14 OTT 2007
rubriche

Conversazione settimanale con Marco Pannella

RUBRICA | di Massimo Bordin - RADIO - 22:03 Durata: 1 ora 55 min
A cura di Guido Mesiti e Pantheon
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Puntata di "Conversazione settimanale con Marco Pannella" di domenica 14 ottobre 2007 condotta da Massimo Bordin che in questa puntata ha ospitato Marco Pannella (parlamentare europeo, Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l'Europa), Massimo Bordin (direttore di Radio Radicale), Marco Pannella (deputato europeo, Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l'Europa).

Sono stati discussi i seguenti argomenti: Politica.

La registrazione video di questa puntata ha una durata di 1 ora e 55 minuti.

La rubrica e' disponibile anche in versione audio.
  • Primarie PD: scontatezza di un regime che crede - “berlusconianamente” - che la politica si risolva manovrando l’opinione pubblica

    Massimo Bordin

    direttore di Radio Radicale

    Marco Pannella

    deputato europeo (Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l'Europa)

    Pannella e Bordin commentano l'affluenza alle urne per la elezione del segretario. “Sono stato un profeta senza merito. La scena di oggi poteva essere benissimo registrata due mesi fa ed essere trasmessa oggi in differita diretta. Tutto era già previsto, nei minimi dettagli. Avevo detto: saranno3 milioni, poi di più perché ai seggi ci sarà troppa gente ed i seggi non chiuderanno alle 20. Siamo ad un livello di scontatezza di un regime che crede - “berlusconianamente” - che la politica si risolva manovrando l’opinione pubblica, in parte o tutta quanta. Noi ci eravamo rivolti all’autorità garante che in extremis ci ha dato ragione, ma il partito Rai TV non ha ottemperato alla ingiunzione del Garante. Il problema non era quello di far confrontare solo i candidati ma Bisognava far ascoltare agli italiani un dibattito tra quanti reputano positivo tale evento e quanti non lo reputano tale”. “Questo è il modo di vivere del partito veltroniano, che giustamente riconosce in Veltroni le sue radici e i suoi frutti”. “E' bravo, dopodiché che idea di partito abbiano non lo hanno mai discusso. Cosa sia il “partito nuovo”, il “partito contemporaneo”, non si è mai visto nemmeno nelle loro riviste. Dopo l'intervento di Torino, quello di apertura della campagna al Lingotto, dissi “assolutamente non male” per un atteggiamento di governo, ma da segretario di partito non ha detto nulla del partito, dei suoi connotati strutturali. Tutto questo fa parte della cultura, della sottocultura, comune, del potere di centro-destra e del potere di centro-sinistra”.
    22:03 Durata: 4 min 31 sec
  • La situazione del governo: il problema è ora quello di capire con esattezza quanto sia accaduto al protocollo. L'importanza dei senatori della RnP.

    Marco Pannella

    parlamentare europeo (Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l'Europa)

    Il dibattito sulla durata del governo. Lo stato dell’accordo sul protocollo. “Abbiamo depositato a suo tempo degli emendamenti nel caso in cui il protocollo non venisse difeso e attuato nella sua integrità”. Le dichiarazioni di Bonanni. “Si sta cercando di capire l’esattezza di quanto accaduto al protocollo”. La eventuale modifica del protocollo su cui avevano convenuto anche sindacati e Confindustria, questo è “il” problema – secondo Pannella - “tanto che nelle 18 ore che stanno seguendo dallo scoppio della questione stiamo cercando di capire cosa sia accaduto con le carte del governo”. “La magistratura, invadente quando trova un invadente, di fronte forse all'episodio più grave a livello parlamentare da almeno cinque legislature”, non dice nulla. “Quando un importante provvedimento legislativo, risolto dal governo in un modo, l'indomani mattina si è trovato al senato in una edizione completamente opposta. Si è detto “Zanda non poteva non essere al corrente” e poi un altro senatore calabrese, sono stati indicati come gli autori di questa cosa. Non se ne è più sentito parlare. Allora vogliamo dirla tutta? Viene affermato che i Senatori eletti - sostituiti dai senatori nominati, come Zanda ed altri - questi senatori sono quattro della Rosa nel Pugno, 6 della maggioranza – uno incerto ed uno della sinistra estrema –. Se così è, allora il centrosinistra, o coloro che comandano da quelle parti, in Senato, rinunciano ad una legalità che gli porterebbe più senatori”. “Voglio vedere se c’è qualcuno che non abbia qualcosa da dire, come Rodotà, qualcosa che avrebbe già avuto il dovere di dire a fronte di questo. Secondo legge il centrosinistra si troverebbe, in una situazione come quella del Senato oggi, ad avere tre senatori in più. Certo ad alcuni basta colpire la Rosa nel Pugno e soprattutto la sua componente radicale”. “La signorilità con la quale la grande stampa, i grandi intellettuali e le grandi istituzioni sembrino essere poco interessate. Così come non c'è un magistrato, né un giornalista interessato a sapere come sia finita la storia di una legge manipolata durante la notte”. Sulle voci di una caduta del governo “da destra”, Pannella spiega: “Quando si è a livello di uno, l'uno si può trovare in teoria da tutte le parti. E se davvero ci trovassimo di fronte a delle ambizioni un po’ vili, all’ultimo momento c’è sempre la possibilità di soddisfarle dalla parte del gruppo che difende lo status quo”. Poi un riferimento a quanto accaduto nella Commissione del Senato: “Di Gregorio è oggi il contributo che Di Pietro e l’Italia dei Valori danno all’Italia e al nostro senato. Grillo non se ne è accorto, non escludo possa essere un po' grullo in queste settimane”. “A questo punto le proposte radicali sono le meno toccate da queste sequele di eventi o catastrofici o invece belli-vittoriosi-entusiasmanti come quelli di oggi”. Le proposte meno toccate “perché non capisco in cosa siano cresciuti il centro-destra o il centro-sinistra”.
    22:07 Durata: 13 min 54 sec
  • “Sulla manifestazione di Alleanza Nazionale, splendide capacità giornalistiche del TG1. Neanche un finiano avrebbe potuto fare di meglio”. Parlando di “sinistra radicale” il regime aiuta Bertinotti.

    Marco Pannella

    parlamentare europeo (Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l'Europa)

    “Le splendide capacità giornalistiche del TG1; dubito che un finiano, un giornalista del Secolo, sarebbe stato capace di fare tutta la cronaca in modo così vantaggioso per Alleanza Nazionale”. "Essendo tutto questo organizzato in funzione di 2 o 3 giorni di televisione, che sia per la destra o la sinistra, questo serve nell’immediato. Per i sondaggi della settimana, per qualche prova di forza all’interno del proprio schieramento. Ma questo è desolante se andiamo a vedere cosa si acquisisce alla politica e alla loro politica con questi eventi”. Il ringraziamento ai compagni radicali di Torino: “Hanno offerto ai giornalisti una vicenda un po' ghiotta. Ai giornalisti per farsi perdonare il fatto di non aver rispettato l'ingiunzione del Garante, sarebbe bastato pure far vedere per cinque secondi questo fatto, ricordando la mia candidatura, qualcosa che andava e va invece assolutamente cancellato, proibito”. “Sempre di più poi si parla di sinistra radicale”. “Uno dei grossi motivi di crisi all'interno del PrC è stato costituito dal fatto che una buona parte del partito temeva che Bertinotti volesse lasciare la parte comunista. Si è detto allora: “Ma no! Non è vero”. E allora la questione si è risolta in un altro modo, con il regime che nomina Rifondazione “sinistra radicale”, rischiando tra l’altro di sputtanare in senso comunista l’unica storia radicale italiana. Questo nome lo si sta dando a quanti hanno rappresentato a livello di vertice i nemici storici della riforma liberale. Nessuno dice nulla anche su questo. Certo se ci fosse stato Norberto Bobbio, forse avrebbe detto qualcosa. Bobbio che, negli ultimi 10 anni della sua vita soprattutto, non ha mai mancato di appoggiare nostre iniziative, anche grazie all’aiuto di Furio Colombo”.
    22:21 Durata: 7 min 34 sec
  • La direzione del Corriere di Paolo Mieli. “Le roi s'amuse. E l’uomo di potere rischia di annoiarsi quando è seduto in quel potere senza correre rischi veri”. La crucialità dell'informazione da Iraq Libero ad oggi.

    Marco Pannella

    parlamentare europeo (Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l'Europa)

    Le critiche al Direttore Paolo Mieli e le voci secondo cui un importante banchiere prodiano vorrebbe la testa del direttore del Corriere della Sera. “Quali sono i banchieri prodiani, quali gli anti-prodiani e come cambino i loro interessi ogni anno, onestamente non ritengo sia facile” decifrarlo. “Forse Mieli, inflazionando un po’ le sorprese...Mi fa venire il sospetto che Paolo Mieli - con la facilità con cui domina quella parte della politica italiana che può essere dominata attraverso il Corriere della Sera - si stia annoiando e voglia pagarsi qualche piacere”. “Le roi s'amuse. E l’uomo di potere rischia di annoiarsi quando è seduto in quel potere senza correre rischi veri e quindi mi chiedo se Mieli non colga le occasioni che gli si presentano per rompere un tantino” certi schemi. “Forse nell’interpretazione dei momenti successivi di un potente – nel senso buono ed esatto della parola – forse il venirgli a noia il gioco che domina o in cui si muove può essere anche il sintomo di una ricerca più profonda. Una volta scherzando gli dissi: “Attenzione, sto per toccarti Capezzone”. E lui disse, scherzando certo, ma serio: “Nessuno tocchi Capezzone”, nel senso che le attenzioni di Battista e del giornale sono una giungla rigogliosissima”. “Fintanto che prossimità di idee con i radicali gli vengono a tiro, Paolo Mieli le coltiva, non gli dispiace. Quando questa continuità di idee rischia di divenire contiguità politico-ideale, allora la cosa diventa un po’ diversa”. Nemmeno all’interno del Corriere sembra possano coesistere più il meglio del centro-destra ed il meglio del centro-sinistra. “Credo che la lettura della storia del nostro paese - negli ultimi 100, 120 anni – è tale che cercare di contemperare il meglio del centro-sinistra ed il meglio del centro-destra si è sempre rivelato poco redditizio. Il problema di questo paese non è tanto di contemperare, quanto di mettere assieme a frutto la destra e la sinistra nei loro valori storici. Il centro-sinistra ed il centro-destra costituiscono delle adulterazioni politiche di congiuntura, con le quali è difficile trovare una sintesi, proprio per la viltà del minerale. Quando Tommaso Padoa Schioppa dice “le tasse sono bellissime” c’è forse una punta di dandismo divertito di un vecchio signore di Destra Storica”. L'importante ricerca su Iraq Libero di RadioRadicale.it. “Io ritengo che proprio l’evidenza di una posizione estremamente importante, di un ruolo importantissimo che i radicali avevano in quel momento non solo in Italia” faccia comprendere “quanto il riflesso costante - in questi momenti - del Corriere della Sera (non parliamo di Repubblica)” sia fondamentale. “Capri, Luca Cordero di Montezemolo e non so quanti altri episodi: noi saremmo costretti dall’attualità ad inseguire. Ma in base a quale documento, che nemmeno i ministri hanno avuto, Bonanni si altera? In base a quale elemento Luca di Montezemolo si arrabbia mentre tutti pensano dovrebbe essere felice? Certe cose, messe al centro dell’attualità politica seria, sono desolanti”.
    22:29 Durata: 12 min 34 sec
  • La questione delle Olimpiadi in Cina e l'atteggiamento di Pechino sulla moratoria. “Occorre mandare a riposto eterno il pacifismo, ponendo invece il problema della pace”.

    Marco Pannella

    parlamentare europeo (Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l'Europa)

    La parola d’ordine del boicottaggio delle Olimpiadi in Cina riprende forza nel dibattito sui giornali. Il paragone con le Olimpiadi di Mosca, quando i radicali – segretario del Partito Rutelli – si schierarono per il boicottaggio. “Primo punto: la realtà cinese è realtà più impressionante di quella sovietica allora, in un momento di grandi scricchiolii. Due, occorre vedere quale è il nocumento che si può provocare con l'una o l'altra forma di sabotaggio: non esistono regole fisse. Nel momento in cui le olimpiadi si tengono, sono evento di grande importanza mediatica. Il nostro interrogativo è piuttosto lo stesso della moratoria: “Stiamo attenti, è l’Europa il nemico della moratoria universale delle esecuzioni” e qualcuno è rimasto così. Poi c’è stato il primo atto in questo senso; la decisione della pena di morte è passata in Cina nelle mani della giurisdizione superiore, poi la mancanza di una iniziativa di lobbying dello stesso paese all’ONU: questo vuol dire che forse c’è uno schieramento a Pechino cui può fare comodo un voto ONU pro-moratoria, per percorrere magari una via riformista sui diritti. Contemporaneamente, proprio perché c’è questa prospettiva di qualche speranza di progresso serio all’interno, abbiamo poi un’altra cosa che ben conosciamo: il potere cinese è tutto mobilitato per chiudere il conto con momenti di dissenso pericoloso. Spesso si usano infatti questi momenti di apertura per fare i conti con il dissenso”. “Oggi è indubbio che Russia e Cina – ognuno in dimensioni diverse - che sia il Kosovo, che sia il Darfur, che sia l’Iran o il Vietnam, si stanno componendo in un’alleanza con Chavez su cose molto concrete. Si rischia una situazione di guerra in questo mondo da un momento all'altro e per questo occorre mandare a riposo eterno il pacifismo, ponendo invece il problema della pace”.
    22:41 Durata: 6 min 8 sec
  • Due giorni di seminario sulla “necessità di creare meccanismi di pace” per il Medio Oriente ed il mondo.

    Marco Pannella

    parlamentare europeo (Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l'Europa)

    “Esistono strutture storiche, in congiunture storiche, che producono continuamente conflitti, conflittualità e rischio di guerre. Quelle situazioni nelle quali devi essere attento a non gettare una cicca per terra, non sapendo se su quel terreno ci sia qualcosa che può esplodere in maniera assolutamente ingestibile e grave. Stiamo quindi ponendo il problema: se non ci sono mutamenti strutturali, non crediamo che giocando su boicottaggi ed altro si possa correggere sensibilmente questa realtà. Ad esempio noi riteniamo che una riforma di struttura che può colpire alla radice un pericolo di guerra molto grave, è quello di far trovare il piccolo Hitler di Teheran dinnanzi non all'1% della popolazione medio-orientale, allo 0,2% del territorio medio-orientale, ma di fronte a 500 milioni di persone, ad un’Israele membro dell’UE. Un’Israele non più a sovranità nazionale assoluta, eccezione nel mondo contemporaneo. Senza questa riforma di struttura abbiamo guerra, mentre la riforma di struttura può produrre pace. Ciò che abbiamo constatato è che a fronte di questo pianto greco radicale, “Israele nell'Unione Europea”, 5 anni dopo un sondaggio della Commissione esplosivo e sempre boicottato, nel 2007 il 75% degli Israeliani è – ancora una volta - per l’ingresso subito in Europa”. “Allora riproporre oggi il problema non di Israele, ma quello europeo. Tra tre giorni si riunisce questa “operazione CIG”, che entro 60 giorni ci dovrebbe portare ad avere un “non trattato”, o meglio un “trattato semplificato” che al proprio interno statuisce la liquidazione dei trattati in progressione da Roma in poi, con negazione della bandiera, dell’inno, dei poteri….Insomma l’Europa delle patrie”. “Alla patria europea, come alla patria israeliana, oggi manifestamente è necessario – vitalmente - il completamento della rivoluzione spinelliana, federalista, anti-nazionalista e anti-statalista. I popoli sono d’accordo, le classi dirigenti meno. Nel manifesto di Ventotene c’è scritto con un’attualità di settimane, non di anni, quello che occorre ed è urgente fare, altrimenti possiamo attenderci una sorpresa, a Sarajevo o altrove”. “Il fatto di Israele in Europa rappresenta un’occasione obbligata per intervenire sul corso delle cose che è negativo. Tutti i sondaggi dell’Eurobarometro ci dicono che l’Europa in cinque anni, da nuova America e bengodi che era, è diventata polo di attrazione dello scontento anche dei paesi più europeisti, come Danimarca e Irlanda”.
    22:47 Durata: 11 min 1 sec
  • La situazione in Medio Oriente è strutturalmente generatrice di conflitto. Il problema delle classi dirigenti israeliana ed europea. La questione del genocidio armeno.

    Marco Pannella

    parlamentare europeo (Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l'Europa)

    Pannella poi ricorda tre flash d'attualità europea: Cameron che supera Brown nei sondaggi, un alto generale turco ha parlato della possibilità di uscire dalla NATO ed Olmert ha dovuto liquidare in fretta il ministro Ramon per l’accenno fatto alla possibilità di una certa soluzione per Gerusalemme. “Tutto questo, accaduto in poche ore, dovrebbe farci pensare. L’Europa tra tre giorni rischia di convalidare una operazione alla Rommel che rischia di ferire a morte quanto ha fatto l’Europa fino ad oggi. Cosa fa su questo il governo italiano? Tanto più che Emma ha ora la responsabilità degli affari europei”. “Contemporaneamente il problema è anche della classe dirigente israeliana, che gioca disperatamente solo la carta difensiva della guerra ad oltranza, in una situazione nella quale Israele ha l’obbligo morale di difendersi ma che ogni volta che si difende guadagna nel mondo un quoziente di impopolarità ed inimicizia. In questo senso la situazione è strutturalmente sbagliata e generatrice di conflitto”. “Casa di Israele è l’Europa e non la sovranità nazionale di un altro secolo, che avrebbe causato la morte dell’Europa e per questo il nostro continente vi ha dovuto rinunciare. Se la difesa di Israele continua ad essere esercitata da quelli che lo hanno fatto fino ad adesso, l'alternativa è tra il non difendersi o l'accrescere – difendendosi - il potenziale di inimicizia nei propri confronti. Le classe dirigenti di Israele, anti-sinoniste, lontane da una tradizione di umanesimo liberale, socialista ed anche pacifista nel senso buono, stanno portando al declino il loro paese. Su questo è l’ora di combattere una battaglia, condotta già da persone come noi, che nel ’42, in carcere da 10 anni, senza alcun partito alle spalle, che sono isolati e che dettano la costituzione costitutiva di nuovi stati, che si realizza dopo dieci anni. Certo non possiamo presumere questo, ma da un anno e mezzo stiamo tentando di scrivere un pagina che vuole scongiurare l'evidenza di quello che sta accadendo di nuovo nel nostro mondo”. La rimozione da parte dei governi turchi della vicenda del genocidio armeno. “Capisco i Turchi nel loro riflesso, che non condivido. Nel 1915 la nozione di genocidio non esisteva, il termine nemmeno. Esistevano massacri, episodi colonialisti e quant’altro. È vero che il giacobinismo laico di Ataturk in quel momento ha a che fare con la cultura del proprio tempo e riesce a battere – nel momento del crollo dell'Impero Ottomano - la candidatura di una Turchia che retrocede nel Medio Oriente, in cui non si distingue tra stato e società civile. Una grande operazione storica fatta con metodi autoritari. Da una parte i turchi direi: un milione di morti ci sono stati, in un momento in cui sicuramente non si configurava il sospetto del genocidio con una coscienza dei nostri tempi. Agli americani i turchi potrebbero dire: “ognuno si faccia i fatti suoi e pensi ai genocidi provocati in passato. Parliamo piuttosto di massacro ed assumiamocene le nostre responsabilità”. Proclamare la retroattività culturale del concetto non ha molto senso. Quando gli americani hanno sterminato gli indiani indigeni, non c’era certo il nazismo o la volontà genocidiaria”.
    22:58 Durata: 16 min 44 sec
  • Il Congresso di Radicali Italiani a Padova a inizio novembre. Il dibattito sulle collaborazioni ministeriali.

    Marco Pannella

    parlamentare europeo (Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l'Europa)

    La questione delle collaborazioni ministeriali. “Se ci sono due episodi che somigliano ad altri, legalissimi, ma che vengono dai radicali, da quei radicali che non hanno mai avuto consiglieri d’amministrazione, né bidelli…Allora si presenta il mondo radicale come un “mondo astratto” che non vive in questo mondo. Bechis ad esempio ha individuato quattro casi di candidati radicali che eletti, e poi dimissionari, hanno guadagnato il loro vitalizio; ho ringraziato Bechis, non ero nemmeno al corrente di questo. Poi accade – l’ho sentito al comitato – un rappresentante di Gorizia, Pipi mi pare, che ci ha posto questo problema; ci sono dei collaboratori, delle consulenze radicali al ministero della Bonino”. “Nei confronti di alcuni compagni mi può nascere a livello tecnico un sospetto di fiducia che non avevo: se chiedono molte precisazioni sul fatto che alcuni compagni radicali risultino collaboratori di un nostro ministro, mi auguro che questi nostri amici sappiano avere queste attività anche nel mondo in cui sono immersi e ci possano dimostrare che hanno fatto ne stesse domande per i consigli comunali, regionali degli altri partiti”. “Qualcuno che non facesse valere ufficialmente, nelle fattispecie di collaborazioni ufficiali e che risultano, l’elemento di fiducia e di conoscenza dell’interlocutore” si comporterebbe in maniera poco comprensibile. “Nei margini in cui si ha il dovere di scegliere le collaborazione nell’ambito dei diritti e delle regole che devo rispettare ed ho la fortuna di potere avere e fare fiducia a dei “mercenari”, spero che di queste possibilità ce ne siano molte”. La presenza al Congresso di Padova di commissioni dirette da coordinatori che non sono storicamente appartenenti al partito. “Testimonial anche della concezione del “partito aperto”, quello della doppia, tripla tessera, secondo la quale la militanza politica, civile ed ideale è facilitata e rafforzata anche per il fatto di non essere esclusivamente esercitata all’interno di una delle forme organizzative che ti riguardano e ti coinvolgono”.
    23:15 Durata: 12 min 24 sec
  • L’iniziativa radicale sulla moratoria: un lavoro di vigilanza costante

    Marco Pannella

    parlamentare europeo (Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l'Europa)

    Dopo aver rimesso nel binario giusto la lotta per la moratoria, “passati sette giorni dal momento di questa correzione positiva, abbiamo dovuto constatare che queste correzioni portavano al fatto che ancora a metà ottobre non c’è la risoluzione, non c’è accordo sullo schieramento dei co-sponsor e sulla tattica di gestione di un mese e mezzo di assemblea generale e quindi a questo punto ho ritenuto urgente fare un comunicato”. “Gli obblighi derivati dalle delibere di fine luglio, quelle del rinvio blindato e non sine die, non sono rispettati e quindi abbiamo reso pubblico questa richiesta al Presidente del Consiglio e al Ministro degli Esteri. Qualche risposta positiva è giunta nelle ore seguenti”. “Fino a fine novembre continuerà questo lavoro di vigilanza costante”.
    23:27 Durata: 4 min 43 sec
  • L'attualità politica calabro-lucana

    Marco Pannella

    parlamentare europeo (Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l'Europa)

    Pannella torna alla vicenda di De Magistris e alla attualità calabro lucana. “Ho citato la scorsa volta il topo che muore di peste ai tuoi piedi e che è un annuncio della peste. A Santoro potrei dire che un topo morto era già venuto fuori. A Muro Lucano un ragazzo che entrò nella caserma dei carabinieri, inviso ad un boss locale, ne uscì cadavere. Ritenendo, come alcuni anni dopo a Palermo con il caso Marino, che la cosa valesse una viaggio improvviso, mi recai lì e feci un comizio. Nel corso del comizio feci il nome di qualcuno sicuramente implicato nel linciaggio; mentre finisco il comizio si avvicina un signore che mi dà un pugno in faccia. Io non lo conoscevo, ma i carabinieri sì: era il boss di cui avevo parlato. Per quanto cene siamo occupati, dalla politica dalla magistratura lucana è venuta una impermeabilità assoluta. Ovviamente né Santoro, ne nessun altro dei suoi coevi, a quello dedicò un secondo”. Da allora ad oggi si perpetua “una casta di oligarchia, in cui sono assieme coinvolti accusati e accusatori, indagati ed indaganti, di vittime di eccessi di atti d'ufficio, una cosa che necessiterebbe un Zola italiano, capace di vedere il ventre dei paesi, delle società”. “E’ indubbio che per un decennio un nostro compagno ha fatto una battaglia che lo ha marcato. Siccome quello che gli accade è da 10 anni la violenza del non ascolto, quando c’è una mano che gli si tende, magari pensa subito sia lì per picchiarlo e la mozzica”. Perché De Magistris va difeso assolutamente? “Mi è accaduto di trovarmi a difenderlo, ma non per ragioni ideologiche. L’accusa è quella di aver accumulato indebitamente….il resto è stato negato da De Magistris. Lui ha preso iniziativa per indagini che non sono quelle che storicamente hanno avuto successo. Con De Magistris è accaduto che vi sono stati alcuni atti istruttori, resi noti dalle reazioni a questo fatto e non da suoi rapporti con la stampa”. “Ho sempre ritenuto che il controllo politico di tutti gli amministratori pubblici è la garanzia democratica, non come in Italia in cui una corporazione può auto-giudicare se stessa per meglio giudicare i propri avversari”. “De Magistris è venuto fuori come notizia, non ha cercato pubblicità”. “Un magistrato colpevole di essere probabilmente un magistrato molto serio”.
    23:32 Durata: 16 min 46 sec
  • Conclusioni. PD: nemmeno un'oncia di dibattito sulle forme di organizzazione democratica dei partiti. La Rosa nel Pugno.

    Marco Pannella

    parlamentare europeo (Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l'Europa)

    Dati in tempo reale sulle primarie del PD. "Passati due mesi, loro non sanno nulla del loro partito, non conosco uno solo dei loro docenti impegnati che si sia curvato sul problema delle nuove forme di organizzazione democratica dei partiti". L'occasione della Rosa nel pugno rispetto al Partito socialista unificato, alla Cosa Rossa.
    23:49 Durata: 8 min 53 sec