18 NOV 2007
rubriche

Conversazione settimanale con Marco Pannella

RUBRICA | di Massimo Bordin - RADIO - 22:05 Durata: 1 ora 57 min
Scheda a cura di Guido Mesiti
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Puntata di "Conversazione settimanale con Marco Pannella" di domenica 18 novembre 2007 condotta da Massimo Bordin che in questa puntata ha ospitato Massimo Bordin (direttore di Radio Radicale), Marco Pannella (parlamentare europeo, Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l'Europa).

Sono stati discussi i seguenti argomenti: Politica.

La registrazione video di questa puntata ha una durata di 1 ora e 57 minuti.

La rubrica e' disponibile anche in versione audio.
  • Introduzione

    Massimo Bordin

    direttore di Radio Radicale

    La prima vittoria all'Onu sulla moratoria universale delle esecuzioni capitali; la giornata politica e l'annuncio di Berlusconi di fondare un nuovo partito; il voto sulla finanziaria; lo stato delle coalizioni e l'intervento di Marco Pannella su Notizie Radicali; il Consiglio Generale del Partito Radicale Nonviolento a Bruxelles.
    22:05 Durata: 1 min 51 sec
  • Le ragioni della scelta radicale della moratoria rispetto all'abolizione sono le ragioni del successo dell'iniziativa. Ora massima attenzione per il voto in Assemblea Generale.

    Marco Pannella

    parlamentare europeo (Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l'Europa)

    L'articolo di Bill Emmott sul Corriere della Sera del 18 novembre. “Questa iniziativa viene vissuta da lui come una manifestazione tipicamente onusiana, quindi demagogica, se non terzomondista comunque anti-americana, che confonde le situazioni democratiche ed anti-democratiche. Capita che l'ex direttore dell'Economist dimostri una disinformazione un po' macroscopica, perché dal 1992 abbiamo lanciato la moratoria contrapposta all'abolizione, proprio con gli argomenti che lui ritiene non siano stati presi in considerazione e siano stati battuti. Noi addirittura abbiamo dovuto fare i conti, nel 1994 abbiamo perso di 8 voti , con una caratteristica: 20 paesi europei sui 27 che oggi fanno parte dell'UE si astennero, altrimenti l'ONU avrebbe già proclamato la moratoria. E fino ad ora, anche nelle settimane un po' convulse, è continuata questa riserva ed ostilità ideologica degli abolizionisti autoritari, quelli che ritenevano si potesse fare un decreto valido per tutti gli stati e poi dal giorno dopo non ci sarebbe più stata la pena di morte nel mondo. Chi ha difeso questa posizione sono stati i burocrati del Consiglio di Bruxelles, che già hanno interferito nel '99 e nel '04”. “Come Nessuno Tocchi Caino si fanno dei libri annuali e in questi ci si espone addirittura a censire ogni volta la situazione in termini di voto potenziale a favore o contro. Berlusconi, nel 2004, d'accordo con Frattini, si propose di andare a verificare; c'è una dichiarazione ufficiale di Frattini che afferma che la Farnesina fece questa inchiesta e, una volta arrivata a 95 conferme del censimento di NTC, smise perché si era raggiunta di fatto la maggioranza assoluta, questo nonostante poi Frattini dichiarò che l'ostilità europea aveva dissuaso il governo italiano dall'intraprendere l'iniziativa come richiestogli dal parlamento nazionale. Allora questo signore autorevole viene a dirlo a noi, noi che abbiamo scelto la moratoria come metodo democratico, ribadendo sempre che il dittatore può pure togliere la pena di morte in un giorno”, ma con altrettante facilità “reinserirla il giorno successivo”. “Poi la visione secondo cui sono barbari quelli con la pena di morte ed invece siamo civili noi, abbiamo sottolineato non fosse necessariamente così. Tutto ruota attorno al significato della morte, della vita, del ruolo dello stato: tragici dibattiti nella storia dell'umanità. E' piuttosto un problema di scelte politiche. Noi riteniamo che così come per la schiavitù è accaduto, ora dovesse accadere per la pena di morte, corrispondendo a sentimenti prevalenti nella comunità internazionale”. “Ora vedremo cosa accade in Assemblea Generale, ma per il momento c'è la conferma di quanto avevamo previsto, anzi ci sono stati meno voti contrari (52) di quanti ce ne aspettassimo (59). In più c'è un altro aspetto da sottolineare: fino alla fine ho sottolineato che né la Cina, né gli USA, ci sembravano facessero un'attività di lobbying contraria. Credo che la cosa sia ampiamente confermata. Per carità, nessuno può escludere che qualche stato africano si sia astenuto invece di votare a favore, anche per il peso della Cina su quell'area, ma l'impostazione che voleva essere – da parte di qualcuno - euro-centrica” è stata sventata. “Oggi tutti riconoscono che le nostre due posizioni sono state vincenti: moratoria e non abolizione. Non l'UE da sola ma le varie realtà regionali” per co-sponsorizzare la risoluzione. “Dovremo stare molto attenti in sede di Assemblea Generale. Già D'Alema ha riconosciuto che le nostre diffidenze, i nostri moniti tecnici, sono stati sempre ampiamente giustificati. Per questo possiamo datare a fine settembre, inizio ottobre, la presa d'atto del Ministro del pericolo. Da allora ha sollecitato la Farnesina ad impegnarsi in una polemica sostanziale, di comportamenti, per riprendere in mano la gestione della questione all'assemblea”.
    22:07 Durata: 12 min 54 sec
  • L'appuntamento del PRT a Bruxelles e il rilancio del primo Satyagraha mondiale per la pace in concomitanza con le olimpiadi di Pechino.

    Marco Pannella

    parlamentare europeo (Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l'Europa)

    L'iniziativa Nessuno Tocchi Saddam e l'eco in Medio Oriente. “Ora siamo alla vigilia di Annapolis, di questa cosa immensa, con decine e decine di paesi presenti per trovare la nuova via di pace. Spero non sia l'ennesima road map; spero mutino le analisi e gli obiettivi. Comunque noi, saremo dal 6 all'8 dicembre – a Bruxelles – nel Parlamento Europeo, con una conferenza che si apre con l'intervento di Watson e del gruppo liberal-democratico e poi prosegue con il consiglio del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito. Tutta questa manifestazione sarà segnata da quella cosetta che ho visto aver suscitato sorpresa: ho detto che questa nostra iniziativa, il Primo Satyagraha Mondiale che riteniamo essere molto più forte come pianta della piantina “Iraq Libero”, vuole essere una proposta nuova ed immediata sul fronte globale, ed allora ho preannunciato che il Satyagraha è una campagna ed avrà il suo epicentro alle Olimpiadi in Cina, così da avere alcuni mesi anche per coinvolgere altre attenzioni. Per Iraq Libero avemmo il sostegno da 170 paesi, oltre al sostegno del Parlamento Italiano. Sto chiedendo se non sia il caso di sollecitare inchieste parlamentari sull'operato del Presidente Bush”. Le dichiarazioni di Aznar confermano che la proposta dell'esilio si sarebbe potuta realizzare; “su questo anche Berlusconi non poteva non esserne al corrente. Noi chiedemmo allora il rinvio di 15 giorni per l'inizio della guerra armata. 7 giorni dopo si è anticipato o comunque mantenuto l'inizio della guerra. Se si rivelasse vero quello che legittimamente si può ritenere dal libro di Aznar, e da altri documenti statunitensi, se non c'è allora in questo caso una truffa ai propri elettori e alla comunità internazionale, mi chiedo quando allora questo possa avvenire”.
    22:20 Durata: 7 min 9 sec
  • L'intervento su Notizie Radicali: Prodi annuncia le grandi riforme. Se sarà di parola, non un solo giorno in meno della legislatura. Lui stesso avrà da suggerire nuovi programmi e maggioranze opportune.

    Marco Pannella

    parlamentare europeo (Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l'Europa)

    Pannella annuncia per giovedì “un intervento pubblico per illustrare meglio l'appuntamento di Bruxelles e complessivamente la nostra iniziativa”. Il direttore Bordin dà lettura dell'intervento di Pannella su “Notizie Radicali”: “La “cosa che non c’è” per l’intelligentia oligarchica italiana, la politica Radicale, progetto e programma, continua a progredire e realizzarsi. Centro-sinistra e centro-destra, in quanto tali, costituiscono strutturalmente un monopartitismo sempre meno imperfetto: quello dei capaci di tutto e di niente, di due coalizioni che sono ormai sfasciate, ex-sfasciste entrambe. Sul campo, ormai, si ergono e contrappongono due eventi. Prodi con il suo annuncio: “e ora Riforme”. Berlusconi con la sua invocazione, imprecante e rabbiosa: “a me le elezioni!”. Prodi ha assolutamente ragione: subito, ma scritte, prescritte e calendarizzate –aggiungiamo noi– le Riforme, con coloro che con esse concordano. Alternativa al bipolarismo bastardo; bottino politico, sociale, finanziario, etico dell’antropologia dominante al costo della democrazia e dello Stato di Diritto. Se Prodi, questa volta ne vogliamo esser certi, sarà di parola, siamo e restiamo con lui: se si innescano davvero le grandi Riforme, infatti, avremo una intera, completa legislatura, un sistema politico di stampo anglosassone in via di accelerata formazione, anche istituzionale, costituzionale. La Rivoluzione federalista e liberale, europea dei Salvemini e degli Einaudi, degli Ernesto Rossi e di … San Rosmini. Il paese è maturissimo: unito nella sua immensa maggioranza, ugualmente estraneo e rivolto altrove, fuori ormai dal mezzo secolo partitocratrico, e dalle sue pretese “novità”, già ora rovine del passato ben più che fondamenta dell’avvenire che gli necessita e cui aspira. Romano Prodi ha indicato che la sua opera sarà per lui comunque conclusa al termine naturale della legislatura. Questo tempo è infatti istituzionalmente, politicamente necessario per riformare l’Italia. Sarà lui stesso eventualmente a concepire, preparare, indicare per conto dei suoi elettori mutamenti utili e necessari, maggioranze e programmi aggiornati. Se non mancherà all’ONU, fra breve (come pure sarebbe purtroppo ancora possibile) la proclamazione della Moratoria Universale a gloria italiana, i Radicali della Rosa nel Pugno socialista, liberale, laica saranno pronti ad essere di nuovo determinanti come lo sono stati per l’esito delle elezioni politiche del 2006 sulla scena italiana. GIOVEDI’ ANNUNCERO’ PUBBLICAMENTE PROPOSTE E OBIETTIVI PER L’OGGI, CONTRIBUTO NONVIOLENTO RADICALE PER FARE DELLA CRISI CUPA E SCORATA UNA CRISI DI CRESCITA E DI SPERANZA NON SOLO PER IL NOSTRO PAESE, A PARTIRE DALLE MIE RESPONSABILITA’ NEL PARTITO RADICALE”. Pannella commenta i fischi a Cicchitto al convegno di Alleanza Nazionale, le esternazioni di Bossi e il fatto che la nuova formazione di Storace possa causare qualche problema serio a Fini. “Ormai è pacifico che le volontà e le pratiche di dialogo fra componenti del centro-sinistra e del centro-destra sono tanto per il momento non ufficiali, quanto ormai patenti. E possiamo rivendicare il nostro calcolo: non confermando il potere della mafia vincente, abbiamo detto che comunque serviva l'alternanza, per l'alternativa. Queste due realtà di potere, per come si sono cristallizzate, non avrebbero sopportato facilmente questa proposta. Oggi siamo indeboliti come RnP perché i compagni socialisti chiaramente sono promossi dal partito televisivo”.
    22:27 Durata: 9 min 38 sec
  • La situazione del gruppo parlamentare della Rosa nel Pugno. Alle tradizionali difficoltà si aggiunge che da parte del neo-segretario Veltroni non ci sono nemmeno atti formali di consultazione con noi radicali.

    Marco Pannella

    parlamentare europeo (Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l'Europa)

    L'incontro con Villetti, presidente del gruppo parlamentare della Rosa nel Pugno. “Mi ha messo al corrente che alcuni della costituente socialista – di cui fanno parte lo SDI, il Nuovo PSI di De Michelis e Del Bue, Zavettieri, Bobo Craxi, Angius e Spini - dicono che si possono fare due cose: o sciogliere il gruppo della Rnp e ciascuno se ne va al gruppo Misto, oppure accettare una variazione che in modo chiaro significasse il Gruppo della RnP è composto del Partito socialista e dei Radicali, cioè restano i termini socialisti e radicali della RnP. Ne abbiamo parlato lungamente; io ovviamente devo sentire i compagni dell'associazione Coscioni e di Radicali Italiani ma ho detto: vorrei capire, quindi noi togliamo laico e liberale? Ma per esempio la costituente di Del Bue e Gianni De michelis, si chiamava costituente liberal-socialista, poi c'era Turci che diceva liberal-socialista, e si fa fuori proprio questo? Gli ho anche detto che mi pare di capire che loro si differenzieranno – come hanno fatto nel loro congresso ed in particolare Angius - rimproverando il Partito Democratico di non essere molto deciso nell'affermare il laicismo. Ma questi gli potranno rispondere: “Voi addirittura l'avete cancellata dalla dizione della RnP, la laicità”. Roberto mi ha detto che la questione è diversa: restano radicali e socialisti, se ne va liberali e laici, perché quelli erano gli attributi, queste invece sono le formazioni. Vallo a spiegare agli elettori”. “Io non dico “no” a nulla, ma ai costituenti socialisti vorrei spiegare il nostro punto di vista, ho detto a Roberto. Ieri allora ho mandato un messaggio agli altri componenti della costituente socialista, dicendo che prima di arrivare ad una decisione nostra, vorrei ascoltarli, spiegarmi. Ora vengo a sapere che lunedì si riunisce il Comitato del Partito Socialista per decidere sul gruppo. Da quel che ho capito, Spini in particolare non ci tiene a che si mantenga la baracca con i radicali”. “Colgo l'occasione per far sapere, confermare, con quanta urgenza ritengo che la costituente socialista e noi si discuta assieme il da farsi”. La leadership di Boselli e la situazione dello SDI. “televisioni ed altro si muovono per drogare un po' i sondaggi, magari i socialisti arriveranno al 3-4%; così risolvono i problemi, come con le primarie o ora con i gazebo. E infatti mi pare che lo SDI marci spedito in questa posizione per riconquestare il passato, cioè gli spazi divisi tra componente cattolica, comunista e socialista, ovviamente in quanto tale attribuendola allo SDI ed Enrico Boselli. Anche loro si uniscono al coro di quelli “O si fa nuovo governo, o si va ad elezioni”. Proposte simili anche dalla sinistra comunista e dal centro-sinistra, anche veltroniano. Sanno benissimo che con il proporzionalismo tedesco – o papuaso che sia - si liquida quella prospettiva di riforma maggioritaria, popolarissima nelle loro basi oltre che nelle nostre, e quindi in questo modo rendendo più agevole il governo al centro controllando delle “galassie” che gli ruotano attorno”. “Noi siamo in gravissime, tradizionali difficoltà”. Oltre al trattamento dei media “sappiamo che con Veltroni non ci sono nemmeno atti formali di consultazione con noi. Con i socialisti, che sono contro il Partito Democratico, si. Prima o poi accadrà che Bettini, più accorto, sarà lui a nominare i radicali”. Questo nonostante le sintonie radicali con la gente.
    22:37 Durata: 13 min 22 sec
  • I radicali esorcizzati per non rischiare di svegliare il popolo bue ed il suo sostegno alla riforma anglosassone e maggioritaria delle istituzioni.

    Marco Pannella

    parlamentare europeo (Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l'Europa)

    “Noi siamo per la riforma anglosassone, bi o tri-partitica”. “Siamo per un federalismo americano, integrale, importante, che proponemmo anche con referendum deliberativi delle regioni, oltre che con l'elezione diretta dei Presidenti delle regioni”. “Tutti i leader DS oggi usano dire 'in linea di principio saremo per il doppio turno alla francese, ma...”. Mai uno che dicesse che è per il doppio turno alla francese”. “Noi siamo esorcizzati, altrimenti si rischia di risvegliare il popolo bue”. “I partiti sono quelli che sono evidenti per gli elettori. Vogliono il sistema americano, parlano di primarie, poi sono presidenzialisti...Io sto pensando, forse, di ricostituire – magari con Claudio Martelli, ma non solo - quella Lega per l'Uninominale secca che raccolse l'adesione di 52 parlamentari socialisti e di tutto il mondo liberale ufficiale”.
    22:50 Durata: 8 min 36 sec
  • Il pacchetto economico radicale, già presentato, servirà nel caso il protocollo sul welfare venisse tradito.

    Marco Pannella

    parlamentare europeo (Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l'Europa)

    La preparazione in agosto del materiale economico per avere progetti, programmi, “per passare al momento delle riforme”. “Gli emendamenti radicali sono già presentati e serviranno se il protocollo venisse tradito”. “Ci sono alcuni punti di crisi, di attenzione, nei quali le nostre proposte sono irrinunciabili per i deputati radicali. Esempi? La questione dei lavori usuranti, nel lavoro chiamato intermittente e sul tasso di sostituzione della pensione pari al 60%”. Dini come strenuo difensore del pacchetto sul welfare? “A noi dicono che non abbiamo tratto vantaggio come partito dell'aborto, del divorzio...A noi interessa che le cose si realizzino”.
    22:59 Durata: 3 min 55 sec
  • Gli 8 senatori: è il caso che la giunta delle elezioni prenda il suo tempo e si riprenda a gennaio a discutere

    Marco Pannella

    parlamentare europeo (Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l'Europa)

    La questione degli 8 senatori e le dichiarazioni di Rotondi, di Manzione e di Sterpa. “C'è qualcosa che sarebbe da parte nostra intollerabile, ed è stato detto a Prodi: il disegno di questi signori è che hanno fatto in modo – forse immaginando che passata la moratoria ci tornassimo ad occupare anche di noi e del Senato – che all'improvviso, dopo operazioni ostracistiche, ora la questione si chiuda subito, magari in questa settimana e dalla mattina alla sera. Sarebbe bene il caso invece che la giunta delle elezioni prendesse il suo tempo e che questa cosa si riprenda a gennaio, alla ripresa”.
    23:03 Durata: 7 min 52 sec
  • No all'ipotesi di governo tecnico. “Servono governi pieni. Progetti e programmi pieni, opposizioni piene”.

    Marco Pannella

    parlamentare europeo (Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l'Europa)

    “Quando insisto sulla durata della legislatura, l'ultima cosa che mi pare giustificata è il governo tecnico. Ho sentito se ne sta chiacchierando. Servono governi pieni. Progetti e programmi pieni, opposizioni piene. Perché qui si deve capire se un nuovo programma economico che tenga presenti istanze liberiste, le impostazioni – per capirci – di Giavazzi, Monti ed altri, allora cosa fa l'opposizione? Come diciamo da 4 o 5 mesi, il nuovo programma può comportare ed esigere nuove maggioranze”. “La legislatura è necessaria per compiere l'operazione, per far passare – attraverso lo sfascio dell'alternanza – l'alternativa che tutti a parole dicono di volere”. “La legislatura ha senso non se è lì per fare la nuova legge elettorale, che sarà già vecchia e vecchissima. Il problema di riforme ormai ce n'è una sola: quella maggioritaria, americana o francese, con quel che comporta di conseguenze sugli assetti istituzionali”. Piuttosto che progetti troppo complessi, che richiedono il continuo intervento di esperti, Pannella sostiene che “la democrazia è anche semplicità, intelligibilità”. “Dove le regole sono chiare ed intellegibili, le cose sono popolari; dove le regole non sono chiare, esse non vivono come regole democratiche. L'elemento “chiericale” delle oligarchie consiste proprio nel fatto che le regole le conoscono sono loro, le interpretano solo loro. E allora c'è la giusta constatazione di Giolitti, in Italia le leggi per gli amici si interpretano e per i nemici si applicano”.
    23:11 Durata: 7 min 11 sec
  • Le riforme per combattere l'impoverimento strutturale e progressivo del paese come obiettivo primario per questa legislatura.

    Marco Pannella

    parlamentare europeo (Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l'Europa)

    “L'impoverimento progressivo e strutturale del paese è obiettivo prioritario per questa legislatura. Il numero di famiglie che lavorano fino al 21, al 22, al 24 per lo stato e poi solo dopo per se stesse, è divenuto connotante del momento politico in cui viviamo”. “L'impoverimento del potere di acquisto di fette sempre più ampie dei lavoratori è spaventoso. Il ceto medio è un ceto sofferente al massimo; quelli che si salvano, che sono garantiti, in passato non venivano nemmeno considerati nel ceto medio”. “Non si può andare avanti ignorando questa realtà. Un'urgenza così grave da aver causato rotture nel mondo del lavoro e nella sinistra “di classe””. Sui lavori usuranti Pannella denuncia una “situazione repellente”. “Usurati sono tutti quelli che fanno parte di quella categoria lavorativa determinata usurante. Ma questa è una cosa incontrollabile. Secondo i nostri compagni la lettera della norma creerebbe delle situazioni folli”. Un altro punto di attrito è quello del problema salariale e della libera contrattazione. “Il liberale è responsabile delle politiche economiche e delle condizioni sociali, è responsabile della politica dello stato”. Reddito di cittadinanza e sussidi di disoccupazione. “La magistratura in modo delinquenziale non ha mai verificato che le somme immense date per cassa-integrazione hanno mai avuto il riscontro e rispettato le condizioni per le quali erano date. Questo significa una politica dello stato che riversa sul contribuente, quale che esso sia, il salvataggio di imprese passive, ai danni delle piccole e medie imprese, oltre che dei nuovi settori”. “Ormai anche i sindacati ammettono che la contrattazione nazionale lasci alla contrattazione di settore e alla contrattazione aziendale. Ho sentito Massimo Carraro rispondere, a chi diceva di abolire la contrattazione erga omnes, che degli indirizzi vanno garantiti per evitare il proliferare del caos, ma è vero che occorre invece ridifendere la funzione del sindacato e dell'imprenditore a livello dell'impresa e della realtà locale, soprattutto in una realtà nella quale chi ha la forza di fare i contratti nazionale sono i garantiti, mentre quelli che vivono nel 95% delle imprese italiane, con meno di 30 occupati, vivono una situazione diversa”. Prodi e la possibilità di calendarizzare finalmente le riforme. “Il primo discorso che feci in Parlamento fu proprio sulle calendarizzazioni Giulio Andreotti riconobbe che quella era una grande verità”. Il ruolo dell'informazione: l'attenzione del Sole 24 Ore ai testi proposti dai radicali in economia e alle iniziative radicali internazionali; l'atteggiamento del Corriere della Sera e l'auspicata maggiore attenzione alle iniziative radicali, già a partire dal Consiglio Generale di Bruxelles.
    23:18 Durata: 20 min 16 sec
  • Sono “i partitoni” a non volere la riforma maggioritaria del sistema elettorale. Le condizioni per l'esistenza di una minoranza radicale all'interno del PD.

    Marco Pannella

    parlamentare europeo (Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l'Europa)

    Lo stato dell'arte della galassia radicale. “A quanti ci ascoltano e sono un po' rincuorati, grati, per questa storia della moratoria, vorrei dire di iscriversi. Abbiamo bisogno di aiuto, su cose che .gli assicuro - sono anche la supplenza, l'integrazione e la correzione alla bestemmia pacifista che lascia tutt'ora scoperta la costruzione di una alternativa di pace” a partire dal Medio Oriente. A chi dice che i radicali si lamentano della mancanza di informazione, Pannella risponde: “Io non posso accettare il ricatto di essere trattato – personalmente - come negli anni '30 avveniva con la condanna alla morte civile. E' già un miracolo che non iniziamo ad essere isolati nelle strade, tra la gente. Questi ad esempio discutono delle loro leggi elettorali e dicono: “I piccoli partiti non ci permettono...Perché legano la loro sopravvivenza ai sistemi elettorali”. Ma noi siamo 40 anni che diciamo di voler perire, che abbiamo fiducia nella riforma anglosassone elettorale e delle istituzioni. Sono i partitoni i responsabili, come lo erano DC e PCI, oggi Berlusconiani e Veltroniani”. “Sul Partito Democratico, noi non abbiamo mai fatto le polemiche che facevano i compagni socialisti sul costituendo PD: quello che ho detto qui è che a noi non ci invitano perché hanno paura che io gli dica di sì. Dirlo voleva già dire sollecitare, ma nemmeno uno...Su questo sono antropologicamente uniti. A livello privato ci sono stima, a volte una sorta di affetto, autentici, ma in loro divorzio tra sentimenti privati e ratio politica è totale. E ogni tanto finisce come Francesco, Daniele...A questo non ho mai prestato connotazioni di tradimento. Sono molto comprensibili. La forza delle idee in ciascuno di noi è maggiore o minore, e le idee possono essere migliori o peggiori”. Le dichiarazioni di Veltroni sulla necessità di tornare al proporzionale. “Veltroni come leader può dare sorprese. E' guidato da idee, obiettivi, forze e convinzioni, più o meno come Tonino Di Pietro è guidato dalla conoscenza dei problemi del diritto e della giustizia, culturalmente parlando. Detto questo, quando mi si dicesse “Vieni nel PD”, io sarei disponibile, ma alla condizione di poter essere minoranza che rappresentasse la consapevole e dichiarata volontà di non escludere una corrente di sinistra liberale e libertaria, l'unica che può rivendicare questo sul piano delle lotte, considerate in passato – proprio perché questo – più nemiche dei trotzkisti”.
    23:38 Durata: 8 min 19 sec
  • Giuliano Ferrara ed il rapporto con i radicali

    Marco Pannella

    parlamentare europeo (Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l'Europa)

    Massimo Bordin

    direttore di Radio Radicale

    Ferrara e il rapporto con i radicali e l'attenzione personale del direttore de Il Foglio alle vicende di Radio Radicale. “Lui in realtà mi e ci vuol bene, ma ad una condizione, che noi si sia dei battuti un po' eroici e teneri. Che qualcosa di liberale si affermi e sia anche vincente questo per lui è insopportabile. Sul piano umano, non politico, potrebbe fare molto per aiutarci all'opposto dell'infamarci; il suo coccodrillo sarà sicuramente bellissimo per quel che mi riguarda, però la cosa che gli è insopportabile è proprio questa: che sia possibile essere, come siamo è stati noi, liberali in questi decenni”. “Ho difeso – con Radio Radicale - costantemente ed in tutti i modi possibili la possibilità per te, nelle condizioni difficili di chiunque si trova ad operare a partire dal mondo radicale, di essere sempre più ancorato, soddisfatto e consapevole della funzione che hai per tutti noi e del colpo molto grave -poi si dirà “è colpa di Pannella”- il giorno in cui la vita od altro ti portassero a cessare di essere qui nelle funzioni che hai”.
    23:46 Durata: 4 min 50 sec
  • Il bipolarismo che già c'era, quello di DC e PCI. L'assassinio di Aldo Moro, le sentenze della Corte Costituzionale sui referendum radicali e i golpe della storia repubblicana.

    Marco Pannella

    parlamentare europeo (Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l'Europa)

    “A Veltroni dico: statti accorto. Tutte le catastrofi europee hanno avuto un rapporto stranissimo, da post hoc a propter hoc o no, dall'instaurazione di sistemi proporzionale e di dittature di vario tipo. E' successo in Italia nel 1919, con la grande vittoria di socialisti e cattolici e poi poco dopo il fascismo”. In Francia la stessa cosa, in Spagna idem. “Nel momento in cui con Weimar si toccano quei meccanismi elettorali, abbiamo la stessa cosa. Poi io sono venuto a sentire delle analisi del Fondo Monetario Internazionale per cui i sistemi diciamo “anti-partitocratici”, quelli con i partiti fondati su persone che rappresentano ed evocano idee, questi sono quelli con maggiore crescita economica e sociale”. "Il bipolarismo c'era già con DC e PCI. Si votava non a favore di Berlinguer ma contro Andreotti, si votava non a favore di Andreotti ma contro Berlinguer, e poi questi votavano assieme perché non potevano più nascondersi. Però poi ammazzano Moro, assieme". Il leader radicale ricorda la sua denuncia, in un discorso parlamentare, del "concorso in omicidio" contro Andreotti e Cossiga nei confronti di Aldo Moro. Il ruolo di Zanda Loi, allora giovane collaboratore di Cossiga, che porta le carte di via Gradoli alla Polizia. "Quando votarono la relazione dell'Anselmi, quella sulla P2, c'era anche la questione di Moro; a quel punto mi alzai e dissi: "State votando non la legittimità, la la scientificità dei tavolini e dello spiritismo". E si è votato quello e peggio di quello. Io insisto nel ricordare che Zaccagnini disse: "Mi ha convinto Pannella e convoco il Consiglio Nazionale". Pietro Ingrao mi disse lealmente: "Guarda Pannella, io ho dato una lettera di Moro – che era in cattività – a tutti gli altri gruppi e al vostro non posso darla". Era la lettera nella quale Moro chiedeva quello che noi avevamo chiesto dal primo giorno: dibattito parlamentare e camere aperte, mentre loro votarono il governo responsabile di quella situazione in Italia e praticamente mandarono a casa le Camere. La storia dell'anti-democrazia, la storia golpista di questo mezzo secolo, è una storia che io spero venga conosciuta, come il valore immenso di quell'atto con il quale si impedì che gli italiani votassero al 70% l'abolizione dei codici fascisti e del concordato". "Questi sono golpe, questi sono atti fascisti che non si chiamano fascisti perché devono trovare il loro nome più appropriato. Ma è il presente italiano che continua. Era bipolare già allora, bipartitico".
    23:51 Durata: 12 min 2 sec