09 MAR 2008
rubriche

Conversazione settimanale con Marco Pannella

RUBRICA | di Massimo Bordin - RADIO - 17:07 Durata: 1 ora 28 min
A cura di Guido Mesiti e Pantheon
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Puntata di "Conversazione settimanale con Marco Pannella" di domenica 9 marzo 2008 condotta da Massimo Bordin con gli interventi di Massimo Bordin (direttore di Radio Radicale), Marco Pannella (europarlamentare, Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l'Europa), Marco Pannella (parlamentare europeo, Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l'Europa).

Sono stati discussi i seguenti argomenti: Elezioni, Politica, Politiche 2008.

La registrazione audio di questa puntata ha una durata di 1 ora e 28 minuti.
  • Introduzione

    Massimo Bordin

    direttore di Radio Radicale

    Marco Pannella

    europarlamentare (Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l'Europa)

    Marco Pannella, giunto al quarto giorno di sciopero totale della fame e della sete, non è potuto venire negli studi di Radio Radicale e dunque interviene in collegamento telefonico.
    17:07 Durata: 1 min 51 sec
  • L'inizio formale del Satyagraha per la Pace, il Diritto e la Libertà. “L'iniziativa in corso è volta ad affermare e nutrire il valore della 'parola data' e del rispetto dei patti stabiliti. Pacta sunt servanda”. Dalla realtà tibetana alla questione medio-orientale alla specificità italiana. Per ora, da parte dei media, “una totale azione violenta, di menzogna”.

    Marco Pannella

    parlamentare europeo (Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l'Europa)

    “Fino ad adesso – e non è problema privato mio – intanto sto aspettando notizie dai tre compagni che hanno raggiunto il Dalai Lama e che lo vedranno tra poco tempo. Per me è molto importante che loro gli facciano una comunicazione che abbiamo concordato e che ritengo necessaria. Io mi trovo ad aver iniziato - in modo formale - il primo Satyagraha mondiale per la Pace, il Diritto e la Libertà, che dal novembre 2006 abbiamo preannunciato. Una delle iniziative è questa. Sottolineo che non sono riuscito, malgrado due o tre giorni in cui ho ripetuto questo, ad ottenere dalla – con rispetto parlando – informazione italiana un solo luogo di trasmissione di questo fatto. La iniziativa in corso è volta ad affermare e nutrire il valore della “parola data” e del rispetto dei patti stabiliti. Pacta sunt servanda. È poco? No. Per esempio il problema preciso è che noi dobbiamo riuscire, a partire dalla realtà tibetana, anche su questo, a concordare progressivamente la loro partecipazione a questa iniziativa, perché dura ormai da un anno la situazione per la quale, ancora pochi giorni fa, Pechino accusava il Dalai Lama di essere un mentitore. Poi abbiamo un'altra situazione: in Medio Oriente, tutte queste “road maps” vedono come prassi micidiale il non rispetto dei patti. E' una cosa troppo generica? Credo invece non lo sia affatto. La specificità italiana: noi abbiamo dichiarato di accettare che è nostra opinione che la parola data non sia stata rispettata”. “Ma si accetta. Cosa vuol dire?. Cosa che può accadere, accade anche con esempi clamorosi da parte di Gandhi. Ricordiamolo, Satyagraha è “affermazione per la verità”, “amore per la verità”…questa è la precisa configurazione del quadro all'interno del quale si manifesta e vive l'iniziativa. A questo punto, abbiamo detto, accettiamo questo patto. Cioè accettiamo che non sia stata – come accade di consueto nella politica italiana – mantenuta la parola data. Questo mi pare essenziale che venga compreso, e mi pare essenziale che non ci sia “l'ennesimo digiuno...” e non si sia trasmesso in nessun luogo il fatto che questa non è una iniziativa che riguarda lo specifico italiano – nel quale i soggetti interessati hanno già regolato questo momento di difficoltà dei loro rapporti – la cosa è fatta mentre invece la disattenzione, il livello dell'ascolto del mondo dell'informazione – tranne piccole e marginale eccezioni, mi pare Europa -. Per mio conto è, in questo momento, una totale azione violenta, di menzogna, che non ha consentito a nessuno, tranne agli ascoltatori di Radio Radicale, di comprendere la realtà e la verità di questa iniziativa. Quindi sto persistendo”.
    17:09 Durata: 8 min 52 sec
  • Lo stato dell'iniziativa nonviolenta. Le risposte immediate da molti compagni del Partito Radicale Nonviolento. Lo strumento dello sciopero della sete: “Sono molto attento”. “Rischio la vita, cerco di non rischiare la morte”.

    Marco Pannella

    parlamentare europeo (Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l'Europa)

    Il lavoro e l'iniziativa contemporanea dei compagni radicali giunti a Dharamsala. “Dal Dalai Lama sono arrivati Sergio D'Elia, ma ci sono anche Matteo Mecacci – uno dei candidati del PD, messo in posizione Lazio2 che loro stessi ritengono non essere in posizione corrispondente a quanto avevano annunciato – e Marco Perduca”, candidato anche lui nelle fila del PD. Gli interventi di Wei Jingsheng, Thach N Thach, Kok Ksor, Ermelinda Meksi, Amos Dojaka. “Vorrei ricordare che ho sempre mostrato prudenza. Uno che in definitiva ha avuto nei miei confronti delle parole e dei giudizi che restano, straordinari, cioè Indro Montanelli, durante una di queste cose – come tanti che mi voglion bene e che si preoccupano degli errori che possiamo fare – disse: 'O muori o sei un uomo morto'. Al solito geniale nell'esprimere un concetto. Eravamo in anni nei quali la pratica violenta dello sciopero della fame legittimava l'atto di guerra. Una volta che non si poteva dare più il corpo alla causa, si scagliava il proprio corpo contro il nemico. Parliamo degli Irlandesi. Lì c'è tutta la differenza”. “Io rispondo anche alla voce – addirittura interiore – che è quella di Valter: sì, rischio la vita, cerco di non rischiare la morte”. “Sono molto attento”. Le condizioni fisiche di Marco Pannella ed il confronto con quelle di altri scioperi. “Sto rischiando ma attendevo anche questo momento per parlare, per mantenere l'appuntamento, usarlo, nelle migliori condizioni possibili e dare uno sguardo attorno”.
    17:17 Durata: 13 min 22 sec
  • “Se non c'è un inizio di intervento volto ad affrontare i motivi, le cause strutturali, delle situazioni che minacciano l'umanità, il mondo ed in particolare le aree che abbiamo individuato, allora davvero non c'è speranza”.

    Marco Pannella

    parlamentare europeo (Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l'Europa)

    Il trattamento, da parte dell'informazione, del Satyagraha appena iniziato: “Non ho trovato 'un cristiano' della stampa – o un comunista, un fascista – che abbia, nell'esercizio delle sue funzioni di informatore, mostrato di trasmettere i motivi, le forme, il carattere di avvio del Primo Satyagraha mondiale per la Pace”. “Per avere la moratoria sulla pena di morte ci abbiamo messo 14 anni. Nessuno pensa che, con il Satyagraha, avremo la pace perpetua a breve. Ma dobbiamo ricordare che in quei 14 anni avevamo di già lotte in corso che avevano fatto sì che già nel settembre 2003 stavamo per vincere all'ONU, dove accadde che per opera di 20 su 27 componenti dell'attuale Europa delle patrie, solo per loro colpa, non fu votata allora – di già – la moratoria”. “Su queste cose la durata e la pazienza hanno magari reso più importante l'esito finale”. “L'opera di verità – e siamo già mobilitati in questo senso – sarà quella di vedere il seguito di quella lotta. Cosa farà Bruxelles, che questa volta siamo riusciti a rendere partecipi, dopo la forte resistenza iniziale”. “Se non c'è un inizio di intervento volto ad affrontare i motivi, le cause strutturali, delle situazioni che minacciano l'umanità, il mondo ed in particolare le aree che abbiamo individuato, allora davvero non c'è speranza. Noi invece crediamo di essere e poter essere speranza, riconoscibile e trasmissibile anche ad altri, secondo la nostra storia, laica e religiosa”. Si aspetta forse un sostegno da parte del Dalai Lama? “Occorre vedere come riterrà e riterremo utile il suo grado di partecipazione. [...] Occorre vedere se ci sia l'opportunità di un'adesione politica, come tutte le altre. Ma credo che la sua 'benedizione' su questa già da 20 anni ci sia. Quando disse, appunto venti anni fa, 'Se me lo chiederete, esprimerò anche io la mia partecipazione formale ad un Satyagraha'”. “Alle istituzioni non chiedo nessun passo. A me importa che le istituzioni non costituiscano in modo continuo una impossibilità di circolazione della parola e di conoscenza da parte del popolo italiano. Il problema è la connotazione sulla quale noi radicali, purtroppo da 20 anni, non abbiamo rivisto la nostra interpretazione. E in corso in Italia una forma nuova di fascismo - o comunismo, sfascismo, quello che è – di negazione del diritto, del rispetto della legge, della Costituzione, della forma repubblicana, della democrazia in una parola”.
    17:31 Durata: 11 min 57 sec
  • “Viva il Partito Democratico, viva un partito democratico”. L'azione radicale e la necessità che l'avvento del nuovo partito sia “connotato, nella sua vita fisiologica, dalla democrazia”.

    Marco Pannella

    parlamentare europeo (Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l'Europa)

    La previsione di Menichini su Europa e la campagna elettorale radicale. “Si dice che l'accordo con i radicali sia una delle spiegazioni del trend positivo del PD. Vuol dire che mi pare – è anche pacifico – che da quanto abbiamo potuto fare, con l'acquisto di alcune pagine pubblicitarie del Riformista, abbiamo riscontrato che nell'ambiente di coloro che sono nel PD abbiamo avuto una risposta, iniziando da Marco Bellocchio, poi Gianfranco Pasquino, a partire da qualche migliaio di lettori de Il Riformista. Non è forse sbagliato dire che è dispiaciuta nella forma e nella sostanza, ai democratici, questa posizione assunta dal proprio partito. Assunta senza che ci fosse un minimo di cooperazione di organi statutari del nuovo partito. Una posizione presa un po' monarchicamente”. “La nostra lotta ha questo emblema: 'Viva il Partito Democratico, viva un partito democratico'. Questo ispirerà l'azione di tutto il mondo radicale, di tutta la galassia. In fondo esprime la nostra posizione: oggi ha acquisito una felice attualità la nostra trentennale lotta per il Partito Democratico; sentiamo la necessità di dire che il suo avvento deve essere anche l'avvento di un partito connotato, nella sua vita fisiologica, dalla democrazia”. “Non ho mai pensato che responsabile positivo e negativo del comportamento del PD fosse il portato di un oggettivo prevalere del potere clericale, anti-liberale, quindi ratzingeriano. Questo c'è, ma non ho mai fatto l'offesa di prestare ad un soggetto politico, per esempio come quello del PD, la responsabilità - quasi fisiologica - di obbedire, come in un servaggio, a quelle voci. Io ritengo che il Vaticano, la Chiesa così detta, l'Opus Dei, hanno al 100% le responsabilità di assumere queste posizioni”. Il messaggio di Enver Can, leader uiguro, di sostegno all'iniziativa nonviolenta di Pannella.
    17:43 Durata: 14 min 50 sec
  • La campagna elettorale: il dibattito sollevato da Tremonti, le posizioni di Di Pietro e Ferrara. “Questo Partito Democratico che viene alla luce, bisogna curarlo ed amarlo, in modo paterno, fraterno”. “Oggi si continua a votare partiti che sono figli della concezione gentiliana – fascista –, dei regimi di partito unico, facendo sì che i rappresentanti del Gran Consiglio dei Partiti nominino il Parlamento”.

    Marco Pannella

    parlamentare europeo (Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l'Europa)

    “L'unanimità di quanti da venti anni hanno la costanza di seguirmi e di sbirciare cosa combino, hanno dovuto constatare che se io mi sveglio la mattina dopo 4 ore, anche alla fine del primo giorno di sciopero della sete, c'è uno stato di sofferenza evidente di palato, lingua. Non appena invece accendo una sigaretta, a quel punto viene della saliva in bocca. Da un'ora mi era difficile accendermi una sigaretta; ora sto riuscendo ad accendere un toscanello, altrimenti avrei dovuto smettere in qualche minuto”. La posizione di Tremonti ed il dibattito che ne è scaturito. “Perfino nella cosa della presentazione – a mo' di bandiera – del leader dei tassisti romani, non mi pare ci sia stata molta reazione dal PD, qualche battuta a parte. Intanto oggi c'è comunque un intervento di Emma Bonino sul Corriere della Sera su questo. Io resto convinto che ai buoni a niente rispetto che ai capaci di tutto, bisognerà dargli una mano; non so se riuscirà il miracolo del 2006 ma dobbiamo riuscire a mobilitarci in tutte le forme possibili per evitare che questi inizino a fare la scena della rissa, dopo che fino ad ora si è fatta la scena del tubare pubblico”. “Io credo che più che mai è evidente un momento in cui occorre curare ed amare in modo paterno, fraterno, questo PD che viene alla luce. Tante volte abbiamo fatto le liste 'per il partito Democratico'; ormai 20 anni fa ho scritto su l'Unità dicendo ad Achille Occhetto che sarebbe bastato lui decidesse di chiamarsi 'Partito Democratico' ed io mi sarei iscritto a quello che ancora in quel momento era il PCI. Siamo stati gravidi di questa realtà, senza la consapevolezza – acquisita progressivamente - della riforma che può passare solo attraverso la riforma americana, quella delle primarie vere, delle persone che sono sottoposte al giudizio dei propri popoli e territori”. “Oggi si continua a votare partiti che sono figli della concezione gentiliana – fascista –, dei regimi di partito unico, facendo sì che i rappresentanti del Gran Consiglio dei Partiti nominino il Parlamento. Oggi poi sono fondamentalmente due persone che, al di là di qualsiasi struttura di garanzia delle scelte, fanno le nomine. Ci stiamo avvicinando ad un momento fondamentale. Il 2006 ha prodotto una crisi manifesta delle due gambe sulle quali cammina questo regime dell'anti-libertà; assistiamo ora ai colpi di coda, si sta cercando di ricreare l'ordine”. “Per primi abbiamo detto: dove c'è strage di legalità, c'è strage di vita. Oggi, in termini culturali, c'è questo legame formale, questo riconoscimento di grande valore dell'Italia dei Valori. Beh, è un segnale assolutamente preoccupante”. “Potrebbe anche darsi che ci sia una realtà in cui Di Pietro supera il 5% dei voti, tutti tolti al PD”. Il paragone con la situazione di Bush e la sua decisione a favore, in fondo, della “legalità della tortura”. “Il proibizionismo, come risposta, crea la tortura clandestina e di massa”. “Noi abbiamo massacrato il flagello dell'aborto di massa. Adesso è solo grazie a Giuliano Ferrara e al talebanismo che praticamente non scompare del tutto”. Ferrara “E' molto più menzognero, demagogico ed infondato sulla realtà”. “E' come quelli che erano dediti a fare le foto del feto; erano un aspetto abbastanza barbaro, feticistico”. “Contro l'aborto siamo noi”. “Lui sta facendo una battaglia dicendo che è prevalente nella scelta delle istituzioni del mondo contemporaneo quella di voler ammazzare i bambini. Ed è suggestivo”. “Trovo che la cosa di Giuliano sia veramente disperata; e quando leggo che ora c'è il rimorso che suoi tre figli possibili li ha fatti abortire, beh speriamo – lo dico senza supponenze ed ironia – di aiutare Giuliano in questo momento difficile della sua vita. Glielo dico pubblicamente”.
    17:58 Durata: 24 min 8 sec
  • Conclusioni. Le elezioni in Spagna ed in Francia.

    Marco Pannella

    parlamentare europeo (Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l'Europa)

    Elezioni spagnole. “Immaginate, seguo Zapatero con partecipazione ed un po' di patema. Lo scontro in corso ci dimostra che la grandezza della Spagna contemporanea è vicina alla grandezza della Spagna medievale, una grandezza che noi – penisola italiana – purtroppo, dobbiamo risalire a molti secoli più indietro per ritrovare”. “Problema oggi è quello di una civiltà mediterranea e di un mediterraneo esattamente opposto a quello prospettato da Sarkozy”. La riunione del 15 “per fare, invece che la Patria mediterranea, le patrie mediterranee”. “Quando noi parlavamo dei pericoli e della necessità del 'dovere di intervento', a partire dalla difesa della Dichiarazione dei diritti dell'Uomo, a quel punto erano sotto accusa perfino quelli che avevano come riferimento il 'diritto di intervento'”. Ancora sul dibattito su Tremonti. “Partito Democratico nascerà quando concepiremo nella realtà italiana anche la nascita del Partito Repubblicano”. Scegliendo l'opzione della democrazia anglosassone, “ci faremmo forti di un contributo critico di un Tremonti, che diventa – visto il livello del dibattito politico – la ricchezza del dibattito politico, pur proponendo contenuti che sono contrapposti a quelli nostri della storia radicale”.
    18:22 Durata: 13 min 59 sec