30 DIC 2007
rubriche

Conversazione settimanale con Marco Pannella

RUBRICA | di Massimo Bordin - RADIO - 22:07 Durata: 1 ora 48 min
A cura di Guido Mesiti e Pantheon
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Puntata di "Conversazione settimanale con Marco Pannella" di domenica 30 dicembre 2007 condotta da Massimo Bordin che in questa puntata ha ospitato Massimo Bordin (direttore di Radio Radicale), Marco Pannella (parlamentare europeo, Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l'Europa).

Sono stati discussi i seguenti argomenti: Politica.

La registrazione video di questa puntata ha una durata di 1 ora e 48 minuti.

Questa rubrica e' disponibile anche nella sola versione audio.
  • Introduzione

    Massimo Bordin

    direttore di Radio Radicale

    Il viaggio di Marco Pannella per incontrare il Dalai Lama; Lamberto Dini ed i suoi sette punti programmatici; la vicenda degli 8 senatori.
    22:07 Durata: 1 min 8 sec
  • L'incontro con il Dalai Lama: “Con qualche giorno d'anticipo abbiamo iniziato il Satyagraha mondiale”. Pannella dà un “giudizio politico molto positivo” della missione e del colloquio.

    Marco Pannella

    parlamentare europeo (Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l'Europa)

    “Con Matteo Mecacci abbiamo fatto il conto: su 100 ore, 60 le abbiamo trascorse in viaggio”. “Sul piatto della bilancia abbiamo quindi un’ora di riunione con il Dalai Lama – già concordata il 14 dicembre a Roma – e 45 minuti con il primo ministro da una parte, e 100 ore, di cui 60 di viaggio, dall'altra parte. Questo ci ha portato con maggiore consapevolezza a dare un giudizio politico, un giudizio politico molto positivo”. “Devo dire che l'accoglienza è stata più che calorosa, credo di dover usare il termine “molto affettuosa”. Per onore mi tiene per mano e mi dice che questo lo fa solo con due, tre persone”. Mentre il Dalai Lama spiegava la sua posizione, “autonomia e non indipendenza del Tibet, non chiedere privilegi per i tibetani ma diritti per i cinesi, poi spiegava che questo era il modo migliore di farlo perché avrebbe permesso all'opinione pubblica internazionale” di avvicinarsi, “ma lo spiegava con tanta pretesa real politik – non tanto insistendo sui valori - che io gli ho detto: 'Però Sanità, sono venuto qui e mi pare di sentire Machiavelli e Von Clausewitz'. Ci sono stati momenti scherzosi. Lui ha questa tempra”. “Importante questo suo insistere sul fatto che non esista nessun altro soggetto politico al mondo, nemmeno in India, che abbia Gandhi e la nonviolenza come vissuto reale e di lotta. La moratoria, ha detto il Dalai Lama, ne é stata una riprova per molti”. “Abbiamo registrato una effettiva disponibilità e attesa per vedere come si organizza questo Satyagraha”. “Con qualcosa che è più di una battuta: con queste 60 ore di viaggio per un'ora di colloquio abbiamo iniziato, con qualche giorno d’anticipo, il Satyagraha, che in fondo è qualcosa che si auto-forma. Si chiarisce la direzione di marcia, l'obiettivo, e poi all'interno di questo non c'è il digiuno e basta, ma la pienezza di impegno politico”. “Subito con il primo ministro occorrerà dedicarsi ad organizzare a tamburo battente un seminario di docenti universitari ed esperti, che loro non fanno da almeno 6-7 anni, esperti della situazione cinese. Questo perché hanno accettato il mio discorso: dopo anni di colloqui con i cinesi non vi è stato nulla di positivo. Occorre ora rendere pubbliche le proposte e gli obiettivi. Hanno accettato l'idea che occorre avere al più presto che la comunità internazionale, ed anche quella scientifica, abbia la possibilità di arricchire le proposte tibetane”. “L'ultima volta ci eravamo rivisti con il Dalai Lama a Strasburgo; in quella occasione avemmo anche qualche momento polemico, perché sulla possibilità di partecipare e promuovere lui un Satyagraha sotto la forma di sciopero della fame ed altro, lo trovavo molto raffreddato. Credo di averlo invece ora trovato intellettualmente e psicologicamente pronto a vedere come questa cosa può configurarsi, in modo tale che ci sia un loro apporto, importante per noi e per l'ampiezza della cosa”.
    22:08 Durata: 13 min 53 sec
  • Le argomentazioni radicali sulla sovranità nazionale assoluta “iniziano a farsi strada”; la possibile collaborazione tra Partito Radicale e Governo. Le ricadute, già oggi, dell'approvazione della moratoria.

    Marco Pannella

    parlamentare europeo (Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l'Europa)

    Le argomentazioni radicali sulla sovranità nazionale assoluta “iniziano a farsi strada”. Oltre ad alcuni articoli di stampa sulla crisi insostenibile di stati nazionali imposti 60 anni fa, Pannella parla di un possibile “avvicinamento” anche con il governo, dopo che la gestione della moratoria ha spinto D'Alema a dichiarare che “questa intesa e collaborazione tra Partito Radicale e Governo - lui ritiene - non ci sia motivo che si limiti alla gestione del risultato strappato con la moratoria”. Le ricadute, già oggi, della moratoria, a partire dagli Stati Uniti. Pakistan. “La verità è che questo stato, che ha la bomba atomica, con questo generale che teoricamente dovrebbe controllare così bene la sua realtà, in realtà poi si scopre che vi sono regioni le quali, con la quiescenza del Presidente, sono amministrate dai Talebani. Si torna dunque al problema della pace e della polveriera che oggi rappresenta una buona parte del mondo. Non più solo nel Vicino Oriente. Il problema dell'intervento urgente per attaccare strutturalmente alcune situazioni di forza dello stato nazionale a sovranità assoluta”.
    22:22 Durata: 8 min 55 sec
  • Il trattato di Lisbona è un passo indietro in termini di unità politica dell'UE. Contro l'Europa delle patrie occorrerà che maturi qualche problema di chiarezza di indirizzo generale anche da parte del Governo.

    Marco Pannella

    parlamentare europeo (Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l'Europa)

    “Occorre confrontarsi con l'Europa delle patrie, che tra un po' rischierà di generare un grosso conflitto per il Kosovo. Che come al solito è una scusa, come tradizionalmente, per Mosca per fare polemica con Parigi, e degli altri con altri ancora”. In questo senso è sottovalutata da molte parti “l'insistenza del Presidente Napolitano per dire che l'Europa politica deve essere rilanciata come tale”. “Una posizione un po' diversa da quella del governo”. “Se ne parlava anche con Emma Bonino: occorrerà che su questo maturi anche qualche problema di chiarezza di indirizzo generale, che si riscontri in termini di opinione pubblica”. Il ruolo del Ministro radicale: “Tutti sono d'accordo nell'affermare che l’unica voce positiva del bilancio italiano sia quella delle esportazioni italiane”. “Subito occorrerà escogitare dei meccanismi, come quelli proposti del federalista Dastoli, suggerendo che si subordini la ratifica di questo trattato-papocchio a dichiarazioni secondo le quali si intende perseguire, a latere di questa non-costituzione, un processo costituente di rilancio politico dell’Unione Europea. Una clausola che potrebbe accompagnare la firma dei Parlamenti e dei governi”. “In passato non era mai accaduto che un trattato, una convenzione, rappresentasse un passo all’indietro in termini di unità politica dell'UE. Questa volta invece indubbiamente è accaduto. Quando Emma lo riterrà opportuno, occorrerà che la nostra presenza, la nostra impostazione”, si facciano sentire.
    22:31 Durata: 5 min 13 sec
  • La polemica radicale con il pacifismo: la necessità di recuperare la battaglia internazionalista dei socialisti e kantiano-liberale per la pace. Satyagraha è per il momento l'unico intervento strutturale ad essere individuato in una situazione strutturalmente creatrice di conflitti.

    Marco Pannella

    parlamentare europeo (Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l'Europa)

    Il tema della pace e la polemica radicale con il pacifismo. La necessità di recuperare la battaglia tradizionale per la pace, “quella internazionalista dei socialisti e kantiano-liberale”. Hilferding, autore di un saggio fondamentale sul capitale finanziario, fu il primo a preconizzare la fine della “sovranità illimitata” dello stato nazionale, poi ripreso nel “Programma di Heidelberg” del 1925 dalla SPD, che oltre a rigettare la “deificazione dello stato nazionale” inserisce l’obiettivo dell’unità economica europea e degli “stati uniti d’Europa”. Temi quindi molto presenti già in passato e che – secondo il leader radicale - “lo saranno ancora di più”. “Quando alcune idee iniziano a circolare, poi si muovono non con un incedere lento, sono piuttosto cose che muoiono oppure esplodono”. L'esempio di Israele, che ha la sovranità assoluta ma non resisterebbe un anno senza un rapporto di sostegno, anche economico-finanziario, degli USA”. Il “costo della militarizzazione” del paese. “ “Sembra semplicistico ma lo ripeto: nessuno stato europeo può oggi mettere in conto di fare una guerra anche difensiva. Anche in Medio Oriente andare avanti sperando – attraverso la supremazia militare – di riuscire ad avere una prospettiva di avvenire non esiste”. Il possibile stravolgimento del contesto se Israele divenisse parte dell’Unione Europea, e se quello 0,9% della popolazione del Medio Oriente divenisse una parte dei 450 milioni di Europei. “Israele è Europa come il Marocco, come la Turchia. Un’eventuale adesione renderebbe un po’ ridicole le minacce di Teheran”. “Nel momento in cui si togliesse ad Israele la parte di stato unicamente ebraico, è chiaro che tutta la parte razzista, anti-israeliana perché anti-ebraica, ne uscirebbe molto indebolita”. Fondamentale sarebbe che si realizzasse “una situazione nella quale si inizia a dire che se lo stato palestinese sorge come stato - e non con le garanzia fondamentali di una democrazia, come diritto di tutte le palestinesi e i palestinesi – allora sarebbe una sventura per il popolo, se questo viene recepito anche in quell’oncia di classe dirigente che si è formata”. La necessità di dare concretezza all'incarico radicale di Pandelj Majko nei Balcani. Per il Partito Radicale “la direzione di marcia è tassativa: la riorganizzazione federalista delle realtà regionali”. Pannella fa l'esempio di Strasburgo, che da “luogo dell'assassinio quotidiano della convivenza tra Germania e Francia, è divenuta europea, il luogo in cui si sente di più pulsare la patria europea e non l'Europa delle patrie. Mentre - non è un caso - che a Bruxelles, la sede di tutte le burocrazie, si abbia il Belgio che sta crepando. L'assenza dell'Europa dà forza a vecchi riflessi nazionalistici”. “Oggi tranne il veto russo, il punto di partenza della comunità internazionale è quella di accettare la dichiarazione di indipendenza del Kosovo”. “Non dovrebbe essere impossibile, nel momento in cui la classe dirigente kosovara si convince dell'esistenza di uno schieramento di una qualche forza a favore della strategia dell'indipendenza, forse convincerli a gesti un tantino clamorosi e scandalosi nel senso positivo di apertura di dialogo con la quota serba del Kosovo. E' un tentativo che faremo”. “Satyagraha è per il momento l'unico intervento strutturale in una situazione strutturalmente creatrice di conflitti che viene individuato. Tutte le altre sono vie diplomatiche da trovare”. “Se la pace è messa oggi in causa, occorre mutare la situazione strutturale. Lo ripeto: Turchia, Israele, Marocco, il sud Mediterraneo che fa a pieno titolo dell’Unione Europea, come ne fanno parte i paesi che dall’altra parte si affacciano sul Baltico”.
    22:36 Durata: 22 min 51 sec
  • Gli sviluppi della situazione in Iraq e l'errore di fondo di aver voluto imporre una guerra con argomenti menzogneri, per timore pure della riuscita dell'esilio di Saddam. La posizione di Pannella sulle elezioni presidenziali.

    Marco Pannella

    parlamentare europeo (Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l'Europa)

    Gli sviluppi della situazione in Iraq: “lo dicevamo anche con Daniele Capezzone tre anni fa: non si può solo vivere all'unisono con gli scoppi suicidi, senza andare a vedere cosa sta succedendo d'altro. Le elezioni ad esempio furono un segnale positivo”. “Il problema è l'errore di fondo di aver voluto imporre una guerra con argomenti menzogneri. E anche per timore della riuscita dell'esilio di Saddam”. Le elezioni in USA: “allo stato dell'arte, malgrado tutto, voterei Hillary. Ma si tratta di comprendere quanto nei prossimi mesi Obama riesca a formarsi una esperienza più matura”.
    22:59 Durata: 5 min 8 sec
  • Sugli 8 senatori eletti ma non nominati, la stampa propone solo l'argomento della “convenienza” per la maggioranza. Ma uno stato non si regge se nessuna regola conta, se anche la grande stampa rinuncia a fare informazione.

    In Italia il Senato è al centro dell'attenzione. Pannella parte dalla questione degli 8 senatori: “Nemmeno l'ipocrisia di dire che è giusto, in termini di diritto, che al posto dei nominati ci vadano gli eletti. Il discorso è: aumentano i voti del centro-sinistra, si rafforza la maggioranza. Non accetto che questo sia il primo argomento”. “Il problema è che la stampa tende a proporre solo l’argomento della convenienza che ci sarebbe, per il governo, con l’entrata a Palazzo Madama dei senatori radicali. Ma allora lo dico anche a loro: annatevene a mori’ ammazzati. Non regge uno stato, una società nazionale, quando non esiste nessuna regola che conti e quando anche la grossa stampa di un paese – che su questo non credo si trovi ad avere condizionamenti legati a forze finanziarie ed altro – rinuncia a fare informazione”. Le lettera di Cicciomessere sulle sette proposte contenute nella lettera aperta di Lamberto Dini. “Una lettera che mi convince molto. Cicciomessere spiega come si tratti di vedere intanto se tali proposte sono integrate o meno, da altro. Ho deciso di mandare questa lettera a tutti i ministri e parlamentari, oltre che alla stampa, perché anche questa è una storia nostra, antica, quella di stare attenti agli ultimi. Oggi invece sembrerebbe che sia Rifondazione ad essere attenta al processo di pauperizzazione dei ceti medi”. “Martedì ho lanciato ufficialmente la richiesta di una informazione rapida e congiunta con i liberaldemocratici di Dini. E insisto: qualche risposta mi pare di già positiva ma un po’ generica c’è stata, anche se Dini è fuori Italia fino al 5. So che i colleghi parlamentari hanno parlato un po’ con Manzione, D’Amico e mi pare che su questo non ci sia la tendenza a far finta di nulla, perché questo sarebbe per Dini un errore di impostazione”. La riunione, con Zanone, dei liberali di destra e sinistra. “Sarebbe da prendere con un sorriso. Fanno una cosa pregevole, certo, ma quelli che hanno 'posizioni' liberali. Perché però dobbiamo escludere quelli che hanno invece fatto le 'lotte' liberali in questi 30 anni? Questo vale anche rispetto al Partito Democratico. Io non ho nemmeno bisogno di sottolineare il fatto laicità”.
    23:04 Durata: 10 min 38 sec
  • La moratoria sugli aborti lanciata da Giuliano Ferrara? La moratoria l'abbiamo fatta noi radicali, affrontando il problema del flagello dell'aborto di massa, con i risultati che tutti conosciamo.

    Marco Pannella

    parlamentare europeo (Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l'Europa)

    “La sufficienza non l'ho mai amata, né mia né degli altri, e quindi direi due parole sulla moratoria degli aborti proposta da Ferrara” e sulla dieta a base di liquidi promossa dallo stesso. “Noi abbiamo affrontato il problema del flagello dell’aborto di massa. I risultati sono quelli che sono”. “Si può provare tutto, ma noi li guardiamo in faccia e diciamo che noi la moratoria progressiva e parziale l'abbiamo provocata. E c'è, siamo in regime di moratoria. Noi abbiamo proposto anche degli emendamenti a della legge sull'aborto, ma ciò detto, è indubbio che è che questo che, assieme ad altre misure di governo che aiutino le persone e le famiglie, aiutino a concepire la vita di una persona se lo vogliono, invece che a procreare. Sembrava stupido dirlo e ripetere”. A Ferrara dico: vedi come puoi fare, con il proibizionismo, a far aumentare gli aborti”. “Quello che interessa a Giuliano è di fare una nuova 'Action Francaise', 'Action Italiènne' insomma, con i non credenti che diventano zeloti del potere vaticano, usando tutti gli argomenti da Vandea ed inscenando tutto. L'utilizzo del termine moratoria, l'utilizzo di “diete”. Devo essere molto franco: Giuliano ha mostrato realmente molto affetto nei nostri confronti, ma lui vive evidentemente gli affetti come cosa privata. Ricordo sempre che come ministro autorevole cercò di impedire la nomina da parte di Berlusconi di Emma Bonino a commissario europeo a favore di Napolitano”. Poi le “affinità elettive con il padre, quello che con un celeberrimo sonetto, il giorno della vittoria sul referendum scrisse: “[...] ‘na manica de gente assai lasciva, finocchi e vacche ignude alla Godiva [...] ce tocca vince pure pe’ ‘sti stronzi”. Questo andava di pari passo con gli attacchi durati anni, a partire dagli anni '50, di Togliatti alla sinistra liberale”. “Anche Giuliano ha un Dna di questo genere. Ma le persone vive sono quelle che riformano il proprio Dna, lo arricchiscono, lo singolarizzano”. “Una cosa che contraddistingue le religioni cristiane è che Dio si è fatto uomo, si è voluto incarnare nella storia umana. Noi invece oggi siamo accerchiati, anche a casa dai discorsi del Papa e degli altri, da una feticistica ammirazione e tutela della immaterialità della vita umana, essendo l'embrione umano immateriale, se non al microscopio”. “Io ritengo questo incomprensibile, anche per la storia cristiana”. “E abbiamo quest'uso degli atei devoti, come nell'Action Francaise. Alla moratoria sugli esseri umani contrapporre la moratoria degli aborti non funziona. La moratoria l'abbiamo fatta noi. E' un fatto di tendenza da creare, di progresso, e noi l'abbiamo sempre creata questa tendenza. Poi la dieta liquida e le adesioni. Ripeto, si inscena. C'è, dietro questo, la rabbia impotente dei potenti”. “Noi abbiamo circoscritto di molto un flagello, possiamo annientarlo con un assieme di provvedimenti al servizio totale della volontà o no di concepire e mettere alla luce dei figli da parte delle persone”. La proposta di un RientroDolce e le analisi di Cicciomessere. “D'altronde lo ripeto: caro Giuliano, l'Italia è la confluenza delle frustrazioni e dei crimini comunisti, fascisti e clericali. E quindi queste cose sono dei rigurgiti pericolosi”.
    23:15 Durata: 15 min 10 sec
  • Il problema non è dello “scontro di civiltà” ma di stati nazionali pronti ad usare l'arma del fanatismo per uscire dalle difficoltà interne creando stati di guerra all'esterno.

    Marco Pannella

    parlamentare europeo (Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l'Europa)

    L'ipotesi dello scontro di civiltà e la posizione di Pannella. Tutto cambierebbe “se non ci fossero stati nazionali che hanno la vocazione ad usare l'arma del fanatismo per uscire dalle loro difficoltà interne creando degli stati di guerra all'esterno”. “Questo è il fatto strutturale, il resto è un fatto di congiuntura storica”. “Gli stati, a cominciare dallo stesso Israele, sono pericolosi a sé e agli altri”. Il successo storico dell'Unione Europea. L'Islam liberale cui inneggiava Pannella a Chianciano già cinque-sei anni fa.
    23:30 Durata: 5 min 48 sec
  • Prodi può anche non cadere, ma non possiamo continuare ad avere un governo con una popolarità al 10%.

    Marco Pannella

    parlamentare europeo (Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l'Europa)

    La conferenza stampa di fine anno del Presidente del Consiglio. “il governo può anche non cadere, ma non possiamo continuare ad avere un governo che abbia il 10% invece del 20 o il doppio di popolarità nel paese”. Soprattutto alla luce del fatto che “le grandi riforme sono quelle in genere più contestate perché colpiscono grandi interessi conservatori esistenti”. Il dibattito sul referendum elettorale. “Il problema 'Corte Costituzionale' dipende molto da quali sono le forze politiche che si muoveranno a favore di una soluzione o dell'altra. Non ho stima della Corte Costituzionale, che ritengo – come è noto – una delle cose più perniciose della storia italiana degli ultimi 30 anni”. Il 9 gennaio il dibattito con Marco Pannella sul libro di Covatta, poi il 21 a Brescia un dibattito con Martinazzoli sul libro di Giovanni Moro.
    23:36 Durata: 10 min 9 sec
  • L'inizio, in anticipo, del Satyagraha per la pace. L'anno entrante per il soggetto politico radicale: la necessità di un ancoramento sociale di migliaia e migliaia di persone.

    Marco Pannella

    parlamentare europeo (Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l'Europa)

    “Nella mia stanchezza odierna, c'è questo elemento: è' cominciato, con qualche giorno d'anticipo, il Satyagraha mondiale. E le cose che si sono seminate possono avere sviluppi straordinari”. L'inizio dell'anno radicale anche sulle iscrizioni. “Se la natura non fa salti, la storia invece li fa. Il vero problema è diffondere, attraverso la qualità delle lotte che si riescono ad ingaggiare ed i loro esiti, i presupposti di una cosa necessaria; cioè un soggetto politico con tutte le caratteristiche della storia radicale, in termini di libertà etc., con un ancoramento sociale di migliaia e migliaia di persone”. La vicenda Alitalia.
    23:46 Durata: 9 min 37 sec