03 FEB 2008
rubriche

Conversazione settimanale con Marco Pannella

RUBRICA | di Massimo Bordin - Radio - 22:07 Durata: 1 ora 52 min
A cura di Guido Mesiti e Pantheon
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Puntata di "Conversazione settimanale con Marco Pannella" di domenica 3 febbraio 2008 condotta da Massimo Bordin che in questa puntata ha ospitato Marco Pannella (parlamentare europeo), Marco Pannella (parlamentare europeo, Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l'Europa), Guido Gentili (giornalista), Massimo Bordin (direttore di Radio Radicale), Emma Bonino (ministro per le Politiche Europee e per il Commercio con l'Estero).

Sono stati discussi i seguenti argomenti: Politica.

La registrazione audio di questa puntata ha una durata di 1 ora e 52 minuti.
  • Introduzione

    Massimo Bordin

    direttore di Radio Radicale

    Nella prossima settimana il possibile scioglimento delle camere; la lettera aperta di Pannella al Presidente della Repubblica e al Presidente del consiglio “incaricato”. Probabile collegamento con Guglielmo Epifani, Segretario della Cgil e con Guido Gentili, editorialista del Sole 24 Ore.
    22:07 Durata: 1 min 38 sec
  • Da agosto tentiamo di scongiurare una situazione di ricorso obbligato alle urne. Con l'accordo delle parti sociali il governo ha approvato un protocollo sul welfare che inizia a mostrare la realtà di un esecutivo capace di scelte non popolari al posto di quelle anti-popolari. Lettera aperta a Napolitano e Marini: necessario rispettare tempi per una riflessione adeguata.

    Marco Pannella

    parlamentare europeo (Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l'Europa)

    “Io non so se sia possibile evitare lo scioglimento delle camere. So che da agosto abbiamo tentato di scongiurare una situazione nella quale si sentisse dire che non c'era altro da fare che andare alle elezioni e dissipare quello che in genere nei primi anni si accumula, in termini di riforma, ma che non ancora può essere prodotto perfetto. Così come Di Pietro ha avuto il compito di sputtanare, lui, il significato dell’indulto, che invece abbiamo conquistato ed è conquista che va al merito del governo, abbiamo avuto altre vicende positive come quella sulla moratoria sulla pena di morte. Però abbiamo detto: deve esserci una prospettiva di legislatura. Ad agosto dissi una cosa molto grave: le priorità che dobbiamo dare sono quelle della giustizia e quella economica-sociale che urge”. “E quindi è necessaria una nuova maggioranza che, scrivo oggi, va da Ichino a Boeri, a Giavazzi, a Monti, moralmente fino al governatore della Banca d’Italia”. “Direi che c'è una sorta di egemonia culturale della scienza economica per dire quali sono le esigenze primarie della società italiana, tanto è vero che è accaduto con i 5 milioni di lavoratori che hanno plebiscito la politica dei sindacati, pur nel corso di uno scontro molto chiaro che c’è stato. Ed è un fatto storico, perché è quello che non accadde, quando Lama pure lo voleva, sulla scala mobile, ma il Pci non lo rese possibile. Quel referendum voluto fortemente, oltre che da noi, dal sindacalista Pierre Carniti, schierato anche lui con il no”. “Cremaschi oggi ha potuto combattere la sua battaglia, non può dolersi di essere stato tacitato, e la vittoria è stata chiara. La vittoria di un tentativo fatto dal nostro governo dei cosiddetti 'buoni a niente'”. “A quel punto l’esecutivo ha proposto un protocollo di intesa sociale a tutte le forze sociali e, fatto rarissimo, a sottoscrivere questo progetto sono tutti quanti. Il governo propone poi al Parlamento questo documento in modo particolare con la finanziaria, connotata soprattutto da questo. Una esposizione della legislatura che certo non si è avuta nelle precedenti. Abbiamo una prospettiva di lavoro che, votata a dicembre dalle due camere, con i non pochi che siamo riusciti a sostenere Prodi nel non adulterare il progetto con arretramenti. Il Parlamento ha adottato un progetto che non è solo un programma. Nel momento in cui il parlamento fa questo, comincia a mostrare la realtà, quella di un governo che – in mezzo a difficoltà oggettive - compie una scelte impopolare contro le demagogie anti-popolari. Iniziamo ad avere notizie di uno straordinario segnale positivo, a gennaio, per quanto riguarda la quantità di risorse che arrivano allo stato dal contributo dei cittadini italiani e, fatto quasi insolito, Bruxelles interviene – per bocca di Almunia - con degli aggettivi così superlativi che quasi li ritengo eccessivi. Però così è. Almunia dice, e forse qui c’è un’oncia di interferenza formale, che il governo Prodi-Padoa Schioppa ha portato ad ottimi risultati che però vanno subito proseguiti e rafforzati. Tesi non molto differente da quella del governatore della Banca D’Italia che però sottolinea di più, mi pare giusto, il da farsi. E su quel 'da farsi' è quello che noi, come radicali, ci troviamo a condividere. Con l'accentuazione della storia radicale, in presa diretta con quell''abolire la miseria' di Ernesto Rossi che sottolineava salveminianamente la necessità di intervenire lì dove il mercato non poteva e non arrivava”. “Ora d’un tratto, non si comprende perché, abbiamo 'al voto, al voto, al voto!'. La risposta di Bonanni, che parla di 'corsa tra somari', la condivido pienamente. E mi sono chiesto, nella lettera aperta al Presidente della Repubblica e al Presidente del Senato incaricato della perlustrazione, come sia possibile che si sia venuto determinando uno scontro politico che pareva circoscritto a: Porcellum si o no? E non invece al progetto di legislatura con l’unità delle organizzazioni sociali”. “Si tratta di intervenire: come è possibile questa psicosi che si è creata, per la quale sembrerebbe che i tempi necessari non siano quelli della riflessione, della ricerca della formula migliore per l’attuazione del progetto 'applicazione del protocollo'?”.
    22:09 Durata: 13 min 44 sec
  • La posizione delle forze sociali. Queste elezioni sono assolutamente urgenti solo per CdL ed Unione, ricompattatisi dopo una fase di rianimazione bocca a bocca. Occorre capire quanto nel mondo sindacale la prospettiva della liquidazione lampo della crisi sia in contraddizione con l'applicazione del protocollo difeso di fronte ai lavoratori.

    Marco Pannella

    parlamentare europeo (Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l'Europa)

    “Mi è venuto un torcicollo per seguire la posizione di Confindustria. Montezemolo è partito dicendo: 'I problemi sono altri'. Poi però ieri ha detto 'i problemi sono altri, ma si vada a votare'. La psicosi è qualcosa di irragionevole, ma che si sta verificano. Questo avviene con un silenziamento, soprattutto della stampa scritta, della posizione dei sindacati”. “Queste elezioni sono in realtà assolutamente urgenti e necessarie, altrimenti addio Casa della Libertà ed anche Unione, ora di nuovo compatti, dopo una fase di rianimazione bocca a bocca. Alle due vecchie e superate gambe del regime viene restituita la condizione di sovranità limitata dai vertici che hanno. “Berlusconi sa benissimo che se non va a votare subito, non potrà” continuare ad assumersi - oltre questa legislatura - la leadership. “La cosa che manca di più in Italia è una organizzazione che esprima la rappresentanza degli interessi del 95% degli imprenditori italiani – quali essi sono – a metà imprenditori, a metà lavoratori”. “Occorre capire quanto, dal mondo del lavoro e dal mondo sindacale, questa prospettiva della liquidazione lampo della crisi sia o no in contraddizione con il documento da loro scelto, difeso con grande successo rispetto al mondo dei pensionati e dei lavoratori”. “Le camere hanno votato, fino a un mese fa, per decine di volte. Tanto che da destra era venuto pure un tono di disponibilità”. “Si è messo di mezzo quello che unisce palermitani e corleonesi”. Quest'ultimo è un riferimento ad un dibattito giudiziario di circa 25 anni fa: “Quando la organizzazione della giustizia era apparentemente molto differente da quella odierna, noi scendevamo in piazza dicendo 'No alla cassazione – cassazione di giustizia'. Mentre la magistratura organizzata ha fatto parte di uno dei due gruppi ladri, oggi sembra esserci nella magistratura qualcuno che si rende corso che la mafiosità politica-partitica in effetti esiste ed ha completamente assorbito la magistratura organizzata”.
    22:23 Durata: 15 min 12 sec
  • La presunta “problematicità” dei rapporti radicali-PD. La differente situazione dello SDI. Questo talebanismo trionfante nel mondo religioso non è cosa che possiamo illuderci di risolvere in un anno, due o tre. L’urgenza economica-sociale italiana.

    Marco Pannella

    parlamentare europeo (Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l'Europa)

    Le dichiarazioni del Senatore Tonini sulla presunta 'problematicità' dei rapporti con i radicali. Mentre per i rapporti con lo SDI non ci sarebbero problemi, nonostante in quanto a dichiarazioni anti-clericali pure loro non siano cauti. I socialisti potrebbero vivere tutto ciò quasi come 'offensivo'? “Non credo lo viva come offensivo, al massimo come spiacevole. La nostra storia è socialista, fortuniana, zapateriana e blairiana al 100%, mentre la loro è un po’ diversa. Quindi probabilmente vi è la convinzione che, così come una volta sono stati travolti dall'entusiasmo della Rosa nel Pugno e lo hanno poi perso, allo stesso modo anche il loro anticlericalismo possa da un momento all'altro passare. E’ una certezza che sento circolare da tutte le parti”. “I DS, la Margherita, l’Ulivo e via dicendo, continuamente chiamavano i socialisti che, nella fase RnP gli rispondevano in sintonia con le nostre risposte, dicevano 'no'. E io notavo che a noi non chiedevano nulla perché forse sapevano che noi avremmo molto probabilmente risposto 'sì'. Oggi siamo in una situazione che ci ha dato purtroppo ragione a non finire. La politica reazionaria, fondamentalista e talbana del vaticano – che io rispetto nel confronto politico e dunque critico, non 'rispetto nella distanza' come ho sentito dire elegantemente dal Presidente della Camera – è scatenata come reazione anti-conciliare”. “La Binetti si ed i radicali no. Perché? Perché questo talebanismo trionfante nel mondo religioso, non è cosa che possiamo illuderci di risolvere in un anno, due o tre. L’urgenza economica-sociale italiana – se davvero esistono dei clerico-liberali a destra, disponibili per delle riforme di liberalizzazione – mi aveva portato a suggerire a titolo d'esempio un governo Bersani-Gianni Letta, che sarebbe stato molto eloquente da questo punto di vista”. L’attenzione della stampa di Torino alla attualità e alla complessità del mondo cattolico.
    22:38 Durata: 13 min 12 sec
  • I contatti, in queste ore, con Romano Prodi. Il giapponese all'imperatore: forse si sta arrendendo? Come diceva Ugo La Malfa, una politica deve avere una sua linea profonda e avere sempre presente l’obiettivo che si intende costruire.

    Marco Pannella

    parlamentare europeo

    I contatti con Romano Prodi, in queste ore “nelle quali il giapponese, visto che le comunicazioni tra la giungla e la sede imperiale sono possibili, il giapponese diceva all’imperatore: da che parte stai? Forse ti arrendi? No, perché c'è un patto, di essere 'quasi buoni a niente', ed in fondo la moralità di attuazione di quel protocollo che deve implicare una variazione di maggioranza politica rispetto a quella costitutiva della fu-Unione”. “Me lo diceva Ugo La Malfa: una politica deve avere una sua linea profonda, attraversa congiunture apparentemente le più imprevedibili e impreviste, ma avere presente l’obiettivo che si intende costruire. Questa sera Veltroni annuncia che è certo che ci saranno almeno un milione di iscritti al PD. Noi, come è noto, continuiamo con i Coscioni, i Welby, i Nuvoli e con tanti altri nomi del vissuto del nostro paese, ad essere 1.500”. “Urge una situazione di riconoscere che negli ultimi 5 o 10 anni noi continuiamo a rappresentare la continuità di una linea”. “Quella linea che ha dalla sua gran parte dei referendum liberisti del '98-'99, salutati come determinanti, in qualsiasi caso, da Dornbusch e da altri premi Nobel dell'Economia, che assicuravano che sia in caso di vittoria che di sconfitta il paese sarebbe stato diverso. Naturalmente l'Italia non è stata diversa per l'effetto della Corte costituzionale e di Berlusconi che promise avrebbe fatto lui, e meglio, le riforme. Mente Berlusconi, al governo con una grande maggioranza, ha fatto semplicemente al definitiva smentita del suo programma”.
    22:51 Durata: 5 min 59 sec
  • Collegamento con Gentili (Sole24Ore): la maggioranza non è venuta meno oggi, protocollo o non protocollo. Pannella: i progetti seri di governo sono progetti di legislatura. La resistenza di Prodi fino al momento della sconfitta di Cremaschi contro la posizione maggioritaria nel sindacato.

    Marco Pannella

    parlamentare europeo (Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l'Europa)

    Guido Gentili

    giornalista

    Collegamento telefonico con Guido Gentili, editorialista del Sole 24 Ore. G.G.: “Certamente il protocollo sul welfare è un dato fondamentale, votato tra l’altro solo un mese fa da entrambe la camere. Nonostante su questo si sia registrata una convergenza tra sindacati ed organizzazioni imprenditoriali, non è che basti il sostegno politico di queste organizzazioni. Si deve poi passare in parlamento e lì è venuta meno la maggioranza, e non da oggi. Una maggioranza che va da Fisichella a Turigliatto mi pare fosse comunque difficile potesse rimanere in piedi, protocollo o non protocollo. Questo il dato politico di fondo che c'è alle spalle della situazione. A parte poi Santa Maria Capua Vetere che ha innescato la fase finale della crisi...”. M.P.: “Bene. Ma questo protocollo è un progetto di governo che, come i seri progetti di governo, sono progetti di legislatura. Tu dici essere venuta meno la maggioranza; noi lo diciamo da agosto. Il merito maggiore che riconosciamo a Prodi è quello di aver resistito fino quando Cremaschi, in drammatico contrasto con la stessa Cgil ed il mondo sindacale, ha incassato un sonoro insuccesso rispetto ai lavoratori e ai pensionati chiamati a pronunciarsi sull'accordo. Finirla con una realtà paleo-industrialista, con un rapporto mutuamente parassitario tra governi centralismi ed una parte della imprenditoria ufficiale, è stato un nostro obiettivo da tempo”. “Un mese fa questo parlamento ha votato la finanziaria, con decine e decine di votazioni. Una finanziaria che include anche leggi delegate ai fini di applicare questo accordo”. G.G.: “Sì, e spero che queste vengano comunque garantite”. M.P.: Quello è stato un “primo segnale”. “Ma è possibile non si riesca, su un progetto che includa anche la necessità di liberalizzazioni vere, ad immaginare ad esempio un governo Bersani-Gianni Letta?”. “Il proprio di una legislatura è quello di poter mutare i connotati della maggioranza parlamentare. Allora la fretta per la quale occorre andare al voto non mi convince”. G.G.: La posizione della Confindustria risente del fatto che il Presidente sia a fine mandato? “Non mi sembra. Anche perché fino ad oggi non c'è stata contrapposizione di schieramenti sull'indicazione di un nome per la prossima presidenza di Confindustria; per ora c'è un solo nome, quello di Emma Marcegaglia. La posizione di Montezemolo è nota, da tempo ha battuto sul dato della legge elettorale come di una legge non in grado di garantire la governabilità del paese. Non mi pare ci siano stati elementi di rottura. Vedo invece che accadono cose importanti nel tessuto del paese reale; in particolare mi riferisco al settore del nord-est dove vi sono, a fronte anche del deflagrare della situazione salariale evidenziata dalla Banca d'Italia, una serie di accordi fatti a livello locale tra imprese e sindacati, per giocare sul terreno salariale, di cui si parla poco e che invece sono molto importanti”. M.P.: “Noi abbiamo una camera con una nettissima maggioranza a favore del progetto di governo “protocollo”, e dall’altra – in Senato – una realtà, a parte il dettaglio di 8 senatori eletti e non proclamati, nella quale possiamo avere anche posizioni come quella di D'Onofrio, lealissime al centro-destra ma pure legate alle opportunità di crescita delle proposte di governo che evocavo come provenienti da Ichino e Boeri fino a Monti e Giavazzi”. G.G.: “Sarebbe auspicabile che su un simile progetto di riforma ci fosse la massima convergenza. Io non credo ci siano le condizioni: non lo credevo prima, non lo credo a maggior ragione oggi”.
    22:57 Durata: 15 min 34 sec
  • L'incontro tra Angius, Piazza e Consorte. Le frequentazioni del salotto Angiolillo.

    Marco Pannella

    parlamentare europeo (Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l'Europa)

    I primi risultati delle elezioni in Serbia. La posizione di Bertinotti sulla sua possibile candidatura a Premier per la Cosa Rossa. “A monte c’è una storia strutturale per la quale è interessante vedere che da una parte Veltroni fa l’appello ai socialisti che sarebbero anticlericali, dall’altra studiano la situazione insieme, in modo riservato ma serio, Angius, Angelo Piazza e Consorte”. “Nel salotto Angiolillo sono comparsi in queste ore anche Anna Finocchiaro, La Torre ed altri ancora. Tutto questo diventa interessante come ho sempre sostenuto lo sono alcune intercettazioni telefoniche pubblicate dai giornali”. L'episodio della presentazione di una storia delle lotte operaie a Torino alla Camera e la reazione di Bonanni.
    23:13 Durata: 7 min
  • Celebrazioni della figura di Gandhi: “c'è il riflesso un po' misero di dimenticare che noi radicali, da 25 anni, siamo presenti e lottiamo”. Il giudizio di Ferrara sugli anni '70 e la sua parabola personale.

    Marco Pannella

    parlamentare europeo (Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l'Europa)

    Gli articoli di Zizola e Fofi sul Domenicale del Sole 24 Ore. “Ci è arrivata perfino Telecom a fare una sua grande pubblicità con Gandhi, dicendo 'se avesse avuto i mezzi tecnologici di comunicazione di oggi, cosa avrebbe potuto fare?'. Quando noi, a metà degli anni '80, adottammo Gandhi come simbolo del partito, l’idea venne presa come una stranezza. Non sembrava contenere futuro politico”. “Siamo convinti che Gandhi, Martin Luther King, Popper studioso della nonviolenza e del liberalismo negli ultimi anni della sua vita e Kant, che aveva prefigurato la federazione che noi chiamiamo Comunità della e delle democrazie nel mondo. Quindi abbiamo questa attualità di Gandhi. Dopo la conversione un po’ superficiale alla nonviolenza di Bertinotti, questa scelta del domenicale del Sole 24 Ore è significativa”. Pannella sottolinea poi il valore, anche storico dell'inserto, “per me un piccolo totem. Ho ricordato che il residuo garantismo nel periodo delle grandi e feroci assassine emergenze della seconda metà degli anni ’70, avevamo con Italo Mereu un contributo di civiltà contro la barbarie giustizialista”. “Una citazione di questa pagina, da parte di Fofi, che nota come gli ortodossi nonviolenti sembravano mostrare soprattutto dei 'cammini di perfezionamento individuale' e quindi in Fofi c’era il riflesso un po’ misero di dimenticare che noi radicali, da 25 anni, siamo presenti e lottiamo”. La posizione di Ferrara sugli anni ’70. Pannella: “Noi riteniamo invece essere gli anni in cui noi abbiamo dato un contributo fondamentale, lo ripeteva reiteratamente Montanelli, perché i compagni assassini potessero essere aiutati a compiere scelte per avere destini propri diversi da quelli che in parte sono stati”. L’allontanamento di Ferrara e Saverio Vertone dal PCI sulla questione della droga, atteggiamenti che avrebbero mostrato una svolta “lassista”.
    23:20 Durata: 12 min 29 sec
  • Aborto: in Italia può essere solo di stato. E' lo stato che decide luoghi, modalità e ragioni di esso. La donna è ridotta a contenitore di un processo. Alcuni elementi del dibattito che si terrà al Congresso dell'Associazione Luca Coscioni a Salerno.

    Marco Pannella

    parlamentare europeo (Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l'Europa)

    Il documento congiunto, firmato dai direttori delle cliniche di Ostetricia e Ginecologia di tutte e quattro le facoltà di Medicina delle università romane: La Sapienza, Tor Vergata, la Cattolica e il Campus Biomedico. Per tali medici bisognerebbe a tutti i costi difendere la vitalità anche dei feti che si abortiscono se questa possibilità esiste. In questo – affermano - non c’entra la madre. Sono problemi che riguardano solo l’abortito. Sono i medici che decidono e non la donna. “E infatti in Italia l’aborto deve essere di stato. Le condizioni” alle quali si può praticare “sono di stato. La donna deve essere semplicemente il contenitore di un processo; coloro che hanno sovranità su vita e morte è lo stato. È lui che detta i luoghi in cui questo deve essere fatto”. “Questi medici rivendicano dunque la funzione di stato che rappresentano in quanto medici, cioè l'imperativo etico dello stato di difendere la vitalità ipotetica di un nato prematuro. Io ho già dichiarato che l'idea di Blair, poi ritirata, di una riduzione delle settimane, sono d'accordissimo se il presupposto fosse stato confermato. La Camera dei Lord ha dato una risposta negativa. Alla televisione, questa sera, è stato anche detto che questa decisione è da attribuirsi alla denuncia del carattere esasperatamente consumista e scientista che oggi prevale nella realtà sociale. Questa è l'atmosfera. Per questo mi rimetto al congresso dell’Associazione Luca Coscioni perché credo che in quella occasione vi saranno questa e molte altre cose che andranno messe a punto e chiarite”. La posizione di Franco Piperno sulla scienza e sul Papa. “C'è anche Capanna su questa posizione. Nel verdismo, non a caso molto spesso ormai appiattito sulle posizioni paleo-neo-comuniste, c'è appunto questa denuncia del carattere capitalistico, di classe, consumistico, della scienza”.
    23:32 Durata: 8 min
  • La lettera aperta al Presidente della Repubblica e al Presidente del Senato incaricato

    Marco Pannella

    parlamentare europeo (Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l'Europa)

    Il ruolo delicatissimo del Presidente della Repubblica. “Avere prescelto il problema della legge elettorale non mi pareva e non mi pare tutt’ora come la scelta necessaria”. “Si tratta di vedere se non è il momento in cui si deve ritenere che l'Unione come era, e la CdL come era, siano cose di fronte alle quali i parlamentari non debbano prendere atto che non rappresentano assolutamente più nulla sul piano programmatico. Sono solo dei nomi”. A fronte di questo, meglio “la ricerca di unità di legislatura, unità programmatica”.
    23:40 Durata: 5 min 48 sec
  • Collegamento con Emma Bonino da Milano. Appuntamenti della settimana.

    Marco Pannella

    parlamentare europeo (Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l'Europa)

    Emma Bonino

    ministro per le Politiche Europee e per il Commercio con l'Estero

    Collegamento con Emma Bonino da Milano. “Lo sforzo finale del governo per Milano Expo, che si vota il 31 marzo, è al rush finale. Essendo una iniziativa di respiro comunque nazionale, richiede, comunque siano le cose, un grande sforzo del sistema Italia”
    23:46 Durata: 13 min 47 sec