06 APR 2008
rubriche

Conversazione settimanale con Marco Pannella

RUBRICA | di Massimo Bordin - RADIO - 18:06 Durata: 2 ore 1 min
A cura di Guido Mesiti e Pantheon
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Puntata di "Conversazione settimanale con Marco Pannella" di domenica 6 aprile 2008 condotta da Massimo Bordin con gli interventi di Marco Pannella (parlamentare europeo, Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l'Europa), Massimo Bordin (direttore di Radio Radicale).

Sono stati discussi i seguenti argomenti: Elezioni, Politica, Politiche 2008.

La registrazione audio di questa puntata ha una durata di 2 ore e 1 minuto.
  • Introduzione

    Marco Pannella

    parlamentare europeo (Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l'Europa)

    Massimo Bordin

    direttore di Radio Radicale

    Il comizio Pannella a Treviso e quello di chiusura della campagna per le amministrative a Roma dei Radicali, l'ultima settimana della campagna elettorale in corso.
    18:06 Durata: 52 sec
  • “Il nostro è un voto responsabile, non utile”. “Noi non abbiamo nessun motivo di immaginare la possibilità di una nostra confluenza in questo PD”: “Ma proprio per questo abbiamo più titoli per essere credibili e fare una domanda: anche nell'elettorato di Casini e di Bossi, siamo sicuri che sia loro interesse avere un Capo di Governo e non un Presidente del Consiglio?”.

    Marco Pannella

    parlamentare europeo (Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l'Europa)

    Le votazioni del 13-14 aprile. “E' la scelta del male minore”. “Un voto responsabile, non un voto utile. Malgrado la legge elettorale, malgrado che essi dicano di non volere l'elezione diretta del capo dell'esecutivo, malgrado, malgrado, malgrado...in realtà già dal 2006 quello che accade è che si elegge – o meglio si designa - il Presidente del Consiglio, bastando un voto di maggioranza”. “Si arriva in un modo scorretto, improprio, nemmeno troppo spiegabile se ci fosse il rispetto della legalità” a modificare “il sistema istituzionale italiano”. “Con la differenza che poi il capo dell'esecutivo non è anche capo dello Stato, come accade nei sistemi anglosassoni. Siccome questo ci era chiaro – e a mio avviso doveva essere chiaro a tutti, quantomeno ai politici - noi possiamo rivendicare ancora una volta un comportamento coerente: noi non abbiamo nessun motivo di immaginare la possibilità di una nostra confluenza nel PD. Dopo questi due mesi sempre meno. Ma proprio per questo abbiamo più titoli per essere credibili e fare una domanda: anche nell'elettorato di Casini e di Bossi, siamo sicuri che sia loro interesse avere un Capo di Governo e non un Presidente del Consiglio? Non è una differenza solo nominalistica”. E' chiaro che quando Berlusconi, come gli succede non appena lo lasciano solo 48 ore, ne spara una. Come quando ha detto che il partito lascia libertà di coscienza, ma poi il partito di Berlusconi si è pronunciato sempre di più sulle scelte etiche. Lui dice 'noi siamo una monarchia-anarchica'. E ha quasi azzeccato. Una monarchia di carattere assoluto e quindi davvero anarchica. Se nella Lega si affermasse davvero una preminenza della riforma federalista e non di quella 'le carogne di Roma', di una forza sfascista e totalmente contraria alle leggi dello Stato...il problema è uno solo; noi sappiamo una sola cosa di certo: che il 15 aprile, saputi i risultati, sarà consegnato il governo della Repubblica al Capo di Governo o al Presidente del Consiglio. Una piccola nuance, ma vera. E siamo certi che Casini, nello svolgere il suo ruolo di opposizione – sia alla destra sia alla sinistra - che ha preannunciato, sia convinto di essere più efficace con Berlusconi piuttosto che con Veltroni? E la Lega – in una strategia che fosse federalista - è sicura che sia da destra che – al di là dei ricattucoli verso Berlusconi – si possa ottenere una reale riforma federalista? Questo è il taglio che intendo dare”. “Quando noi abbiamo accettato – non subito - anche di non avere 'orgoglio', 'amor proprio', 'problemi di identità', accettando la linea – a mio avviso né intelligente né positiva – dell'alleanza con Tonino Di Pietro e non con i radicali o i socialisti, lo abbiamo accettato. I compagni socialisti, no. Per quale motivo? Noi abbiamo avuto il senso di responsabilità di pagare caro il prezzo di una convinzione: se la legislatura non si fosse interrotta, l'ho detto lo scorso anno, è in corso un dissesto del male-assetto italiano fondato sulle due gambe del regime, entrate in crisi dal 2006 ad oggi. Entrate profondamente in crisi, con tanti segnali che andavamo sottolineando, grazie all'alternanza delle due gambe dello stesso regime. Il cammino era questo e noi abbiamo deciso di proseguirlo, restando con i buoni a niente, per riprendere una espressione sulla quale insisto”. “I compagni socialisti dicono 'siccome noi siamo laici e Veltroni non è laico, loro non ci hanno voluto, mentre i radicali hanno scelto di pagare un prezzo'”. E poi il leader radicale fa un inciso: “Per mettermi – solo in parte – al suo livello: quando sento un Lanfranco Turci accusare di avere venduto, noi radicali, il carattere laico. Io dico questo: il suo partito ci ha detto anche di peggio, 'radical-fascisti', etc. Quindi questo non mi preoccupa: su quello che noi faremo nel presente e nel futuro ci sono pochi dubbi. Per quanto riguarda 'il socialista' Turci ci troviamo in questa situazione: loro parlano più, liquidata la RnP, di Loris Fortuna? Dimenticano che sono responsabili di una caricatura di Concordato fatta da Bettino Craxi. Tutto bene. Però vorrei dire anche una piccola cosa di costume, apparentemente. Lui sa di essere stato nominato, assolutamente gratuitamente, dai radicali al posto di un radicale. Come accadde con Toni Negri nel 1983. L'unico piccolo limite che avevamo messo – perché si sa come noi viviamo, come abbiamo soldi o debiti - era che agli eligendi-nominandi radicali, quindi anche a Turci, avevamo chiesto di riservare una quota a noi. Lanfranco Turci è persona singolare, importantissima, queste sono quisquilie...Io credo che lui ci debba e vorrei che li saldasse – secondo impegni che aveva chiarissimamente accettato – due anni di contributi”. L'accusa di aver dimesso il carattere laico: “Però, se non vado errato, ancora ora le polemiche si fanno contro di noi. La Binetti, Famiglia Cristiana...”. “E' bene che tutti ricordino che storia hanno coloro che ci muovono questa accusa”.
    18:07 Durata: 14 min 38 sec
  • “Purtroppo da parte di Veltroni e del PD non v'è stata nessuna intelligenza della realtà, non ci hanno concesso di spiegare le nostre ragioni, quelle di 'non veltroniani' che spiegano e propongono di scegliere il criterio classico del 'male minore'”. La convocazione e l'impegno per l'Assemblea dei Mille.

    Marco Pannella

    parlamentare europeo (Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l'Europa)

    “Noi poi abbiamo un altro titolo. Abbiamo fatto passare un interesse generale a non aggravare il carattere non democratico del nostro paese, dicendo – come avevamo detto 'Prodi' nel 2006 – dicendo oggi Veltroni”. “Il nostro obiettivo resta quello: avevamo previsto 5 anni di governo degli incapaci o dei buoni a niente. Altri tre anni sarebbero preziosi per andare nella direzione che auspichiamo. Torno a dire: il 15 si decide se è eletto l'uno o l'altro. Il problema del 'voto utile' è una cosa imbecille, cretina, che abbiamo ereditato dal monopartitismo imperfetto, allora retto da Pci e Dc, oggi Ulivo, Unione e robba berlusconiana”. “Noi siamo pronti all'appuntamento. Purtroppo da parte di Veltroni e del PD non v'è stata nessuna intelligenza della realtà, cioè non ci hanno concesso a noi di spiegare le nostre ragioni, cioè quelle di 'non veltroniani' che spiegano e propongono di scegliere il criterio classico del 'male minore'”. “L'uno o l'altro, questa è l'unica cosa che si decide davvero”. “C'è poi un altro leitmotiv della campagna socialista: 'tanto ormai Veltroni ha perso', e allora siccome Veltroni avrebbe già perso, 'noi abbiamo il diritto e il dovere di votare per noi stessi'. Ragionamento che non è quello di Diliberto ma che sono convinto potrebbe essere nello stile di Bertinotti”. Il tema degli indecisi, la campagna elettorale radicale ed i 150.000 volantoni inviati su scala nazionale. “Si è confermato un appuntamento un po' generico che ci eravamo dati con Bettini, al quale ho voluto solo mostrare l'esemplare dei volantoni spediti. E' stato sorpreso, rammaricato, che non fosse stato deciso, da parte loro, di consentire la diffusione del testo a 500.000 persone. Ora lo sto cercando: se questo passaggio deve essere fatto – ho parlato con tipografi, poste - la cosa deve essere ratificata nelle prossime ore”. “Una forza che non entrerà in 'questo' Partito Democratico. Da dopodomani noi saremo soprattutto impegnati per la tenuta a Chianciano di un'Assemblea dei Mille alla quale inviteremo tutti coloro non ancora entrati in funzione nel nuovo Parlamento, sui comportamenti da tenere, se la Costituzione vera permetta di nascere ad un vero 'partito democratico' e anche ad un suo vero 'partito Repubblicano'. Le due cose nascono insieme, necessariamente”.
    18:22 Durata: 11 min 36 sec
  • Le dichiarazioni di Bossi: “A Berlusconi ho ricordato che gli mandavo i comizi della Lega che non andavano in onda a livello nazionale ma registrati da Radio Radicale: è una logica bestiale, arriverà ben presto qualcuno che dirà che 'Bossi e Berlusconi sono dei traditori', che hanno mancato al giuramento, e che per questo rischiano una brutta sorte”.

    Marco Pannella

    parlamentare europeo (Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l'Europa)

    La questione aperta delle schede elettorali. “Io penso che pensare a questa cosa, solo Berlusconi poteva pensare. Questo ora è il grande problema politico? Certo Giuliano Amato poteva farne delle migliori, ma ha risposto a Berlusconi dicendo di aver applicato la legge approvata dal governo Berlusconi. Per ora senza replica”. I brogli paventati da Berlusconi, come all'indomani della passate elezioni, e l'iniziativa solitaria di Maurizio Turco alla Camera nel tentativo di fare chiarezza sulla questione delle presunte irregolarità. Gli eventi della notte dello spoglio nel 2006 e la suggestiva ricostruzione di Deaglio, allora direttore di 'Diario'. Berlusconi “adesso ha finito di fare l'accordo della Lega la difesa della bandiera italiana ed insieme con Lega, Umberto Bossi ieri ha usato una certa espressione, ha giurato di far fuori 'la canaglia romana'. Berlusconi ricorderà che due anni fa gli ho ricordato come gli mandavo i comizi della Lega che non andavano in onda a livello nazionale ma che venivano registrati da Radio Radicale: è una logica bestiale, arriverà ben presto qualcuno che dirà che 'Bossi e Berlusconi sono dei traditori', che hanno mancato al giuramento, e che per questo – essendo più a loro portata - rischiano una brutta sorte”.
    18:33 Durata: 5 min 38 sec
  • Le scelte della Nato sulla Georgia: “la NATO non è un grande organismo politico ma è una struttura che vive da 40 anni, almeno burocraticamente”. Se non si vuole “annullare quel tanto che resta delle acquisizioni di questi 40 anni, è assolutamente giusto non lasciare – come si lascia viccagliamente - Georgia ed altri sotto il ricatto 'sovietico'”. I socialisti 'a destra' e la sorte della socialdemocrazia in Italia.

    Marco Pannella

    parlamentare europeo (Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l'Europa)

    Politica internazionale. “Posso inserire un altro evento, quello secondo quale Bush si è visto contrapporre un 'no' da parte di Putin e dell'opposizione italiana all'obiettivo dell'estensione dell'alleanza atlantica fino alla Russia”. “Forse il potere personale di Putin rischia di rendere Berlusconi più sensibile alla democrazia russa che non a quella americana”. “Sono venute voci da Berlusconi contrarie a che il governo italiano eventualmente assumesse una posizione nel senso auspicato dagli USA. Noi abbiamo 'il problema Nato'; non è un grande organismo politico ma è una struttura che vive da 40 anni, almeno burocraticamente. Questo lavoro, magari burocratico, se non deve andare ad annullare quel tanto che resta delle acquisizioni di questi 40 anni, è assolutamente giusto non lasciare – come si lascia viccagliamente - Georgia ed altri sotto il ricatto 'sovietico'. Io la questione continuo a vederla in questo modo”. Un inciso: “basta con questa storia che i socialisti hanno sempre scelto a sinistra e mai a destra. E' molto importante perché ho trovato tanta gente a ripetere questa cosa. Fino a prova del contrario c'era una linea, 'meglio i socialfascisti che i socialtraditori'. E' stata esplicita con le alleanze della direzione nella terza Internazionale. Dove per social-fascisti intendo nazisti, socialisti...”. “Il socialismo vincente, moralmente vincente, era quello di Saragat e non quello del premio Stalin-Nenni. Allora quando questo argomento lo si usa contro i socialisti che stanno nella destra...”. “Bisogna ricordare invece che quello che c'era di socialismo, non socialdemocratico, meritava il premio Stalin. La socialdemocrazia è stata messa sotto accusa come qualcosa di più dannoso delle destre reazionarie. E oggi sono sicuro che Diliberto preferisca combattere contro un governo Berlusconi più che con un governo Veltroni, perché gli sarebbe più difficile”. La posizione dei socialisti di Boselli a questo proposito: “Boselli gioca a non contribuire ad eleggere Veltroni. Assolutamente legittimo, è un disegno”. “Lo SDI vive da quindici anni e da due si è scoperto anticlericale. Tanto è vero che è stata una notizia”. “Veltroni tutti i giorni sceglie di dire 'c'è la sinistra radicale', mentre non parla mai della componente radicale del suo schieramento”. Le motivazioni dell'elettorato radicale nelle regioni in cui non sono nemmeno presenti candidati radicali nelle fila del PD: “L'unico modo sarebbe quello di consentirmi, in una sera in cui ci sono due o tre milioni di ascoltatori, visto che la mia posizione farebbe un po' scandalo”. “Sarà un voto da rivendicare sicuramente in futuro”.
    18:39 Durata: 14 min 4 sec
  • L'iniziativa nonviolenta di Marco Pannella: 36 giorni di sciopero della fame. Dalla mezzanotte della domenica 50 radicali saranno in sciopero della fame “per esigere dal governo, prima che tiri le cuoia, di fare un atto dovuto”, l'attivazione – come da contratto di servizio - di un format televisivo sui diritti umani.

    Marco Pannella

    parlamentare europeo (Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l'Europa)

    “Da questa sera a mezzanotte sono 50 i radicali in sciopero della fame per esigere dal governo, prima che tiri le cuoia, di fare un atto dovuto. La concessionaria manca al contratto di servizio. Abbiamo mandato una lettera a Prodi dicendo che tutto ciò è insostenibile. La Rai-TV manca di un format , di una sezione sui diritti umani”. Su Sarajevo, sulla moratoria, sul Tibet o nell'occasione in cui “con Emma Commissaria Europea, il grande genocidio dei Grandi Laghi, contro il giudizio di Kofi Annan e in quel momento di Sant'Egidio, provammo ad interrompere quanto stava per avvenire. Vadano sui siti i compagni radicali, o semplicemente democratici, che vogliano sostenere questa iniziativa un po' estrema e non estremista, per ottenere un atto dovuto. Da una parte interrompere la conventio ad excludendum anti-costituzionale, illegale e repellente nei confronti dei radicali, e dall'altra facendolo in occasione della creazione di una struttura che faccia finalmente sperare che 30 anni di iniziativa indegna venga chiusa perché si fa almeno una piccola modifica strutturale”.
    18:53 Durata: 8 min 51 sec
  • Beppe Grillo? “Mi augurerei molto che lavorassimo insieme. Glielo dico e glielo dico da qui”. V2 Day del 25 aprile: “Il rischio al quale ci si espone è che questa raccolta non sia valida ai fini della fissazione del referendum per l'anno prossimo”. “Credo che Grillo non debba dimenticare che l'opposizione al regime e a queste cose noi l'abbiamo fatta per 30 anni, e quindi qualche esperienza l'abbiamo”.

    Marco Pannella

    parlamentare europeo (Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l'Europa)

    “Mi augurerei molto che lavorassimo insieme. Glielo dico e glielo dico da qui. Oggi lui, fra le altre cose, ha attaccato adesso Emma, che gli risponderà non appena avrà tempo. Allora diamo un servizio a Beppe Grillo. Lui, che pensa giustamente in grande, a milioni di persone, nella dichiarazione ingiunge ad Emma di risarcire 300.000 euro al giorno 'in nome del popolo italiano' per una responsabilità che essa si sarebbe presa. Questa forse l'ha presa da Tonino Di Pietro, dalle aule giudiziarie. Comunque è stabilito che il 25 ed il 26 aprile si raccoglieranno le firme per tre referendum, due dei quali li abbiamo già proposti noi. Ed ho annunciato che sarei andato a firmarli. Non voglio assolutamente mettere in dubbio che lui riesca a fare in due giorni quello che noi siamo sempre riusciti a fare sfruttando a pieno i tre mesi a disposizione dei promotori. Il problema è questo: l'articolo 31 della legge n. 352 del 1970 sulla disciplina dei referendum: 'Non può essere depositata richiesta di referendum nell’anno anteriore alla scadenza di una delle due camere e nei sei mesi successivi alla data di convocazione dei comizi elettorali per l’elezione di una delle camere medesime'. Nei sei mesi successivi alla data di convocazione dei comizi elettorali per l'elezione di una delle camere medesime. Il problema è che l'articolo 28 dice: 'il deposito presso la cancelleria della Corte di cassazione di tutti i fogli contenenti le firme e dei certificati elettorali dei sottoscrittori deve essere effettuato entro tre mesi dalla data del timbro apposto sui fogli medesimi'. Lo spostamento del deposito dovuto alle elezioni, comporta automaticamente l'allungamento del periodo di validità della vidima (previsto nei tre mesi) si o no? La risposta prevalente, per la quale noi ci siamo regolati quando abbiamo dovuto fare raccolte di firme, è quella che rende impossibile la raccolta di firme che avviene sei mesi dopo la convocazione delle elezioni”. “Il rischio al quale ci si espone è che questa raccolta non sia valida ai fini della fissazione del referendum per l'anno prossimo”. “Questa guerra lampo, come è stato per le petizioni 'bellissime' di settembre, quelle alla Di Pietro, rischia di non avere grande significato”. “Io credo che forse Grillo, anche se noi non ci siamo affermati 20 anni fa su internet e dintorni, non debba dimenticare che l'opposizione al regime e a queste cose noi l'abbiamo fatta per 30 anni, e quindi qualche esperienza l'abbiamo. Se lui pensa che la sua foga, il suo potere digitale ed internettaro, gli basti per far cadere un regime ed instaurarne un altro, credo commetta un grave errore”. La grande attenzione di Grillo non solo al giustizialismo, quando a molte tematiche che sono ancora dei radicali: lo stipendio dei parlamentari, il numero dei parlamentari.
    19:02 Durata: 12 min 26 sec
  • I sondaggi e le valutazioni dei bookmakers inglesi sulle elezioni italiane. Il dopo-elezioni: “L'Assemblea dei Mille è aperta a tutti coloro che siano interessati di fare il punto, magari per trarne conseguenze diverse, su quello che sarà accaduto con le elezioni”; è maturo “il rilancio del Comitato per l'uninominale secca, ma anche quello per la riforma presidenzialista e federalista, radicalmente americana”.

    Marco Pannella

    parlamentare europeo (Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l'Europa)

    L'andamento dei sondaggi nella campagna elettorale. “Io considero i sondaggi non come dei tabù, ma li considero anche. Piuttosto in questo momento mi interessa molto di più sapere cosa dicono i bookmakers inglesi”. “Mi pare possibile o probabile che la somma dei voti della sinistra comunista e verdi e dei socialisti, sia una somma che si toglie al candidato erede di Prodi”, una quota “determinante per non far scattare il candidato Veltroni”. “L'Assemblea dei Mille è assemblea aperta a tutti coloro che siano interessati di fare il punto, dialogicamente, magari per trarne conseguenze diverse, su quello che sarà accaduto con le elezioni”. “Possono intervenire tutti coloro che siano interessati alla riforma che permette finalmente la nascita di un partito democratico nel nostro paese”. “Ritengo che maturi il rilancio non solo del Comitato dell'84-85 per l'uninominale secca, ma anche quello per la riforma presidenzialista e federalista, radicalmente americana, nel senso che come noto il potere parlamentare negli Stati Uniti è un potere serio, con il quale i Presidenti devono fare i conti”. Le quotazioni di Veltroni altalenanti rispetto a quelle stabili di Berlusconi. “Sono sicuro che Sposetti potrebbe fare operazioni...Lui come comitato per il referendum sulla fecondazione assistita, ha fatto guadagnare qualcosa come mezzo milione o un milione, puntando contro la nostra vittoria. E' tecnicamente capace, essendo pure libero di usare questo metodo secondo le tradizioni e gli statuti del partito, di investire”. Lo sdoganamento della tua candidatura a segretario del PD da parte di Nicola La Torre. “Lo 'sdoganamento' di Pannella rafforza il 'doganamento' rispetto a Veltroni, perché l'operazione del divieto l'ha fatta Veltroni”.
    19:14 Durata: 19 min 38 sec
  • Necessaria una iniziativa internazionale perché Pechino cessi di mentire, dicendo che 'il Dalai Lama è per il separatismo e l'indipendenza', e che starebbe preparando degli attentati suicidi.

    Marco Pannella

    parlamentare europeo (Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l'Europa)

    “Una cosa interessante: a Udine hanno scoperto, molti friulani, che nelle montagne c'è un monastero buddhista. Tanto che è vero che il capo di questo monastero è venuto alla conferenza stampa a portare tutta la sua solidarietà ed il ringraziamento al Partito Radicale e a noi tutti. Volevo segnalarlo, perché adesso ci vengono manifestazioni di attenzione dalle comunità più importanti, come quella di Pisa. Oggi c'è la richiesta, reiterata, di chiedere a Pechino di cessare di mentire, di stare ai patti. Quando dicono che 'il Dalai Lama è per il separatismo e l'indipendenza', fino a dire che il Dalai Lama starebbe preparando degli attentati suicidi – evidentemente sarà la polizia cinese che lo sta facendo - allora io direi che forse ne parleremo al Partito, chiedendo una iniziativa internazionale, perché Pechino smentisca queste dichiarazioni secondo le quali il Dalai Lama non avrebbe la linea federalista, e soprattutto per smentire le dichiarazioni secondo le quali il Dalai Lama starebbe preparando attentati suicidi. Altra cosa che temo è che se Pechino fosse costretta, da un movimento di stati e di governi, a riconoscere che si sono sbagliati, allora passerebbero a dire: 'Sì su questo ci siamo sbagliati, perché questo lo stanno facendo gli Uiguri che sono musulmani'. Ormai diventa chiaro che il nostro slogan interpreta veramente la posizione del Dalai Lama: 'Free Tibet for Free China'. E' qualcosa che troverebbe d'accordo anche i nazionalisti di Taiwan”. “Abbiamo sentito parlare dei monaci birmani. Ora dei monaci tibetani. Ma c'è anche il problema che da anni additiamo, quello dei bonzi buddhisti vietnamiti, con la nostra proposta di dare quest'anno il Nobel per la Pace ad un monaco, ed in particolare al Vice-Patriarca della Chiesa buddhista unificata. E il problema è anche quello dei Falung Gong, con il quale abbiamo avuto un rapporto importante”. “Il Satyagraha diventerà quello che il partito chiede essere l'impegno prioritario anche di ogni singolo soggetto, non tanto in termini di contributi finanziari, ma di energie umane, mobilitate per moltiplicare le forze applicate a questo”. “Il Satyagraha riguarda anche l'area medio-orientale”. “Si continua ad accettare per il Libano di rimandare l'elezione del capo dello stato e manca sempre uno in più di quelli che devono votare”. A proposito di nonviolenza, “ricordo quello che è iniziato la notte scorsa: i 50 in sciopero della fame per ottenere quella particolare riforma strutturale dell'assetto Rai-tv”. “E poi la richiesta a Pechino, da promuovere magari tramite internet, di smentire le dichiarazioni fatte sul Dalai Lama”. Le previsioni radicali sul “fallimento” della Conferenza di Annapolis. La situazione di instabilità in Libano e Siria. “L'assoluzione del presidente passato del Kosovo da parte della Corte Penale Internazionale con formula piena. Noi ci siamo felicitati con lui, essendo egli rimasto iscritto al Partito Radicale Transnazionale. Questo dimostra che la Corte penale internazionale è capace di compiere alcuni atti dovuti ed arrivare anche a delle assoluzioni, non solo a condanne più o meno virtuali”. “Così siamo certi che il Kosovo, ed altri stati ex jugoslavi, riconosceranno l'importanza di questo tribunale, che continua a chiedere la consegna di importanti latitanti serbi”.
    19:34 Durata: 14 min 54 sec
  • Conclusioni. La campagna “da esaltato” di Ferrara: “Non si è mai accorto che noi abbiamo eliminato il flagello dell'aborto e che nel mondo la strada per eliminarlo è la nostra, quella dell'informazione”. La visione “un po' imperialistica di Ratzinger”.

    Marco Pannella

    parlamentare europeo (Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l'Europa)

    Le dichiarazioni dell'ultim'ora di Bossi: 'Per fermare i romani potremmo anche imbracciare i fucili'. “Ricordavo che due anni fa, parlando con Berlusconi, gli dissi di stare attento a quello che accadeva e che sentivamo attraverso i comizi di RadioRadicale”. Il rischio eversione “per il quale lo stesso Bossi e lo stesso Berlusconi possano essere oggetto di messe a morte da parte di queste forme di estremismo. Continuo a dirlo. Scherzano?”. Le disattenzioni di Galli Della Loggia. La campagna elettorale di Ferrara. “Io, a iscrivermi tra coloro che perché si sappia come la pensano, devono essere ogni volta presenti ai funerali o a questo tipo di episodi, onestamente non credo sia necessario”. Una campagna “da esaltato”. “Non si è mai accorto che noi abbiamo eliminato il flagello dell'aborto e che nel mondo la strada per eliminarlo è la nostra, quella dell'informazione”. Il cambiamento di atteggiamento rispetto al problema demografica, all'indomani di una lettera di Marco Pannella, da parte di Beppe Grillo. “Le cose vanno un po' avanti e perciò reitero la speranza che Beppe Grillo faccia dei buoni calcoli per sé e per tutti”. La visita di Ratzinger negli Stati Uniti e la posizione di Ernesto Rossi sulla candidatura di Kennedy alla presidenza USA. “Il disegno iper-talebano” di unificare i fondamentalismi. “Una visione un po' imperialistica dell'essere chiesa cattolica – cioè universale - in questo Papa oggi ritorna. Ed ha i mezzi per tentarlo. E gli effetti si vedono in tutti i paesi: ha iniziato con l'Italia. La frase di Combe nel 1905: 'Hanno conquistato il Vaticano e ora vogliono conquistare gli stati, ora perfino il nostro'. E ora Sarkozy forse è disposto a modificare le famose leggi. Allora vedi: il Regno Unito sotto accusa, adesso vedremo negli Stati Uniti cosa succede”.
    19:49 Durata: 18 min 32 sec