06 GEN 2008
rubriche

Conversazione settimanale con Marco Pannella

RUBRICA | di Massimo Bordin - RADIO - 21:59 Durata: 1 ora 49 min
Scheda a cura di Guido Mesiti
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Puntata di "Conversazione settimanale con Marco Pannella" di domenica 6 gennaio 2008 condotta da Massimo Bordin che in questa puntata ha ospitato Marco Pannella (parlamentare europeo, Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l'Europa), Massimo Bordin (direttore di Radio Radicale).

Sono stati discussi i seguenti argomenti: Politica.

La registrazione video di questa puntata ha una durata di 1 ora e 49 minuti.

Questa rubrica e' disponibile anche nella sola versione audio.
  • Introduzione

    Massimo Bordin

    direttore di Radio Radicale

    I temi della conversazione: la riunione del Senato federale del Partito Radicale Nonviolento e il grande Satyagraha mondiale. Il dibattito interno alla maggioranza: le interviste di D'Alema e Veltroni e le reazioni. Il confronto sulla legge sull’aborto. La questione dei rifiuti a Napoli. Le primarie negli Stati Uniti.
    21:59 Durata: 1 min 48 sec
  • L'editoriale di Giavazzi: il centrosinistra “dovrebbe erigere un monumento a Visco”. Iniziano a cambiare le valutazioni, “sul piano strutturale notizie non negative”. “Noi dall'estate diciamo che la posizione più irresponsabile e demagogica era quella delle 'elezioni subito'”.

    Marco Pannella

    parlamentare europeo (Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l'Europa)

    “Questa settimana il Corriere della Sera è parso un giornale senza troppa continuità con quello delle settimane e dei mesi precedenti, come se fosse alla ricerca di una sua propria lettura da proporre all’opinione pubblica”. Pannella cita poi l’articolo di Gavazzi apparso domenica sul quotidiano di Via Solferino, in particolare alcune righe in cui si parla di un “monumento” da erigere in onore di Visco. La fiducia alle intenzioni del governo da parte dell'economista, almeno “nel breve termine”. “Qualcosa di serio e grave . Definisce Pannella – che oggi si proponga attraverso l'insospettabile Giavazzi, questo elogio, direi oggettivizzato. Richiama i meriti del '96 e del '97, quelli di oggi e incidentalmente parla di un alleviamento delle tasse”. Ciò sarebbe “sintomatico di una revisione in corso sulle valutazioni catastrofiche del governo”. Valutazioni di stampo “antiberlusconiano fatte oggi dai berlusconiani”, la stessa “criminalizzazione” in cui si cimentano alcuni tra i quali Daniele Capezzone, che di Visco aveva fatto “un simbolo del male”. “Noi abbiamo qualche tradizione di attenzione alla moralità fiscale”. “La parte lamalfiana – di Ugo La Malfa - e di Riccardo Lombardi, quelle parti che potevano essere prese come rivendicazione anti-qualunquista e non come evocazione della necessità di avere tasse alte”, avevano “una certa moralità che invece non è secondata in Italia quando il peso della fiscalità assume aspetti e quantità non accettabili, non opportune anche in termini di comprensione da parte dell'opinione pubblica”. Il leader radicale ricorda pure la marcia con De Martino contro le tasse “a difesa della moralità di coloro che guardano al mercato e sanno che il mercato va governato, secondato in alcune cose e controllato in altre”. Poi, ancora sul Corriere, la “pagina di conversione – non so se del direttore o di chi altro - alla grande campagna della moratoria e del digiuno liquido. E l’indomani due pagine vaticane, papiste nella sostanza. Bene, questo è il Corriere della Sera”. Dall’estate i radicali dicono che “la più grossa, irresponsabile, posizione demagogica era quella delle 'elezioni subito'. Dopo un anno e mezzo di legislatura sarebbe un peccato di dissipazione di quel tanto, o meno, di positivo che è in corso di realizzazione”. “Iniziamo ad avere ora le notizie che, sul piano strutturale, sono – direi – non di segno negativo. Ho apprezzato in questo senso anche il silenzio di Tremonti, che certo ha la capacità culturale, dialettica e politica, per essere il primo, assieme al nostro amico Renato Brunetta, di avere la capacità di crocifiggere le posizioni dell'avversario su queste cose”.
    22:01 Durata: 9 min 26 sec
  • Rifiuti: “Se la politica di ordinaria di amministrazione è riuscita a creare questa realtà, quello che non si vede sarà peggio ancora”. Ora la politica chieda un'autorità, o un progetto, che affronti – come della stessa natura – il problema dell'eruzione annunciata del Vesuvio e quello dei rifiuti.

    Marco Pannella

    parlamentare europeo (Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l'Europa)

    La vicenda rifiuti. “Io parlo non di declino ma di degrado”. “Un regime nel quale la messa a sacco delle potenzialità positive riscontrabili nel nostro paese, si sta traducendo oggi in flagranti dimostrazioni di quanto il monopartitismo imperfetto sia costato, in 50 anni, a questo nostro paese, da tutti i punti di vista. Al crollo ideologico è corrisposto il disastro idro-geologico”. Pannella sottolinea “la disperazione autentica di coloro che si vedono riaprire una discarica già chiusa perché insopportabile per la vita”. “Non c’è stata enfatizzazione delle tv su questo”, eppure “ci sono dati scientifici, dei medici”. “Occorrerebbe assumere una iniziativa. Questo fatto non è altro che un fatto assolutamente eloquente, anche metaforico. Rappresenta quello che questo ceto dirigente sta facendo della realtà del Vesuvio, di Napoli. Se la politica di ordinaria di amministrazione è riuscita a creare questa realtà, quello che non si vede sarà peggio ancora. Ma è la qualità di un ceto dirigente che va buttato via, come si butta via in democrazia. Con l'assoluto rispetto, con tolleranza, ragionevolezza ma sempre – come noi facciamo – proponendo alternative. La proposta che oggi mi sento di fare a tutta la politica, compresa quella del centro-sinistra”, “è che nello stesso tempo va chiesta un'autorità, o un progetto, che affronti – come della stessa natura – il problema del Vesuvio, della sua eruzione annunciata, e quello dei rifiuti. Noi, come già detto da Aldo Loris Rossi, 14 anni fa dicemmo 'accadde domani'. “È una lezione anche anche per 'il nuovo rinascimento' di Napoli. Io ricordo carissimi amici che parevano meravigliati dell'apparente durezza con la quale li mettevo in guardia contro le speranze di questo uomo nuovo, politico nuovo, che era Bassolino. Che in effetti per un anno fece un po’ il fioraio del centro di Napoli”. La presenza di Boselli in televisione: “Oggi per Boselli la grande soluzione sarebbe: ‘Bassolino se ne deve andare’. Boselli magari poteva anche dire chiaramente: ‘Di Lello se ne deve andare’. Ma il problema è che in tutto il Mezzogiorno e non solo vi sono i Bassolino ed i Di Lello di turno. Occorre invece avere il coraggio di immaginare una soluzione di emergenza, da anti-emergenzialisti come noi siamo”. “Io ritengo che occorre fare del male un’occasione per qualcosa di diverso. Chiedo, esigo, dal governo della Repubblica e del Parlamento, che si leghi la questione dei rifiuti a quella di una cosa che – per il momento – non commuove e non sommuove. Ma che quando dovesse manifestarsi credo che non consentirebbe nemmeno, per motivi diversi, rivolte. Nel senso che creerebbe il deserto al posto delle possibilità di rivolta”.
    22:10 Durata: 9 min 15 sec
  • “La moratoria sull'aborto è roba nostra e l'abbiamo già vinta”. Per noi radicali non è un tabù rivedere la legge 194. Si modifichino pure le norme strappate dal Vaticano: oggi c'è la vergogna, lo schifo, del 60% dei ginecologi italiani che sono obiettori di coscienza.

    Marco Pannella

    parlamentare europeo (Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l'Europa)

    Le presenze in televisione di Marco Pannella. “Sono riuscito a dire due cose. Non su La7, ovviamente, ma sono riuscito ad incontrarmi con Giuliano, che non ama – direi – incontrarsi con noi”. L'invito a Primo Piano per rimpiazzare un'assenza. “Con il Centro D'Ascolto abbiamo rilevato che il Tg5 è il telegiornale che più ha dato spazio a noi radicali”. Questo “a fronte dello zero percento del Tg1”. “Ma quale moratoria?! La moratoria sull’aborto è roba nostra e l’abbiamo già vinta. Ho ricordato le cifre che vengono fatte. Ho ricordato che non solo l’Europa (dei 15) ha il tasso più basso di aborti del mondo intero ma che, all’interno di questo, noi come italiani – se teniamo in contro le donne italiane – siamo anche lì all’ultimo posto, in senso buono. Abbiamo massimo 75.000 donne italiane che praticano l’aborto legale e, secondo stime, 15.000 o 20.000 costrette nella clandestinità”. “A noi quello che importa è l'alternativa al flagello dell'aborto. E l'alternativa si fa consentendo l'uso dell'aborto, consentendo a tutti coloro che vogliono concepire un figlio, quando lo vogliono, di farlo, e consentendo di non essere costretti ad abortire se ritengono poco responsabile farlo”. L'invito, rimandato alla prossima settimana, per affrontare il dibattito a Porta a Porta. Analizzare l'impatto delle nuove scoperte scientifiche e lo spostamento, indietro nel tempo, del limite di settimane in cui si permette l’aborto? “Per noi radicali non è un tabù. Questo è quello che si fa già al Sant'Anna di Silvio Viale. E' quello che fa la premiatissima clinica Mangiagalli”. Piuttosto “c’è questa vergogna e questo schifo del 60% dei ginecologi italiani obiettori di coscienza. Ma sono obiettori di coscienza o di carriera? O obiettori alla moralità professionale? Poi sono obiettori il 48% degli anestesisti ed il 17% dei portantini. Noi facemmo anche un referendum in cui dicevamo che l’aborto non deve essere solo di stato – come i casini - ed autorizzato solo con le 'ragioni di stato'”. Pannella parla di “cinismo ributtante”, di situazioni in cui sono tutti obiettori di coscienza “che altrimenti non fanno carriera, con il monsignor vescovo”. “Costringono il 40% dei ginecologi onesti a divenire quelli con il monopolio obbligato di fare queste cure previste dalla legge. Questo va cambiato, vanno riviste quelle norme strappate dal Vaticano in occasione dell'approvazione della 194, contro la quale noi votammo e che fu votata così com'è dalla collaborazione tra la DC che votava ed il PCI che si asteneva”. Un tabù, dunque? Certamente no. “Pure sulla cosa delle 22 settimane non ci sarebbe nemmeno il bisogno di cambiare la legislazione”. La manifestazione radicale nella Pasqua 1967: “A presiedere la Commissione conciliare c’era quello che sarebbe divenuto, guarda caso per molto poco tempo, Giovanni Paolo I. In quella commissione sui problemi sessuali ed etici era arrivato a proporre cambiamenti radicali, in sintoni con Giovanni XXIII”. Nei giorni prima che venisse fuori il deliberato “avemmo segnali dalle gerarchie per cui la Commissione conciliare non avrebbe avuto il placet del Papa”. Per quello “andammo lì con i cartelli: ‘no all’aborto’, poi sotto, ‘sì alla pillola’, 'sì al family planning'. Era il 1967. E oggi troviamo degli avanguardisti, nemmeno dell'ultima ora, quelli della moratoria”. Il popolo italiano “vive spesso all'unisono con i radicali, con questa piccola minoranza. Che sia Welby, che sia Coscioni, che sia l'aborto e il divorzio”. Poi quando si arriva alla fecondazione si è perso grazie all'operazione della Corte Costituzionale e l'annullamento, con una “operazione di stampo culturale – clericale”, del referendum unico di abrogazione della legge. “La Corte anti-costituzionale è quella del golpe. Continuo a ritenere abbia compiuto dei golpe per i quali un tempo si dovevano usare i carri armati ed i generali”.
    22:20 Durata: 19 min 3 sec
  • Referendum elettorale: il verdetto della Corte non è per me scontato, ma forse in termini di acquisti dei Consiglieri della stessa corte la cosa sarà già stabilita. Anche perché il referendum va benissimo alle due gambe, veltroniana e berlusconiana, dello stesso partito.

    Marco Pannella

    parlamentare europeo (Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l'Europa)

    Tra 10 giorni la sentenza sul referendum elettorale e la polemica di questi giorni. “Siccome è stato promosso ad un incarico onorario il Segretario Gifuni, forse non si replicherà ciò che accadde quella sera, quando, avendo la Corte Costituzionale comunicato ufficialmente quali erano i referendum superstiti tra quelli da noi proposti, c'era anche quello sulla Guardia di Finanza. Fu comunicazione ufficiale. La mattina dopo venne smentito questo annuncio fatto la sera prima alle otto. Un presidente onorario della Corte costituzionale, finito il suo mandato, raccontò che quella notte il Presidente della Corte Costituzionale era stato chiamato al Quirinale, accompagnato dal Comandante della Guardia di Finanza, ricevuto dal Segretario generale e dal Presidente Scalfaro. E l'indomani il referendum sulla Guardia di Finanza venne cassato”. “Ognuno ha le sue caratteristiche: sicuramente Napolitano non è l’ottimo Scalfaro e l’attuale segretario generale non è il suo iper-ottimo predecessore. Ma qui c'è un'altra cosa: non eleggono un Consigliere necessario per il plenum perché non ne riescono a trovare uno cui riesca il miracolo, quello di farsi acquisire per metà dal centro-sinistra e per metà dal centro-destra”. “Avremo una grande campagna acquisti tra i Consiglieri della Corte. Per me l’esito non è scontato, ma forse in termini di acquisti la cosa sarà già stata stabilita. Anche perché alle due gambe dello stesso partito, quella democratica-veltroniana e quella liberale-berlusconiana, il referendum va benissimo”. L'intervista a Repubblica e l''ipotetico riavvicinamento di Veltroni al partito di De Benedetti, assai critico del leader del PD che aveva accentuato il dialogo con il leader dell'opposizione. “Mi permetto di ribadire che lo studio della vita istituzionale italiana non insegna nulla per quanto riguarda la vita delle istituzioni, perché queste non sono istituzioni. Purtroppo questa è cronaca di una cultura mafiosa, che però non ha la solidità e le motivazioni di quell'altra”. “Sul PD il massimo di laicità è quello che offre la Bindi. Poi magari c’è pure Parisi, Monaco…”.
    22:39 Durata: 7 min 45 sec
  • Le richieste dei radicali al Prodi: la fine della vicenda sconcia del Centro d'Ascolto, la riparazione in materia di informazione, la questione degli 8 senatori, la richiesta di un format sui diritti umani in Rai.

    Marco Pannella

    parlamentare europeo (Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l'Europa)

    “Siamo in una situazione nella quale noi viviamo sgomenti. Abbiamo chiesto quattro cose a Prodi, con lettere ufficiali ed altro: non riusciremo forse ad essere il farmaco per guarire la loro AIDS”. Pannella cita ad esempio la vicenda del Centro D’Ascolto, “sconcia, che lo elimina perché colpevole di essere un centro di ricerca vera, scientifica, stimata da tutti”. “Poi avevo chiesto di consentirmi, una sera, come riparazione a favore dei cittadini disinformati, di andare da Fabio Fazio che forse fa l’unica cosa decente. Poi abbiamo chiesto anche di affrontare la questione degli 8 senatori; dalle cronache sembra che il problema sia solo quello degli eventuali voti in più alla maggioranza. E allora solo per questo, per convenienza, si dovrebbe applicare la legge”. I buoni a nulla “possono fare quello che vogliono. Noi non li molliamo, noi non votiamo contro. Anche perché abbiamo interiorizzato, nel nostro giudizio politico, un giudizio sulla loro moralità comune, di Berlusconi e Prodi”. Infine il leader radicale ricorda: “Per iniziativa di Articolo 21 di Giulietti si era detto che occorreva in Rai un format sui diritti umani. Ora a me risulta che nell’ambiente Rai, all’insaputa di Giulietti, si sta facendo il nome di Giulietti perché lo prenda lui il formato e non Vecellio, quello che Giulietti aveva candidato”.
    22:46 Durata: 8 min 12 sec
  • Ancora sull'autorità straordinaria per il Vesuvio e la vicenda rifiuti.

    Marco Pannella

    parlamentare europeo (Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l'Europa)

    Pannella torna a chiedere “una iniziativa straordinaria, una autorità, per Vesuvio, per i rifiuti, per il territorio napoletano occupato dalla criminalità politica, camorristica, del nord d'Italia, della Germania, associati a delinquere alla classe dirigente politica, camorristica e no, della Campania”. “Io propongo, come doverosa, la speranza che gli eletti diano la sfiducia a loro stessi per salvare l'istituzione e anche se vogliono guardare in faccia i loro figli e la loro gente”. “Sarebbe auspicabile una crisi istituzionale che costringa alla soluzione straordinaria, che non siano nuove elezioni in quelle condizioni. Ci potrebbe essere una soluzione anche a carattere internazionale”, essendo il problema Vesuvio una delle vicende più rischiose d'Europa. “Poi se viene fuori un’altra soluzione, più ordinaria, che possa sembrare sorprendente, sarà benvenuta”.
    22:55 Durata: 6 min 32 sec
  • La situazione dei radicali: “Le cose vanno con grande difficoltà. Noi manchiamo di risorse umane sufficienti ed adeguate alle responsabilità che ci cadono addosso”.

    Marco Pannella

    parlamentare europeo (Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l'Europa)

    La situazione dei radicali. “Le cose vanno con grande difficoltà. Noi manchiamo di risorse umane sufficienti ed adeguate alle responsabilità che ci cadono addosso, e alla richiesta del Partito Radicale che viene da settori i più diversi. Ma sicuramente noi possiamo rivendicare di essere gli unici ad avere un programma di governo. Basta prendere i nostri 90 referendum, depennare quanto serve, ed ecco un programma”. I toni di Bettini e l'atmosfera da “Les cartes du Vatican” all'interno del PD. “Noi manchiamo, nella nuova realtà alla quale siamo giunti dopo 52 anni di lotte, della possibilità di avvertire l'esterno”. “Le forze del lavoro di oggi devono fare quello che le forze del lavoro fecero 150 anni fa”. La situazione del Partito Socialista e del PD, ancora indeciso su congresso e tessere.
    23:01 Durata: 6 min 53 sec
  • Primarie USA: importante notare come il doppio dei cittadini abbia partecipato al voto in Iowa rispetto all'ultima volta. Annullata la forza suggestiva dei confessionali. “Su una cosa così grave sono prudente”.

    Marco Pannella

    parlamentare europeo (Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l'Europa)

    “Io ho detto: di simpatia, ovviamente, c’è il giovane leader nascente: Obama. Ma ho detto di avere un problema: non lo conosco abbastanza. Ed inoltre credo che l’esperienza sia un elemento essenziale”. “E' importante comunque notare come abbiano votato”, in questo primo round di primarie, “il doppio dei cittadini dell’ultima volta”. “Hanno partecipato categorie che hanno annullato la forza suggestiva dei confessionali”. “La necessità di onorare un nome radicale, quello di Mario Cuomo. Uscito dall'impegno politico perché in periodi di sua fortissima influenza e prestigio non è stato disposto a cedere un millimetro sulla sua contrarietà alla pena di morte. Credo che questo Mario Cuomo vada tenuto un po' presente. E' un'altra bella figura”. “Hillary rappresenta una candidatura dignitosa. Di possibile buona ordinaria amministrazione di questo incarico importante anche per il mondo”. “Ma forse occorre all'America una buona stella, un'amministrazione straordinaria cui possano riuscire cose temerarie”. Una “rottura di continuità”. Il riferimento alla rupture di Sarkozy, valorizzata da Daniele Capezzone. “Ho l'impressione che Sarkozy sia un Decidere.net all'ennesima potenza”. Di buono auspicio per Capezzone? “No, non sono preoccupato per il futuro di Daniele, adesso con il Velino, con le cose: continuo a dire che ha molti talenti, soprattutto per la politica italiana così com’è. Io gli potrei augurare quello che mi sono augurato con Francesco (Rutelli, n.d.R.): che nelle sue nuove dislocazioni mantenesse e approfondisse la fedeltà a sé stesso e alla propria storia”. “Hillary la riterrei inadeguata per uscire dalla crisi nella quale come Occidente siamo stati precipitati, mentre di quell’altro posso temere anche grossi errori di inesperienza, ma credo che da lui possa venir fuori l'animus di cui abbiamo tutti quanti bisogno”. "Io sono ammirato dal sistema americano, anche perché i sistemi creano pure i popoli".
    23:08 Durata: 11 min 54 sec
  • Il Satyagraha per la pace iniziato con qualche giorno di anticipo. Occorre organizzare il dossier delle rivendicazioni dei Tibetani, renderle pubbliche, discuterle e invitare il mondo a farle proprie.

    Marco Pannella

    parlamentare europeo (Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l'Europa)

    “La notizia è che imprevedibilmente è iniziato quattro giorni prima. Il fatto che avessimo ritenuto, con Mecacci, di fare 60 ore di viaggio per stare un’ora con il Dalai Lama e tre quarti d’ora con il primo ministro” “questo lo chiamiamo Satyagraha”. Quest’ultimo “si auto-inventa”, alla condizione “che non si diventi spontaneisti”. “Nelle prossime due o tre settimane dovremo distribuire un po’ gli incarichi”. “Poi occorrerà organizzare meglio il dossier delle rivendicazioni che, per i Tibetani, inviteremo il mondo a far proprie. Discutendo con loro e trovando le formule”. “Sino ad ora non c'è mai stata nel mondo una campagna di sostegno agli obiettivi politici del Dalai Lama. Ora c'è il cambiamento radicale: la proposta deve essere pubblica e poi su questa ci potranno essere scioperi, manifestazioni di massa, anche nei paesi più impensabili, come quando accadde che migliaia di Montagnard fecero giorni di sciopero della fame perché fosse eletta una ministra donna in Afghanistan”. La stessa Benazir Butto partecipò all’iniziativa nonviolenta per un ministro donna nel governo afghano. “Dimentichiamo la nostra stessa storia, se non si ha un ritorno con la polemica”.
    23:20 Durata: 6 min 33 sec
  • La Rosa nel Pugno conserva tutta la sua esplosiva capacità teorica, intellettuale e pratica di essere fatto nuovo. L'appello agli imprenditori: “A me quello che importa è che venga fuori un movimento liberale di imprenditori mossi dall'amore per l'impresa” che vogliano garantire la continuazione di questa storia radicale.

    Marco Pannella

    parlamentare europeo (Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l'Europa)

    “Continuo a ripetere: la Rosa nel Pugno, nella misura in cui possiamo disporne, sappiamo che c’è l’impegno di un patto per il quale noi non possiamo utilizzarla fino al 2012 in elezioni. Ma bisogna vedere se questo patto è stato superato e come, se è stato rotto e come. Fino a quel momento mi muovo come se per le elezioni non si potesse utilizzare. Poi però si possono fare tante cose: tesseramenti, etc., …”. “Mi auguro che molti, se per un istante fossero colti dal dubbio che ragionare non è superfluo, ma davvero la Rosa nel Pugno conserva tutta la sua esplosiva capacità teorica, intellettuale e pratica di essere fatto nuovo. La costituente socialista è fatto nuovo? Il Pd è fatto nuovo? Certo, nel momento in cui ex Pci, ex DC, ex-non so che hanno fatto questo per moltiplicare le forze…Beh, io ho l’impressione che dovranno giocare molto di televisione con Berlusconi, facendo sponda l'uno con l'altro”. Il libro di Luigi Covatta: la presentazione con Castagnetti e Giuliano Amato. Poi il 21 gennaio, a Brescia, la presentazione di un libro su Moro con Nino Martinazzoli. “Avrei da dire qualcosa degli amici e compagni imprenditori. Ve ne sono di iscritti, anche molto importanti, ma su nostra – in qualche misura – sollecitazioni. A me quello che importa è che venga fuori un movimento liberale di imprenditori mossi dall'amore per l'impresa, che loro dicano che è essenziale accorrere perché, giunti al 52esimo anno di questa storia radicale, occorre garantire di nuovo che questa storia sia adeguata in termini di 'partiti che appartengono al mondo delle professioni', vecchie e nuove”. “L'importanza dell'obolo di uno scellino”. “Se noi abbiamo scelto per 30 anni di non essere presenti in quanto partito in questi enti”, poi comunque “ci hanno dovuto togliere l'elettorato passivo, per le nostre campagne su Trento, Bolzano, Catania”. “A Catania avemmo cinque eletti e come candidati c'erano Modugno, Bonino ed altri dirigenti autorevoli. Ma poi avevamo detto: 'Se faremo il 10% restiamo, altrimenti passiamo la mano ai candidati catanesi che si presentano nelle nostre liste'. Io sono stato l'ultimo a lasciare il posto”. “Venne poi fuori il repubblicano Enzo Bianco sindaco. Con il gruppo consiliare comunista che aveva Anna Finocchiaro come vice-presidente del gruppo. Con Rino Nicolosi, uno straordinario bel personaggio della DC di allora, prematuramente scomparso e doppia tessera”.
    23:26 Durata: 12 min 13 sec
  • La vicenda di Bruno Contrada: le evoluzioni dell'avvocato Lipera, ex-eletto radicale a Catania e la difesa radicale di Contrada.

    Marco Pannella

    parlamentare europeo (Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l'Europa)

    Dall'esperienza al Consiglio comunale di Catania al processo a Bruno Contrada. “A me, ultimo, è subentrato l’attuale avvocato difensore di Bruno Contrada, l'avvocato Lipera. In quel momento era molto radical-devoto, poi ho saputo si era molto impegnato nella massoneria locale, poi una conversione cattolica. Noi abbiamo a lungo difeso Bruno Contrada, è stato anche iscritto. Poi c’è stato una fase in cui è stato ‘adottato’ da Alleanza Nazionale. Personalmente mi sono trovato ad occuparmene meno, visto che non eravamo più soli noi radicali”. Il merito di Lino Jannuzzi e Piero Milio. La questione del potere di grazia del Presidente della Repubblica. La dichiarazione di Rita Borsellino, secondo cui Contrada dovrebbe rimanere in carcere perché non ha detto tutto quello che sa. “Il presidente dell'associazione delle vittime di mafia ha detto che il rischio è quello di sconfessare un pentito che invece, unanimemente, è stato ritenuto attendibile. E quindi salterebbero tutti i processi per mafia, questa la loro posizione”. La posizione del pentito Gaspare Mutolo.
    23:39 Durata: 8 min 58 sec
  • Gli appuntamenti dell'immediato futuro

    Marco Pannella

    parlamentare europeo (Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l'Europa)

    “Sarà la nostra esperienza quella di moltiplicare le nostre energie, che non so se sono più moltiplicande”. Il Comitato Nazionale di Radicali Italiani la prossima settimana, e poi anche il congresso dell’Associazione Luca Coscioni a Salerno.
    23:48 Durata: 1 min 10 sec