13 APR 2008
rubriche

Conversazione settimanale con Marco Pannella

RUBRICA | di Massimo Bordin - Radio - 17:03 Durata: 1 ora 54 min
A cura di Guido Mesiti e Pantheon
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Puntata di "Conversazione settimanale con Marco Pannella" di domenica 13 aprile 2008 condotta da Massimo Bordin che in questa puntata ha ospitato Massimo Bordin (direttore di Radio Radicale), Marco Pannella (parlamentare europeo, Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l'Europa).

Tra gli argomenti discussi: Elezioni, Politica, Politiche 2008.

La registrazione video di questa puntata ha una durata di 1 ora e 54 minuti.

Questa rubrica e' disponibile anche nella sola versione audio.
  • Introduzione

    Massimo Bordin

    direttore di Radio Radicale

    I lunghi fili-diretti di Marco Pannella alla vigilia delle elezioni.
    17:03 Durata: 1 min 47 sec
  • La manifestazione alla vigilia delle elezioni sotto la sede del PD: “W Veltroni! Per la parola data”. A fronte delle dichiarazioni arroganti di Fioroni, “il valore della parola data andrebbe salvaguardato come immagine ma anche come connotato del PD, in una politica che - da questo punto di vista - non ha dato mai segnali di eccessiva sensibilità”.

    Marco Pannella

    parlamentare europeo (Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l'Europa)

    L'ultimo atto della campagna radicale: una manifestazione sotto la sede del PD. “Si discuteva del fatto che da una parte – Angius, Bobo Craxi... - ci si è detto 'venduti! Avete venduto l'anima laica!', dall'altra si è detto 'Veltroni e Berlusconi la stessa cosa'. Non sarei sicuro di non essere stato il primo a parlare di 'Veltrusconi': ora vedo che Casini e altri secondo cui sarebbero la stessa cosa. Questo ha un suono di molto vecchio, questa storia che il riformista con dubbi sulla sua capacità riformatrice ed il reazionario con dubbi magari sulla sua capacità autoritaria-fascistoide, poi si veniva a dire fossero la stessa cosa. E invece sono semmai naturalmente soci, come diciamo da decenni, ma non la stessa cosa. La nostra è un'analisi politica, nella quale puoi intervenire”. “Non abbiamo mai commesso l'errore di dare la cosa per 'affare fatto'. Come invece si è invece impazienti di fare a sinistra affrettandosi a dare per morto il riformismo, come copertura per la reazione, oggi magari per il liberismo”. Una manifestazione dunque “non solo e non tanto” per “le scelte manifestamente - per noi - sbagliate di Veltroni, quando sceglie platealmente una sola alleanza elettorale e con una corrente giustizialista, ma anche con un particolare vecchio malanimo che affiora costantemente e dicendo pure che 'tutti quelli che possono apparire in modo più scoperto i responsabili della durezza storica radicale, laica e via dicendo, noi possiamo potere dire che ne portiamo lo scalpo'. Tutto questo lo abbiamo accettato, non subìto, dicendo dal 2006 che abbiamo la bussola ben puntata su una meta; a questo punto, a qualsiasi costo, potendo rinunciare noi a problemi di orgoglio, al timore di smarrire l'identità”. “E poi i toni dell'1-bis, questo democristiano arrogante. “Vorrei dire anche en passant a Casini, e con questa storia di indicare i radicali – anche lui per questione di comodo - come gli elementi della paralisi veltroniana, come i cattivi che sono stati imbarcati. Povero Casini, dimentica che De Gasperi entrò in conflitto con il Papa, dicendo 'no, io con i laici'. E allora, nel '52-'53, erano i laici de Il Mondo. Ed è stata una costante, tranne Fanfani. Però tutto il resto: il centro democristiano, una sinistra democristiana non petrolifera e non di Magna Grecia che, soprattutto in Lombardia, era attenta al mondo laico”. “E allora ritrovarci questi democristiani che giocano sull'arroganza...A mio avviso Scelba era durissimo, ma non arrogante. Ed invece questi Castagnetti, che tre anni fa dice 'No al nome di Luca Coscioni, altrimenti non si fa l'alleanza', cose direi un po' infamette. E quest'altro Franceschini, e poi questo campione d'intelligenza, Fioroni, che però da esponente del PD fa una dichiarazione pubblica e dice 'il manipolo di radicali, 4 o 5 che siano, non conta nulla perché siamo in 100 cattolici'. Queste categorie politico-culturali sono state estranee alla Democrazia Cristiana. E poi bisogna anche seguirle le cose: Don Sturzo finisce scrivendo degli editoriali su Il Mondo, scrivendo e dicendosi preoccupato che non si sarebbe compreso bene quanto fosse importante la sintonia ritrovata, sull'uninominale, sul sistema americano, la politica liberale anche in economia. Cose che, devo dire, ignora pure il dottissimo Giuliano Amato”. “Ieri andiamo lì dicendo: 'Non abbiamo sentito una sola dichiarazione del Loft dicendo a Fioroni che intanto i radicali sono nove'. A questo punto do un'informazione: due giorni fa, dinnanzi a questo, ho scritto una primissima lettera a Romano Prodi come Presidente del PD, e a tutti gli esponenti governativi del PD, e a quegli organi che non hanno accettato me, i garanti, dicendo che il valore della parola data andrebbe salvaguardato come immagine ma anche come connotato del PD, in una politica che - da questo punto di vista - non ha dato mai segnali di eccessiva sensibilità”. “L'ho inviata a tutti, chiedendo una risposta. Dopo 24 ore ho ricevuto una sola replica dal successore di Pistelli al Parlamento Europeo, l'onorevole Andria, che ha scritto una lettera dicendo 'sono certo che le autorità massime del partito ti avranno già risposto, io ho ricevuto con qualche ora di ritardo; voglio solo sottolineare come a livello europeo la sintonia e la stima siano profonde'. E invece dagli altri niente. Allora a questo punto, con Emma e tutti i titolari dei soggetti, abbiamo mandato una lettera nella quale ci si rammaricava della assenza - magari - della cortesia di una risposta...Sono passate altre 36 ore ed è evidente che potremmo benissimo prendere atto che, in termini di esercizio di responsabilità, da parte vostra vi sia un silenzio-assenso con la linea Fioroni. E questa cosa è da registrare, foriera di altre cose, non tanto in termini di rapporto con noi ma in termini di connotati di questa cosa che ha nemmeno un anno di vita. Allora ho detto andiamo lì, con i cartelli 'W Veltroni' – visto che io da giorni stavo qui alla Radio, giorno e notte, a dire che il 13 e 14 il problema è uno solo: si dà il governo a Veltroni o si dà il governo a Berlusconi; tutto il resto è appunto 'il resto' e passa attraverso questa scelta -, sottolineando che eravamo gli stessi che facevano le nottate per cercare di far comprendere le ragioni del voto per Veltroni”. “La prima accoglienza dell'ottimo Goffredo, che gli è usuale, è stata quella dei diktat: 'A questo punto denunceremo gli accordi generali...'; quando poi gli hanno riferito come erano i cartelli e tutto il resto”. “Come abbiamo poi sentito da una intervista con Realacci e lo stesso Bettini, la risposta dopo è stata molto cortese e tranquillizzante”.
    17:04 Durata: 18 min 5 sec
  • La campagna di Boselli e la convergenza con la strategia berlusconiana: “La strategia di oscurare i suoi socialisti, devo dire un po' ferocemente”. La normativa sui sondaggi e l'uso strumentale degli stessi.

    Marco Pannella

    parlamentare europeo (Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l'Europa)

    L'appello di Boselli agli elettori radicali. La ricostruzione della proposta di Pannella fatta al Partito Socialista di Boselli alla vigilia della presentazione delle liste. “Qualcosa li ha spaventati. 'Cosa ci faranno se facciamo questa cosa?'. In fondo posso immaginare che se fossimo arrivati con quell'accordo vicini al 4% - era anche possibile -...Magari noi eravamo anche capaci di dire alla vigilia, per quel che riguardava la componente nostra, di votare per Veltroni e non per noi, perché è più importante quel risultato che non il nostro. Hanno avuto il timore della nostra libertà politica, della riflessione politica”, dei possibili sviluppi. A proposito della puntata di Matrix con ospite Boselli: “Era uno spettacolo davvero molto bello ed efficace”. “E' stata artistica, autorevolissima, abile, fatta anche con il cuore. È indubbio che questo sia nell'interesse di Berlusconi: la strategia di oscurare i suoi socialisti, devo dire un po' ferocemente: la stessa Craxi si è sentita poco, Margherita (Boniver n.d.R.) appena, Sacconi che poteva portare la testimonianza del lavoro di Marco Biagi lì dentro, oscurati Caldoro, la Moroni...perché? Perché lasciare passare l'impressione che davvero i socialisti davvero avevano fatto la Costituente che non hanno fatto, che si erano unificati e che davvero Enrico recitasse quella parte corrispondente ad una verità, era bellissimo. Ad un certo punto lui non ha detto 'speriamo e lottiamo per', ma 'io avrò 24 deputati e 4 senatori'. Chi lo sente pensa che lui parli alla luce di sondaggi in suo possesso. Questo è un fatto di grande autorevolezza”. “Quasi un'ora, milioni di persone” che lo vedono. “E se invece tutto questo determina solo x% di voti in meno a Veltroni, e quindi un vantaggio per Berlusconi e per la prima volta rimanere esclusi dal Parlamento?”. La normativa sui sondaggi. “Hanno ammazzato La Destra con un reato da parte di Berlusconi; per questo ieri ho detto 'andiamo dal Procuratore della Repubblica', perché noi siamo abituati a lottare. E invece niente”. La normativa è fatta in modo “che si possano millantare sondaggi falsi”. Berlusconi già fece qualcosa di simile “alle Regionali del 2000, quando accusò noi e D'Alema di essere già d'accordo; crollarono i nostri voti. D'Alema si dimise da Presidente del Consiglio su quell'esito là. Il giovane Silvio non è che sia così nuovo a queste cose”. “Io dico che Enrico e Fausto si sono messi d'accordo con Berlusconi? Sarei cretino a dire questo. Ma dire che oggettivamente la linea di Berlusconi è abile e cerca di far tesoro al massimo delle diverse intenzioni, della Sinistra Arcobaleno da una parte e del Partito Socialista dall'altra, questo mi pare non essere da parte mia un accanimento particolare”. “E allora viene fuori pure la costosità delle scelte radicali”.
    17:22 Durata: 11 min 32 sec
  • Radicali nelle due coalizioni: “In una visione del partito che si avvicina molto di più a quella americana, possono convivere anche momenti nei quali – senza perdere l'appartenenza ideale e pratica - esprimono linee che nella congiuntura sono contrapposte”.

    Marco Pannella

    parlamentare europeo (Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l'Europa)

    La presenza dei radicali nelle due coalizioni. “Io ricordo sempre che i compagni nell'altro schieramento, finché hanno la tessera, sono radicali allo stesso titolo mio in termini di legittimità. Poi vuol dire che, in una visione del partito che si avvicina molto di più a quella americana, possono convivere anche momenti nei quali – senza perdere l'appartenenza ideale e pratica - esprimono linee che nella congiuntura sono contrapposte. Naturalmente quello che importa è andare a vedere non quali sono gli ordini ma quali sono gli indirizzi assolutamente prevalenti del corpo sociale e politico in questione. E lì non credo assolutamente che Benedetto (Della Vedova, n.d.R.) si possa dolere del fatto che tutti dicano che i radicali hanno una certa posizione che è la nostra e non la sua”. Le posizioni di Bonino e Pannella rispetto al Partito Democratico: le due lettere a Prodi, l'iniziativa e lo scontro con Gentiloni sul Centro d'Ascolto, per la questione del format sui diritti umani, su “tutte le iniziative che mi hanno visto impegnato”, da parte di Emma, “i 'sì' sono stati netti e pratici. Certo, Emma lo dice sempre: abbiamo riflessi culturali, antropologici, che sono diversi, ma di questo e su questo ci siamo uniti, su queste diversità, in una unità che dura da 34 anni. Quindi dura 35 anni dei 39 di vita politica di Emma. E vale lo stesso per me”. “Ci tengo a dare la fotografia: ci sono delle cose che ci siamo detti in Comitato Nazionale. Io, per esempio, dico che ora in termini di politica internazionale dobbiamo assumere una maggiore accentuazione della critica a livello europeo; Emma, avendo lei una funzione che era poi quella che ha usato molto bene per difendere nostri interessi di governo italiano, lì dove avrei io brontolato – ad esempio sul fatto che l'idea non criticasse il Trattato di Lisbona -...ma stiamo aspettando il momento in cui riteniamo di poter far vivere questa impostazione critica di federalisti spinelliani quali siamo”.
    17:34 Durata: 7 min 7 sec
  • La convocazione dell'Assemblea dei Mille da parte di Marco Pannella e Mauro Del Bue (PS). E' lo stesso discorso che si fa su pacifismo e nonviolenza: “tra l'aggressore fondamentalista e l'aggredito laico-religioso, loro fanno la sintesi”. Amato, le lacune della sua ricostruzione della storia d'Italia.

    Marco Pannella

    parlamentare europeo (Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l'Europa)

    La preparazione dell'Assemblea dei Mille. “Cominceremo a lavorarci domani, dopodomani. Ora siamo dislocati sulle incombenze del momento. Sottolineo che ne abbiamo dato l'annuncio in due: Marco Pannella e Mauro Del Bue, capolista del Partito Socialista in Abruzzo. Evidentemente per il 13 e 14 abbiamo posizioni diverse”. “Ma dal 16 questa è iniziativa comune”. “Non ho mai dismesso settimana, dall'agosto 2006, dal dire che la Rosa nel Pugno è una prospettiva per il futuro, la Rosa nel Pugno è viva, e adesso ridico ed ho ridetto che sicuramente potremmo considerare un aspetto di Chianciano, del 2-3-4 maggio, come una sorta di Fiuggi-2. Fiuggi 1, lo dico per i 'non iniziati', è l'occasione nella quale come Rosa nel Pugno ci demmo una prima carta degli obiettivi”. “Molto più dura, tra l'altro, di quel patto laico che ci hanno proposto di firmare, per il quale saremmo sputtanati perché Grillini l'ha firmata, loro la firmano, e noi no”. “E il socialista Angius: 'Non firmano il patto!!!'”. “E' uno dei loro argomenti”. “Però vorrei dire francamente, vorrei fare un nome che da 10 anni riscontra un'impermeabilità, Paolo Flores D'Arcais, Micromega...”. L'idea di invitare D'Arcais, che “non è riconducibile ad intellettuale organico di Bertinotti od altri”, all'Assemblea dei Mille. Le battaglie comuni e la laicità. Cosa si delinea a livello di scelte laiche o non laiche del PD. L'impostazione di D'Arcais: “'Noi siamo quelli tanto laici che a questo punto riconosciamo alle due componenti, quella della Binetti e della Bonino, pari dignità. E noi dobbiamo fornire la sintesi fra queste due pari dignità'. Che è il proseguimento...il compromesso storico fu la conseguenza di una scelta culturale del movimento comunista – fatta non da Terracini ma dall'apparato togliattiano – quella della unità nazionale, dei contadini e degli operai”. “Questa storia 'laica', che oggi professa e ripropone con molta ingenuità, è una vecchia storia, è l'equivalente del pacifismo...Oggi tra l'altro il segretario di Rifondazione, Giordano, a Firenze ad un certo punto diceva: 'siamo nonviolenti e pacifisti'. Avrebbe dovuto capire che le due cose sono in contrasto. Il pacifismo è la sintesi che propongono tra i bellicisti e i pacifisti, fanno la sintesi tra l'aggredito e l'aggressore. La nonviolenza non è sintesi tra, è il prevalere dell'una o dell'altra cosa”. “Ora fanno lo stesso discorso: tra l'aggressore fondamentalista e l'aggredito laico-religioso, loro fanno la sintesi”. “A me la Binetti è pure simpatica. Nel Partito Democratico c'erano i razzisti del Ku Klux Klan, figuriamoci se non ci deve essere la Binetti. Il problema è che lei è divenuta, 'oggettivamente', l'alibi delle scelte di Veltroni”. Le lacune della ricostruzione storica di Giuliano Amato. “Se lo senti, ti viene da dire 'ha ragione'. Però ci sono alcune piccole cose esplosive: quando lui dice 'la religione', in realtà per lui è sinonimo di 'potere religioso'. Lui dice 'come si può negare alla religione una incidenza pubblica?'”. “Nella sua ricostruzione del cattolicesimo esistono solo la corrente del non expedit e solo quella socialista che nel '18 si incontrano nel volere la riforma proporzionale. Per lui il sospetto di un Romolo Murri, del modernismo, il sospetto cattolico-liberale...”. “Il '29 l'ha fatto un socialista, dopo sei anni che non lo era più, l'ha fatto per motivi tattici Bettino, per l'illusione tattica di sottopotere...Se a questo punto se ne dovrà fare un terzo, Giuliano è pronto. Perché la violenza dell'evocare come sinonimi la religione, per poi evocare in fondo il potere confessionale, significa negare la storia d'Europa, la storia del liberalismo, De Ruggero...”. “Se nel PD vi sono queste componenti, sono componenti che creeranno imbarazzi, non a noi. Perché questo vuol dire per esempio che Zapatero è scomunicato da Amato, perché il leader spagnolo dice la religiosità laica o atea, la nostra, è più forte dell'altra perché include anche l'altra. Ed anche quanti nel Partito Popolare spagnolo dovrebbero essere interpreti della potentissima chiesa spagnola franchista, anche loro hanno serbato un filone non ancora ridotto all'obbedienza dall'Opus Dei e dalla chiesa romana”. Il dibattito sulla scienza e le sue responsabilità. La scienza responsabile dei peggiori crimini? “E' l'uso della scienza” ciò che conta. “Per esempio lo scandalo secondo cui la Casa Bianca – sotto la responsabilità della Rice e non del Presidente - avrebbe stabilito che delle forme di tortura andavano praticate. Anche quello è un problema: negli anni c'è stato qualcuno che aveva proposto vi fosse una sorta di legittimazione. Controllandola, una cosa vietata, ma legalizzata in parte...così c'è la polemica...Ricordiamo l'argomento dei generali dell'OAS, tutti di estrazione della Resistenza. 'Sapevamo – dicevano - a che ora si sarebbe fatta scoppiare una bomba in un caffé. C'era più responsabilità politica nel torturare o nel non torturare?'. Io ho sempre detto che il problema era consueto”. “Questi sono problemi veri di pensiero e di riflessioni che vanno fatti, se vogliamo rendere forte la legalità, la legge, il diritto, affinché non ignori quello che apparentemente è sporco. Perché quello allora diventa mortalmente sporco”. La questione, ad esempio, delle carceri israeliane.
    17:41 Durata: 25 min 19 sec
  • Il format sui diritti umani in RAI: “Fare una battaglia per dire: 'Vogliamo che c'abbia un grado di 'capo ufficio', perché riteniamo che sia necessario interrompere una conventio ad excludendum che c'è da 40 anni rispetto alle professionalità interne ed esterne radicali', è l'opposto della lottizzazione!”. Petruccioli, “una vergine offesa”.

    Marco Pannella

    parlamentare europeo (Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l'Europa)

    La questione del format. L'articolo di Mauro Suttora sui radicali che, da sempre contro la lottizzazione, ora la richiederebbero a loro vantaggio. “Fare una battaglia per dire: 'Vogliamo che c'abbia un grado di 'capo ufficio', una cosa del genere, perché riteniamo che sia necessario interrompere una conventio ad excludendum che c'è da 40 anni rispetto alle professionalità interne ed esterne radicali', è l'opposto della lottizzazione!”. “Quando una forza politica che rimprovera la lottizzazione si assume la responsabilità di raccogliere una proposta dell'associazione Articolo21 e di Giulietti, che dicono di aver individuato un compagno radicale ma che farebbe all'uopo...Naturalmente ora si sono spaventati e ne propongono sei di nomi, non uno”. Berlusconi e la conventio ad excludendum contro i radicali. “Io sentii che una famigerata mattina Silvio Berlusconi, verso le nove meno un quarto di mattina, cedette al fatto di designare Emma piuttosto che Giorgio Napolitano alla Commissione, e gli dissi: 'In più c'è un'altra cosa: tu antipartitocratico, liberale e via dicendo, devi assolutamente, a te stesso e a quelli che ti hanno votato, una conventio ad excludendum'” contro i radicali che è continua. “C'è un pontefice bravissimo della conventio ad excludendum dei radicali, ed è Rizzo Nervo”. “Poi c'è il malcostume di un'associazione per delinquere che va da Cattaneo a Cappon...'sì sì, faremo anche Primo Pianoì. No, noi abbiamo parlato di una struttura autonoma. A questo punto quell'altro integerrimo e radicalissimo amministratore nuovo, non sensibile alle parti, il Presidente Petruccioli – è vero, sono testimone che ha lasciato un paio di volte una località toscana per arrivare a delle riunioni del CdA, si sacrifica insomma -”. “Petruccioli sembra sempre una vergine offesa”.
    18:06 Durata: 15 min 16 sec
  • Possibili scenari all'indomani delle elezioni

    Marco Pannella

    parlamentare europeo (Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l'Europa)

    L'edizione straordinaria della conversazione di lunedì, dopo i risultati elettorali. Berlusconi ed il tema dei brogli. “Un'altra cosa che non gli entra è che uno statista non tira sempre fuori la storia dei brogli. Così come di fronte a Gentilini – questo sindaco di Treviso che mobilitava l'esercito contro i finocchi - dicevo che era evidente che questo ragazzo sessantenne qualche problema ce l'avesse. Uno che ha bisogno di ostentare che lui è duro con i gay, forse gli farebbe bene andare dallo psicologo, perché si è autobiografici in queste ossessioni. E vale pure per Silvio. Vede un universo pieno di brogli”. “Mentre lui continuava ad urlare ai brogli, Maurizio Turco (deputato radicale) era l'unico nella giunta delle elezioni a voler fare lo spoglio di tutto in poco tempo”. Il libro di Michele De Lucia edito da Kaos Edizioni, “Il Baratto”. “Si vota per poter continuare quella straordinaria cosa che con la Rosa nel Pugno abbiamo conquistato e che adesso c'è voluta la dissipazione sfascista della interruzione della legislatura per cercare di recuperare”. “Per noi radicali, a livello organizzativo, del soggetto politico da far crescere ed organizzare, abbiamo da continuare. Abbiamo la conferma delle analisi che siamo venuti facendo. Ci rafforziamo in una capacità di lettura della realtà nella quale siamo immersi, ma anche di quella della situazione internazionale, anche rispetto a due anni fa”. Le elezioni amministrative romane. “Devo dire che alcune dichiarazioni di Rutelli per spiegare l'alleanza, a mio avviso sono andate al di là di quello che gli era strettamente necessario per spiegare questo comportamento opposto a quello nazionale di Veltroni”. “E d'altra parte Nicola Zingaretti lo ha fatto con molta spontaneità. Strano questo PD che, per salvaguardare e se possibile migliorare la forzata eredità che Veltroni fa al Comune di Roma, sceglie – senza che si muova foglia contro – questa alleanza”. “Accorrete, accorriamo a votare queste liste”. “Per cui per il 2-3-4 potremmo dovere senza troppi problemi rimuovere ostacoli psicologici nostri, limiti, come ci accadde con la Rosa nel Pugno nel 2006. Bisognerà vedere quanto gli scoraggiatisi troppo presto, come De Giovanni ed altri, potranno fare una riflessione pubblica”. “Chianciano come la vedo? Come l'occasione di riprendere un cammino”. “Uno può, con entusiasmo, riscontrare che provoca entusiasmo. Il 100% del socialismo vivo è anche al 100% liberale e al 100% laico. Questo oggi è quello che consente di avere il background di Blair, Zapatero e Fortuna. Dopodiché niente: si regala al mondo, nel 2008, la Costituente socialista, offrendo a liberali e laici una quota a mo' di sinistra indipendente. Uno che fa questo, e che non ha la forza di farlo, lo millanta. Questo gli è servito solo a legittimare un nuovo simbolo che nessuno sapeva di chi fosse, un nuovo incarico, visto che lui era stato eletto segretario dello SDI...”. La situazione della Sinistra Arcobaleno.
    18:22 Durata: 27 min 10 sec
  • La dichiarazione di voto di Pannella: “Io vado a votare alle politiche, alla Camera e al Senato, per il Partito Democratico. Poi vado a votare con gioia alle Comunali e alle Provinciali la 'lista Emma Bonino – Radicali' ed anche al Municipio”.

    Marco Pannella

    parlamentare europeo (Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l'Europa)

    “Io vado a votare alle politiche, alla Camera e al Senato, per il Partito Democratico. Poi vado a votare con gioia alle Comunali e alle Provinciali la 'lista Emma Bonino – Radicali' ed anche al Municipio. E penso che questa possa essere l'esortazione a dare un voto così agli indecisi, agli impigriti, per votare”. “Se fossi stato al XIX Collegio avrei votato invece alla Provincia Partito Democratico, visto che lì è candidato Massimiliano Iervolino”.
    18:49 Durata: 7 min 56 sec