10 FEB 2008
rubriche

Conversazione settimanale con Marco Pannella

RUBRICA | di Massimo Bordin - RADIO - 22:06 Durata: 1 ora 52 min
Scheda a cura di Guido Mesiti
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Puntata di "Conversazione settimanale con Marco Pannella" di domenica 10 febbraio 2008 , condotta da Massimo Bordin che in questa puntata ha ospitato Massimo Bordin (direttore di Radio Radicale), Marco Pannella (parlamentare europeo, Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l'Europa).

Sono stati discussi i seguenti argomenti: Politica.

La registrazione video di questa puntata ha una durata di 1 ora e 52 minuti.

La rubrica e' disponibile anche in versione audio.
  • Introduzione

    Massimo Bordin

    direttore di Radio Radicale

    L'intervista di Goffredo Bettini al Corriere della Sera in cui si esplicita una sorta di veto nei confronti dei radicali da parte di un esponente autorevole del PD. Il discorso di Veltroni a Spello. Lo spaccato, offerto da Radio Radicale, sulla realtà del partito dipietrista. Il problema informazione in questa fase pre-elettorale in cui vige l'anarchia.
    22:06 Durata: 1 min 51 sec
  • Questione informazione: il caso “Rosa Bianca” in Rai e la realtà del partito dipietrista. C’è da denunciare, denunciare, denunciare il partito Rai-Tv per attentato ai diritti civili e politici del cittadino.

    Marco Pannella

    parlamentare europeo (Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l'Europa)

    “L’altro ieri sera ho letteralmente dichiarato che, rendendomi conto di una giurisprudenza contraria e che – non per la prima volta - crea un prassi contro la costituzione, c’è da denunciare, denunciare, denunciare il partito Rai-Tv per attentato ai diritti civili e politici del cittadino”. “La magistratura italiana – perché in queste occasioni i giudici scompaiono, resta l''associazione' – è un ordine e non un potere per la Costituzione. Questa magistratura è riuscita a contestare a qualche terrorista l’attentato ai diritti civili e politici dei cittadini, mentre si è sempre rifiutata di rispettare questa norme del codice di fronte a manifeste operazioni volte ad attentare ai diritti civili e politici del cittadino italiano, innanzitutto disinformandolo”. “Due cose oggi sembrano funzionare in Italia: il commercio con l’estero e l’antimafia”. “Ascoltando ieri Radio radicale, di fronte alle notizie - mai smentite - che un'eccezione all'essere soli del PD veniva prevista per l'Italia dei Valori di Di Pietro, mentre addirittura con i socialisti non c’era nulla e con i radicali si ripeteva l’operazione fatta contro di me in occasione delle primarie, sono intervenuto”. Le motivazioni dell'esclusione al momento delle primarie vanno riprese: “Noi non facciamo parte di una tradizione democratica che ci qualifichi come soggetto politico compatibile con il PD che lor signori fanno. Dopo 60 anni, con una parentesi di 6-7 anni, di regime postfascista, erede sempre più del fascismo, nel quale la democrazia e lo stato di diritto sono falsificati e negati, non c’è da meravigliarsi se la lotta politica coincide non tanto con quella delle dittature – che comunque hanno una legalità, quella delle leggi dittatoriali – ma con un ordine che opera in assenza totale di legalità”. “Riguardo Di Pietro io ho detto quello che pensavo, rivolgendomi anche con fiducia allo stesso Di Pietro, invitandolo a prendere atto che si è messo e si trova in una situazione oggettivamente ricattabile, sotto molti fronti. Dicendogli quindi di non presentarsi nel momento politico-elettorale, sottolineando allo stesso tempo che in questo modo intendevamo pure dare un giudizio nei confronti della politica del PD e, direi, di tutta la democrazia italiana. Perché al momento neppure gli altri sono molto preoccupati della legalità. Era prevista, da Vespa e dalla Rai-Tv, tre domeniche di seguito – e forse siamo riusciti a farle saltare - una trasmissione con Berlusconi, una con Veltroni ed una con Bertinotti”. “Siccome poi c’è qualche partito da richiamare alla 'ragione comune' di carattere mafioso, in questo caso è Casini, e dunque nei suoi confronti accade qualcosa che vorrei raccontare. Come un sol’uomo i tele-giornali italiani all’improvviso, da quattro giorni, chiamavano in posizione di particolare evidenza dei rappresentanti della ‘Rosa Bianca’. Tabacci in genere, e io – ripeto - ho grande stima di Tabacci. E non uso questa locuzione come Cossiga. Persino il muso di Pezzotta, a livello non-politico, non mi è antipatico. Però è indubbio che questa decisione dell'associazione per delinquere contro la Costituzione detta 'Rai-Tv' di inventarsi una presenza politica-elettorale non ancora costituita, solo preannunciata, senza nemmeno la certezza del nome od altro, è cosa che serve manifestamente come avviso ricattatorio nei confronti di Casini”. “Su questo accade una cosa: pare che Savino Pezzotta abbia avuto un momento di sdegno per una figura un po’ risibile che gli è stata fatta fare”. La trasmissione del 7 febbraio di “Anno Zero, con rappresentante invitato del PD, Furio Colombo, poi l’ex ministra Prestigiacomo per il PdL, poi il professore Sartori e poi Tabacci. Inizia alle 20 e 40. Alle 21 e 06 l’AdnKronos dà questa dichiarazione, nel momento in cui iniziava la trasmissione di Santoro: ‘Domani verrà presentata ufficialmente la nuova formazione politica che fa capo a e l’ex leader della Cisl Pezzotta mette in guardia dal parlare subito del nome della ‘Rosa Bianca’ e tantomeno della ‘Cosa Bianca’, perché – assicura - ‘non si chiamerà così’. Quindi uno dei tre costituenti dichiara che all'indomani si sarebbe fatta una conferenza stampa e si sarebbe deciso come chiamare la nuova formazione”. “Forse Pezzotta riteneva che il nome di una prestigiosa espressione della minoranza cattolica anti-nazista e che ha avuto i suoi martiri non fosse la più appropriata a rappresentare quello che lui concorreva a costituire. Allora è successo che Santoro – sono sicuro non per propria unica iniziativa – il 5 febbraio commissiona alla Swg un sondaggio pre-elettorale con una commissione concepita in questo modo: si chiedono le intenzioni di voto sul PD ed in particolare sul PdL, ma in ordine, PD, Rosa Bianca, Casa della Libertà, Italia dei Valori, Sinistra Arcobaleno e 'altri', fra i quali ci sono unicamente – mi pare – socialisti e radicali. Quindi così sono presentate a tutti gli ascoltatori le elezioni e quali saranno le forze presenti. I radicali non ci sono e non sono nemmeno nei tg. A questo punto il 6 febbraio l’Swg fa questo sondaggio, mostrato agli italiani il giorno dopo. Non so quanti italiani, ma credo solo gli appassionati di politica potevano aver preso in considerazione l'idea di votare per la Rosa Bianca, non ancora costituita. Eppure il sondaggio dà il 3%-4% alla Rosa Bianca, non ancora costituita. Così si è inventata e creata la forza politica che hanno deciso alla Rai”. “Io mi chiedo se Articolo21, Giulietti, teoricamente l'Ordine dei Giornalisti non abbiano questa cosa da dire. La Commissione di vigilanza e l’Autorità garante, perché il fatto è indice di una promozione politica che addirittura nemmeno rispetta la realtà partitocratrica così come è normalmente lottizzata. Questa cosa varrebbe contro chiunque fosse fatta”. “Credo che Articolo21, che ha mostrato fino ad un mese fa una posizione di presa di coscienza della storia del sindacalismo della RaiTv, potrebbe su questo dire qualcosa. Ed in particolare il Garante e la Commissione di Vigilanza, personalmente riterrei che alla Procura della Repubblica dovrebbero occuparsi di un evidente attentato ai diritti civili e politici dei cittadini italiani”. “Ma sappiamo che la magistratura italiana è la parte più ferrea della casta tn'tè vero che riesce a fare pulizia interna contro i dissensi politici e non la fa mai coloro che fanno in maniera riprovevole il giudice o il magistrato”. “Pure quando scatteranno le regole” sull'informazione in campagna elettorale “non le rispetteranno. Le regole che si sono ora già non le rispettano”. “C’è un problema profondo e vorrei che qualche ascoltatore in coscienza si chiedesse se lui fa quello che vorrebbe e dovrebbe fare. Per esempio, quando abbiamo le cose più innocue: ho visto Minoli nella trasmissione che riguardava Mimmo Modugno. Ad un certo punto lui ha detto testualmente: 'nel 1987 i radicali si trovano in difficoltà e chiedono a Modugno di dargli una mano e lui accetta'. In realtà lui già sul caso Braibanti, già sul caso Tortora, ha usato queste piccole frasette. Sono cose di tutti i giorni e di una falsificazione gravissima della storia personale di quella persona e delle verità. Mimmo era Presidente del Partito Radicale”. “Io credo che sia nostro dovere di avere la mente fredda, evitando di attribuire a dei limiti della nostra politica le difficoltà nelle quali ci troviamo”. “Il nostro percorso è miracoloso ed il fatto che duri da 52 anni abitua in qualche modo un paese sfibrato, travolto da una piena di un fiume composto degli affluenti comuniste, fasciste e clericali, a quello che è già un miracolo”.
    22:08 Durata: 24 min 23 sec
  • La coerenza del PD: Di Pietro va bene, la Binetti fa parte delle tradizioni democratiche che devono essere rappresentate. Questa è la “politica nuova” di Veltroni. Oggi non c'è bisogno di ricorrere agli squadrismi: si elimina la possibilità, da parte dell’elettorato, di valutare posizioni diverse; su amnistia e indulto non riusciamo a far passare che il massimo problema dello stato e della società italiana, quello della giustizia.

    Marco Pannella

    parlamentare europeo (Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l'Europa)

    “Poi si può discutere se io sia o meno un provocatore. Il Pd è coerente e Veltroni è coerente: Di Pietro va bene, la Binetti fa parte delle tradizioni democratiche che devono essere rappresentate, Ignazio Marino meno, e questa è la 'politica nuova'. Tutti gli editori ottengono che venga millantata questa grande novità di ‘svolta da Obama’. Tra l'altro oggi ha pure detto che c’è il denaro per diminuire le tasse; lui fa una truffa, un inganno, un indebito. C’è un governo per il disbrigo negli affari correnti e c’è un tesoretto che sta sicuramente arrivando, prodotto di questo governo. [...] esponente di partito che dica che ora c'è da abbassare le tasse ed alzare i salari, significa fare qualcosa che nemmeno il governo in affari correnti possa fare”. “Non è nemmeno l’annuncio del programma, perché quello ha detto lo annuncerà tra qualche giorno. Ma tutto questo agli editori va bene. Leggo persone, anche molto intransigenti, prese anche loro da questo quasi-entusiasmo. C'è 'l'Italia rinnovata', 'finalmente una realtà bipartitica', invece mai c’è stata in modo così perfetto una realtà monopartitica sul piano della sostanza”. “Io mi chiedo se Veltroni e compagni non siano anche loro oggettivamente ricattabili. Come Di Pietro. Perché non si spiega. Dopodiché hanno la faccia come il sedere perché loro sarebbero quelli che creano 'il rinnovamento della politica italiana'. Loro ormai, Veltroni e Berlusconi, hanno insieme un conflitto di interessi con le leggi della Repubblica italiana e con la nostra costituzione”. “Loro rappresentano insieme la casta, la corporazione, di partiti la cui politica legislativa è letteralmente truffaldina, ladra, anche di denaro, costosissima e tale da non consentirgli poi di muoversi. Quando avranno fatto le elezioni, allora ne vedremo delle belle”. L’ordinamento “senza regole interne, senza funzionamento di organi interni” del PD. “Mi chiedo davvero se il Presidente della Repubblica, lo dico conoscendo la Costituzione materiale, non possa davvero prendere in considerazione questi eventi, a partire dal funzionamento della informazione e dai piccoli esempi fatti, quelli della Rosa Bianca e dell’Italia dei Valori”. PD e IDV, secondo Pannella, non faranno le liste assieme, al massimo un'alleanza: “Magari sul piano dello stomaco è possibile che gran parte del popolo delle loro primarie avrà un problema”. “Quello che sta verificandosi è una cosa normale: Di Pietro ebbe meno voti della RnP ma molti più parlamentari e spazio della RnP. L’unanimità dell’elettorato e del governo si è trovato di fronte ad una situazione molto chiara grazie a noi: si era per l'indulto come traino per l'amnistia. Poi però a me è stato impedito per un anno di parlare sull’indulto. Cioè, ero credibile perché facessimo le marce di Natale e di Pasqua, come sulla moratoria. Oggi non c'è bisogno di ricorrere agli squadrismi: si elimina la possibilità, da parte dell’elettorato, di valutare posizioni diverse. Portavoce del monopartitismo su questo è stato il Ministro Di Pietro”. “Questo mentre non riusciamo a far passare che il massimo problema dello stato e della società italiana sono 11 milioni di processi di cui 8 non arriveranno mai al loro termine, se non attraverso la criminale e sistematica remissione all'istituto delle prescrizioni, che ogni anno libera 300-400.000 imputati”.”Non possiamo dirlo”. “E' una lamentela? No, è una lotta”.
    22:32 Durata: 14 min 38 sec
  • 42 membri dell'Associazione Coscioni sono in sciopero di dialogo con il Ministro Turco. Noi radicali riteniamo interesse nel paese far continuare la storia di 52 anni con la presenza del soggetto politico radicale anche a livello istituzionale. Non farci rientrare nel prossimo parlamento è un obiettivo già assicurato dal PD a se stessi ed Oltretevere. Escluderci dal PD in questo modo è qualcosa di lontano dalla sensibilità del paese.

    Marco Pannella

    parlamentare europeo (Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l'Europa)

    “Noi ormai dovremo prendere atto che 42 membri dell’Associazione Coscioni sono in sciopero della fame per uno sciopero che dura oltre una settimana, uno sciopero di dialogo con il ministro Turco per una serie di atti dovuti, la maggior parte come obbligo giuridico o di correttezza istituzionale. Si fa questo, e invece nel paese cresce l'annuncio e la notizia sull'esito di una ipotetica lista per la vita di Formigoni o Ferrara”. “Noi continueremo a ribadire che per 2 anni ho detto da questa radio che noi eravamo esclusi dal PD e non invitati perché si sa che noi potremmo accettare”. Ma il modo di risolvere la questione sarà un altro: “Diranno a Di Pietro e ad altri: ‘Vabbè sarete autonomi, sarete esterni, ma state tranquilli che la campagna elettorale sarà fatta tenendo presente l’esigenza che voi facciate il 4%, che andrete in televisione ed avrete le vostre carte da giocare'. Così il monopartitismo va avanti”. “Magari non si fa la coalizione per motivi tattici, ma si garantisce che il bene pubblico sia amministrato in modo tale che l’essere complici sarà adeguatamente compensato”. “Noi ci vogliamo presentare autonomi nella coalizione del Partito Democratico. Visto che si chiama ‘democratico’, ha programmi ‘laici’ e non laicisti…Benissimo, torno a dire che per due anni ho cercato di partecipare”. “Il nostro problema è che noi riteniamo nostro compito, e riteniamo interesse del paese, far continuare la storia di 52 anni con la presenza del soggetto politico radicale anche a livello istituzionale, cioè parlamentare, governativo, referendario. Naturalmente in una situazione nella quale l’informazione ha una efficienza totalizzante e violenta, direi meno evidente ma più sicura. Meno evidente perché fa sentire tanti di loro, che litigano”. “Escluderci in questo modo è qualcosa di almeno altrettanto lontano dalla sensibilità del paese di quanto non lo fosse l'occasione in cui il PCI bloccò una legislatura per tre anni, nel tentativo di abrogare la legge Fortuna e non andare al referendum”. “Se riescono davvero a dare l’impressione che comunque, grazie a loro, lo scalpo radicale possono portarlo al di là del Tevere…Questo è un fatto oggettivo: perché con tutti tranne che con noi? Perché al Senato in particolare Rutelli e Marini sono stati quelli che hanno difeso una truffa peggio che fascista? Hanno una convenienza, un obbligo”. Veltroni lascia la sindacatura di Roma. “Ora, a due anni dalla fine del mandato, va a fare l’opposizione di sua maestà, avendo la garanzia del 60% alla maggioranza e del 40% alla minoranza. E su questo lui sacrifica l’Africa”.
    22:47 Durata: 24 min 5 sec
  • Il Congresso dell'Associazione Luca Coscioni e le scelte che i radicali dovranno fare. “Sono sicurissimo che la maggior parte dei socialisti che hanno sperato nella Rosa nel Pugno sarebbero lietissimi di candidarsi nelle nostre liste. Ma rientra nella loro storia farlo?”.

    Marco Pannella

    parlamentare europeo (Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l'Europa)

    Il congresso dell’Associazione Coscioni a Salerno dal 15 al 17 febbraio: ci sarà qualche scadenza che riguarderà pure le scelte dei radicali? “Se vi sono 42 persone in sciopero della fame in questi giorni per inadempienze del Ministro della Sanità, figurati mano a mano che va avanti l’operazione di intesa con Di Pietro, le Binetti. Questo è il partito di Bassolino! E' il partito che può garantire, assieme a Berlusconi, la stessa situazione di quasi tutto il mezzogiorno”. “Noi dobbiamo fare quello che ferisce di più questo scenario”. “Il regime partitocratrico ha dovuto mollare la scheda referendaria alla chiesa e dunque al paese. Siccome il buon Dio ha dato la lezione che doveva dare al Vaticano, allora dal '77 la Corte Costituzionale ha iniziato a distruggere l’istituto referendario nel paese”. “Ma dopo 20 anni che si vincevano i referendum e che tutto questo paese dimostrava che con la storia del Partito comunista più forte dell'occidente, con la storia del paese più controriformista dell'Europa, il paese acquista una compattezza per le quali le uniche contraddizioni sono con le idee liberali, socialiste o laiche nostre. Male che vada cerchiamo di presentarci e fare la battaglia da soli. Ma dobbiamo evitare che questo diventi all’estero, all'OSCE, la dimostrazione che in Italia in fondo in fondo un po’ di democrazia c’è”. “Dobbiamo cercare di ricevere e provocare dalla realtà transnazionale qualcosa che possa incidere nella realtà italiana”. “Vorrei sentire anche i compagni che amo e stimo: i Biagio De Giovanni e gli altri che si sono rassegnati allo schema delle ‘pari responsabilità’ di radicali e socialisti per quanto riguarda il fallimento della Rosa nel Pugno. Ora voglio vedere cosa scelgono”. Esclusa la possibilità che nelle eventuali liste radicali ci possano essere dei socialisti? “Ma come no. Zapatero, Blair, sono cose nostre. Ernesto Rossi scriveva, torno a dirlo, su L'Italia socialista”. “Io sono sicurissimo che la maggior parte dei socialisti che hanno sperato nella Rosa nel Pugno sarebbero lietissimi di farlo. Ma rientra nella loro storia il farlo? Noi non possiamo offrire a troppi la possibilità offerta a Turci, Buglio”.
    23:11 Durata: 14 min 36 sec
  • La memoria di Katyn e delle Foibe. I comunisti, quelli onesti, hanno vissuto una tale esperienza interiore che è divenuta cenere e quindi sono disposti a tutto, sono disposti alla ricerca di tutto.

    Marco Pannella

    parlamentare europeo (Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l'Europa)

    “Le fosse di Katyn tornano fuori, finalmente anche con un film e dunque a livello di massa”. Il libro di Zaslavsky sull'argomento. “Credo che il film sia venuto fuori anche a partire da questo libro”. “Oggi il Presidente della Repubblica ha onorato il ricordo delle Foibe. Ma si vuole forse che lui sappia che non è vero che tutta l'Italia dimenticò questa tragedia? Si vuole che lui sappia che io, da deputato della Repubblica, sono andato in visita alle foibe pubblicamente, ufficialmente?”. “E lo stesso vale per le fosse di Katyn. Ricordo che ne parlavo con Silone, al congresso Mondiale per la Libertà della Cultura. Ho continuato – come su via Rasella e sulle Foibe – ad averne presente la memoria. 20.000 vittime, tutto il ceto medio e la borghesia polacca sterminata con il colpo alla nuca dalla Russia con la certezza che avrebbe potuto far passare tutto questo alla storia come crimine nazista”. “E allora dico pure una cosa. Quando vedo Ferrara ed altri comunisti, faccio questa osservazione: quelli onesti di loro hanno vissuto una tale tragedia interiore, che è divenuta cenere, che sono disposti a tutto, sono disposti alla ricerca di tutto”. La guerra culturale intrapresa da Ferrara.
    23:26 Durata: 7 min 21 sec
  • Salvo eccezioni, l'attenzione di settori del giornalismo e della sinistra vicini ai radicali c'è stata solo nei momenti vittoriosi. I rapporti con la comunità ebraica.

    Marco Pannella

    parlamentare europeo (Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l'Europa)

    In questo periodo c'è forse un deficit di attenzione anche da parte di alcuni settori del giornalismo e della sinistra da sempre vicini ai radicali? “Per quel che riguarda il PCI da Togliatti a Berlinguer, c'erano solo degli ottantenni a darci attenzione: Terracini, Gullo e Vidali. Quindi non è esatto” sostenere un'attenzione che esiste da sempre. “Nei momenti vittoriosi c'è stata, ma quando Adele Faccio e Gianfranco sono andati in galera non sono stati in molti”. Il rischio, per i radicali, di un 'riflesso etnico' in questa fase di grande difficoltà. “Io prevedevo questo problema. Quando un territorio è occupato e gli occupanti restano per due o tre generazioni, poi finisce che ci sono delle ragazze che si sposano con i figli degli occupanti. Per noi c'è un po’ questo stato di cose. Probabilmente nella Shoah c’erano gli ebrei di tutte le nazionalità, c’erano gli omosessuali di tutte le nazionalità…E alla fine sono diventati un po’ un’etnia, 'gli scampati di'”. Collegandosi a questo Pannella parla della situazione della comunità ebraica a Roma. “20 anni fa i ragazzi di 20 o 30 anni della comunità ebraica romana si iscrivevano tutti nei momenti di difficoltà. Oggi che hanno 40 anni sono diversi”. “Ho ricevuto dal Presidente Nazionale dei Giovani Ebrei, Nahum, una risposta di poche righe, che dice che ormai siamo al di là dell’indecenza e che l’attaccamento di Emma e mio alle nostre poltrone è cosa per la quale non vuole più avere rapporti con noi. Gli ho risposto: 'Guarda, sei pronto per fare da sacrestano a Monsignor Fisichella'”. Gli ex-radicali, Rutelli ed Elio Vito, oggi. “Uno si converte se crede a qualcosa. Spero sia questo il caso per Elio Vito”. La riunione di Storace ad Arcore e la decisione di correre da soli. “Il Presidente della Commissione di Vigilanza che parlò di genocidio culturale dei radicali. Nella battaglia che faremo dovremo preoccuparci anche che non ci sia un trattamento fascista nei confronti dei presupposti fascisti”.
    23:33 Durata: 12 min 22 sec
  • Non sono psicologicamente né scoraggiato, né pessimista. Ho indicato ai compagni possibili, le difficoltà oggettive che ci sono per capire assieme se vale la pena continuare a combattere per un’alternativa a questo regime.

    Marco Pannella

    parlamentare europeo (Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l'Europa)

    “Non vorrei che ci fosse un errore. Io non sono psicologicamente né scoraggiato, né pessimista. Ho raccontato qui, ho indicato ai compagni possibili, le difficoltà oggettive che ci sono, così che le possano valutare per capire se vale la pena ricominciare o continuare a combattere per un’alternativa a questo regime”. “Credo di vedere lucidamente la situazione, lucidamente quello che accade. So che sarà difficile e molto importante il congresso dell’Associazione Coscioni. Vedremo, nel momento in cui avremo proposte formali, di immaginarci qualcosa di nazionale come i mille od altro”. “So che noi combatteremo molto bene. Vorrei che davvero chi ci ascolta capisse che uno di più, una di meno, da noi, è importante. Ed è il problema di iscrizioni. Per esempio adesso i partiti rubano il rimborso per 3 anni di legislatura che non ci sarà. Ma con una differenza: noi abbiamo documentato che i soldi che ci devono dare sono il 90% di quanto abbiamo speso. Gli altri hanno speso tra il 20-40% di quanto gli spetta. Quindi avranno denaro fresco per la campagna elettorale”. “C’è l’opportunità: ‘Sono anch’io radicale’ è qualcosa che forse non suonerebbe sproporzionato, spropositato nella vita italiana”. “Iscriversi, sottoscrivere, vuol dire essere quantomeno quotidianamente informati, avere un punto di riferimento”. Il milione di iscritti del PD.
    23:45 Durata: 8 min 54 sec
  • Conclusioni. Le iniziative dei radicali a Roma sulla legalità e la democrazia diretta.

    Marco Pannella

    parlamentare europeo (Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l'Europa)

    Un possibile incontro con Veltroni in settimana. Il congresso dell'Associazione Luca Coscioni da venerdì. “I nostri compagni romani hanno alcuni problemi aperti”. “Sono stati molto bravi, per le condizioni in cui si trovano”. Dalle coppie di fatto alla capacità di “aggregare tante associazioni che avevano avuto il loro momento di impegno, avevano raccolto le firme sulle petizioni a fronte di istituzioni che non rispondeva. Hanno quindi rianimato pure questo fronte”.
    23:54 Durata: 4 min 37 sec