel nostro paese”.
    22:41 Durata: 7 min 3 sec
  • Il costituendo PD. La risposta alle proposte di legge Grillo-Di Pietro e la vicenda Andraous

    Marco Pannella

    parlamentare europeo (Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l'Europa)

    “A questo punto è chiaro che il “partito nuovo” è la somma di due cose. I candidati Letta e Bindi sottolineano ogni giorno l'incongruità delle regole. Il fatto di fare il segretario e solo dopo lo statuto del segretario e del partito del segretario. Confermo che da parte nostra abbiamo fatto ricorso contro la decisione del giudice, che comunque ha riconosciuto la legittimità del mio ricorso”. “Questi scimmiottano l’America. Ma non la sostanza. Ma lì le primarie sono fra individui, fra persone che rappresentano delle storie, coerenti o contraddittorie che siano, che appassionano la gente perchè sono persone di un territorio. E qui viene fuori tutta la subcultura di Grillo e di Di Pietro. Per noi l’unica eventualità in cui non si è ri-eletti è quando il popolo non ti vota; secondo loro si può essere eletti due volte e basta, magari proprio quando inizia ad avere una certa esperienza”. “A Tonino dico pure: rispetto alla storia politica di Sergio D'Elia tu non esisti. Tutto al più sei la storia di un poliziotto di base, democristiano di famiglia, del sud, che riesce per i suoi meriti personali a divenire quel che sei divenuito, magisrato e non giudice, con i tuoi errori o meno. E lo dico a tutti quanti portano avanti questa storia indegna di uno stato con la nostra tradizioine giuridica”. “Coloro che hanno avuto condanne definitive e le hanno espiate, mi danno più garanzie degli innocenti. Lo dissi pure per Cicciolina. Non avevo voluto io la sua elezione, ma comunque dissi: non farà male lei. Faranno male Andreotti e quelli con il colletto bianco. Questa dunque è una manifestazione pre-fascista, peggio che fascista, perchè vecchia. Non è del diritto italiano, né toscano, né lombardo”. “Fanno i moralisti a buon mercato. Loro Cesare Beccaria lo raggiungerebbero tra due secoli, non ce l'hanno due secoli addietro”. La vicenda di Vincenzo Andraous, pluri-ergastolano, omicida. Da quando ha incontrato i radicali ha cambiato storia. Pannella su questo si rivolge al Presidente della Repubblica: “Secondo la sua cultura, Presidente, secondo la nostra cultura, un uomo che ha dato le prove che ha dato Andraous, secondo la nostra legge e la nostra costituzione rimette le caratteristiche per le quali ha la possibilità di continuare ad usufruire del carecere? Lui ha trovato là dentro la sua “redenzione”. Parlare del carcere è parlare anche di queste cose”. “Rifacendomi a Salvemini, dico che per tutta la nostra vita abbiamo lotttato e stiamo lottando per gli ultimi, e a volte contro i penultimi. E' la sintesi dell'oggi nostro”.
    22:48 Durata: 16 min 27 sec
  • L'operazione del Partito Democratico fino al 14 ottobre. L'accordo dei partiti sul sistema elettorale tedesco. Una mobilitazione necessaria per l'informazione in Rai.

    Marco Pannella

    parlamentare europeo (Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l'Europa)

    L'operazione del PD è chiara. Dopo aver annunciato lo scioglimento dei due apparati in due congressi molto mediatizzati, Ds e Margherita sono saliti nei sondaggi di due punti. Senza fare nulla. “Sono solo venute fuori le scissioni, ma l'operazione mediatica è riusicita. Ora il calcolo è che il 14 ottobre ci devono essere le elezioni del Partito, con la “p” maiuscola. E tv e giornali devono fare in modo che tutti si sentano coinvolti: “ma ti piace di più la Bindi?”, “ma ti piace di più Veltroni?” e così via. Ora hanno abbassato pure la quota necessaria per votare ad 1 euro”. “Sposetti si è incazzato: Spose', che ti devo dire? Se ti va bene le giochi al lotto britannico, con la quale sei solito scommettere”. Si riferisce alla scommessa di alcuni dirigenti DS sulla sconfitta del referendum sulla legge 40. “I 5 euro erano vissuti un po' come un'iscrizione, e dopo che qualcuno da dentro, ma anche da fuori, ha denunciato la campagna di iscrizioni ad un patito non ancora nato, si è fatta marcia inidetro. Comunque dopo che loro saranno riusciti a creare questa bolla, allora il bipolarismo mostrerà le sue vere sembianze di monopartitismo imperfetto”. “L'estrema sinistra che nel suo elettoralismo congenito ha il problema “tanto peggio tanto meglio”, ritiene sia necessario andare bene alle elezioni. Vogliono il sistema tedesco, che è ben visto anche a destra. Se non chiudono sul tedesco e affini, allora hanno il referendum che porta agli stessi risultati, cioè porta a costringere le correnti e le galassie, quegli insetti fastidiosi e sanguisughe che PCI e DC si sono portati dietro, a divenire interne al partito di maggioranza della sinistra e della destra. Questa è una truffa storica gravissima. Noi che siamo esperti di lotte e non di posizioni diciamo: ma che cazzo fate, voi che vi siete scissi dal PD? Il discorso è ora di mobilitare centinaia di parlamentari che dicano: attenti, la RAI deve dare lo stesso tempo a membri del PD e a membri esterni e contrari al PD. Altrimenti quello che accadrà sarà appunto il fatto compiuto: voi continuate a discutere al vostro interno per le posizioni da prendere, quelle per le quali non fate mobilitazioni laiche, sulla moratoria, per i diritti civili e l'eutanasia...”. La prospettiva delle “liste civiche grilline”, ma con dietro candidati sindaci come De Gregorio e tutte quelle persone che molto spesso è specializzato l'ottimo Di Pietro a proporci come esempi di non-condannati”.
    23:04 Durata: 10 min 46 sec
  • L'attualità della Rosa nel Pugno e di Altiero Spinelli

    Marco Pannella

    parlamentare europeo (Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l'Europa)

    Sondaggio di Repubblica. La costituente socialista allo 0,8% e i radicali all'1,3%. “Nonostante la totale clandestinità dei radicali anche a favore dei socialisti. Perchè la Rai ogni volta che deve mandare qualcuno della Rosa nel Pugno, invita Boselli”. “Noi continuiamo a serbare la Rosa nel Pugno per la storia politica del nostro paese. La sua attualità si è fatta sul fatto di essere al 100% socialista, al 100% laica, al 100% liberale e radicale. Ora sento parlare di “rivoluzione liberale” da Salvati, di “sinistra liberale” da Morando; ora tutti si dicono liberali. Noi abbiamo detto pure Blair, Zapatero e Fortuna”. L'importanza della figura di Einaudi e la sua polemica con Croce sul liberismo. “Dovremmo aggiungere 100% federalista. Altiero Spinelli è di una modernità, di una precisione di soluzioni per le questioni di oggi”. “Nel 1984, quando il Parlamento propose il progetto di Trattato sulla base del progetto Spinelli, siccome ci avevano tolto il parere vincolante del Parlamento, Spinelli parlò pure – come metodo di difesa da parte del Parlamento - dello sciopero del voto. Disse che così non si poteva andare. E' lo stesso problema che si ripete oggi, con il Parlamento Europeo che accetta di esprimersi in tre ore su un testo complesso, con un'operazione rommeliana del Consiglio Europeo e dell'attuale Presidente del Parlamento Europeo. Ora manderemo a tutti i parlamentari e al cosiddetto movimento federalista, questo messaggio: il Parlamento ha una sola possibilità; quella di essere dominus dei tempi per autorizzare i nuoi trattati dell'Unione Europea”. “Ho eccessiva fiducia nelle idee? No, perchè le idee camminano sulle gambe degli uomini. Non è detto che noi riusciamo a camminare ancora con questa storia inaudita dei 1.000 e 2.000 iscritti”.
    23:15 Durata: 12 min 39 sec
  • Gli iscritti radicali e la conoscenza delle attività di Capezzone

    Marco Pannella

    parlamentare europeo (Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l'Europa)

    Le lettere di una militante, Anna, a Marco Pannella. “L'adesione immediata e resa clandestina dei radicali ai Volenterosi. Ora Decidere.net. Subito ho detto che visto che su 13 punti 10 sono quelli da sempre nostri, ho detto: aderiamo. Lui valorizza l'adesione dei giovani socialisti di De Michelis, e con tutta la sua organizzazione su internet, sulle agenzie, c'è semplicemente una cosa che traspare: si vergogna, nessuno di noi sembra abbia aderito”. “Non ha scrupoli moralistici”. “Il tempo ci cambia. Cara Anna, fai bene a non iscriverti. Fanno male invece coloro che continuano ad essere assuefatti alla condizioni di rischio permanente di vita del nostro soggetto politico e quindi restano fedeli senza troppo mobilitarsi nei momenti difficili”.
    23:28 Durata: 5 min 30 sec
  • Come radicali abbiamo difeso l'efficacia della nobiltà della politica

    Marco Pannella

    parlamentare europeo (Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l'Europa)

    “Noi la nobiltà della politica e l'efficacia della nobiltà della politica la abbiamo difesa. Quando uno nella vita dice che “bisogna farla finita”, lo dice del coinquilino dello stesso piano e finisce male. Lo dice del rapporto con il familiare e finisce male. Lo dice della politica e finisce male. Perchè in realtà quando uno dice che è l'ora di farla finita, non si rende conto che la fa finita con se stesso. Noi abbiamo sempre proposto il “pro”; Gandhi dice “i mezzi stanno ai fini come il seme sta all'albero. Noi abbiamo sempre detto che i mezzi prefigurano quantomeno, condizionano, i fini. Questa è una caratteristica della laicità”. “Noi non siamo mai stati rabbiosi, ma piuttosto intransigenti”. “I post-fascisti, i post-comunisti, hanno una caratteristica: a me invitavano alle feste del Secolo e dell'MSI perchè nessuno ci andava ed io andavo. Ora Alleanza Nazionale non mi invita mai”. “Voi che mi ascoltate. Vorrei dire che alcuni anni fa mi sono emozionato quando a un 20 settembre, anche quello di pochi, di pochissimi, vidi Laura Calogero e Gennarino Sassi. Mi mandaste due righe e io che ho sempre creduto nell'0unità attraverso le idee di padre e figli, fui molto felice. Beh se fosse possibile che voi, sapendo di venire, informiate noi e quanti sono rassegnati, sarei felice”.
    23:33 Durata: 6 min 24 sec
  • Le adesioni all'iniziativa sulla moratoria

    Marco Pannella

    parlamentare europeo (Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l'Europa)

    216 adesioni alle 23 di domenica sera.
    23:40 Durata: 4 min 20 sec
  • Energia e ambiente: scenari e prospettive per l'Europa e per l'Italia

    Marco Pannella

    parlamentare europeo (Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l'Europa)

    “Mercoledì e giovedì si tiene un grande convegno ambientalista indetto da Radicali Italiani e Rientrodolce con il quale riprendiamo una tradizione che, per obiettivi, è di stragrande attualità. E' prevista una relazione di Bernard Laponche di grande prestigio e serietà. La sua relazione suonerà un po' così: per il fabbisogno energetico e per la tutela ambientale, avremmo bisogno di tre pianeti. Sullo sfondo della relazione si dovrebbe quindi vedere la questione demografica”. La battaglia radicale per il piano energetico nazionale. Il giudizio di Sciascia sul generale Dalla Chiesa.
    23:44 Durata: 14 min 32 sec