16 DIC 2007
rubriche

Conversazione settimanale con Marco Pannella

RUBRICA | di Massimo Bordin - RADIO - 22:05 Durata: 1 ora 56 min
Scheda a cura di Guido Mesiti
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Puntata di "Conversazione settimanale con Marco Pannella" di domenica 16 dicembre 2007 condotta da Massimo Bordin con gli interventi di Massimo Bordin (direttore di Radio Radicale), Marco Pannella (parlamentare europeo, Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l'Europa).

Sono stati discussi i seguenti argomenti: Politica.

La registrazione video di questa puntata ha una durata di 1 ora e 56 minuti.

La rubrica e' disponibile anche in versione audio.
  • Introduzione

    Massimo Bordin

    direttore di Radio Radicale

    Il voto, in settimana, sulla moratoria delle esecuzioni capitali all’ONU. La visita del Dalai Lama in Italia ed il suo incontro con i radicali e con alcuni esponenti delle istituzioni della Repubblica.
    22:05 Durata: 1 min 45 sec
  • Appuntamenti e iniziative per la settimana entrante

    Marco Pannella

    parlamentare europeo (Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l'Europa)

    Martedì mattina tra le 9 e le 13 “un interessante dibattito su Rosario Romeo” alla Luiss. Dalle 16 poi, “appuntamento per chi crede con la diretta in audio-visivo, nel salone di Torre Argentina, delle votazioni sulla moratoria delle esecuzioni capitali dal Palazzo di Vetro dell'ONU”. “Domani sono a Genova per un dibattito su Altiero Spinelli che si terrà a Palazzo Ducale”, “dove si inizierà, spero, o si continuerà a discutere della politica di Spinelli e della continuità delle idee e della politica applicata ad oggi”. Mercoledì mattina un importante convegno, che si terrà soprattutto grazie al lavoro dei compagni di Radicali Italiani, sul tema “Magistrati, ministeri e la proposta di separazione dei poteri”. Ancora mercoledì, la sera, “alle 21 c'è il ventennale dell'associazione “Teramo Nostra”, al quale andrò perché – pensate un po' – sarò premiato. Nemo propheta in patria? Diciamo, profeta solo in patria”. “Il 20 dicembre è l'anniversario della morte di Piergiorgio Welby e allora segnaliamo che a Roma, presso la Biblioteca Angelica - già sede della più antica consorteria dell'aristocrazia nera, lì dove il sacerdote Romolo Murri prese posizione dicendo che si augurava di proseguire gli ideali di Cavallotti morto un mese prima in un duello – si terrà un evento organizzato dall'Associazione Luca Coscioni e da Mina Welby”. L'incontro, la settima scorsa, con Prodi e Bersani. Una riunione interna con i compagni radicali nella domenica pomeriggio.
    22:06 Durata: 11 min 22 sec
  • Il rilancio, assieme al Dalai Lama, dell'iniziativa transnazionale per il grande Satyagraha mondiale per la pace. La necessità che esploda un dibattito, anche interno.

    Marco Pannella

    parlamentare europeo (Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l'Europa)

    L’invito del Dalai Lama per un incontro di un paio di giorni: “La cosa va preparata, anche lì da loro, perché se noi faremo finalmente Grande Satyagraha di cui parliamo con lui da 20 anni, oggi è necessario che dalla posizione interessantissima sulla quale lui continua a insistere – ovvero non voglio l'indipendenza ma l'autonomia, che tuteli la realtà culturale, politica e civile di quei cinesi lì, i tibetani - a questo punto bisogna dire come si vuole organizzare l'autonomia per capire anche come trattare con Pechino”. “Andrei lì, con alcuni compagni, per fare una parte del Satyagraha, quella che riguarda sì il Tibet, ma in realtà anche gli Uiguri e tutta quella zona”. Proprio a proposito del Satyagraha, ed in particolare in merito al Manifesto della Sinagoga di Firenze, Pannella ricorda di aver “avuto una sorta quasi di ammirato consenso da parte dei compagni radicali ma in realtà senza mai che questo divenisse elemento di dibattito. Allora vorrei sottolineare che su Notizie Radicali, a partire da un intervento su questo di Valter Vecellio, abbiamo visto un piccolo saggio di Guido Biancardi e subito dopo un interessante lavoro fatto da Diego Galli, cercando di vivisezionare e l'essenziale da me evocato del Manifesto di Ventotene, e il testo del Manifesto della Sinagoga di Firenze”. “Dobbiamo andare lì e fare un patto, un accordo con il Dalai Lama, con un aiuto che diamo per passare dalla predicazione metodologica (autonomia, non indipendenza) ad una proposta che possa essere sostenuta da Pechino e da altre forze. Contemporaneamente, perché non rimanga una cosa astratta, abbiamo un alto rappresentante del Partito Radicale Nonviolento che è stato Presidente del Consiglio albanese. Dobbiamo far sì che lui abbia i mezzi, gli strumenti tra due settimane, per poter esercitare questo compito”. “Dovremo partire con una comunicazione a tutti i parlamentari balcanici e dintorni, che c’è questa assunzione di responsabilità all’interno del PRT”. “A questo punto poi diviene urgente affrontare la situazione in Medio Oriente. Dobbiamo incardinare il dibattito, che dovrà esplodere anche qui, sulle nostre soluzioni per il punto più critico – in questo momento – per la pace, quello individuabile in Medio Oriente”. Gli incontri radicali, in settimana, con il Dalai Lama. “Il governo è di buoni a niente anche in questo campo”. Quanto alla differenza con l'ex premier Berlusconi - che invece incontrò il Dalai Lama – Pannella afferma che quella “è una delle due cose che lui può ascrivere come fatto positivo alla sua esperienza presidenziale, assieme alla nomina di Emma alla Commissione”. Il racconto e l'atmosfera dell'incontro con la delegazione radicale composta da Pannella, Mellano, Della Vedova, Cappato; “tutti quelli che lui vede negli aeroporti ed in questo viaggio appartengono alla stessa realtà”. Le foto di Mihai Romanciuc.
    22:18 Durata: 13 min 27 sec
  • Pannella a Prodi: “se da gennaio non si ricomincia con le grandi riforme è un suicidio, come è un suicidio se non cambia l'atteggiamento nei confronti dei radicali”.

    Marco Pannella

    parlamentare europeo (Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l'Europa)

    “Letteralmente, un giorno dissi: sarò l’ultimo giapponese dell’utopia prodiana. E dissi pure: il primo che si metterà a sorridere e ridere sarà proprio Prodi, essendo noto che nella sua identità non è uomo di utopie ma di realismo”. Pannella ha poi ricordato l'esclusione delle liste Coscioni, poi le difficoltà per iniziare il referendum: “Ci continuano a ritenere un corpo estraneo. Ho incontrato Prodi e gli ho detto che questa storia deve finire, altrimenti è un suicidio. E’ un suicidio se a gennaio non si ricomincia con le grandi riforme, ma è un suicidio pure se non cambia atteggiamento verso i radicali”. Il leader radicale ha prima incontrato il Ministro dello Sviluppo Economico Bersani. Pannella ha accennato al premier anche della questione Centro d'Ascolto. “La verità è semplice. Hanno cercato di fare fuori, iniziando proprio da quel gruppetto venuto all'onore delle cronache (Cattaneo, Bergamini), dopo 13 anni in cui il CdA era considerato la struttura più valida e collaudata per un lavoro allora tecnologicamente perfetto e per la libertà di fare davvero ricerca scientifica – bene da allora lo hanno voluto farlo fuori”. “Avant’ieri abbiamo dovuto mandare le lettere di licenziamento che dovrebbero preludere alla chiusura del CdA, ma per me no. Per me è qualcosa di cui sentiranno parlare e voglio che questa cosa venga riparata”. Poi si torna alle riforme: “Io chiedo, suggerisco, due cose: che si faccia l’annuncio che si passa a grandi riforme calandarizzate. Il che comporta un lavoro impegnativo con i Presidenti della Camera e del Senato, che potrebbero essere indotti a fare in modo più integrale – non voglio dire più integro – le loro funzioni di presidenti del Parlamento”. A proposito di questione economiche, Pannella in settimana ha fatto la prima pagina del Corriere della Sera con quella che è stata ribattezzata una “profezia”, quella sull’ingresso di Soros nella questione Alitalia. “Il problema non è quello della compagnia di bandiera, anche perché poi la bandiera rischia – tra poco – di finire nel guano. La Svizzera non ha più una compagnia di bandiera, non l’ha più il Belgio che pure a Bruxelles ha uno scalo importante”. Il leader radicale poi racconta come la notizia sia venuta fuori, da un incontro casuale in Translatantico con il giornalista Verderami. “Ho detto solo che tra mezz'ora qualcosa si sarebbe saputo o meno sull'entrata in gioco di Soros”. Ma Pannella ricorda di non essere della scuola di pensiero per cui “purché si parla di noi, va sempre bene”. “Rispetto al trattamento normale, comunque, posso anche sopportare e sorridere. Verderami però è indubbio che ha annotato che, avendo noi dei rapporti buoni con Soros, ha pensato potessi celare qualcosa su questo”. Rutelli e le anticipazioni su una compagnia orientale, oggi sembrerebbe di Singapore, dietro la quale ci sarebbe Soros.
    22:31 Durata: 11 min 1 sec
  • L'iniziativa radicale sulle unioni di fatto e la posizione radicale sulla riforma costituzionale, istituzionale e dunque elettorale

    Marco Pannella

    parlamentare europeo (Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l'Europa)

    L'iniziativa radicale sulle unioni di fatto. “Hanno convocato per una seconda volta una manifestazione in Campidoglio sull'iniziativa partita da Radicali Roma sul registro delle unioni civili, con tutte le associazioni che avevano aderito la scorsa volta e che questa volta hanno loro promosso l'appuntamento, con una sola associazione che guarda caso manca tra la lista delle promotrici, quella dei Radicali Roma”. “Bisogna riformare questo comportamento antropologico, strutturale, stupidamente fascista ma gravemente impoverente della politica nazionale”. Stesso atteggiamento che impedisce di sottolineare un atteggiamento radicale sulla legge elettorale che potrebbe certamente fare notizia: “Noi siamo dei “piccoli” - tutti dicono che sono i piccoli il pericolo e che sono loro ad avere paura della riforma di Veltroni della legge elettorale – ma con una differenza. Noi abbiamo sempre detto che vogliamo una riforma non in base ai nostri interessi, di piccoli o grandi che siamo, ma vogliamo la riforma istituzionale, costituzionale e quindi anche elettorale che si ispiri ai modelli che, dopo due secoli, risultano quelli attualmente vincenti”. Valdo Spini ha ribadito di aver già depositato un progetto di legge per il doppio turno alla francese. “Tutti quanti hanno detto 'saremmo per il modello francese ma preferiamo il tedesco spagnolizzato'”. Alcuni compagni socialisti rimarranno forse “sorpresi” di questa iniziativa di Valdo Spini. “Perché dimenticano che, grazie al fatto che Bettino aveva voluto divenisse vice segretario effettivo Martelli, 52 parlamentari socialisti aderirono alla lega per l’uninominale secca che avevamo fatto. Ricordano altre cose del 1918, quando anche Sturzo era ancora per il proporzionale”. “Ma su questo non lo hanno fatto il titolo. Su Soros ci hanno fatto il titolo, ma sul fatto che noi riteniamo che la proposta vincente di un paese sia quella che unisca anche il presidenzialismo, non possiamo continuare a tollerare questa situazione”, nella quale “non c’è manco mezza riga sulle cose per le quali siamo profondamente ancorati nel paese, sui referendum sui quali abbiamo avuto il 90% del consenso dei cittadini”.
    22:42 Durata: 6 min 32 sec
  • La situazione del gruppo parlamentare della Rosa nel Pugno e il rischio di una posizione sfascista dei socialisti sul governo

    Marco Pannella

    parlamentare europeo (Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l'Europa)

    Le dichiarazioni di Villetti e le vicende del gruppo. “Io credo che a questo punto domattina farò mettere sui siti la lettera che noi abbiamo mandato, con la nostra posizione, a Boselli, Villetti ed anche i socialisti costituiti o costituendi, ed anche la risposta che abbiamo avuto. Nella sostanza noi abbiamo risposto che siamo sicuri che la Rosa nel Pungo viene dopo il Partito Democratico e dopo la Costituente Socialista – e questo apparirà rapidamente - i socialisti invece avevano in un primo tempo detto di chiamare il gruppo “Socialisti e radicali della Rosa nel Pugno”. Gli abbiamo fatto notare che mancavano gli aggettivi liberali e laici. Ma loro hanno risposto che quelli sarebbero stati “attributi politici””, non nomi di partiti. “Noi possiamo accettare pure “Rosa nel pugno - socialisti e radicali”, siamo disposti a subire anche questa proposta per collaborare sin da subito. La subiamo ma la rendiamo pubblica. Allora ci è arrivata una lettera nella quale c’è un’altra proposta di mediazione: la proposta è di chiamarla “socialisti” e segue poi il nostro nome – e noi ci chiameremmo come ci pare -, con “RnP” tra parentesi. Noi siamo disposti a subire anche questa mediazione, ma meglio togliere in questo caso quella sigla tra parentesi. Allora ci hanno proposto “Socialisti e Radicali – RnP”; noi, anche di fronte all'alternativa di scioglierci e finire nel gruppo misto, siamo disposti ad accettare”. In pochi, tra i socialisti, hanno deciso di rispondere alla necessità di riunirsi esplicitata dai radicali. Dai giornali sembrerebbe che i socialisti chiedano la crisi del governo. “Questa è una posizione sfascista, purtroppo. Lo dissi nella legislatura del primo governo Amato ('92-'93): uno scioglimento delle camere all’inizio del loro lavoro, prima dei due anni, è un atto di dissipazione, distruttivo, perché poi si ricomincia con le elezioni ed altro. A me risultava che, finché eravamo stati assieme, i compagni socialisti avevano auspicato che il Presidente della Repubblica accogliesse le dimissioni di Prodi e gli desse un nuovi incarico per aggiornare programma e maggioranza”. “Ora invece i compagni socialisti sono mossi quasi tutti, come una tarantola, dall’“elezioni subito, elezioni subito””.
    22:49 Durata: 11 min 47 sec
  • Il voto sulla moratoria di mercoledì e l'operato, anche internazionale, di Radio Radicale.

    Marco Pannella

    parlamentare europeo (Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l'Europa)

    “Grossomodo la previsione è che il voto possa esserci tra le 16 e le 18 italiane” di martedì. “Ripeto: tutti coloro che ci ascoltano, compagni e compagne, amici di altri partiti e parlamentari che vogliano venire nel salone del Partito Radicale, saranno ben accetti per vedere in tempo reale l’esito del voto”. “Tutti sono ben accetti coloro che vorranno venire”. L'operato di Radio Radicale anche sullo scenario internazionale, in Marocco ma anche a Libreville. “Una quantità ed una qualità di eventi davvero straordinaria”. Bordin sottolinea i costi di tutto ciò, ma anche “il successo incontestabile del sito Radioradicale.it”. “Mentre – replica Pannella - abbiamo un problema, dobbiamo reimpostare radicalparty.org. E' un miracolo quotidiano di Mihai, ma è cosa da rottamare. Non abbiamo i mezzi finanziari ma bisognerà che Mihai abbia il sostegno di una riforma, perché si avvicini un po' al sito di Radio Radicale, che in effetti è molto rinnovato”.
    23:00 Durata: 3 min 48 sec
  • I licenziamenti ed il rischio chiusura del Centro d'Ascolto

    Marco Pannella

    parlamentare europeo (Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l'Europa)

    La situazione finanziaria del Centro d'Ascolto. “Trenta licenziamenti al Centro d'Ascolto è il risultato, dal 2003 ad oggi, di un tentativo manifesto di sgombrare il mercato dall’unico centro in condizioni tecnologiche e culturali per svolgere certe indagini”. La vicenda è peggiorata dopo una battuta di Pannella: “Avevo detto che per esempio noi siamo gli unici in condizione di monitorare o no i tetti pubblicitari, perché ero convinto che su questo avremmo trovato chissà che cosa. E infatti c'è un primo richiamo da Bruxelles”.
    23:04 Durata: 2 min 55 sec
  • La riforma dei comportamenti nei confronti dei radicali inizia dal sanare la situazione inspiegabile dei senatori nominati al posto degli eletti

    Marco Pannella

    parlamentare europeo (Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l'Europa)

    “La riforma del comportamento tenuto nei nostri confronti, da fare adesso, come dono di Natale, si può giudicare iniziando anche dalla riforma della situazione in Senato”. “Il Senato è punto ossessivo della crisi di tutto quanto. A questo punto è pacifico che vi sono 3-4 voti che arrivano a sostenere la maggioranza, al posto di quelli della destra ma anche al posto della sinistra estrema raggiunge la destra sulla politica del “tanto peggio, tanto meglio”. Ma come si spiega? Per miracolo il governo non è cascato, perché ci sono i nominati e non gli eletti”. “Andando al Senato ci sarei andato solo perché ho l'impressione che certe situazioni laiche, che sembrano tutte quante interne a Berlusconi, non ci giurerei che questa situazione non potrebbe cambiare al Senato, in base a consuetudini ultradecennali di lavoro comune, con questi senatori laici, repubblicani, socialisti, liberali, che adesso sembrano desiderosi di far parte del Popolo delle Libertà”. L'esempio di Del Penino, cui “va dato il riconoscimento di aver fatto quello che nessuno di sinistra ha fatto denunciando quello schifo di legge sulla fecondazione assistita”. La situazione è inspiegabile al Senato anche se si pensa al fatto che “tutti lo sanno, a quei livelli, che da prima di Rutelli si è detto che servono nuove maggioranze per le riforme economiche. Che tanto al Vaticano ci pensa sempre più anche Ratzinger”. Il problema è di salvare il nostro paese, innanzitutto affrontando la questione dei 70 milioni di lire di debito che gravano sul bambino che nasce questa notte; “questo è il sintomo vero del degrado”. “L’Italia è degradata non è declinante, la cosa è più grave. Allora bisogna affrontare il degrado, con radicalità, e la radicalità è stata propria del centro radicale della Terza Repubblica francese”. Le parole di “Murri che rimproverava a Turati: 'Siete tutti dei mercanti di paradiso'. Bisogna avere la forza programmi radicali, ma opportuni”. “Il posto nostro, quando si fossero liberati da noi, viene subito acquisito da Ignazio Marino. Loro hanno bisogno di distruggere queste esperienze di governo delle cose con chiarezza di principi ed esperienze. Che lui sia un credente coerente, che lui sia qualificato – ed infatti c'è grande rispetto anche dall’Avvenire che sottolinea il suo prestigio scientifico - poi in realtà hanno messo la Binetti nell'esecutivo del PD e Marino, presidente di Commissione e stimato da tutti, invece no”. Il “rischio Agnago” per Bossi, nell'eventualità il leader del Carroccio fosse poi guidato dal suo realismo.
    23:07 Durata: 15 min 28 sec
  • Il dibattito sull'Europa e la politica estera di Sarkozy

    Marco Pannella

    parlamentare europeo (Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l'Europa)

    La presenza politica sempre più forte, in Europa, del Presidente francese. “Sarkozy fa la politica di influenza, come la Russia, come Putin. Si torna ad una realtà europea nella quale” agiscono “tre o quattro grandi potenze”. “La Francia cerca l'intesa con la Russia contro la Prussia e l'impero Austro-Ungarico; questi ultimi hanno buoni rapporti con l'Inghilterra perché è alle spalle della Francia. Poi Sarkozy, con l'Unione Mediterranea, fa politica di protettorato, di prestigio, evitando magari che si riuniscano gli stati democratici” del Nord Africa. “Non ho mai pensato che Sarkozy fosse banale, o che fosse fascista – anche perché nemmeno Mussolini sapeva sarebbe diventato fascista - ma oggi quello che sta accadendo – il fatto che il nostro governo abbia firmato con tranquillità questo pseudo-trattato, non mi fa contento. Una riserva andava fatta. E andrei oltre: c'è un ottimo lavoro di Virgilio Dastoli: quando i Parlamenti dovranno ratificare questa cosa, lo facciano con una riserva, secondo la quale se non si progredirà nella direzione del rafforzamento europeo calendarizzato, allora alcuni – 10, 12 paesi – potranno farlo loro”. Il problema dell'Europa orientale sottoposta alle pressioni di Putin.”Abbiamo un'Europa che invece di essere entusiasta, ha questi paesi che, proprio perché hanno aderito, non possono nemmeno fare quello che facemmo noi con la Ceca. Sono costretti a vedersela, singolarmente, con la Russia di Putin”. La profezia di Spinelli sul difficile consolidamento democratico. Le transizioni difficili vissute ad est e promosse con l'aiuto di Soros e Freedom House. “Quella è area Soros, ma con l’apporto specifico di quello che è stato Presidente di Freedom House. Loro hanno messo nero su bianco tutto un lavoro di riflessione sulle tecniche nonviolente. Ed è servito, perché ha funzionato per far crollare i regimi fradici, ma il problema è quando gli stessi sono andati a governare”. Materiale che “per noi può essere prezioso. Per andare dal Dalai Lama” e concepire “obiettivi che consentano di dire a Pechino “si” o “no” non ad una idea, ma concretamente a delle proposte che gli vengono fatte. E questo diventa più difficile per Pechino. Adesso Marco Perduca e Marco Cappato vedranno nei prossimi giorni questi amici di Freedom House” per vedere la situazione di questo “materiale didattico” “per rafforzarci sul piano operativo”.
    23:23 Durata: 16 min 35 sec
  • Il legame tra politica e giustizia

    Marco Pannella

    parlamentare europeo (Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l'Europa)

    Le dichiarazioni di Berlusconi sui senatori. “I fatti o le interpretazioni dei fatti sono entrambi gravissimi e vanno accertati”.
    23:39 Durata: 6 min 16 sec
  • La riforma elettorale

    Marco Pannella

    parlamentare europeo (Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l'Europa)

    “A me il sistema elettorale francese a doppio turno – con il 12% di sbarramento o con solo i primi due che passano - va bene, ma non va bene quando la repubblica è parlamentare e non presidenziale”. L'evoluzione odierna in Francia. “Oggi nella evoluzione delle cose, se non accade – come diceva Loris Fortuna – che entra nella culla un bel bambino con la legge elettorale francese, e poi esce un mostro senza il 12%, etc. etc.”. La posizione di Fisichella, in passato – sulle colonne de Il Tempo - per il maggioritario alla francese.
    23:45 Durata: 4 min 4 sec
  • L'anniversario della morte di Welby

    Marco Pannella

    parlamentare europeo (Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l'Europa)

    “Una bellissima dichiarazione del nostro amico, sottosegretario alla giustizia, Luigi Manconi”, secondo il quale “quest'anno ha continuato ad essere determinato dalle conseguenze della battaglia politica che Welby ha voluto. Welby è andato avanti, con i suoi compagni, fino ad aver incardinato i problemi politici che vanno dal testamento biologico a tutta questa serie di cose”. “A proposito di cose molto belle, segnalo il libro di Covatta, “La legge di Tocqueville, come nacque e come morì la riforma della Prima Repubblica italiana”, casa editrice Diabasis”. La rubrica di Covatta sul Corriere della Sera sul mercato del lavoro. “Covatta è qualcosa di molto diverso da Acquaviva” ma, assieme anche a Russo Spena, vengono tutti dall'MPL. Personaggi comunque diversi, “anche perché Covatta, in un silenzio apparente, ha continuato ad essere attento. Ha pagato lo scotto – in fondo – della sua serietà e del suo rigore. Non mi pare sia tra i più decantati candidati a far parte della classe dirigente del Partito Socialista”.
    23:50 Durata: 4 min 55 sec
  • Conclusioni

    Marco Pannella

    parlamentare europeo (Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l'Europa)

    Le segnalazioni per la settimana entrante: il voto sulla moratoria e la diretta dal Partito; la presentazione del libro di Giulio Tamburrini; la riunione del Senato del Partito Radicale Nonviolento ed un possibile viaggio in Israele; il convegno su Rosario Romeo.
    23:54 Durata: 6 min 23 sec