07 OTT 2007
rubriche

Conversazione settimanale con Marco Pannella

RUBRICA | - RADIO - 22:00 Durata: 1 ora 54 min
Scheda a cura di Guido Mesiti
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Puntata di "Conversazione settimanale con Marco Pannella" di domenica 7 ottobre 2007 che in questa puntata ha ospitato Massimo Bordin (direttore di Radio Radicale), Marco Pannella (parlamentare europeo, Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l'Europa).

Sono stati discussi i seguenti argomenti: Politica.

La registrazione video di questa puntata ha una durata di 1 ora e 54 minuti.

Questa rubrica e' disponibile anche nella sola versione audio.
  • Introduzione

    Massimo Bordin

    direttore di Radio Radicale

    Le campagne dei radicali e l'eco su Repubblica della inchiesta di Curzio Maltese cui ha collaborato il deputato Maurizio Turco; le elezioni anticipate, il sistema tedesco come possibile sbocco di una situazione di difficoltà della partitocrazia; la puntata di Santoro che ha causato tante polemiche.
    22:00 Durata: 1 min 32 sec
  • A Santoro ho spesso rimproverato alcune scorrettezze tecnico-professionali, ma il pericolo non viene da lui come non veniva da Grillo. Dall'interno della magistratura associata vengono dette cose che abbiamo sempre sostenuto contro il CSM divenuto golpista.

    Marco Pannella

    parlamentare europeo (Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l'Europa)

    Massimo Bordin

    direttore di Radio Radicale

    Sulla giustizia e “Anno Zero”, Pannella torna a ricordare quanto disse ad un quotidiano, che poi non pubblicò la dichiarazione, poche ore dopo la sortita di Beppe Grillo. “Dopo aver io spiegato – non a livello moralistico, ma a livello tecnico-giuridico - che questo regime è da decenni una associazione per delinquere contro la Costituzione e la democrazia, non avrei potuto dire che il pericolo veniva dalla nascita del fenomeno Grillo. Tutt’al più grillo si può aggiungere a lor signori, e non essere in effetti un'alternativa come noi. La questione Santoro mi fa ancora più ridere, amaramente. A Santoro ho nel passato rimproverato alcune scorrettezze che definirei tecniche, professionali, che in altri paesi avrebbero provocato il licenziamento in tronco se non peggio. Da questo punto di vista ho potuto trovare solo una grave scorrettezza, cioè l'aver dato quella intervista a De Magistris come se fosse una intervista fatta nelle ore precedenti, mentre quella intervista risaliva mesi passati. Per il resto devo dire che la satira, l'attacco, la politica, non sono più solo contro Berlusconi, ma a 360 gradi”. In realtà secondo il leader radicale “ci sarebbe da fare un'osservazione: questa robba era centrata su Calabra e Lucania. Questa è la storia, che cito ogni tanto, della peste. Quando un sorcio ti viene a morire ai piedi, porta la peste. Io - non ricordo quanti decenni o secoli fa - ebbi a che vedere con la censura di Santoro e di tutti, quando, essendo in un paese della Lucania entrato un ragazzo sano e uscito morto da una caserma dei carabinieri, accorsi lì. Lì accadde che al termine del mio comizio colui che avevo indicato come capoboss di una mala importante, anche come mala politica, mi si è avvicinato, mi ha dato un cazzotto davanti ai carabinieri e tutti quanti, e da quel momento è iniziata una vicenda giudiziaria e giornalistica che ha incluso Santori, Vespa, tutti quanti, e soprattutto la magistratura di quel posto. E allora non c'erano nemmeno quel paio di PM che, oggi ci si duole, agiscono troppo. Non si trovò chi aveva assassinato questo ragazzo, quali fossero le complessità ambientali, sociali e politiche. Succede sempre così: dinnanzi alle cose che stanno esplodendo, c’è sempre il ricordo di qualcosa che è ricordiamo solo noi, perché agli altri tutto è stato celato”. La seduta del CSM che vedrà protagonisti De Magistris ed il Procuratore Capo. “E' indubbio che nell’ultimo anno, perfino nei congressi della magistratura associata, siano venute cose che dall’esterno noi abbiamo sempre sostenuto e detto, di volta in volta dicendo che con le scelte corporativiste e politiche che si facevano, si stava preparando una situazione insostenibile per il magistrato autonomo ed onesto. Oggi si sa che il Csm non ha nulla a che vedere con quello che la Costituzione prevedeva, è organo golpista”.
    22:01 Durata: 11 min 4 sec
  • Il ruolo decisivo del Presidente della Repubblica per decidere le elezioni anticipate. Sempre più grave il dissesto dell'assetto ultradecennale dell'oligarchia.

    Marco Pannella

    parlamentare europeo (Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l'Europa)

    “Continuo a ricordare che su tale questione decide il Presidente della Repubblica, ascoltando il parere non vincolante dei Presidenti delle Camere, avendo il dovere di prudenza di essere certo che una legislatore non possa più esprimere altre situazioni di governo o maggioranze”. “Certo le abbiamo viste tutte; abbiamo visto anche i governi Craxi e Fanfani che lottano per avere la sfiducia, andare ad elezioni ed evitare così il referendum, con un Presidente della Repubblica a tutto questo totalmente asservito”. “Anche se due illustri esponenti della partitocrazia come il Presidente della Camera e quello del Senato concordassero sulla necessità di elezioni, io dubito che il Presidente della Repubblica in questo caso si comporterebbe molto speditamente come uomo di parte e non come presidente della Repubblica”. “Altra questione è quella delle smargiassate di Berlusconi sul sistema elettorale: anche questo non mi pare molto serio. Che forza hai per stabilire che non si tocca la legge elettorale e non si va a votare? Persiste il dissesto dell'assetto ultradecennale della oligarchia è più grave che in passato e sta creando realtà non solo nei partiti, ma anche nei sindacati ed in forze esterne. Per ora il Vaticano invece è indenne”. Per Pannella “occorre avere ben presente il referendum ed il modello tedesco non danno prospettive molto diverse, penalizzando entrambe delle forze di reale minoranza. Così con il referendum sappiamo che c'è un'espressione all'ennesima potenza un potere del partito, senza nessun controllo democratico”. Il doppio turno alla francese sarebbe “preferito” da D'Alema ed altri ma poi non si fa nulla. “In realtà gli oggetti di contrattazione non li vediamo, ma ci sono e sono sicurissimi, come in Campania ed in Puglia”. La necessità di vedere queste realtà più da vicino e le informazioni di Michele De Lucia venute fuori all'ultimo comitato dei radicali italiani.
    22:12 Durata: 8 min 13 sec
  • La campagna mediatica e l'operazione politica del PD: sarebbe servita una campagna, una lotta per scongiurare quello che accade oggi. Le critiche di Mieli e l'“utopia prodiana”.

    Marco Pannella

    parlamentare europeo (Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l'Europa)

    Ma su questo cosa dicono i candidati del PD? “Alla fine arriveremo a fare un monumento alla Bindi”, ironizza Pannella trattando “i lunghi servizi televisivi di presentazione, degni della presidenza della Repubblica negli USA” dedicati ai candidati principali del PD. “Operazione necessaria perchè la gente vada a votare. La gente che sente tutto questo infatti alla fine pensa: “Beh sì, in fondo per questa possiamo andare a votare”. Questo dimostra una cosa. Noi abbiamo tentato da un mese di dire che ormai è chiaro: di fronte a questo PD, come denunciano anche alcuni candidati del PD e stati maggiori dello stesso, avevamo detto sarebbe servita una campagna per impedire quello che oggi sta accadendo, bellissime e lunghe presentazioni dei candidati che comunque indurranno a votare”. “Ma che lotta fanno quelli che addirittura hanno fatto le scissioni? Hanno sottoscritto alcune nostre denunce, poi fanno qualche lamentela, ma di fatto rimangono all’interno della operazione per come la avevamo prevista e cercato di scongiurare. Non sono abituati all'opposizione; anche quando erano nel grande partito della opposizione facevano la co-gestione del potere con gli altri, non una reale opposizione. Mi permetto di nuovo di sottolinearlo da qui ai compagni della sinistra democratica, ai compagni socialisti e ad altri. Siamo tremendamente soli per fare lotti di opposizione a questi errori”. La situazione di Prodi, le critiche di Paolo Mieli nella sala di Capri dei Giovani Industriali. “Pur con tutto il sostegno che Mieli aveva dato a Prodi e all'Unione, quest'ultima aveva praticamente perso e consegnato il governo a Berlusconi. Il milione di voti della RnP, ma in particolare quella quota “radicale”, è stata tolta all'avversario”. “Non possiamo noi essere sorpresi di quanto questi siano incapaci”. “Ma io non sono affatto certo che Padoa Schioppa stia governando come un incapace. Rispetto alle cose nostre, le due coalizioni pari sono. Ma con la differenza: che gli altri hanno avuto una maggioranza di 100 deputati e 50 senatori, che da posizioni che millantavano come liberali hanno fatto fallire quel nostro referendum di vera riforma liberale, quando Berlusconi disse “ci penso io”. Come anche l'asservimento vaticano è esploso nel centro-destra, poi trascinando pure il centro-sinistra”. La Costituente socialista e le critiche di Boselli a Prodi. “Io sono giapponese dell’utopia prodiana fintanto che l'utopia dura. Lui disse, glielo ho ricordato recentemente, “dobbiamo sorprendere per la rapidità e la quantità delle riforme”. Questa era l’utopia di Prodi e che gli si poteva anche attribuire, ovviamente con una dose di humor, parlando di utopia prodiana. Lui ora ci ha rinunciato a questa utopia, anche se questa cosa della moratoria – se tra un mese o due ce la faremo – senza di lui non sarebbe riuscita”. “La nostra strategia è quella di evitare il salto nel buio che oligarchi e poteri forti vogliono. L'aver resistito di Prodi è stata sino ad ora l'unica garanzia”.
    22:20 Durata: 15 min 34 sec
  • L'importanza della lotta laica e la eventuale esclusione dei radicali da un fronte governativo comune per le riforme economiche e sociali. Lo stato della Costituente socialista.

    Marco Pannella

    parlamentare europeo (Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l'Europa)

    “Oggi la lotta laica per propagandare, reimporre in questo mondo ed in questa epoca il valore assoluto dei Lumi, dell'illuminismo, del laicismo e della tolleranza è la più grande urgenza per il mondo intero. Uno scontro che vede miliardi di persone mai raggiunte, nemmeno indirettamente da un abc di questo che ha rappresentato la civiltà giuridica moderna. Io sono convintissimo che il Vaticano sia più pericoloso dei Talebani quanto a contenuti; non parlo di reati d'opinione, ma dico che quelle opinioni le ritengo letali per la sorte del mondo e della democrazia. Dopodiché, non si fanno roghi nemmeno metaforici. Ma detto questo, dubito che se si creasse un fronte per fare le riforme economiche e sociali, quelle nostre, à la Giavazzi e à la Monti per intenderci, dubito si permetterà di mantenere ancora noi nell'area di governo”. “Lo scontro storico in atto in Italia è quello sulla laicità, sulla libertà della politica dai vari fondamentalismi. Ho fatto un accenno all'impegno laico dei comunisti; sarebbe la prima volta, non è la loro storia. Vedremo poi la Costituente Socialista”. Lo stato della Costituente socialista. “Una desolazione a livello della lotta”.
    22:36 Durata: 11 min 47 sec
  • Sull'indulto non sarebbero servite posizioni, ma una lotta per conquistare anche l'amnistia.

    Marco Pannella

    parlamentare europeo (Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l'Europa)

    Pannella torna più volte sulla necessità delle lotte, non di semplici posizioni. “Sull'indulto, ad esempio. L'uomo loro è l'ottimo Tonino Di Pietro, è l'uomo di tutti loro, del potere”. “Noi abbiamo lottato per avere l'indulto, altri avevano la posizione a favore. E queste cose si sentono. Nono ho più avuto un minuto sulla televisione, né sui giornali aperti e magari a noi vicini”. “Avrei detto che senza amnistia lo stato italiano criminale, sotto accusa della giustizia internazionale, continuerà ad essere delinquente e l’indulto senza l’amnistia è qualcosa che, pur doveroso, manca del suo retroterra più stabile”. “Con l’indulto noi sequestravamo cittadini non mettendoli in carcere, ma di fatto sequestrandoli senza che la loro vita fosse tutelata. Bastava lo scandalo: se avessimo potuto dire a Di Pietro: “ma no, serve l’amnistia”, sarebbe scoppiato il putiferio, se ne sarebbe discusso. E naturalmente quel grande tribuno della plebe “Grullo” criminalizza tutto quanto”. “Il clima del paese è creato: senza nessun contraddittorio, è come se si parla bene della patria. La gente è ricettiva al tema della patria”. “Io, sui miei temi, Chiesa-Vaticano e giustizia, da 7 mesi escluso ovunque”.
    22:48 Durata: 5 min 12 sec
  • Il dibattito sul protocollo del Welfare e il rischio di un salto nel buio disastroso per il Paese

    Marco Pannella

    parlamentare europeo (Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l'Europa)

    “Quello che temo è il salto nel buio, come disastro per il paese”. L'impegno a sostenere il compromesso se non sarà toccato, la proposta alternativa radicale e la questione di chi sceglierà di aderire. “Vorrei dirlo anche al Sole 24 Ore, alla Confindustria; non abbiamo 13 punti o 13 officine; abbiamo testi che sono la fatica di esprimere e inserire nella realtà parlamentare, concretamente, questi strumenti e questi obiettivi”. “Questa è la strategia radicale; come rivendico che noi possiamo tentare di ricostruire una maggioranza riformatrice e non sterilmente riformistica, per dare una prova d'appello ai liquidatori dei grandi referendum”. Il ritorno di Salvemini nella pubblicistica contemporanea.
    22:53 Durata: 10 min 23 sec
  • L'iniziativa per la moratoria universale delle esecuzioni procede all'ONU su iniziativa dell'Italia

    Marco Pannella

    parlamentare europeo (Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l'Europa)

    “Negli ultimi 3 o 4 giorni l'Italia da sola, a fronte di un atteggiamento nemmeno ostracistico ma senza nessuna decenza, ha proceduto a convocare un gran numero di coloro che avevano firmato la dichiarazione pro-moratoria”. “Alla grande maggioranza degli alti funzionari ONU dei paesi della comunità internazionale, questa iniziativa ricorda quella della Comunità delle Democrazie e tutta una serie di cose che sembravano sepolte e invece sono quantomai urgenti. Penso alla iniziativa rilanciata dal congresso di Tirana per la Comunità delle Democrazie”. 1:59:38 La verità sulla campagna “Iraq Libero” utile anche per cambiare la politica americana. Un seminario interno per rilanciare il Satyagraha. Ai fini del cambiamento della politica americana “diventa utilissimo che venga fuori questa verità, quella di Aznar ma poi verrà fuori lo stesso Blair, magari, a dire qualcosa. Furio Colombo mi ha detto di essere stupito adesso, dopo aver visto con quanta semplicità si possa determinare un fatto di portata immensa o mancarlo. Noi avevamo chiesto 7 giorni di più. Allora sarà utile dunque questo lavoro di Radio Radicale, di cronicizzare la processione, di fare l'autonomia del “delitto radicale””. “Avevo preannunciato l'organizzazione di un seminario interno per rilanciare il Grande Satyagraha su Israele, Turchia e pace. Vorrei confermare che chiederò, da oggi in poi, a personaggi anche importanti di liberarsi per alcune ore venerdì, sabato e domenica per fare una tre giorni per il rilancio di questa iniziativa che per ambizioni è almeno pari a quella di “Iraq libero”, e credo per qualità anche. Tenterò di muovere il mondo federalista e quello israeliano”.
    23:03 Durata: 8 min 36 sec
  • Il congresso di Radicali Italiani e la vicenda Capezzone, “risolta da Capezzone stesso”

    Marco Pannella

    parlamentare europeo (Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l'Europa)

    “A me pare che quel lavoro fatto sulla politica economica sia cosa su cui si debba lavorare per la preparazione, anche come punto di caduta del congresso. Perché è un lavoro di grande qualità ed uno strumento di immediato uso. Sulla riforma della giustizia si sta lavorando anche. Dopo il convegno ci sono lavori in corso anche sull'ambiente”. La vicenda Capezzone “risolta da Capezzone stesso”. “A metà legislatura, a giugno, sorgerà il problema che tutti gli incarichi parlamentari si rinnovano. In quel momento mi parrà difficile che l'Unione rinnovi una cosa come quella di De Gregorio, che quantomeno ha avuto un elemento di correttezza, sfidando nell'elezione una candidata della sinistra e poi passando apertamente a destra con i valori dell'Italia dei Valori. Lui invece no. Si metterà a fare un po' di lavoro serio di Commissione sulla finanziaria; ci sarà un altro momento di notevole pubblicità del valore di Capezzone; poi quando si avvicinerà quel momento, se non ci saranno le elezioni, sceglierà quando dimettersi o farsi cacciare con maggiore profitto dal punto di vista del comportamento tattico. E magari bisognerà aiutarlo in qualche modo a far venire fuori questa cosa sui 7 giorni per una impresa”. “Noi siamo responsabili di due cose: di aver indotto l'alternanza dei buoni a niente, sia di aver designato Capezzone in Parlamento per quel posto a spese dei socialisti e nostro”.
    23:12 Durata: 7 min 6 sec
  • La definitiva esclusione di Pannella dalla corsa del PD e le responsabilità degli altri partiti

    Marco Pannella

    parlamentare europeo (Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l'Europa)

    La Bindi e “la responsabilità gravissima di quanti non hanno esatto con una lotta politica che ci fosse lo scontro in televisione tra quelli che dicono che andare a votare è una iattura e quelli che dicono che una grande cosa”. Un commento sulla decisione definitiva dei giudici in merito all'esclusione di Pannella dalla corsa del PD. “A leggere quanto dicono i magistrati, questi affermano che il rispetto o il mancato rispetto delle regole è un fatto politico e sul quale loro non potrebbero mettere bocca. La nostra tesi era che questa era un'offerta secondo il codice civile, ma mi pareva impossibile in questo quadro che la magistratura dicesse altro. Tutta l'operazione in corso sarebbe stata annullata”. Dopo aver accennato all'ipotetica candidatura del Ministro Emma Bonino, Pannella spiega: “Mi pareva probabile che lor signori si sarebbero mossi da signori che sono, vivendo essi di illegalità perché quest'ultima è lo strumento che loro ritengono legittimo per andare avanti. Altre volte abbiamo avuto il tempo perché il loro popolo tirasse la giacchetta della dirigenza, di Berlinguer o di altri, ma in questa occasione il tempo non è stato necessario”.
    23:19 Durata: 6 min 40 sec
  • La battaglia radicale contro i costi della non-democrazia e lo stato statalista colabrodo di oggi

    Marco Pannella

    parlamentare europeo (Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l'Europa)

    “La battaglia radicale contro i costi della non-democrazia, che loro chiamano costi della politica, significava scegliere uno stato invece che un altro. Il popolo ha sentito questa lotta, è accorso. Nel primo referendum il Sud ha votato a maggioranza per l'abolizione del finanziamento pubblico ai partiti, pure se la media nazionale fu del 43%”. “Oggi siamo ancora allo stato statalista colabrodo”. Ora si parla in Italia di rimborso spese. “Ma mi trovate un posto al mondo in cui hai il pie' di lista ma non devi dare la ricevuta? L'entità poi non è in relazione alla ricevuta, ma in base al numero di persone che sei riuscito a far votare o imbrogliare. Noi che abbiamo speso anche un po' di più di quello che raccogliamo, raccogliamo il rimborso in 5 anni, e quindi è necessario indebitarsi presso altre banche per pagare i nostri creditori. Gli altri partiti, i soldi non spesi, li mettono in banca per guadagnarci su”. La riforma istituzionale proposta dai radicali per il sistema anglosassone.
    23:26 Durata: 11 min 45 sec
  • L'inchiesta de La Repubblica sui costi del Vaticano

    Marco Pannella

    parlamentare europeo (Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l'Europa)

    Massimo Bordin

    direttore di Radio Radicale

    L'inchiesta di Curzio Maltese, il contributo di Maurizio Turco e le proteste de l'Avvenire. “Ogni volta che ci sono i radicali del Partito e dell'area radicale, allora è robba da anatemizzare”.
    23:37 Durata: 1 min 50 sec
  • L'adesione di Israele all'UE per privarlo della sovranità nazionale assoluta. Il necessario rispetto della legalità da parte dell'ONU.

    Marco Pannella

    parlamentare europeo (Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l'Europa)

    “La proposta del Satyagraha: le road maps non possono andare bene perché la dimensione stato-nazionale non è una dimensione vivibile con gli attributi di sovranità assoluta, altrimenti, come dicevano Rossi e Spinelli, anche in Europa ci sarebbe stata la guerra”. “Il problema che va posto è un problema di messa in moto anche dell'ONU, che rischia dopo 50 anni di avere lo stesso destino della Società delle Nazioni, essendo costituita su una dichiarazione che contiene il diritto naturale per i viventi di oggi alla libertà, a dei diritti, e queste sono le condizioni per il riconoscimento. Ma anche lì vige solo la legge che non è scritta, e quindi abbiamo Iran e Libia che presiedono il Comitato per i diritti umani ed altre cose che tolgono forza e prestigio alle organizzazioni internazionali”. Spinelli e l'Europa come componente della federazione internazionale. Nel 1987 il sultano del Marocco chiede che il Marocco possa aderire all'UE. “L'adesione di Israele all'UE servirebbe per privarlo della sovranità nazionale assoluta”. “Come in Italia, vi è un problema di rispetto della legalità. L'ONU si è costituita, ed ha prodotto agenzie, per garantire la rimozione degli ostacoli che vengono frapposti ai diritti umani di un popolo. A questo punto voglio vedere se si dice che c'è un piano per la Palestina secondo cui decideranno un piano Marshall per garantire i diritti umani, sociali ed economici. Così si apre pure la possibilità per un'adesione all'UE”.
    23:39 Durata: 15 min