30 SET 2007
rubriche

Conversazione settimanale con Marco Pannella

RUBRICA | di Massimo Bordin - RADIO - 21:03 Durata: 1 ora 58 min
A cura di Guido Mesiti e Pantheon
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Puntata di "Conversazione settimanale con Marco Pannella" di domenica 30 settembre 2007 , condotta da Massimo Bordin che in questa puntata ha ospitato Marco Pannella (parlamentare europeo, Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l'Europa), Marco Pannella (parlamentare europeo).

Tra gli argomenti discussi: Politica.

La registrazione video di questa puntata ha una durata di 1 ora e 58 minuti.

Questa rubrica e' disponibile anche nella sola versione audio.
  • Introduzione

    Marco Pannella

    parlamentare europeo (Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l'Europa)

    I lavori del Comitato nazionale di Radicali Italiani. L'iniziativa per la moratoria delle esecuzioni capitali. Il tema dell'esilio di Saddam nella campagna Iraq Libero, l'articolo di El Pais. Le pensioni di alcuni deputati radicali e l'apprezzamento del direttore Bechis nei confronti di Pannella.
    21:03 Durata: 2 min 57 sec
  • L'iniziativa radicale in politica estera. Dalla moratoria alla Birmania: “Noi radicali prepariamo, sosteniamo e facciamo azioni. Capisco che altri siano ridotti alle proclamazioni”.

    Marco Pannella

    parlamentare europeo (Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l'Europa)

    La chiesa cattolica birmana ha diffidato i suoi rappresentanti dal manifestare assieme ai monaci buddisti contro la giunta locale. “Tutti i parroci italiani furono comandati a fare campagna per l'astensione sul referendum della legge 40. Ma in fondo chi sono questi monaci in Birmania? Scalzi, poveri, si muovono in un paese nel quale la fame raggiunge anche loro, poveri tra i poveri. Mi è venuto allora da pensare a San Francesco, alla corrente francescana piuttosto che quella gesuita o domenicana, ai motivi storici di polemica rispetto al potere, all’oro e all’esibizione di ricchezza. Mi è sembrato sintomatico: in questo momento, e va a loro onore, questi monaci condividono invece del pane dei concordati, delle patacche d’oro, le elemosina”. “Messori ci diceva l'altro giorno che l’anticristo poteva essere Pannella, più che qualche mostro. Se davvero esistesse questa storia del Cristo e dell’anticristo, direi che qualche titolo maggiore rispetto ai miei ce lo abbia il Papa”. L'editoriale sul Foglio, l'articolo di Bettiza su La Stampa e l'intervento di Maria Fida Moro al Comitato: il governo avrebbe approfittato della moratoria per non dire nulla della Birmania. “Proprio perché siamo esperti di queste cose e magari in questi decenni abbiamo scongiurato questi momenti qui in alcuni paesi, aiutando le liberazioni. Ma sempre ebbi a dire, anche a proposito della bellissima iniziativa di alcuni compagni in Laos, dissi che sarebbe stata necessaria maggiore prudenza. La nonviolenza lo richiede. Tre giorni fa ci siamo chiesti: si fa l'annuncio che si va lì? Ma prima di annunciarlo dobbiamo studiare - come stiamo facendo - la fattibilità del tutto. Saremmo potuti andare lì e creare la polemica perché non ci avrebbero fatto scendere dall'aereo; ma si sarebbe creata solo polemica mediatica all'esterno, magari favorevole per noi ma solo in termini di immagine. Abbiamo e stiamo riflettendo a lungo come si è fatto, anche con Maria Fida, per la spedizione a Cuba”. “A quelli che fanno zelo dichiaratorio, capisco che loro lo debbano fare ma è anche l’ora che capiscano loro che noi non dobbiamo farlo. Loro sono quello che dicono o non dicono, questa invece è la nostra storia. Non abbiamo il problema di fare concorrenza alle dichiarazioni buoniste, anche sul Darfur purtroppo”. Poi un riferimento all'iniziativa sulla moratoria. “Non ci risulta un lavoro di lobbying cinese sui paesi africani, dove anzi crolla il numero dei paesi mantenitori. Le polemiche su Kagame? In sede di Assemblea Generale si è mosso attivamente per la moratoria. Ora anche il Burundi ha deciso di appoggiare la posizione della moratoria. Contemporaneamente il Gabon ha dichiarato in senso positivo e ora aspettiamo che in altre realtà continui questo effetto domino, a partire dalla Repubblica di Guinea”. “Importantissimo anche il sostegno del Sud Africa che governerà con la cellula di crisi da New York – non da Bruxelles o da Lisbona – questa iniziativa. Questo il quadro delle nostre responsabilità. Io ho detto spesso nella mia vita che vi è la programmazione e l'azione, e che la programmazione molto spesso è un succedaneo, un surrogato, dell'azione. Noi azioni le facciamo, le prepariamo e le sosteniamo, capisco che altri sono ridotti alle proclamazioni”.
    21:06 Durata: 16 min 8 sec
  • La moratoria universale all'ONU ritornata sul giusto binario. I radicali impegnati ad evitare bucce di banana. Le responsabilità europee negli ultimi 14 anni.

    Marco Pannella

    parlamentare europeo (Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l'Europa)

    “Ci è apparso, in particolare a Sergio D'Elia e a Matteo Mecacci che erano lì, che il Ministro D'Alema avesse esplicitamente detto in pubblico che i radicali avevano ragione a porre la questione come l'hanno posta. Il testo incentrato sulla moratoria e non sull'abolizione, l'Italia come cuore della cellula di crisi per stabilire le firme e le co-sponsorizzazioni. Solo sui tempi – noi dicevamo subito – non l'abbiamo spuntata al 100%. Ma ora siamo impegnati affinché nei prossimi due mesi non spuntino bucce di banana. Per 14 anni l'Europa è stata colpevole di non aver ottenuto nel mondo la proclamazione della moratoria universale. Emma era stata allora nominato capo della delegazione italiana; perdemmo per 8 voti, ma perché 20 paesi dell'attuale Unione Europea si astennero. L'Europa, non i “cattivi” cinesi o americani”.
    21:22 Durata: 3 min 43 sec
  • L'articolo di El Paìs: Saddam avrebbe accettato la proposta di esilio in cambio di 1 miliardo di dollari. Il parlamento italiano, come in altri momenti della storia repubblicana, sull'iniziativa “Iraq Libero” fu censurato.

    Marco Pannella

    parlamentare europeo (Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l'Europa)

    La proposta radicale nel 2003: “Iraq libero, come unica alternativa alla guerra”. Le ironie di alcuni – allora - secondo i quali sarebbe mancato l'accordo di Saddam. “L'ironia era interna alla classe dirigente, ma i giornali non ne trattavano nemmeno. I grandi giornali, tranne qualche breve cronaca della seduta parlamentare, ignorarono la campagna. Ma al proposito ho ricordato altri episodi. La volta in cui la maggioranza assoluta dei parlamentari italiani sottoscrisse un nostro appello al Presidente della Repubblica, dicendo che si stava compiendo un “golpe bianco” con un attentato ai diritti civili e politici di tutti i cittadini italiani in materia di referendum, completamente ignorati dalla televisione e dai media. Tutti quanti – compreso Bossi - ci eravamo rivolti a Scalfaro. Ci eravamo rivolti a lui perché, nonostante la maggioranza, non avevamo il tempo di sfruttare le procedure parlamentari. Quest'ultimo di fronte a tanti parlamentari mandò a chiamare quelli della RAI e si raccomandò alla buona volontà del presidente della Rai ed altro. In quell'occasione i giornali massacrarono questa straordinaria iniziativa. Ho ricordato un altro episodio in cui deputati di AN e di Rifondazione Comunista mandarono una lettera con l'invito a Vigevano, Stanzani, Striek Livers, chiedendo di interrompere lo sciopero della fame e proponendo di prendere il loro posto, dicendosi pure d’accordo nel merito dell’iniziativa. L’unico potere rivelato forte, dal caso D’Urso in poi, è l’editoria, è la stampa, è la televisione italiana. Ma di più la stampa, essendo la televisione un partito vero e proprio”. “Se venissero confermate le cose trapelate sulla stampa internazionale, secondo cui Aznar va da Bush e parla delle voci che volevano Mubarak a conoscenza del fatto che Saddam fosse pronto ad accettare l’esilio in cambio di 1 miliardo di dollari, questo può essere un caso di impeachment. Tarek Aziz invece, che fu creduto, disse che Saddam rifiutava l'ipotesi dell'esilio. Forse in quel modo si è salvato la vita”. “Boniver e Mantica ricordavano allora che di questa cosa si parava. Berlusconi stesso disse di averne parlato con Gheddafi, e Gheddafi sarebbe stato d'accordo. Berlusconi che ha il solo parlamento nazionale al mondo che ha preso posizione sull'esilio. Quindi avrà pure riferito a Bush e credo che Bush, magari con maggiore chiarezza di quanta non ne abbia usata con Aznar, volendo piuttosto una guerra lampo”. Responsabili sarebbero dunque anche Berlusconi, Aznar, Blair. “Furio Colombo su l’Unità disse l’anno scorso che alcuni documenti usciti negli USA tornavano su quella proposta dell'esilio. Allora, anche su quello, la politica ci sentì, ma la stampa censurò i politici. E ora è successo lo stesso con la moratoria. Non sarebbe servita la propaganda contro la pena di morte, con un paese che è al 72% contrario, sarebbe stata appassionante un po’ di cronaca di quello che è accaduto in questi mesi e gli errori degli ultimi anni. Se allora, su Iraq Libero, un giornale serio avesse scritto qualcosa, non è detto non si sarebbe arrivato ad un Iraq libero e non alla guerra”. “Venivano fuori continue conferme, tranne che sulla stampa italiana”. “Una storia che continua da 30 anni. Non dissero nulla quando la corte anti-costituzionale bocciò il referendum sull'abolizione del concordato, sul quale c'era il 70% del consenso. È stata una violenza contro il corso della storia che stava trionfando. Un referendum sostenuto da Eugenio Scalfari, da Bobbio e credo anche da Jemolo. Livio Paladini, relatore in quella occasione, per un'intera notte ritardò l'uscita del parere. La storia del nostro paese, oltre ad un cammino anti-costituzionale costante, ha conosciuto degli episodi di “golpe bianco””. “Diventa questo un alibi per le nostre insufficienze o i nostri errori? Ma è da ridere! Sono cose accadute o no?”.
    21:26 Durata: 18 min 59 sec
  • L'editoriale di Eugenio Scalfari e l'origine del Partito Radicale

    Marco Pannella

    parlamentare europeo (Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l'Europa)

    L’editoriale di Eugenio Scalfari su Repubblica: destra storica, Minghetti, Salvemini, Ernesto Rossi, gli unici radicali e liberali di sinistra ad opporsi ad un sistema dei partiti e della grande industria. “I liberali di sinistra di cui parla furono, tranne qualcuno, i costitutori del Partito Radicale”. “Eugenio faceva parte del centro radicale, più che della sinistra radicale, essendo stretto collaboratore di Villabruna e di Cortese. Poi Villabruna fu uno dei costitutori del Partito Radicale, sì che centro e sinistra furono entrambi costitutori. Ma se non fosse stato per Martino senior, l’80% del partito liberale sarebbe uscito per fondare il Partito Radicale, lasciando il resto a Malagodi”.
    21:45 Durata: 3 min 18 sec
  • Politica e antipolitica. Nella scelta dei termini i sintomi di un regime italiano partitocratico ed oligarchico

    Marco Pannella

    parlamentare europeo (Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l'Europa)

    “La dizione “politica” di per sé non vuol dire un cazzo. Della politica fanno parte anche i liberti che si ribellano, il tribuno. La politica e l’antipolitica costituiscono la politica nel linguaggio d'oggi. Io ho sempre detto che si deve parlare piuttosto di Parlamento, di Corte Costituzionale…perché già dire “politica” nega uno stato di diritto”. “In questo linguaggio ci si sono buttati quelli che, nel loro DNA – penso a cattolici non liberali, comunisti e fascisti-, non hanno lo stato di diritto”. “Il regime è questo. Io lo dico e lo rivendico: parlo di regime in termini tecnici, regime partitocratrico e oligarchico. Un regime più moderno di quello clericale, fascista o comunista. Allora si dice “Eh, la politica” e si mettono assieme tutti quanti. Non sarò io, che parlo di palermitani e corleonesi, a dire che Grillo offende la democrazia parlando di mafia; l'ho detto a caldo, anche se Il Riformista non ha pubblicato queste parole, avvertendo forse il pericolo di quello che avrebbero potuto ricordare”. “Anche con Craxi, dicevo che i socialisti erano parte di questo regime, con le contraddizioni che nutrì consapevolmente Bettino. Sulla giustizia e poi, ci tengo a sottolinearlo, il il manifesto per l’uninominale secco firmato da 52 parlamentari socialisti. Erano proporzionalisti, come vorrebbe De Michelis, forse nel 1918-1919”.
    21:48 Durata: 4 min 59 sec
  • Il socialismo internazionale, il ruolo di Amartya Sen e di Michel Rocard nella proposta Iraq Libero e la politica europea di Spinelli e dei radicali.

    Marco Pannella

    parlamentare europeo (Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l'Europa)

    “Probabilmente verrà il momento in cui nel Regno Unito torneranno a confrontarsi Partito Liberale e Partito Conservatore”. Le opinioni di Giddens sul futuro del socialismo. Il manifesto del New Labour e l'articolo di Dahrendorf su Repubblica disse: “In tutto quel manifesto la parola libertà non è mai pronunciata”. La posizione di Macaluso sul PSE. “Dinnanzi al fatto che Angius e Boselli pongono questo grande problema del PSE. Ma di quale PSE stiamo parlando? Sono perdenti dappertutto, tranne quelli che PSE sono pochino”. “Io sostengo un rapporto di consultazione tra l'internazionale socialista e quella liberale, tutta da rianimare. Credo sia scritto nelle cose”. A proposito di partito socialista, Pannella ricorda i due nomi proposti nel corso della campagna Iraq Libero per la prima amministrazione dell'Iraq: Amartya Sen ed il socialista Michel Rocard. Dall'Iraq all'Europa, ancora una volta passando per Rocard (“Che non accetta di servire in una commissione apparentemente di esperti nominata da Sarkozy, ma che secondo lui implica la fiducia ad una linea politica in Europa che Rocard non condivide”). “Quando eravamo tra i pochissimi, assieme ad Altiero, contro l’atto Unico – ed io ero invelenito contro Delors mentre lui passava praticamente come un eroe - di fronte al Consiglio che ci chiedeva pareri non obbligatori ma consultivi, allora Spinelli propose lo sciopero dei pareri. Lo correggemmo subito, rimarcando che si doveva marcare piuttosto il fatto che si era domini dei tempi parlamentari”.
    21:53 Durata: 11 min 57 sec
  • Le possibili via di uscita dalla “situazione di disordine stabilito” odierna. Il ruolo della Rosa nel Pugno nel fra saltare gli assetti bipolari della politica italiana.

    Marco Pannella

    parlamentare europeo (Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l'Europa)

    “L’antipolitica unisce culture in competizione ma sostanzialmente comuni. Questo disordine stabilito può debordare in senso plebeo, di rivolta, oppure provocare una stretta autoritaria, come già dicevamo nel ’93-’94”. “Penso che oggi l’influenza di quello che viene da fuori delle frontiere può essere molto grande, non solo a livello economico. Con questa riserva e questa speranza noi possiamo continuare a puntare ad una riforma di regime, per la quale siamo muniti da tempo: la riforma costituzionale, istituzionale ed elettorale, americana e non sudamericana per intenderci, federale e federalista; la giustizia fondata come nei paesi non di influenza napoleonica, con i magistrati come funzionari di stato. Bisogna risuscitare questo discorso. Dove? Per ora possiamo farlo solo in queste due ore settimanali”. Ruolo decisivo della Rosa nel Pugno nel permettere il cambio di guardia del governo e la situazione odierna. “Ma se i buoni a niente si rivelano dei buoni a poco, non possiamo alla prima difficoltà prendere il ministro, il presidente della commissione, ringraziare e poi proporre però salti nel buio. Invece abbiamo provocato, dolosamente e dicendolo, il fatto che gli assetti bipolari stanno saltando in tutti i modi: e allora le sparate di Bossi, poi lo scontro tra Bonino e Ferrero sul Consiglio dei Ministri di oggi. Emma ha dichiarato: attenzione, poiché il protocollo risulta oggi essere il massimo compatibile anche con la sopravvivenza del governo, conquistata la sottoscrizione di tutti i sindacati e della Confindustria, riteniamo questo protocollo accettabile. Perché nemmeno ai tempi della scala mobile si era mai creata questa spaccatura interna al sindacato”.
    22:05 Durata: 11 min 55 sec
  • Capezzone e le mosche cocchiere del Governo

    Marco Pannella

    parlamentare europeo (Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l'Europa)

    “Certo poi oggi Capezzone si è affrettato a precisare che lo scontro tra Ferrero e Bonino è ridicolo. A questo luminare della politica italiana verrebbe da dire, da fratellino minore magari, statte accorto! Ogni giorno statuisce il bene e il male, dà il giudizio su quello che accade. E soprattutto su quello che non accade. Lui ha l’arte, inconsapevole, di smerciare il verosimile contro il vero e il reale”. “La marcia dei 40.000 è stata al massimo dei 300, ma l’evento viene salutato. A questo punto tutti capiscono che non è pericoloso, che lo si può acquisire; e allora vengono fuori le due pagine di oggi su Libero; la Padania lo segnala da tempo come interessante. E lui è contento. Tutto si risolve in una crescita della sua immagine e per il momento funziona”. “Lui come parlamentare e come presidente di commissione si comporta come noi abbiamo detto, cifre alla mano. E questo per i radicali è l’abc. È importante nella nostra storia, come nella storia della destra storica, avere una certa attenzione. Se lui non si dimette,vuol dire che aspetta il rinnovo che avverrà a giugno prossimo. Mobiliterà la sua attività per fare il presidente della commissione anche in parlamento; un mese prima prima della scadenza di due anni si dimetterà dicendo che è bravo ed onesto: se l’Unione che lo ha designato non dice nulla…”. “Le mosche cocchiere non hanno mai portato avanti il cocchio. Chi tutti i giorni dice “il governo non vale un cazzo” e magari nella sua esattezza ha ragione, diviene un commento musicale quotidiano. Anche quelli della sua commissione, pure di sinistra, non si dolgono di nulla perché tanto non fa nulla”. “Ci dispiace che un eletto radicale faccia questa scelta, eppure il Partito Radicale non si è mai riconosciuto un’autorità in materia morale”.
    22:17 Durata: 10 min 27 sec
  • La posizione radicale nel dibattito sulla finanziaria

    Marco Pannella

    parlamentare europeo (Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l'Europa)

    “Noi abbiamo fatto una premessa: le nostre proposte le attiveremmo nel caso in cui il protocollo sia messo in forse. Anche Dini è su queste posizioni e immagino che con quanti dicono che vogliono questo dobbiamo parlare, per aiutare il Presidente del Consiglio a mantenere il suo impegno secondo cui “questo non si tocca”. E questo senza fare tutti i giorni il pianto greco verso il governo”.
    22:27 Durata: 2 min 13 sec
  • La pensione di alcuni ex-deputati radicali

    Marco Pannella

    parlamentare europeo

    Il caso dei 4 deputati radicali nominati da Italia Oggi di Bechis. “Ne ho parlato con i compagni di allora. Io e Gianfranco Spadaccia ci dimettemmo; ma allora solo chi subentrava poteva. Questi che si erano dimessi hanno una buona pensione vitalizia. L’unica cosa che posso dire è che di questi quattro, due – Andreani e Pezzana – hanno continuato una loro attività e un loro impegno, e con loro ho detto “chiariremo””. La pensione di Andreani gli deriva dalla sua legislatura successiva e quella che gli veniva imputata è falsa. “Pezzana ha detto di aver fatto questa cosa”. “Quanto a Piero Craveri e Luca Boneschi, dal secondo ho sentito dire che ha fatto l’avvocato di Giorgiana Masi senza essere pagato. Una dichiarazione vergognosa, punto e basta. Lui lo ha fatto perché era radicale e perché si trattava di Giorgiana Masi. Comunque non è più stato radicale, non lo abbiamo più visto. Quanto a Piero Craveri, non ho sentito sue dichiarazioni, anche se su di lui ho letto una cosa parecchio dolorosa di Benedetto Herling sul forum dei radicali”.
    22:29 Durata: 8 min
  • Il futuro congresso dei radicali italiani. L'opportunismo nel lasciar cadere la RnP ed il fallimento del riformismo

    Marco Pannella

    parlamentare europeo (Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l'Europa)

    “In 400.000, 200.000, dovrebbero costituirsi in parte anche partito, come i sindacati operai fecero ormai oltre un secolo fa. Un’esigenza contenuta nel discorso delle doppie tessere, nel discorso di un partito nel quale i dirigenti sono tenuti ad applicare le delibere congressuali, insomma una forma liberale e libertaria, non anarchica. C’è stato l’esempio dei farmacisti; alcune decine di liberi farmacisti hanno compreso che questa battaglia anti-corporativa è interesse loro e della loro società. Questo è dovuto al lavoro straordinario dei parlamentari radicali. Non è un caso, lo dico da 30 anni, che i pastoni parlamentari siano stati aboliti dai quotidiani italiani. Una cronaca del genere doveva tenere conto delle presenze d'aula e dell'attività magari dei gruppi minori ma più attivi”. “In questi 30 giorni futuri forse non riusciremo ad organizzare una tale cosa. Ma tecnologicamente lo potremmo fare”. L'idea di invitare una serie di persone che facciano delle relazioni specifiche, una serie di doppie e triple tessere da trovare pure tra gli iscritti all'Associazione Coscioni, a Nessuno Tocchi Caino. Capezzone e Boselli. “L'opportunismo è presente anche in chi ha lasciato cadere la Rosa nel Pugno. Questo per fare la grande scoperta del sol de l'avvenire, la “costituente socialista””. “C'è la differenza che corre tra “riformatori” e “riformisti”. “Il riformismo venne fuori da Bettino, dopo la cosa proudhoniana – adottata al congresso di Torino su idea anche di Pellicani e Flores D'Arcais. Ma il riformismo è una nobile storia battuta dal fascismo”.
    22:37 Durata: 20 min 31 sec
  • L'appello ad “iscriversi alla riforma generale” per cui si batte il Partito Radicale

    Marco Pannella

    parlamentare europeo (Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l'Europa)

    Appello ad iscriversi per “una riforma generale” del paese. “Il disegno rivoluzionante radicale ha bisogno dell'esempio, delle iscrizioni. Cosa siamo noi? Pura parola, nome, volto e tempo. Chiediamo questo a chi ci ascolta, d'urgenza”.
    22:58 Durata: 3 min 36 sec