30 MAR 2008
rubriche

Conversazione settimanale con Marco Pannella

RUBRICA | di Massimo Bordin - RADIO - 17:14 Durata: 1 ora 52 min
A cura di Guido Mesiti e Pantheon
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Puntata di "Conversazione settimanale con Marco Pannella" di domenica 30 marzo 2008 condotta da Massimo Bordin che in questa puntata ha ospitato Massimo Bordin (direttore di Radio Radicale), Marco Pannella (parlamentare europeo, Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l'Europa).

Tra gli argomenti discussi: Politica.

La registrazione audio di questa puntata ha una durata di 1 ora e 52 minuti.
  • Introduzione

    Massimo Bordin

    direttore di Radio Radicale

    La questione tibetana: la visita di Karma Chopel, presidente del parlamento tibetano in esilio. Le elezioni ed i temi delle battaglie radicali.
    17:14 Durata: 1 min 28 sec
  • Tibet: “Lo sento, il Dalai Lama è in profonda difficoltà, direi umana. Ma non può dimettersi dal suo ruolo politico”. “Occorre riflettere su quale sia l'azione nonviolente e gli obiettivi da concordare a fronte di una situazione come quella attuale, con 20 milioni di cinesi in arrivo nella regione tibetana”.

    Marco Pannella

    parlamentare europeo (Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l'Europa)

    La visita del Presidente del consiglio tibetano in Italia e gli incontri organizzati dal Partito Radicale. “Uno straordinario successo radicale, perché non è semplice organizzare questa visita – così intensa – così come è stata organizzata”. La conferenza stampa a Bruxelles, “con BBC e CNN che si davano le gomitate per riprendere. I corrispondenti c'erano, ma anche sulla stampa internazionale poi non è uscito assolutamente nulla”. La visita in Piemonte e l'incontro con il Presidente del Senato nella giornata di sabato; l’incontro programmato con le autorità di Bolzano. “Oggi sulla conferenza stampa le agenzie pure erano piene. Ma non una intervista è venuta fuori. Cosa vuol dire? Lo stesso è avvenuto alla conferenza stampa del Parlamento Europeo”. “Gli editori – che raramente sono editori puri, ma hanno interessi che non sono prettamente quelli editoriali – sono molto sensibili a questa cosa. Un tibetano è trattato peggio di un radicale”. “C'è già una popolazione millenaria, quella della Manciuria, che è del tutto scomparsa dalla cronaca e dalla realtà perché c’è stato l'annegamento etnico. E contemporaneamente Pechino ha annunciato che nei prossimi anni ci saranno 20 milioni di Cinesi trasferiti in Tibet. E già oggi a Lhasa – ma non è il dato ufficiale - vi sono 200.000 cinesi e 100.000 tibetani. E ancora: un terzo dei monasteri che esistevano, non ci sono più. Bisogna tenere conto di questo”. Le posizioni degli stati: “Bene o male la Merkel sta tenendo una posizione abbastanza netta”. “Anche se la fila per conquistare posizioni di piccolo privilegio con la Cina è ancora una dimostrazione dell’Europa delle patrie, con ogni patria che si fa i cavoli propri in modo abbastanza disperato”. “Credo di conoscere abbastanza il Dalai Lama”. “Questo uomo – lo credo, lo sento – in profonda difficoltà, direi umana. Quando dice ‘mi dimetto politicamente’, gli dirò che purtroppo non ha il diritto di farlo. Lui ha accettato da decenni di essere anche leader politico. Ora che siamo al 'redde rationem' non può permettersi il lusso di lasciare. Perché cosa succede dopo?”. Il primo incontro con il Dalai Lama a Roma: “Parlammo così a lungo che venne fuori il discorso che il Dalai Lama – alla presenza di Giovanni Negri ed altri - mi sorprese. Disse ‘quando me lo chiederai, parteciperò anche io ad un satyagraha, ad un digiuno’. Questo accade 23 o 25 anni fa”. Poi Pannella racconta un momento accalorato, durante un incontro a Strasburgo, “quando gli dicevo che ‘la nonviolenza non può essere attesa’”. Se pensiamo che lui è il leader religioso di 7, 8 milioni di persone, non ci rendiamo conto che comunque questa è una cosa un po’ straordinaria”. “La riflessione sulla pratica politica e sul significato etico-politico della nonviolenza manifestava la sua attualità. Se pensiamo che noi siamo l’unica organizzazione internazionale esplicitamente nonviolenta…da una parte dobbiamo essere molto grati ai pacifisti. Che allora – accanto agli altri guai che chausavano - costringevano sempre Gandhi a rispondere ai loro attacchi. Ricordiamo infatti che Gandhi, nei tre conflitti che si trovò a vivere, vi partecipò sempre, prendendo le parti degli aggrediti. Mentre i pacifisti continuavano a manifestare a Parigi contro il disarmo in francese, mentre in Germania non si faceva alcunché”. L'incontro con il Dalai Lama a Strasbrugo, con interprete il figlio di Francois Revel, “una grossa autorità spirituale del mondo buddhista. Domani lo incontrerò a Napoli. Vorrei che lui mutasse dei programmi che sono allucinanti, come ritmo, e gli dirò di andare a trovare il Dalai Lama perché oggi occorre riflettere su quale sia l'azione nonviolente e gli obiettivi da concordare a fronte di una situazione come quella attuale, con 20 milioni di cinesi in arrivo nella regione tibetana. Occorre evidentemente una situazione nuova”. “Dire al Dalai Lama che la rinuncia della sua autorità politica non è legittima”. “Questo dimostra come il Satyagraha si auto-forma, se tu hai individuato la direzione di marcia. Io intendo ri-privilegiare, dopo anni, anche il momento organizzato del Partito Radicale Nonviolento e transpartito, con una priorità però che non è solo quella del 13-14 aprile, ma quella della ‘Assemblea dei Mille’ convocata per l'1,2 e 3 maggio”. “Abbiamo una realtà nella quale il Tibet è un’altra occasione per vedere l’Europa. La realtà europea è, in modo acceleratissimo, quella di un riflesso ideologico dell’illusione del ritorno alle 'patrie nazionali'. Questo dibattito sull'Unione Mediterraneo porta tutti i progetti che ci sono, a cominciare da quello di Sarkozy, a creare una sorta di patto con i paesi del sud del Mediterraneo che lascia agli islamisti il monopolio di parlare di ‘nazione araba’, che va oltre gli stati nazionali”. “Oggi ho sentito che finalmente si è svegliata, dal suo lungo letargo, Barbara Spinelli, e nomina il problema del ritorno dello stato-nazionale. Lo dico per essere cattivo, che ogni tanto non fa male”. “Ma si merita questo ed altro. Io Barbara, come tutte le Spinelli, le ho conosciute praticamente in fasce”. “Ritengo di doverlo non solo ad Altiero ma anche ad Ursula, che era un personaggio favoloso”.
    17:15 Durata: 22 min 30 sec
  • “Il Dalai Lama fa appello alla comunità internazionale che però come soggetto istituzionale non esiste”. “L’ONU è affetta da mali italiani, nel senso che tutte le sue carte costitutive sono basate sul presupposto che la comunità internazionale si unisce in difesa dei diritti umani, ma di questo non c'è assolutamente nessuna traccia”.

    Marco Pannella

    parlamentare europeo (Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l'Europa)

    “Il Dalai Lama ha fatto un appello accoratissimo, chiedendo alla comunità internazionale un grande 'favore' (nella versione italiana). Il presidente del parlamento ha ribadito: 'Se non si interviene subito saranno schiacciati ed eliminati'. E lui è tipo abbastanza battagliero, essendo stato leader dei famosi 'giovani', che da gruppo demograficamente identificabile ormai sono una corrente politica”. “E’ vero che l’ONU è affetta da mali italiani, nel senso che tutte le sue carte costitutive, la lettera del suo sviluppo, è basata sul presupposto che la comunità internazionale si unisce in difesa dei diritti - e quindi dell’esercizio dei diritti – umani, politici, sociali, del bipede umano. Ma di questo, assolutamente nulla, se pensiamo ad esempio che continuiamo ad avere la Libia come presidente della Commissione dei diritti umani”. “Il Dalai Lama continua a fare appello alla comunità internazionale, che però come soggetto istituzionale non esiste”. “Noi, in due-tremila – quanti siamo – nel mondo, possiamo dire senza essere incoscienti che dobbiamo accorrere su questo fronte che è il fronte della crisi della comunità internazionale”. La vittoria “tattica” sulla moratoria. “Dinanzi ad una Europa che per 10 anni ha impedito che l'assemblea generale votasse. E quindi è una vittoria”. Il problema radicale del tempo. “Noi abbiamo anche il dovere di sopravvivere in questa realtà in cui ci troviamo”. “E' venuto fuori un accenno di quello che vorrei si facesse subito: pigliare il manifesto di Ventotene e tradurlo in Tibetano basterebbe per far capire che l’indipendenza nazionale non è un regalo. Si carica il tibetano di un compito immenso, all'altezza della sua storia: quello di conquistare la libertà per tutti i cinesi. Con un inizio di coordinamento che stiamo organizzando tra gli Uiguri, i residui abitanti della Manciuria, i Falung Gong e perfino i taiwanesi. Che in fondo i nazionalisti di lì non vogliono altro che il ritorno alla 'grande Cina', pur mantenendo una certa autonomia”. La moratoria e la prevista relazione sulla sua applicazione. “Immediatamente Europa, Italia, ONU...sono le burocrazie che dovrebbero coltivare l'applicazione di questa moratoria”. “Non abbiamo avuto il tempo di approfondirla. Può essere Satyagraha fornire qualche studio urgente relativo alla documentazione del perché”. La questione della grazia a Sofri ed il ruolo del Presidente della Repubblica. “Napolitano ci ha dato l’occasione per iniziare formalmente il Satyagraha, con la nostra 'non collaborazione' durante le consultazioni dopo la caduta del governo”. Quello fu il primo gradino dell'iniziativa nonviolenta, prima dello sciopero della sete e, oggi, dello sciopero della fame. “Lo sciopero della fame porta alla vita piena. Quasi miracolosamente questi digiuni riescono a far comunicare a far star bene chi li fa, entro certi limiti”. “Noi ci contavamo, ma chi avrebbe potuto sapere, pur avendolo noi in qualche modo previsto, che nel 2008 le Olimpiadi sarebbero state il momento clou di qualcosa? Di fatto questo è quello che è accaduto”. La posizione rispetto al boicottaggio. La linea mediana in cui si muove Pannella: no al boicottaggio, però non è detto che si possano portare avanti delle iniziative. L'attacco di Pechino alla 'cricca del Dalai Lama'”. “Personalmente ritengo che la Merkel abbia scelto una posizione condivisibile. Fate quello che vi pare, io personalmente non ci vado. Vedremo quel che otterremo in Italia. Ma se questo dovesse dimostrare la debolezza internazionale di quelli che non ci vanno, allora sarebbe un regalo che facciamo ai Cinesi. Se sono solo in 6 o 7 che non ci vanno”.
    17:38 Durata: 21 min 44 sec
  • La campagna elettorale di Emma Bonino in Piemonte e di Marco Pannella per le elezioni locali di Treviso. La collocazione internazionale dei radicali nell'Alde e negli altri gruppi politici europei.

    Marco Pannella

    parlamentare europeo (Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l'Europa)

    La campagna elettorale della Bonino in Piemonte per le elezioni legislative e di Marco Pannella a Treviso per le elezioni locali. “La disponibilità incredibile nei miei confronti da parte della città di Treviso. Mercoledì 5 andrò”. La collocazione internazionale dei radicali e degli ex-DS. “La convivenza nel gruppo dei Liberali è andata benissimo”, anche grazie agli sforzi di Marco Cappato “che praticamente lo fa da solo. Grazie soprattutto a Marco si è concretizzata l'autorevolezza nostra, che siamo solo due”. Il rapporto sui diritti umani al vaglio della Commissione esteri nei prossimi giorni. “L'anno scorso, per tre volte sulla moratoria, ed in altre tre occasioni, abbiamo avuto la unanimità del Parlamento Europeo sulle nostre posizioni”. “Fra i tanti guai del PE, ci sono delle particolarità, come questa. Come pure il fatto che Pasqualina Napoletano, lei della Sinistra Arcobaleno, resta vice presidente del gruppo socialista. Come pure è il caso di Claudio Fava”. “Su Pasqualina Napoletano abbiamo potuto contare sempre, perché – per fedeltà a sé stessa – ha finito per essere una compagna preziosa”. Una cosa importantissima: “Se noi come gruppo liberale riusciamo ad ottenere la convergenza del Partito Socialista, poi abbiamo la maggioranza in Parlamento”. “Mi sento di sottolineare pure la attenzione concreta di un personaggio che, se conosciuto come tale, potrebbe essere forse repellente e invece come persona è completamente diversa. Che è Borghezio, che ha attenzioni continue che vengono solo da lui. Attenzioni vere, anche costose, nei nostri confronti”. “Abbiamo fatto quella conferenza stampa con il presidente dell’assemblea tibetana. È arrivata una e-mail a Marco Cappato di Borghezio in cui diceva che il solo intervento non menzionato dall’Agence d’Europe era il mio, fatto a nome del gruppo Liberale. Siccome noi siamo il nostro tempo e le nostre attenzioni, a me fa molto piacere”.
    17:59 Durata: 15 min 4 sec
  • Elezioni: “Al Senato tutto dipende dalle capacità tecniche dei berlusconiani e dei veltroniani. Tutto si gioca in 4 o 5 regioni nelle quali è immaginabile che uno sforzo supplementare possa far pendere la bilancia da una parte o dall'altra”. Le differenze tra Binetti ed i radicali.

    Marco Pannella

    parlamentare europeo (Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l'Europa)

    “L’incontro televisivo si farà a condizione che il centrosinistra, che noi, non ci si avvicini a 3 punti percentuali – e non si rimane a 6 - dal centro-destra. Perché in quel caso Berlusconi, anche a fronte di un'ampia fetta di indecisi ma con propensione a partecipare al voto, comprensibilmente potrebbe evitare il dibattito”. A Treviso c'è un candidato doppia tessera socialista e radicale; veniva dai DS, è avvocato molto stimato e, in una lunga campagna, è stato nei sondaggi a lungo il primo anche rispetto ai candidati designati da altri. La questione degli spazi televisivi per i radicali e l’accordo col PD che prevedeva per loro dei passaggi televisivi. “Ma la parola data dalla politica italiana non vale un bene amato cazzo”. “Al Senato tutto dipende dalle capacità tecniche dei berlusconiani e dei veltroniani. Tutto si gioca in 4 o 5 regioni nelle quali è immaginabile che uno sforzo supplementare possa far pendere la bilancia da una parte o dall'altra. E tenendo presente che comunque c'è l'influenza di quelli che accade nel resto d'Italia in quei giorni. Ho l'impressione che, da un punto di vista del piazzare un prodotto ed ottenere qualcosa in concorrenza con un altro commerciante, non giurerei che il meno abile sia Berlusconi. E quindi la situazione è aperta”. Negli ultimi giorni Casini ha detto “il voto di fiducia Berlusconi se lo sogna”; “non credo sia passionale o stia andando oltre. Sta acquisendo in qualche misura i rischi di uno che forse ha – e non ha mai avuto - il carisma del leader. Va seguito con attenzione”. “Noi abbiamo la Binetti che io non toglierei per nulla. Anzi, ci vuole. Perché in fondo è l'alibi; se non ci fosse la Binetti, Veltroni si dovrebbe inventare qualche altra cosa per giustificare la nostra presenza”. “Il problema è l'equiparazione tra la Binetti ed i radicali. La storia della Binetti è lei, e al massimo si sospetta possa essere importante per i voti dei cattolici e dei vaticani. Noi siamo altra cosa. Questa equiparazione fa parte dell’errore ideologico di Veltroni e compagni. Per loro continuiamo ad essere quella componente della sinistra liberale della società del paese, che è importante, è solida, c’è. Il fatto che noi non possiamo andare in televisione è determinato dal fatto che sanno quante volte siamo potuti entrare in sintonia con la loro base, perché sapevano quello che volevamo”. Il primo caso fu in occasione del primo referendum sul finanziamento pubblico ai partiti. “Tanto più è così, tanto più devono trattarci come dei trotzkisti”. I radicali come 'l'altra Binetti'? “Solo che con noi non riescono a fare i conti come li fanno con la Binetti. Che se, per caso, vanno da Ruini o vanno dalla Segreteria di Stato e quelli gli dicono 'questo lo potere fare', anche se accade che poi la Binetti non applaude quando si annuncia l'appoggio di Zapatero. Insomma, può non applaudire e buona notte al secchio”.
    18:14 Durata: 17 min 4 sec
  • “La realtà politica italiana oggi” è che “si tratta di scegliere, in quei due giorni delle elezioni, tra il governo Berlusconi e il governo Veltroni. Dinnanzi a questo non ho un'oncia di dubbio”.

    Marco Pannella

    parlamentare europeo (Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l'Europa)

    “La realtà politica italiana oggi” è che “si tratta di scegliere, in quei due giorni, tra il governo Berlusconi e il governo Veltroni. Dinnanzi a questo non ho un'oncia di dubbio, anche perché è indubbio che malgrado tutto, Veltroni non ha il potere oggettivo, anche se non va sottovalutato, di fare quello che fa Berlusconi. Berlusconi fa il vuoto, lo si è visto con Casini che è l'unico con cui non gli è andata bene”. “Io mi rivolgo a quelli che, come noi, non fanno parte del PD e sempre meno ritengono nel futuro di farlo. Un elettore dell'UDC, per esempio, è certo che per gli interessi stessi dell'UDC, non convenga avere Veltroni piuttosto che Berlusconi? Certo, questo significa fare perdere un po' di punti percentuali a Casini, ma quello che conta è il dopo”. “Naturalmente i nostri compagni ex-Pci, ex-DS temo che capiscano molto poco, perché se potessi fare questi discorsi in TV, credo avrebbero un effetto di riflessione”.
    18:31 Durata: 7 min 47 sec
  • La riscossa dei “vecchi”: “il diritto al lavoro c'è pure per la terza età”. “ Oggi, sul fatto che la pensione debba essere 'facoltà' e non 'obbligo', credo si convenga anche in diritto”. Antonio Martino, “predicatore liberista”.

    Marco Pannella

    parlamentare europeo (Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l'Europa)

    “Il nostro problema oggi è quello di far capire l'altra battaglia nostra, e mia personalmente, di far ricordare che l'articolo 3 della Costituzione dice implicitamente che il diritto al lavoro c'è anche per la terza età”. “Il diritto al lavoro per il vecchio”, “per abolire questa realtà folle per cui l'età media degli uomini diventerà tra 20 anni 82 anni per gli uomini ed 89 per le donne”, mentre la situazione lavorativa non cambia. “Noi abbiamo ancora una pensione che, nel momento in cui si era conquistata, poi dopo due o tre anni si crepava”. “Diritto e facoltà di avere la pensione in luogo del lavoro”. I versamenti alla previdenza sociale di Marco Pannella. “Oggi, sul fatto che la pensione debba essere 'facoltà' e non 'obbligo', credo si convenga anche in diritto. Tanto è vero che in realtà la gente può proseguire a lavorare anche oltre l'età minima per ricevere la pensione”. L'Inail e gli incidenti sul posto di lavoro. “Il controllo si chiama INAIL. E quando il Presidente della Repubblica finalmente dice quello che dice, gli si potrebbe ricordare che noi abbiamo raccolto 800.000 firme per fare una cosa che poneva il problema delle garanzie di controllo e non del cambiamento della legge”. Ancora sulle questioni sociali, la posizione netta di Antonio Martino nei confronti di Tremonti a proposito di Alitalia. “Il problema è altro”. “Io sono convinto che in Europa lui potrebbe avere lo stesso carisma che in Nord e Sud America hanno i predicatori religiosi fondamentalisti. E anche aggregando persone fortemente acculturate. Lo assumerei subito: direi, benissimo, si forma la 'chiesa liberista'”. “Se Martino sostenesse il mercato, perché lì vi è lotta vera, e non deve essere truccata da interventi dello Stato. Allora gli direi: tu fai parte di un'impresa politica; ma è possibile che lotti solo quando viene a tiro qualcosa che è conveniente alla esposizione della nostra dottrina, applicandola poi a una cosa come l'Alitalia? Tra l'altro non so se ho mai ricordato che a lungo il primo Presidente dell'Alitalia è stato Niccolò Carandini”. Lo 'scandalo di Fiumicino' e Carandini che se ne va. “Non ci giurerei che quelli che sono per 'la compagnia di bandiera' non ci guadagnino”. La finanziarizzazione delle imprese multinazionali e l'intervento di Pannella su 'Corrispondenza socialista', a proposito della Fiat che continuava a fare macchine, ma con la privatizzazione dei profitti e la socializzazione delle perdite”.
    18:39 Durata: 15 min 15 sec
  • “Io che non sono e non voglio essere di questo Partito Democratico” dico che “sarebbe interesse del paese e quindi delle parti politiche del paese, quello di avere Veltroni piuttosto che Berlusconi”. La convocazione dell'Assemblea dei Mille per maggio.

    Marco Pannella

    parlamentare europeo (Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l'Europa)

    “Sarebbe interesse del paese e quindi delle parti politiche del paese, quello di avere Veltroni piuttosto che Berlusconi. E quindi credo che rispetto ai militanti veri dei vari partiti dall'identità forte e dalla politica – mon dieu! – un po' meno, credo che questo ragionamento potrebbe avere un buon effetto. Perché questi non sono fanatici né dell'uno, né dell'altro”. “Hanno già detto di no a questa cosa, ma ora cercherò – come si fa con i compiti in classe – di portargli qualcosa di scritto così che loro ci ripensino”. “Un appello sulla Lucania, sulla Basilicata e sulla Puglia con questa motivazione: aumentando i voti del PD, c'è la seria possibilità che scatti un radicale”. I radicali hanno proposto di consegnare un volantone al PD perché loro lo stampassero: “La risposta è stata: 'Beh sì, a condizione che l'indirizzario sia quello dei radicali', perché loro sono intelligenti. Se questa robba arriva ai cattolici, secondo loro...Il caso vuole che nel volantone c'è una cosa che vale la pena. Ci sono tre foto, di Giovanni XXIII, Giovanni Paolo I ed anche Giovanni Paolo II”. “Noi, senza rispondere alle loro stolte e sceme (politicamente) preoccupazioni...loro hanno detto: 'va bene, ma basta che lo mandate ai vostri'. Ma i nostri che bisogno ne hanno? Non capiscono”. “C'è stato un sondaggio così chiaro: nel momento della peggiore reazione della Binetti, di Franceschini e di questi altri intellettuali democratici, di fronte all'accordo con i radicali, c'era il 40% dei credenti praticanti erano per l'accordo pieno”. L''Assemblea dei Mille' convocata “quale sia l'esito”. “Spero possa essere luogo d'incontro di tutti coloro che sono convinti, e lo saranno a maggior ragione quando avranno controllato la lista degli eletti, che nella migliore delle ipotesi possiamo definire la gestione del PD, per carità per il momento, come oligarchica. Cioè da una parte abbiamo il monarca-anarchico, dall'altra non c'è il monarca ma c'è un'oligarchia. E, ho verificato, la trasmissione all'interno dell'oligarchia è impedita”. Gli appuntamenti della settimana.
    18:55 Durata: 11 min 14 sec