09 DIC 2007
rubriche

Conversazione settimanale con Marco Pannella

RUBRICA | di Massimo Bordin - RADIO - 22:05 Durata: 2 ore 2 min
Scheda a cura di Guido Mesiti
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Puntata di "Conversazione settimanale con Marco Pannella" di domenica 9 dicembre 2007 condotta da Massimo Bordin con gli interventi di Massimo Bordin (direttore di Radio Radicale), Marco Pannella (parlamentare europeo, Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l'Europa).

Tra gli argomenti discussi: Politica.

La registrazione video di questa puntata ha una durata di 2 ore e 2 minuti.

La rubrica e' disponibile anche in versione audio.
  • Introduzione

    Massimo Bordin

    direttore di Radio Radicale

    Marco Pannella in videoconferenza da Bruxelles. Il Consiglio Generale del Partito Radicale Nonviolento appena concluso. Gli stati generali della Cosa Rossa ed il messaggio di Marco Pannella. L’assemblea di Alleanza Nazionale e le dichiarazioni di Fini.
    22:05 Durata: 2 min 19 sec
  • L'onda lunga del risultato elettorale determinato dalla Rosa nel Pugno ed i risultati dei "buoni a niente"

    Marco Pannella

    parlamentare europeo (Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l'Europa)

    “Non è che ci coglie a noi imprevisto quanto sta accadendo adesso. “Accadde domani”, quando dicevamo che l’onda lunga dei risultati elettorali - che purtroppo i compagni socialisti hanno ritenuto deludenti e quindi di nuovo aspettano come il sole dell'avvenire la Costituente - sta arrivando. Come? All’improvviso quelli che urlavano: è morto, sono in agonia, con una sorta di diletto necrofilo, sono morti loro prima dell’altro. Nel senso che ora siamo ai pesci in faccia” tra le fila dell'opposizione. “Il compassato, distinto, controllato Fini finisce il suo intervento dicendo che con Berlusconi siamo “alle comiche finali””. Pannella rievoca ancora la scelta dei radicali, quella di appoggiare i “buoni a niente” rispetto ai “capaci di tutto”. “Ora vediamo di che 'tutto' sono capaci. Quando hanno governato con maggioranze assolutamente inconsuete nella storia del nostro paese, hanno dato misura di sé. Già allora dicevamo che la sinistra esagerava nell'accanimento e oggi possiamo rivendicare che questo centro-sinistra fa sostanzialmente sua sia la legge Biagi sia la Maroni” che scatta davvero tra un anno. “Questa maggioranza di buoni a niente ha fatto però l’indulto e ora – se Dio vuole – sarà il governo italiano a passare alla piccola storia di questo momento internazionale, come quello che che avrà realizzato la moratoria universale” delle esecuzioni.
    22:08 Durata: 6 min 34 sec
  • Il messaggio di Pannella all'Assemblea della sinistra e degli ecologisti

    Marco Pannella

    parlamentare europeo (Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l'Europa)

    “Naturalmente i problemi sono gravissimi. Intanto diciamo una cosa: questa sinistra “radicale”, cioè quelli che speravano di sopravvivere celando il loro nome, e tutti a chiamarla “sinistra radicale”, così quegli altri potevano continuare a lavorare alla nostra clandestinizzazione, adesso stanno cercando il nuovo nome: hanno risuscitato l’arcobaleno della pace un po' verde. Ora non è più cosa rossa, ma sinistra arcobaleno”. Il messaggio di saluto di Pannella inviato all'assemblea della sinistra e degli ecologisti, sfidando i presenti ad incontrarsi ancora su alcuni obiettivi e lotte radicali. Possibile farsi illusioni? “No, illusioni no, ma per chi ha seguito, l'ascolto della sala, come accadde per l'ultimo congresso dello SDI che annunciava la morte della RnP ma con una platea che esplodeva di fronte alla denuncia dei cedimenti altrui sul fronte laico, anche allora ci fu un po’ di sorpresa perché il messaggio che io feci era di grande plauso a quella manifestazione. Lo stesso ieri: c’è stata una splendida orazione che ha letto Franco Giordano – ovviamente secondo buone tradizioni democratiche e comuniste sarà stata studiata e concepita con la Segreteria – ed una buona parte era: rivendicazione del fatto che 'mai più nessuno osi separare i diritti civili dai diritti sociali'. Beh, forse non siamo del tutto estranei a questa rivendicazione. Poi due frasi sulla laicità, non proprio di questo 'momento bertinottiano'. Certo, lui ha scelto, nella costruzione di questo partito, di serbare la posizione secondo la quale il capitalismo è colpa di tutto questo”. L'enfasi sulle vittime di Torino: “dire 'sono assassinati' e coloro che hanno la colpa sono assassini non mi pare molto nuova come accentuazione. Ciascuno ha la sua identità e l’immagine che cerca. Oggi mi pare ritengano utile, per sottolineare che questa è sinistra mentre il PD è centro, che loro guardano con fiducia alla possibilità di incontrarsi anche con il PD centrista”. “Cari compagni, adesso abbiamo tutti sofferto dell’impossibilità di parlare in pubblico, dell'impossibilità di parlare all'opinione pubblica. Ora il nostro progetto, il valore della RnP radicale, quella vittoria” “ha cambiato l’esito delle elezioni”. “Dall'altra parte abbiamo un vecchio riflesso di benevola – oggi, psicologicamente - anatemizzazione dei radicali che non devono esistere. Non siamo stati invitati, nemmeno come osservatori. E noi continuiamo a rispondere: con molti, moltissimi di voi concordiamo sulle cose fondamentali. Ora vedremo, ma certo le compagne ed compagni radicali si devono rendere conto che stanno schioccando tutti e noi per il momento, fino a domani, dopodomani, non siamo noi a schioccare. Si ripete una vecchia storia che quando tanti campanari suonavano a morte per noi, l'indomani li abbiamo accompagnati al loro estremo risposo politico”.
    22:14 Durata: 10 min 52 sec
  • Abbiamo bisogno di sapere quali siano le riforme che il governo propone e quale sia la loro calendarizzazione

    Marco Pannella

    parlamentare europeo (Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l'Europa)

    Le riforme che può volere questo nuovo aggregato politico sono compatibili con le riforme per riforme – come la Biagi e la Maroni – per cui si battono i radicali? “Una caratteristica della tradizione comunista è anche poi quella di giocare in parte il tanto peggio tanto meglio ma qualche volta loro possono pure capire, capendo che il peggio degli altri potrebbe non essere il meglio per loro. Il problema è non solo che i buoni a niente non sanno vendere i tappeti – come magari quell'altro fa - ma non sanno nemmeno spiegare quello che fa”. Ad esempio alle pressioni per aumentare la spesa, potrebbero rispondere che “oggi non si può aumentare la spesa perché tutte le autorità internazionali dicono che non possiamo farlo, le stesse autorità che quando criticavano Berlusconi vi mandavano in sollucchero”. Un altro argomento è che se dobbiamo scegliere oggi le priorità del nuovo possibile, è appunto quello di realizzare quelle riforme annunciate, le liberalizzazioni. Mica avevamo detto avrebbero liberalizzato tassinari e parrucchieri. Questo è il problema. Prodi, Tommaso Padoa-Schioppa, ma qui c’è anche un compagno diessino che ha legato la sua immagine alle liberalizzazioni, che non ha voluto essere concorrente di Veltroni, beh a questo punto ci dica lui: l’acqua, le banche…Abbiamo avuto anche un documento della direzione: vogliamo sapere ora quali riforme, ca-len-da-riz-za-te”. “Prodi disse: noi dobbiamo stupire, dobbiamo fare subito le grandi riforme. Ora lo ha ripetuto ed è bene che si sappia”. “Quali sono le riforme, le liberalizzazioni che urgono e che questo mondo liberale – spesso in sintonia con quello socialista degli Ichino e dei liberal - è d’accordo a fare? Mi pare che il problema sia fare questo programma. Poi “chi ci sta e chi non ci sta”. Noi non chiederemo la abrogazione del concordato. Chiederemo magari che l'autorità garante e la magistratura, la grande cupola, ci dica se è costituzionalmente immaginabile che quello che è anche capo di uno stato estero – cui siamo legati da un trattato - può essere proposto dalle televisioni pubbliche e dalle, mentre rivendica il monopolio delle posizioni etiche ed ogni giorno scomunica, di fatto, la politica europea. Ma del Papa potrebbe anche non importarcene molto. Allora si faccia quel programma, sarei contento di sapere se poi oltre Benedetto Della Vedova ci sono altri che quel programma lo accettano veramente. Può darsi che in AN, Forza Italia e Udc ci sia chi lo possa accettare. Noi dobbiamo dire: c'è un programma. Il programma dell'Unione e del governo Prodi era di fare queste riforme: adesso queste riforme si fanno? Su questo c'è chi esce dalla maggioranza perché è conservatore dell'esistente e non vuole tali riforme? Benissimo, si vede con chi c'è d'altri, come in regime parlamentare, registrando pure nuove condizioni di governabilità del nostro paese”. Il pericolo del salto nel buio. “Se cade Prodi, elezioni subito, lo dice Fini, lo dice magari Prodi anche. Ma ora ci dovrebbero spiegare – anche la Confindustria - perché mai non viene fatto un ragionamento semplice: c’è un programma di riforme - noi suggeriamo queste - e ci sarà un appoggio del mondo imprenditoriale e sicuramente da certe componenti del sindacalismno ufficiale, avremo da sollecitare le opinioni di tutti gli enti internazionali che vengono ascoltati in questo caso e si proceda”.
    22:25 Durata: 9 min 27 sec
  • Il dibattito sulla riforma elettorale e le dichiarazioni di Fini

    Marco Pannella

    parlamentare europeo (Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l'Europa)

    Assolutamente d’accordo con Fini, si dice pannella. “Bisogna intendersi sul sistema francese, se al secondo turno ci va chi raggiunge il 12% oppure solo i primi due. Ma sono assolutamente d'accordo, anche perché a questo punto è diverso. Fini ha detto: “Come prima cosa propongo questo”. Noi invece avevamo sentito prima Fassino, poi D'Alema, anche Veltroni, non ricordo quanti. “Noi saremmo per il doppio turno alla francese, ma non è realizzabile”. Però sembra che tutti ritengano comunque che, pure se in alcuni momenti abbiamo dato posizioni che all'uno o all'altro sono gradite, quanto dicono i radicali non deve poter essere comunicato. Questo è un riflesso delle due gambe” dell’unica mafia partitocratica. L'attenzione di Monaco a Fini. “Non è la prima volta che con Monaco, Parisi – questi che una volta erano definiti prodiani – ci troviamo d'accordo. Poi però che succede? Che da quello che ci stanno raccontando, perfino l'esecutivo – tutto partitico – non viene mai ascoltato; Berlusconi e Veltroni vanno ospiti oltretevere nello stesso modo e non dicono cose molto diverse su nulla. Tranne il fatto che uno dice che bisogna far cadere Prodi ed andare a elezioni, mentre l’altro dice che bisogna fare prima le riforme. Mentre io sono assolutamente convinto che il meno peggio di gran lunga è il governo che duri tutta la legislatura. Poi vediamo che accade tra un anno o due”. Il possibile esito di una dichiarazione di sostegno a Fini. “La cosa più probabile è che siccome qualcun altro pure lo dirà, al massimo si dirà che “Pinco Pallino e anche Pannella sono d’accordo”. Mentre sanno benissimo, la stampa e molti dei loro opinionisti, che il nostro essere liberali e riformatori continua a resistere come proposte ed argomenti” di fronte a leggi che cambiano o dovrebbero cambiare così frequentemente, mentre “il vero problema italiano è che reggono solo le leggi che sono mefitiche e letali per lo stato, come l’obbligatorietà dell’azione penale”.
    22:35 Durata: 7 min 40 sec
  • I casi Forleo e De Magistris: se uno crede davvero alla missione, alla moralità di essere giudice, io capisco che ci possa essere un momento in cui arrivi l'esasperazione

    Marco Pannella

    parlamentare europeo (Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l'Europa)

    I provvedimenti di trasferimento del CSM nei confronti di Forleo e De Magistris. “Io ho una posizione che è un po’ quella che avevo su un altro argomento diverso, non ricordo se in occasione della questione dei “furbetti” o delle “vallette”, quando il Corriere della Sera sparò una marea di intercettazioni e telefonate. Io feci questa osservazione: se qualcuno può sostenere che fare questo è contro la legge, io – da nonviolento - avrei pubblicato tutto autodenunciandomi, perché è una di quelle situazioni in cui si ritiene di dover fare cosa molto grave, cioè non rispettare una legge in nome di una legge fondamentale scritta, se non in nome di principi morali soggettivi. Lo farei perché intanto è accaduto che un governatore della Banca d'Italia ed un mucchio di persone hanno dovuto pagare il far parte di quell’ambiente che è dominante nel paese da tutte le parti, ed alcune milioni di persone hanno potuto rendersi conto di quanto in genere è riservato a centinaia o poche migliaia di persone. Questo dissi allora”. “Ora io la Forleo non la conosco; mi sono poi ricordato che ci adirammo molto con lei quando aveva assolto Melluso che aveva denigrato e raccontato balle contro Tortora. Aveva assolto Melluso dicendo che le sue denigrazioni non avevano necessariamente a che fare con la verità giudiziaria, perché quella storica può essere altra. Poi mi ero dimenticato di questo piccolo “capolavoro” tecnico-giuridico. Non ho più seguito; ho ascoltato qualche dichiarazione che mi sembrava costituisse denunce molto precise. Per De Magistris la questione è diversa: fino a qualche tempo fa non era uno dei magistrati e dei pm particolarmente in buoni rapporti con i cronisti giudiziari. Opera in una realtà nella quale classe politica e classe mafiosa si confondono agevolmente ed in modo tremendo”. “In quella situazione io posso immaginare – pur non conoscendo ancora gli elementi in mano al giudice - che sia possibile che De Magistris abbia – per eccesso di passione – anche compiuto atti che sono riprovevoli da un punto di vista della legalità della procedura”. Se pure dalle carte risultasse abbia commesso errori, “ha riportato l'attenzione sulla realtà calabrese, lo ha fatto da magistrato che ha detto chiaramente che nessuno è esente qui – e forse nel paese - dalla corruzione, dalla criminalità, nemmeno noi magistrati. Se uno crede davvero alla missione, alla moralità di essere giudice, io capisco che ci possa essere un momento in cui arrivi l'esasperazione. Certo lui non ha le armi della nonviolenza, che si diffonderanno e diffonderemo”. “Arriverà ben presto un tempo in cui degli esponenti di governo, esponenti delle istituzioni, disperati delle condizioni, applicheranno il metodo nonviolento. Non credo che a De Magistris sia passato per l'anticamera del cervello quello ho pensato per la questione intercettazioni, cioè il fatto che io mi sarei autodenunciato dicendo di avere il dovere, rispetto alla legge, di violare quella specifica norma. Attendersi questo da De Magistris sarebbe profondamente ingiusto e sbagliato. Io credo che come cittadini bisognerebbe essergli grati e magari ce ne fossero altri”.
    22:42 Durata: 11 min 29 sec
  • Consiglio Generale di Bruxelles: un filo conduttore è stato il richiamo alla legalità, anche internazionale, di Martin Luther King.

    Marco Pannella

    parlamentare europeo (Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l'Europa)

    Il quadrinomio evocato al Consiglio Generale del Partito Radicale Nonviolento di Bruxelles e le idee di Martin Luther King sulla legalità. “Io ho detto due cose su Martin Luther King. Ho citato un suo intervento che ho ascoltato in occasione della celebrazione del trentennale della sua morte, dove ero stato invitato dalla chiesa battista. Disse: “Noi abbiamo la legge fondamentale, quella per cui si è costituito il nostro stato. Poi abbiamo delle norme per cui il nero non può andare a scuola, non può prendere l'autobus”. Poi in un altro libro dice: “E senza Socrate non saremmo a questo punto”. E aggiunge: “Noi dobbiamo disobbedire alle leggi per salvare la legge e la città”. Poi c’è un altro aspetto dei suoi interventi in cui mi riconosco totalmente, quando in polemica con i “Black Power”, diceva: “Guardate che quand'anche riusciste ad ottenere più di noi, magari arrivando al potere, poi il potere lo guidereste come coloro che avete combattuto ed anche peggio”. Popper e la sua posizione per la pace, contro il pacifismo. Un commento sul dibattito svoltosi a Bruxelles? “La mia personale valutazione è che questo convegno ha avuto dei non-superati limiti dovuti alle condizioni nelle quali organizziamo tali cose. Sono mancate altre presenze oltre a quelle importanti che c'erano. Credo che quello che doveva essere è un passo di maggiore determinazione di compiere questa scelta del “Primo Satyagraha mondiale” sulla pace. Credo che questo, oggi, diventi una cosa sulla quale saremo sconfitti e sulla quale la sconfitta sarà definitiva, oppure qualcosa che innoverà e rinnoverà anche la politica internazionale”. “Poi c’è stato un altro limite: come si fa a fare un convegno in quella sede, dicendo cose così straordinarie, almeno singolari con le cose malamente scritte, i miei interventi non preparati. Anche perché io non ho la grande scuola che Ingrao ha sempre magnificato, dicendo che bisognava cambiare i regolarmente delle camere che affidavano un tempo maggiore a chi parlava a braccio rispetto a chi aveva un intervento scritto”. E invece secondo Ingrao bisognava rovesciare questa regola, perché chi lo aveva scritto ci aveva ragionato, discusso su. “Paghiamo il fatto che tu dici queste cose e comunque non hai nessun ritorno, polemico, nulla. Europa ha tentato di dare un aiuto perché andasse diversamente”. Ma comunque “si ha la sensazione di parlare nel nulla. Se io faccio politica, emetto silenzio”. “Noi evidentemente apparteniamo ad una scuola di comunicazione orale che è, dice Ferrarotti, la comunicazione orizzontale. E' quella che su un territorio incontra tutto e tutti. E lui la attribuiva ad esempio a Giovanni Paolo II”. La contrapposizione con la “comunicazione verticale” di Papa Ratzinger. “Nessuno va dicendo: Rai tv è dovunque. Le voci cattoliche che non siano ufficialmente fregiate come generali, autorizzati, sono totalmente espunte, ignorate. Poi non parliamo dei laici. In fondo per l’Italia il capo dello Stato vaticano parla tutti i giorni, scomunica e insulta il paese, e non c’è nessuno che magari lo aiuti rispondendogli”.
    22:54 Durata: 15 min 58 sec
  • Si può riformare la maggioranza partendo dalle proposte sui temi economico-sociali

    Marco Pannella

    parlamentare europeo (Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l'Europa)

    Le maggioranze però si devono formare, secondo il leader radicale, sui temi economico-sociali. Le presunte posizioni liberiste anche nel centro-destra. “Questo pregiatissimo Montezemolo dice cose interessanti, le riforme le evoca, ma su tempi e modi mi pare dica poco anche lui. A Prodi direi: hai sempre detto che queste cose le avremmo dovute fare”. Poi un appello a tenere conto del ruolo di Bersani: “Ad un certo punto, durante le feste di Natale, siete della stessa regione, abitate vicino, diteci cosa volete fare. E la maggioranza sia coerente con questo. Noi proponiamo la formazione di una maggioranza di governo che si proponga, in sei mesi, di fare queste riforme”. “Poiché è chiaro che queste riforme non si potrebbero fare con l’Unione – che è stata dichiarata morte anche dalla sinistra arcobaleno - si tratta di vedere se si trovano le forze”. Sull'economia come sulla legge elettorale, occorrono proposte. “Una legge elettorale comporta assolutamente dei mutamenti istituzionali importanti, che sono tutti di stampo anglosassone, anche se dobbiamo ritenere che la ultima evoluzione della quinta repubblica francese sta assomigliando sempre di più ad un regime presidenziale che ad uno parlamentare, e dunque più vicino a un sistema anglosassone”. “Questo lo dissi già chiaramente – al Presidente della Repubblica - in occasione della prima crisi, quando mandammo all'aria quella specie di giuramento che lui avrebbe dovuto scrivere con il sangue, con l’Unione che allora diceva che l’unica cosa era respingere le dimissioni di Prodi”. “Dissi correttamente allora: si reincarichi Prodi”. “Ma gli altri avevano il terrore che questo avrebbe comportato un mutamento di programma ed una riforma della maggioranza”.
    23:10 Durata: 14 min 3 sec
  • Il voto sul decreto sicurezza e le contraddizioni vere, nel centrosinistra, sul piano della laicità

    Marco Pannella

    parlamentare europeo (Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l'Europa)

    Il fine settimana difficile del governo in aula, con Cossiga e Binetti protagonisti sul voto del decreto sicurezza. Nel decreto un riferimento errato alla normativa comunitaria. “Togliere però una legge a causa del riferimento sbagliato, sarebbe un precedente bellissimo”. “Basterebbe che qualche funzionario, qualche stenografo, sbagliasse volutamente una data od un articolo di una legge di riferimento e si prende e si cassa la norma votata”. “Credo che questo centrosinistra abbia delle contraddizioni serie e vere sul piano della laicità”. Ma non può parlare propriamente di Democrazia Cristiana, “che era laica”. “Uno come De Gasperi dovette ingoiare quell’art.7 perché Togliatti ed il giovane Andreotti non avvisarono alle due di pomeriggio De Gasperi che il PCI avrebbe cambiato d’improvviso posizione e avrebbe votato l'art.7”. E poi Pannella ricorda che “Rumor firmò – nonostante gli si chiedesse di dimettersi - la legge sul divorzio”. “Oggi invece abbiamo di nuovo una situazione pre-1870”. Dall'altra parte della coalizione, dall'Assemblea della Sinistra e degli Ecologisti, “si rimprovera al PD di avere una posizione non laica in materia di diritti civili”. Il voto della Binetti e la sua eventuale posizione in un sistema bipartitico. Luciano Pellicani e le origini pagane dell'Europa.
    23:24 Durata: 16 min 56 sec
  • Dal Kosovo a Israele: il Partito Radicale Nonviolento denuncia che le sovranità nazionali, anche assolute, sono sempre più pericolose a sé e agli altri

    Marco Pannella

    parlamentare europeo (Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l'Europa)

    La proposta rivolta dalla Presidenza del Senato del Partito di affidare a Pandeli Majko, già Primo Ministro albanese, la funzione di assicurare alla politica dei radicali per l'area dei Balcani una presenza e attenzione adeguate alla storia del Partito e alle nuove sfide. “Pandeli Majko ha oggi 40 anni, è stato già due volte Presidente del consiglio in Albania. È cristiano ortodosso in un paese a maggioranza islamica. È da 10 anni uno dei tre o quattro leader maggiori del partito socialista socialisti, oggi in tandem politico con Edi Rama, sindaco di Tirana che ha acquisito un enorme prestigio internazionale. Si è iscritto, quando aveva 24 anni, al Partito Radicale. Chiedere ed ottenere, da una personalità come questa…Pandeli Majko è oltretutto persona generosa, mite, onesta…Se ha accettato questo compito è perché si è reso conto quanto gravoso e difficile fosse. Abbiamo scelto lui, leader albanese che non è mai stato per la “grande Albania”, con grandi sintonie con i socialisti macedoni, il cui leader – oggi stanco e malato - è da anni iscritto al PRT. In più bisogna ricordare che l’attuale presidente kossovaro è iscritto al PRT. Avremo forse una posizione nella quale ci sarà la fiducia e l’amicizia per poter consigliare sui tempi e sui modi. Noi rivendichiamo con Majko questa storia di amicizia e vicinanza” con ex-Jugoslavia e dintorni. Il leitmotiv dell'analisi svolta a Bruxelles in occasione del Consiglio generale: “Stiamo attenti. C’è un ritorno delle realtà degli stati nazionali a sovranità assoluta: la conquista dell’indipendenza viene ancora vista come un diritto sacro. E allora le decisioni del partito sono queste: la ripresa quanto mai vigorosa nel denunciare che le sovranità nazionali, anche assolute, anche e per prima di Israele, sono pericolose a sé e agli altri. Un medio oriente in cui si continua a voler risolvere il problema imponendo ai palestinesi – attraverso la classe dirigente che è quella che è – uno stato nazionale a sovranità assoluta è una bestemmia, una irresponsabilità”. “Non mi stupirei che perfino i palestinesi, come ha confermato il popolo israeliano ancora quest'anno, siano per la rinuncia di questa sovranità assoluta, perché l'ingresso di Israele nell'UE vorrebbe dire innanzitutto questo”.
    23:41 Durata: 12 min 53 sec
  • Con il Dalai Lama dovremmo individuare un obiettivo del Satyagraha, grande e specifico, per il Tibet ed altre realtà, che sia raggiungibile

    Marco Pannella

    parlamentare europeo (Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l'Europa)

    D'accordissimo con l'iniziativa presa da Bruno Mellano e Benedetto della Vedova, anche se la richiesta era un tantino eccessiva, provocatoria, cioè che si dovesse far parlare il Dalai Lama nell'aula di Montecitorio. Io credo che si possa trovare facilmente la mia affermazione, di tutti quanti noi, in cui dicevamo che “premesso che Giovanni Paolo II – che possiamo amare molto – non lo avremmo mai invitato a parlare lì”...”. Il precedente della visita del Dalai Lama e le pressioni ricevute da Berlusconi e Letta che comunque lo ricevettero. “Oggi quello che ci impegna è il “Primo Satyagraha Mondiale” per la pace, rivendicando il diritto-dovere di farlo visto che cosa è il pacifismo e la zona grigia tra il pacifismo e noi. Uno dei punti che faremo anche in occasione delle Olimpiadi. Spero ci siano manifestazioni e marce in tutto il mondo ma anche scioperi della fame di ministri ed altri”. “Io ritengo che sia necessario questo aiuto laico, di laici e di credenti dunque, per sottolineare che forse lui [il Dalai Lama] ha commesso degli errori di valutazione. Con lui dovremo individuare un obiettivo grande e specifico, come quello che fu l'esilio di Saddam, relativo al Tibet e ad altri paesi contemporaneamente, che sia ottenibile. Sul quale per esempio si possa avvicinare gran parte della comunità internazionale ed anche nell'ambiente del potere cinese”.
    23:54 Durata: 6 min 31 sec
  • Conclusioni. La missione del Ministro Bonino in Romania e la sottolineatura di De Rita sul possibile ruolo delle “minoranze forti” in Italia

    Marco Pannella

    parlamentare europeo (Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l'Europa)

    Emma Bonino e la missione in Romania. Pannella conclude poi ricordando “una piccola chicca”. De Rita (Censis), presentando la sua relazione secondo la quale il Paese sarebbe ridotto a “poltiglia sociale”, ha affermato che l'unica cosa da fare sarebbe “puntare sulle minoranze forti”. “L'unico esempio che avrebbe fatto in conferenza stampa sarebbe stato quello della 'minoranza pannelliana'”. L'evento, ghiotto da un punto di vista giornalistico, non è stato ripreso da nessuno della stampa.
    0:00 Durata: 8 min 16 sec