04 NOV 2007
rubriche

Conversazione settimanale con Marco Pannella

RUBRICA | di Massimo Bordin - RADIO - 22:05 Durata: 1 ora 57 min
Scheda a cura di Guido Mesiti
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Puntata di "Conversazione settimanale con Marco Pannella" di domenica 4 novembre 2007 , condotta da Massimo Bordin con gli interventi di Massimo Bordin (direttore di Radio Radicale), Marco Pannella (parlamentare europeo, Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l'Europa).

Sono stati discussi i seguenti argomenti: Politica.

La registrazione video di questa puntata ha una durata di 1 ora e 57 minuti.

Questa rubrica e' disponibile anche nella sola versione audio.
  • Introduzione

    Massimo Bordin

    direttore di Radio Radicale

    Marco Pannella

    parlamentare europeo (Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l'Europa)

    Un bilancio del VI Congresso di Radicali Italiani, il confronto tra Padova I e Padova II, i temi politici al Congresso.
    22:05 Durata: 1 min 50 sec
  • L'unità del Congresso di Radicali Italiani sulla mozione politica. L'opposizione nel dibattito non esprimeva unità politica ma la presenza di alcuni disagi.

    Marco Pannella

    parlamentare europeo (Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l'Europa)

    “Rispetto alle dialettiche congressuali, quasi tutti hanno votato la mozione politica. Questo è un fatto, perché mi sono trovato a constatare che veniva immesso nella vita del Partito un documento politico – Pannella fa riferimento alla lettera alla dirigenza del 10 luglio 2007 - che ho ritenuto essere di grave momento e grande importanza per i giudizi che conteneva sulla classe dirigente. Ho acceso quindi i riflettori su questo giudizio molto grave”. “Abbiamo avuto un quarto dei congressisti che o sulla candidatura di Silvio Viale o anche sulle altre votazioni, si sono comportanti in modo compatto, circa in 70. Una compattezza che non ha trovato nessuna espressione di mozioni”. “Non si capiva cosa li unisse: li univa che qui vi sono 70 o 75 persone e che il segretario alternativo, Silvio Viale, ha più volte sottolineato di non essere tra gli estensori reali di quel documento politico, ma di averlo sottoscritto e che – ha detto testualmente – lo sottoscriverebbe ancora oggi. Accanto a questo, non riescono a fare una mozione politica di confronto con quella – come dicono – del gruppo dirigente, perché non credo fra di loro vi sia una unità politica sul piano delle prospettive, il che sarebbe una ricchezza per il partito e per il dibattito. C'è il comportamento di un gruppo che, anche di fronte alle mie critiche e al mio rispetto, rivela che ci sono dei disagi – anche gravi – in una delle due principali associazioni della galassia radicale, cioè il Radicali Italiani”. “Io non ho minimamente partecipato alle ore notturne di redazione della mozione e soprattutto non conoscevo la composizione delle liste ho trovato un ordine che magari non capisco nemmeno molto. Ho pure visto che due dei quattro firmatari di questo documento politico. Antonio Bacchi e Monica Mischiatti, sono stati invece nella lista Spadaccia-Bandinelli. Se sono stati invitati ed hanno accettato, io non chiedo minimamente autocritiche o cose del genere, chiedo comportamenti”. “Sulla linea politica non vi sono opposizioni politiche espresse in quanto tali, ma riserve ed altro che non appartiene al gruppo degli oppositori in quanto tale, delle vittime di questo disagio. Rispetto a quanto si pensava stesse accadendo l'anno scorso, ma anche in primavera, soprattutto in Radicali Italiani francamente oggi mi pare che di quello resti nulla sul piano politico espresso”.
    22:07 Durata: 8 min 55 sec
  • La situazione politica nazionale e l'intransigente, non settaria, difesa radicale della legislatura e del governo Prodi. La primavera della politica italiana, la crisi dei sindacati ufficiali.

    Marco Pannella

    parlamentare europeo (Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l'Europa)

    “Sulla stampa articoli – Stefano Folli, Guido Gentile ed altri - di ampio riconoscimento di questo carattere di intransigente, non settaria, difesa anche di Prodi, nell'ambito delle cose che accadono all'interno del centro-sinistra, che per me vuol dire la stessa cosa che all'interno del centro-destra. Non trovo infatti componenti radicalmente diverse. Forse la Lega è ormai un tantino più – nel senso buono – omogeneizzata, mentre la sinistra comunista resta sempre più vecchia col passare del tempo. Ma a parte questo: Di Pietro l'ho sempre visto come era nel '92-'93, uno che godeva del sostegno soprattutto di Alleanza Nazionale e della Lega, culturalmente ed antropologicamente. Adesso non dispiaccia ai grillisti, ma Di Pietro ha il merito, assieme a Grillo che lo sostenne, di eletti in Parlamento come Di Gregorio. Anche Mastella, non mi sentirei di dire ci siano molte differenze con Alleanza Nazionale ed una parte di Forza Italia. In questo è la primavera che io ho indicato: grazie al non avere solidificato i ruoli di governo e opposizione del sistema oligarchico, ma avendolo cambiato e contribuito a mutarlo, stanno venendo fuori – anche sul piano sociale – dibattiti come quello nel sindacato”. Le differenze con il periodo in cui “Lama, costretto ed inchiodato dal PCI al pronunciarsi contro il referendum sulla scala mobile, allora non era una parte della Fiom in rivolta ma lo era tutta la Cgil, con pochi margini”. “Adesso si comprende che il segnale del '93, il fatto che la maggioranza degli iscritti Cgil votassero allora per la Lega, si comprende anche il nostro lavoro, la nostra ricerca di questo periodo. Sulla Biagi, sul welfare, i sindacati ufficiali sono rappresentanti o del mondo dei pensionati di fame o altrimenti dei dipendenti pubblici e delle grandi aziende, cioè del partito della spesa pubblica per motivi strutturali. Da qui il discorso che abbiamo aperto, dei sindacati nuovi per le nuove professioni, per far progredire la nostra intuizione del '67, di un partito libertario come il nostro, con innovazioni clamorose; allora dicevamo: occorre prevedere la presenza, come nel Partito Laburista, di rappresentanti del mondo delle professioni e del lavoro e perché no, dell'impresa”. L'attenzione costante dei radicali alla FIAT.
    22:16 Durata: 8 min 45 sec
  • La lettera dei 300 iscritti e militanti. A distanza di un anno, la situazione radicale e quella di Capezzone.

    Marco Pannella

    parlamentare europeo (Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l'Europa)

    Massimo Bordin

    direttore di Radio Radicale

    La lettera dei 300 tra iscritti e militanti. A distanza di un anno la situazione dei radicali e quella di Daniele Capezzone, ex segretario di Radicali Italiani. “Non mi sarei accontentato che la logica delle cose portasse a questa deriva eventualmente Capezzone, ma ho ritenuto che conoscere tutto quello che noi conosciamo di Capezzone, avrebbe di fatto portato a delle chiarezze”. Da tempo “era chiaro iniziasse per lui una nuova storia, una nuova fase della sua esistenza. Ne prendiamo atto”.
    22:24 Durata: 6 min 12 sec
  • Il modello laburista di partito e l'intuizione dello statuto del 1967 del Partito Radicale. L'attenzione radicale ad “ultimi e penultimi”, come diceva Salvemini.

    Marco Pannella

    parlamentare europeo (Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l'Europa)

    “I liberi farmacisti – ad esempio – sono di fatto costretti ad essere lavoratori dipendenti perché non hanno diritto di esercitare la loro professione, che è anche attività professionale libera. I tributaristi, che sono venuti qui (al Congresso, n.d.R.) per portare il loro pieno sostegno con il Presidente ed iscritti che hanno dichiarato la loro iscrizione...Allora viene subito fuori il ragionamento”. “Nell'Ottocento in Inghilterra abbiamo il sorgere delle associazioni dei lavoratori che, invece di fare 'la cappotta' al datore di lavoro, invece di fare rivolte etc., si costituiscono in nuove forme organizzative, scoprendo un'arma che fu oggetto per 15-20 anni di satira costante. Come lottavano questi lavoratori? Incrociando le braccia. E io sono abbastanza sicuro che l'avvocato Gandhi in quegli anni abbia appreso enormemente”. “Anche in Italia, al Congresso di Genova dei socialisti, si discute la possibilità della doppia tessera”, poi rifiutata. “In Gran Bretagna si risolve invece con le organizzazione dei lavoratori che riconoscono la loro politicità e la loro funzione come nazionale”. Il richiamo radicale, negli anni passati, al “terzo stato” della società italiana. “Tutte le nuove professioni che si vedono addirittura negata la possibilità di rappresentanza da parte dell'ordine italiano, comprendendovi il potere corporativo degli ordini, professioni che non possono nemmeno circolare in Europa perché si è stabilito – ecco uno degli interventi di Emma – che il tributarista non può sedersi ai tavoli di contrattazione perché non è parte di un ordine tradizionale. Questi possono, a mio avviso, utilmente stabilire la loro deliberata, consapevole, politicità apartitica, visto che i partiti conosciuti in Europa Occidentale sono ben altra cosa rispetto al Partito Radicale che può stare ai vecchi partiti come in Gran Bretagna il Partito Laburista stette in un certo momento ai Whigs, di cui prese il posto, dopo aver organizzato i nuovi lavori, i nuovi disagi, 'gli ultimi ed i penultimi' per dirla alla Salvemini”. Vi è in Italia “una situazione di disattenzione a chi diventa ultimo. Il pensionato del lavoro diventa ultimo in Europa, come possibilità e qualità di vita, perché il welfare non c'è. Ed è colpa della vecchiaia arteriosclerotica e corrotta – come c'è la corruzione della carne e quindi senza giudizio morale - del sindacalismo post-fascista”. La situazione della Fiat, i dati ed i numeri fatti dai radicali. Il silenzio di Capezzone.
    22:31 Durata: 21 min 53 sec
  • “Noi radicali siamo il laicismo, non solo la laicità italiana, militante, forte di una durata senza interruzioni”.

    Marco Pannella

    parlamentare europeo (Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l'Europa)

    “Ho letto l'intervista del Cardinale Ruini sul Corriere della Sera. Nel titolo c'era “stiamo vincendo”: E sono partito da questo, anche per tranquillizzare i compagni anche radicali Grillini e Mancuso. Il primo che è divenuto un costituendo socialista invece che un costituito radicale, quale lo è da sempre almeno in termini di idee. Mancuso invece, iscrittosi all'area radicale proprio di recente, ha espresso il suo timore che io passassi adesso per motivi non so quali ad essere meno laico. Ho avuto l'occasione di dire questo: noi siamo il laicismo, non solo laicità italiana, militante, forte di una durata senza interruzioni” ormai da decenni. “Questo laicismo, fatto anche di sapere, di studio, per noi è naturale, mentre per noi oggi coprire il fronte anti-conservatore delle riforme economiche e sociali è evidentemente per noi un elemento ancora – di nostra moralità – più impegnativo”. “Questo è il momento in cui finalmente un fronte aperto da prima del fascismo, con Salvemini, Einaudi e Rossi, questa primavera italiana nella quale all'improvviso, avendo noi ottenuto il cambio tra mafia vincente e mafia perdente, si è in Italia aperta una marea di cose: il referendum elettorale, o la riforma del modello tedesco, è il tentativo di riordinarsi e di riassestarsi”. Il ragionamento e l'approccio del liberista Rossi di “Abolire la miseria”. La rottura, nel 1876, della Destra Storica: il dibattito sulle nazionalizzazioni delle ferrovie, delle comunicazioni, per evitare la formazione di una “fascia di miserabili”. Il dibattito economico e la posizione dei quotidiani Repubblica e Corriere della Sera. L'articolo sul Foglio e le presunte indiscrezioni riguardanti Massimo Bordin. “Non mi parrebbe strano che un giorno...forse sarei felice che il direttore di Radio Radicale offrisse una collaborazione ad Eugenio Scalfari, visto qual'è la differenza tra i fondi e le vicende di Scalfari e i titoli e l'iniziativa di De Benedetti e del giornale. Io ritengo che Scalfari dica cose in tempi e luoghi diversi da quelli del resto del giornale. Con questo fondatore qua...”. “Le cose vanno in tale modo che non mi stupirei che te, direttore di Radio Radicale, finissi per potere e dovere ospitare l'ottimo Eugenio Scalfari”.
    22:53 Durata: 15 min 27 sec
  • Le assenze di Prodi e Veltroni al congresso radicale. “Nulla di nuovo” nel rapporto con il PD ed in generale con la partitocrazia, “un'associazione per delinquere contro la lettera della legalità” in Italia.

    Marco Pannella

    parlamentare europeo (Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l'Europa)

    Il dialogo con il Partito Democratico. “Veltroni ha detto che noi siamo necessari al connotato del Partito Democratico sinistra per la nostra storia. Ho capito tutto: noi siamo necessari all'immagine della sinistra. Quello che conta è che lui non è venuto, ci ha proposto di inviare Giorgio Tonini. Presumo che il partito radicale, se avesse voluto, avrebbe potuto utilmente invitare Giorgio Tonini, senza passare per una rappresentanza burocratica per coprire un'assemblea politica”: L'assenza anche di Prodi. “Nulla di nuovo – secondo Pannella – perché noi abbiamo nominato costoro al governo del paese, sapendo che politicamente nell'assieme potevano essere definiti dei buoni a niente, gli stessi che mese prima avevano detto “ Luca Coscioni è un nome che non possiamo accettare”. Gli stessi che operano in monopolio con quegli altri il mondo audio-visivo italiano. Gli stessi che fanno parte per me, non solo in Calabria, ma in tutta Italia, di quella che per 30 anni, sforzandomi ogni volta di dire che questo non vuole essere un insulto, a un'analisi tecnico-scientifica, di un'associazione per delinquere contro la lettera della legalità nel nostro paese per tutto quel che riguarda l'informazione e gli averi che accumulano”. L'appoggio al governo italiano sulla moratoria, come pure il ruolo dei radicali per l'approvazione dell'indulto. “Questi coglioni – lo dico in senso affettuoso – hanno fatto andare il loro carissimo Di Pietro a mobilitare l'Italia sul falso a proposito dell'indulto. E la cosa ha funzionato. “E' colpa dell'indulto!”. Se c'è un responsabile di quella cosa e della persistente richiesta – adesso - di amnistia, oltre che di indulto, con le marce di Natale, le marce di Pasqua, le azioni nonviolente, siamo stati noi. Ebbene, forse, poteva essere utile almeno per dire “la colpa è di questi qua”. No, hanno continuato a mandare Tonino Di Pietro, il quale essendo culturalmente, sul piano della cultura giuridica, un uomo di duecento anni fa – senza voler denigrare la cultura di duecento anni fa, che però era quella – ad un certo punto ha fatto i ragionamenti demagogici per la quale è vero che la gran parte dell'opinione pubblica italiani dice ora “Avete fatto l'indulto ed eccone i frutti”. A noi non hanno mandato nemmeno una volta in televisione. Solo su Radio Radicale posso spiegare il perché della richiesta di amnistia, facendo quel discorso per cui in Italia il sistema produce le prescrizioni a milioni. L'indulto è arrivato per 12.000 persone che comunque non sarebbero uscite e che comunque erano all'interno di quei reati fino ad un certo punto. Mentre le prescrizioni avvengono per quei reati di chi può garantire la lentezza e gli artifici giuridici per arrivare alla prescrizione, alla quale sono arrivati assieme – e non è un caso – Pinuccio Tatarella e Massimo D'Alema. Allora, non sono cretini questi nostri amici? Su questo, sull'indulto, sulla difesa del protocollo, di un compromesso costoso che noi critichiamo ma che ha prodotto la rottura seria all'interno del mondo comunista e sindacale”.
    23:08 Durata: 11 min 7 sec
  • Il salto nel buio è l'interruzione della legislatura. Le opinioni di Scalfari e della Spinelli al proposito. Le occasioni sprecate di Berlusconi negli anni '90.

    Marco Pannella

    parlamentare europeo (Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l'Europa)

    La difesa della legislatura e del governo. “Il salto nel buio di cui parliamo da mesi è l'interruzione della legislatura. Per noi se un governo per incidente, come accaduto in primavera, va in minoranza, il Presidente si dimette, il Presidente della Repubblica decide se riconfermare la fiducia nel caso ci sia ancora la maggioranza. Ma già allora non ero ostile, lo dissi allora, a far sentire il Presidente della Repubblica pienamente compreso se avesse deciso per un “Prodi due”, per dare a Prodi quelle caratteristiche di leadership che erano parte dell'utopia prodiana e che lui stesso pare aver dimenticato”. L'accordo possibile sul referendum. “Io ritengo che lo schema sia questo: un partito federato ed unito a desta, il Partito Democratico a sinistra e o vinciamo noi o vinciamo loro col referendum o il sistema tedesco”. “C'è un fatto di fondo: ci sono alcune cose per loro fondamentali per le quali, chiunque vinca, c'è già il protocollo di quello che i vinti avranno come compartecipazione dai vincitori. Come schema di fondo, garantendosi ad esempio sul conflitto di interessi – dov'è oggi? -. [...] Oppure il problema del mettere il bavaglio a chi vuole uno stato laico ed un vaticano religioso e non stato assoluto”. “Su questo si stanno arroccando. Vincono col sistema tedesco. Io non dispero invece che se la legislatura prosegue, noi possiamo continuare il nostro lavoro”. Gli articoli di Eugenio Scalfari e Barbara Spinelli sulla stabilità del governo e della legislatura. Le oltre 300 e-mail lette da Pannella e arrivate in risposta ad una sua lettera a iscritti e militanti. “La discussione circola, da zero che era”. Contro lo slogan “elezioni subito”, si erge “la storia di un paese nel quale i Presidenti della Repubblica hanno ritenuto di fare crisi anche di due o tre mesi per verificare sino in fondo la capacità o no di un Parlamento di esprimere un nuovo governo”. Le occasioni sprecate da Berlusconi negli anni '90, “per lui e per il paese”. L'episodio della designazione del governo Dini, dopo la crisi. “Siamo stati due ore ad attendere Letta ed un altro di loro per aspettare la risposta dal Quirinale sull'ipotesi di un governo Dini, con l'impegno sia del designato che del Presidente della Repubblica di indire le elezioni dopo qualche mese. Tornarono e dissero: “Beh, Dini va bene al Presidente. Poi abbiamo chiesto a qualcuno, a Gifuni, di portarci un calendario”. E io già immaginavo la scena. Gli portano un bel calendario e loro trovano il 13 giugno. Berlusconi guarda la settimana prima, dopo. Poi ho chiesto a Gianni: “Ma insomma Dini va bene?”. “Si, lo ha detto, si”. “E sulla cosa del 13 giugno vi ha fatto scorrere il dito sul calendario solo e vi ha ascoltato, oppure vi ha detto che andava bene il 13 giugno?”. “Beh, no”. “Allora vi ha fregato, è da Scalfaro”. A questo punto è successo che Berlusconi nei giorni successivi non è convinto e allora si astiene sul governo Dini che lui aveva indicato. Allora Dini fa sapere in quel momento: “Io governo fino a che ho la maggioranza”. Di queste cose l'ottimo Berlusconi ne ha fatte tre all'anno”.
    23:19 Durata: 19 min 15 sec
  • Il ruolo della galassia radicale sullo scenario internazionale. Dal Pakistan all'Iraq, il ruolo di Non c'è Pace Senza Giustizia.

    Marco Pannella

    parlamentare europeo (Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l'Europa)

    Il grande Satyagraha mondiale. La situazione del Pakistan e le notizie di Non c'è Pace senza Giustizia. “Musharraf ha proclamato lo stato di emergenza ed ha dimissionato un anziano giudice liberale, maniaco dello stato di diritto e ormai con una popolarità immensa”. L'operato di Non c'è Pace e la iniziativa sull'Iraq di due mesi fa. “Non c'è pace è riuscita a riunire a Kirkuk Talabani, il Presidente iracheno, il Presidente del Parlamento iracheno, il Presidente della regione Curda, i quali hanno firmato un accordo di stampo federativo come proposta di mutamento della costituzione irachena, dove il punto base era lo ius soli e non lo ius sanguinis. Parlano infatti del Kurdistan e non del popolo curdo. Insomma, devo dire onestamente che è stato un fatto straordinario”. “Anche sul fronte medio-orientale la galassia radicale è presente in modo assolutamente ignorato. Il che è un guaio, perché i vantaggi verrebbero soprattuto ai governi, molto più che a noi. E siccome questi governi in Italia, ad esempio in Italia l'Unione, hanno un riflesso molto umano: non c'è dubbio che la formica radicale sia creditrice dell'elefante Unione-Partito Democratico. E come noto è molto umano che se accade una disavventura al creditore, insomma il debitore è – anche solo psicologicamente - sollevato. Mentre, rispetto al creditore, se viene a sapere che il debitore ha l'influenza, il primo si affretta a portargli assistenza medica”. “Noi cerchiamo di limitare il danno di questa natura di ancien regime della quale il centro-sinistra non riesce a liberarsi”. Il libro di Lucia Annunziata sul 1977 e la prima apparizione della locuzione “sinistra radicale” al posto della “sinistra comunista”.
    23:38 Durata: 11 min 26 sec
  • Il rapporto con i socialisti nel dibattito congressuale. La valutazione da fare sull'impatto del congresso sulla stampa.

    Marco Pannella

    parlamentare europeo (Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l'Europa)

    Massimo Bordin

    direttore di Radio Radicale

    “Alla fine di “Padova 1” c'era chi cantava sconfitta dicendo di essere un perseguitato”. Il rapporto con i socialisti nel dibattito congressuale: il problema dell'adesione al PSE, la questione dei rappresentanti regionali, le iscrizioni. “Sicché oggi mi è venuto da dire: nel rispetto - nostro - del trattato tra di noi, noi dobbiamo completare questa galassia e forse pensare ad una qualche forma di iscrizione al progetto, alla realtà della Rosa nel Pugno”. “In Italia c'è una malattia grave; io sono afflitto da “bordinite” acuta, come tanta parte d'Italia. Domattina arrivo alle 6 e devo sentire la lettura della stampa su questo congresso. Un congresso che ci aiuta a chiarire molte cose, per noi oltre che per gli altri”.
    23:50 Durata: 12 min 53 sec