18 MAG 2008
rubriche

Conversazione settimanale con Marco Pannella

RUBRICA | di Massimo Bordin - RADIO - 17:08 Durata: 1 ora 56 min
Scheda a cura di Enrica Izzo
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Puntata di "Conversazione settimanale con Marco Pannella" di domenica 18 maggio 2008 , condotta da Massimo Bordin con gli interventi di Marco Pannella (parlamentare europeo, Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l'Europa), Massimo Bordin (direttore di Radio Radicale).

Tra gli argomenti discussi: Politica, Radicali Italiani.

La registrazione video di questa puntata ha una durata di 1 ora e 56 minuti.

La rubrica e' disponibile anche in versione audio.
  • Introduzione

    Massimo Bordin

    direttore di Radio Radicale

    L'attività transnazionale del Partito Radicale Nonviolento: il congresso dell'UNPO a Bruxelles e la riunione dell'Internazionale Liberale a Belfast. La situazione politica italiana e i silenzi della stampa. Il caso Tortora, i rapporti con il PD.
    17:08 Durata: 2 min 43 sec
  • Il Caso Italia è il 'caso democrazia' nel mondo. Dal rapporto Cappato sui diritti umani al Parlamento Europeo a NPSG sul Tribunale Penale Internazionale, alla moratoria, L'iniziativa radicale si iscrive nei massimi documenti internazionali ma è ignorata dai media italiani

    Marco Pannella

    parlamentare europeo (Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l'Europa)

    C'è una folla di ragioni per notare dei mancati eventi, o meglio degli eventi ignorati. Si tratta sempre più, nella storia italiana, di eventi ignorati. Il Caso Italia è il 'caso democrazia' nel mondo. Oggi Marco Cappato ricordava che al Congresso di Tirana noi mettemmo al centro dell'iniziativa e del rilancio del Partito Radicale Nonviolento la 'Comunità della e delle democrazie'. Avevamo detto anche 'della' democrazia, perché è indubbio che vi è un problema di analisi dello stato di salute delle democrazie e dello stato di salute della democrazia pure lì dove la democrazia è più 'viva' che altrove, nel mondo anglosassone. E' stato ricordato ancora stamattina: guarda caso il Parlamento Europeo ha votato una relazione sui diritti umani che è annuale, di grande importanza, e il relatore era Marco Cappato. Approvata con votazioni insolite che hanno visto delinearsi grosse maggioranze politiche nel voto finale, ma anche differenziazioni all'interno del dibattito. La prima cosa da segnalare è che la RAI non ha detto una parola su questo. In pieno dibattito, da sette mesi, sul problema del format dei diritti umani da realizzare proprio in Rai, con una candidatura che ha il valore di sottolineare come sia il momento di confermare o smentire la storica conventio ad excludendum nei confronti dei radicali in RAI. Un evento che c’è ma completamente ignorato dalla Rai. Il PE, che non brilla per particolare audacia - tanto che è più attento il Consiglio d’Europa, almeno in quanto a giustizia e diritti umani - stabilisce e propone che nel 2009 si chieda all’ONU e all’Europa di farne anno della nonviolenza. Un fatto istituzionale assolutamente singolare. Un salto in questa costruzione continua della politica internazionale che risente, in vicende fondamentali, dell’iniziativa del Partito Radicale. Il ruolo di Non c’è Pace senza Giustizia per la Corte Penale Internazionale. La vicenda della pena di morte di quest’anno, con la moratoria ritardata per 10 anni con un’operazione della burocrazia europea. Siamo in piena fase di costruzione di quel Congresso permanente della Libertà di ricerca che dovrebbe ad Istanbul tenere la sua seconda sessione, con l’ambizione di rilanciare un evento come il Congresso per la Libertà della cultura che a lungo ha rappresentato uno dei momenti alti della lotta alternativa al fascismo, al nazismo e al comunismo, fino al ’75-’78. Anche quella essendo una iniziativa di grande colorazione Radicale, come si poteva evincere dallo spazio dedicato da Teodori sul Giornale. L’azione del Partito Radicale per la Comunità delle Democrazie, istituzionalizzata all’interno delle agenzie della comunità internazionale. L’iniziativa di Marco Cappato al Parlamento Europeo ha visto cose sintomatiche: il partito social-burocratico [...] ottiene che la risoluzione sia meno netta su questo problema della nonviolenza, dicendo che è arma molto importante ma 'da usare contro il terrorismo', preoccupati che volessimo imporre - forse con il terrorismo - l'arma esclusiva della nonviolenza. Mentre il gruppo democristiano addolcisce l’altro connotato che è quello, nell’ambito dell’ONU, della Comunità della e delle democrazie. L'iniziativa radicale si iscrive nei massimi documenti internazionali. Nessuna attenzione - da parte né degli osservatori qualificati italiani né da italianiEuropei -; l'esclusione dei radicali da parte di ItalianiEuropei di D'Alema è finora senza eccezione. E' totale, durissima Convegno su religiosità e laicità in Europa organizzato a fine agosto anche dal Partito Radicale, con una prima presentazione a giugno. Un pieno di iniziativa e di realtà
    17:11 Durata: 14 min 7 sec
  • Il Congresso UNPO a Bruxelles. Decine i popoli oppressi che abbiamo portato quasi tutti dalla posizione della secessione a posizioni equivalenti a quelle del Dalai Lama: la libertà dei cittadini di questi popoli non come privilegio nell'ambito dei regimi di cui fanno parte ma come necessità di riforma per tutti i cittadini. C’è un assieme di cose italiane, europee, globali che noi ci siamo assuefatti a ritenere ‘non notiziabili’

    Marco Pannella

    parlamentare europeo (Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l'Europa)

    Al Congresso dell'UNPO a Bruxelles ho incontrato decine di rappresentanti di popoli oppressi - o soppressi alcuni - che abbiamo portato quasi tutti dalla posizione della secessione e dell’independentismo a posizioni equivalenti a quelle del Dalai Lama: la libertà dei cittadini di questi popoli non come privilegio nell'ambito dei regimi di cui fanno parte ma come necessità di riforma per tutti i cittadini. Lì mi sono trovato con i Montagnard che ci fanno presente che nelle prossime settimane temono fortissimamente di nuovo un’ondata che costi molte molte vittime alla popolazione; dobbiamo farci carico del fatto che ce l’hanno detto. Abbiamo la situazione birmana; in questi giorni continuiamo ad assistere ad episodi più nauseanti di quelli della Società delle Nazioni; tutti riconoscono e scrivono che questa giunta militare ridistribuisce gli aiuti internazionali solo quando trova il tempo di cambiare le etichette, applicandovi il nome di uno dei generali al potere. Con il rischio di un milione di morti per carestia. Noi si poteva rimproverare la SdN di non intervenire con sufficiente durezza sui massacri italiani in Etiopia o sulla guerra in Spagna, ma qui oggi siamo a situazioni qualitativamente molto più gravi, da parte dell’ONU e della Comunità europea. C’è un degrado, oggi, della difesa della legalità, tassativa sui diritti umani come come diritti dei viventi e non come astratto diritto all’autodeterminazione dei popoli. L’attualità in Laos, in Manciuria, in Mongolia. La leader del popolo uiguro riconosciuta a livello internazionale come rappresentante del Congresso del popolo figuro ha due figli in carcere che rischiano di essere uccisi, anche di questo si deve tener conto. E al Congresso UNPO queste cose sono venute fuori. Come è venuta fuori la conferma di Busdachin a segretario; e la straordinaria elezione a tesoriere - per la prima volta della stessa nazionalità del segretario - del neo eletto senatore Marco Perduca, con l’acclamazione dei rappresentanti, da Taiwan al Tibet. Ma anche su questo nulla. C’è un assieme di cose italiane, europee, globali che noi ci siamo assuefatti a ritenere ‘non notiziabili’, con un linguaggio che potrebbe essere di Vincenzo Vita e Falomi. Gli accadimenti non sarebbero notiziabili. Se poi hanno a che vedere qualcosa non con il radicalismo o il laicismo, ma con il soggetto politico radicale, a questo punto nemmeno quando si ricorda la storia ed eventi passati, nemmeno in questa occasione si cerca di correggere la censura applicata al momento in cui questi eventi si verificarono. Dovremmo trarne le conseguenze, perché non è possibile far parte di quell’elenco di Bertold Brecht. ‘Un giorno arrestano gli zingari e, visto che mi sono antipatici, io non dico nulla’, ‘Il secondo giorno arrestano gli ebrei ed io non sono ebrei’; ‘il terzo giorno arrestano gli omosessuali... ‘il quinto giorno vengono ad arrestare me e non c’era più nessuno che potesse protestare’
    17:25 Durata: 8 min 55 sec
  • Radicali Italiani entra formalmente nell'Internazionale Liberale. L'Internazionale Liberale in quanto tale non ha una grande attività. Occorre che ce l'abbia. Un ingresso nell’Internazionale per rivendicarne i suoi diritti-doveri

    Marco Pannella

    parlamentare europeo (Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l'Europa)

    I Radicali Italiani e l'Internazionale Liberale. L'Internazionale Liberale in quanto tale non ha una grande attività. Occorre che ce l'abbia. Noi siamo nel gruppo molto attivo dell’ALDE al Parlamento Europeo. I fatti dimostrano quanto la nostra presenza sia diventata qualificante della forza del gruppo liberale-democratico nel Parlamento. Quest’anno a più riprese abbiamo avuto voti di maggioranze unanimi, voti di lotta, su proposte presentate da noi due parlamentari. Poi il passo in avanti la settimana scorsa con Tallinn, questa settimana a Belfast, nel corso del quale abbiamo vinto alcuni ostacoli burocratici interni alla internazionale liberale. Il 'Transnazionale' radicale non poteva continuare a ignorare questa presenza, ma anche l’assenza dell’Internazionale Liberale. Ricordo spesso come fossi diciassettenne quando lessi su Risorgimento Liberale il messaggio che Benedetto Croce aveva inviato al congresso di Oxford, quando disse le stesse cose che un mese e mezzo dopo avrebbe detto in Parlamento nel votare contro l’articolo 7 della Costituzione. Era il Benedetto Croce degli anni ’30, della ‘religione della libertà’. I liberali in Italia: PLI, la componente di Enzo Marzo, la componente di Zanone sepolta...vabbè addormentata nel PD; abbiamo schegge del passato ma credo che in pochi paesi del continente europeo la presenza liberale caratterizzi la storia recente del paese come avviene nella storia italiana, che come radicali abbiamo segnato fortemente. Un ingresso nell’Internazionale per rivendicarne i suoi diritti-doveri
    17:34 Durata: 5 min 30 sec
  • 'Nuovo clima'? Oggi c'è lo stucchevole elogio di un minuetto recitato quando si incontrano i due attori storici del 'baratto' tra PCI e il ‘P-Berlusconi’. Come già accaduto nel ’74-’75, i complici, i palermitani ed i corleonesi, sono costretti a giocare ufficialmente il gioco che allora era dell’‘unità nazionale’

    Marco Pannella

    parlamentare europeo (Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l'Europa)

    In settimana il Governo ha avuto la fiducia; il dibattito sul cosiddetto nuovo clima. Nuovo clima? Ho sentito che Emma ha utilizzato giustamente il termine ‘stucchevole’. Ricordandomi pure che il '600 italiano inizia con Gian Battista Marino, 'ritrovare il nuovo mondo o affogare'. Questo nuovo seicentismo che sentivo evocare da sinistra, parlando loro di 'un evento senza precedenti'. Ed ora con questo stucchevole elogio di un minuetto recitato quando si incontrano i due attori storici di quel 'baratto' che è documentato dal libro di Michele De Lucia, il baratto tra PCI e il ‘P-Berlusconi’. Io mi chiedo se tutti i giornalisti italiani - che lodano questo ‘nuovo clima’ - non siano preoccupati per il degrado della democrazia americana. Lì stanno lottando per delle semplici primarie, stanno ogni giorno mobilitando la loro opinione pubblica: femminismo, razzismo, Ted Kennedy e l’endorsement della sua potente famiglia per Obama. Che democrazia è quella? Si sparano addosso, dicono le peggio cose...fuor di scherzo: dico semplicemente che, come già accaduto nel ’74-’75, i complici, i palermitani ed i corleonesi, sono costretti a giocare ufficialmente il gioco che allora era dell’‘unità nazionale’. (E poi avemmo Moro e le altre cose). Il libro di De Lucia ‘accadde domani’! Ci sono tutte le date degli incontri, della collaborazione strettissima, efficacissima, iscritta nelle nostre leggi, di Berlusconi e Veltroni. Io non posso esimermi dal dire: capisco che quando da questa radio si passavano giorni e notti a parlare delle cooperative rosse, della FIAT, capisco che aver massacrato la parola radicale possa essere servito. Lo schema Pci-Dc applicabile allo schema Pdl-PD? Non c'è rischio di fare l'economia di alcune differenze importanti? Il rischio c’è, tanto che ci sono un mucchio di coglioni che denunciano questo nuovo clima o come 'molto simpatico' o come 'molto pericoloso'. Ma il fatto che questi denuncianti di oggi non mi pare ce ne siano molti che abbiano costruito delle analisi politiche utili e vincenti, dico che la cosa invece mi pare esattamente sovrapponibile. Questa storia del bipartitismo ad esempio: ma vogliamo dire che il bipartitismo è una conseguenza del sistema elettorale fondato sulla persona e sul territorio? Dopodiché questa realtà produce realtà bi o tripartitiche perché non sono fondate sul 'Partito' ma sulle associazioni libere di parlamentari liberi. Loro rappresentano il loro paese, la loro regione, con grande libertà. Siamo ad un livello di analfabetismo terrorizzante. Ora hanno pure il bipartitismo! Io parlavo – in anni nei quali sembrava eccessivo - di monopartitismo imperfetto; poi siamo arrivati a Mani Pulite e 6 o 7 di questi partiti sono stati tolti di mezzo dal sistema; ora in altro modo se ne tolgono altri 6 o 7, per salvare il monopartitismo imperfetto. E' la situazione del nuovo fascismo”. E qual è la risposta della classe dirigente? “Si devono salvare i par-ti-ti, sempre più 'partiti etici'. Basta guardare ai carissimi compagni del Partito – cosiddetto – Democratico, con il loro 'codice etico'”. “Mancano i referenti dell’alfabeto dello stato di diritto e dello stato liberale”.
    17:39 Durata: 11 min 25 sec
  • La sinistra urla per lo sbarramento al 5%, in base all'unico calcolo se loro possano concorrere o meno. Non mi pare che questa sia una battaglia molto avanzata. Invece il nemico è ‘il partito’; ormai dopo questo ‘900 è chiaro che i partiti rappresentano una dislocazione del Partito che in Italia ha provato ad affermarsi, applicando la rivoluzione del welfare senza e contro la libertà

    Marco Pannella

    parlamentare europeo (Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l'Europa)

    L'insediamento del quarto Governo Berlusconi: cosa c’è di nuovo. Francamente io non vedo altro che il passaggio dalla fase del tentativo di far fuori Berlusconi comunque - quasi fosse un radicale - sputtanandolo, sottolineandone gli aspetti peggiori all'altra fase invece del dire realisticamente: ‘un male che non siamo riusciti ad eliminare, cerchiamo di condividerlo e governarlo in un modo o nell’altro in nome dell'unità nazionale, per fare le riforme, perché il monopartitismo continui ad apparire quanto più possibile imperfetto’. La sinistra, extra-parlamentare adesso, urla per lo sbarramento al 2-3-4-5%, in base all'unico calcolo se loro possano concorrere o meno. Non mi pare che questa sia una battaglia molto avanzata. Mi pare una battaglia per la sopravvivenza del proprio ‘particulare’ in mezzo al disastro generale e all'affermarsi di un regime non democratico. La riflessione radicale sullo stesso tema: Dico che il nemico è ‘il partito’; ormai dopo questo ‘900 è chiaro che i partiti rappresentano una dislocazione del Partito che in Italia ha provato ad affermarsi, applicando la rivoluzione del welfare senza e contro la libertà. Perché una dittatura può fare la rivoluzione, lo stato etico, lo stato corporativo...; trovo di una grande tenerezza il finale di Mussolini, che vive abbastanza per conoscere anche lui il fascismo che ha creato e a Salò prova a fare lo stato repubblicano, socialista ed altro. Tentativo disperato di un uomo costretto a giustiziare il genero, il nipote. Quando dico che la tragedia greca dimostra che il potere rende folli, penso a Re Lear ma penso anche a Mussolini. Non ho mai demonizzato nessuno, nemmeno al dittatore. Il laico sa, e l’ha appreso anche dai movimenti alti delle religioni, che la sacralizzazione e la demonizzazione sono due cose pericolosissime, antropologicamente bestiali. Per cui questi oltre Tevere sacralizzano come un feticcio la vita. Sono degli avversari sempre più chiaramente del passato. È la reazione antropologica di una umanità che cerca di difendersi, di arrivare a 15 miliardi di persone per poter combattere i propri demoni. La necessità di conquistare un minimo di diritti civili ed umani anche per il Vaticano, a maggior ragione essendo esso uno Stato con immensi poteri finanziari ed economici
    17:51 Durata: 10 min 22 sec
  • Tortora e l'iniziativa decennale dei radicali sulla giustizia. Le parole di Veltroni sull'anniversario: Come potevamo mettere in dubbio che non avesse due buone parole anche su questo? Lui poi è quello che cancella i radicali in campagna elettorale per proporre Di Pietro e Grillo. Dai referendum al canone Rai: Mi chiedo se anche loro continueranno ad avere sempre più il bisogno di cancellare i radicali

    Marco Pannella

    parlamentare europeo (Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l'Europa)

    La situazione nelle carceri italiane. Si diceva oggi di Tortora: ho sentito dire, perfino da Mellini, che ‘ci vuole continuità nelle battaglie’. Benvenuto. Io lui lo sento una volta ogni 20 anni a Mauro, mi manca. L’iniziativa di Muro Lucano; l’assassinio di Marino nella questura di Palermo...Ne abbiamo un elenco di questi casi, e costantemente abbiamo cercato di fare verità e non ci siamo riusciti. Centrale, ancora una volta, la mancanza di circolazione dell’informazione. L’episodio tra i più importanti di questi decenni è quando Ottone ha fatto mettere in prima pagina un articolo di Pasolini che diceva: ‘Io, elettore, faccio il volantinaggio radicale’. Non da parte di qualche Pasolineide o Pasolinoide, ma Ottone fece mettere Pasolini in prima pagina, in quel momento. La Confindustria napoletana ed il convegno su Tortora senza invitare i radicali. Il commento di Veltroni sulla ricorrenza di Tortora: Come potevamo mettere in dubbio che oggi sul calendario della segreteria di Veltroni non gli ricordassero che era l'anniversario di Tortora ed avesse due buone parole anche su questo? Lui poi è quello che cancella i radicali in campagna elettorale per proporre Di Pietro e Grillo. La prossima iniziativa di Grillo è quella del non-pagamento del canone della Rai. Possiamo andare a vedere tonnellate di Radio Radicale a proposito della nostra campagna per il non pagamento, contro le televisioni private insaccate. Mi chiedo se ad un certo punto anche loro continueranno ad avere sempre più il bisogno di cancellare i radicali, e quando non potranno magari fare i referendum come noi avevamo detto - speriamo di no -. Mi auguro che almeno a quel punto anche loro si accorgano che ammazzare i radicali non sia conveniente
    18:01 Durata: 10 min 57 sec
  • Radicali e PD: Ritengo che buoni rapporti normali siano un obiettivo che dobbiamo avere con Veltroni ed il PD. E credo sia possibile. A condizione che abbiano riflessi un tantino diversi. Che la smettano con ultimatum agli amici, accordo con i nemici. Spero si normalizzino, diventino più seri. Il convegno di Parte Liberale a Montesilvano

    Marco Pannella

    parlamentare europeo (Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l'Europa)

    Il rapporto tra radicali e PD. Io ritengo che buoni rapporti normali siano un obiettivo che dobbiamo avere con Veltroni ed il PD. E credo sia possibile. A condizione che abbiano riflessi un tantino diversi. Perché loro, essendo stati 4 o 5, si sono mossi come se dovessero fare un golpe, secondo loro 'democratico': e quindi ultimatum agli amici, accordo con i nemici. Io spero si normalizzino, diventino più seri. Spero che ItalianiEuropei, quando faranno questi convegni, non ritengano di essere già al potere e di trattare i radicali come trozkisti. C’è da guadagnare quando questi buoni rapporti non sono un modo per legittimare poi quelle cose che ho raccontato. Il caso, ad esempio, del comitato della Legge 40: Ho raccontato che il comitato nostro della legge 40 si è salvato da un passivo ad un certo punto perché Turci e Sposetti hanno giocato presso i bookmaker inglesi contro la vittoria nostra e quindi abbiamo sanato il debito. Io speravo uscisse un minimo di dibattito, a casa loro. E invece no, perché lo ritengono normale. Cosa c’è di grave? Che non si sa. Che non c’è nessun congresso, nessuna consultazione, nessuna regola. Probabilmente un grande partito, che ha sempre più bilanci da Stato, qualche regola ce la dovrà avere. Torno a dire: sono cose incredibili perché non c’è l’abc della democrazia. Chiamare ‘rimborso’ quella che è una rapina, il ‘finanziamento pubblico’ ai partiti. E’ la stessa cosa! Che male c’è se giocano in borsa continuamente? Vai a dimostrare che quella certa dichiarazione di quel politico non sia fatta solo per gli effetti che si presume possa avere in borsa il giorno dopo. Il problema comune con "le istituzioni colabrodo". Quando oggi viene fuori la notizia: ma perché l’ICI e non tante altre cose? Bisogna aspettare che lo dica Giavazzi. Perché tra di loro sono d’accordo nell’usare - gli uni e gli altri - la cosa ICI per risolvere qualche imbarazzo programmatico. Il convegno di ‘Parte Liberale’ a Montesilvano: gli interventi di Palma, Diaconale e Taradash. La parola radicale non è stata menzionata. E' una forma di delicatezza vera, delicatezza politicam anche tattica, ma anche un po' di più. Fare finta di non sapere che in questi decenni la storia liberale in Italia è stata presentissima ed è stata lotta di alternativa nei confronti di tutti, capisco sia un po' difficile sia criticarla che darne atto
    18:12 Durata: 12 min 55 sec
  • Sui rom ci vuole poco per essere contro-tendenza. Questi rom qua, i romeni, gli albanesi si chiamavano ‘italiani’ un tempo. In Italia è contro-corrente, ma per un solo motivo: perché noi non possiamo accendere la corrente. Così come quando l’indulto è stato criminalizzato, noi oggi non possiamo parlare

    Marco Pannella

    parlamentare europeo (Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l'Europa)

    La vicenda Rom ed i radicali. La parlamentare rom sembra sola! C’è mezzo gruppo liberale, radicale e lei è sola. Come mai? Perché i direttori dei tg se ne sono accorti. Ci vuole poco per essere contro-tendenza. Questi rom qua, i romeni, gli albanesi si chiamavano ‘italiani’. E non solo terroni. Puzzavano, si muovevano nell’illegalità, non riuscivano a entrare a Broccolino senza l’aiuto della mafia. In Italia è contro-corrente, ma per un solo motivo: perché noi non possiamo accendere la corrente. Così come quando l’indulto è stato criminalizzato, noi non possiamo parlare. Il fenomeno Gomorra. Le iniziative radicali non mancano; meno mancano più sono assenti dall'informazione. E' una regola che non dobbiamo sottovalutare. Se un'iniziativa non passa sui media, è la riprova che si tratta di un'iniziativa importante. Lo dico e credo che i fatti non l'abbiano mai smentito. Questo dobbiamo smettere di dirlo e di saperlo, ed essere meglio coerenti, al livello di difesa necessario se non vogliamo che tutto questo abbia una tremenda efficacia
    18:25 Durata: 7 min 30 sec
  • I radicali, i rapporti con la DC e la storia politica italiana

    Marco Pannella

    parlamentare europeo (Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l'Europa)

    L’articolo su Europa sulla presenza dei radicali nel PD; le voci di scissioni del PD. Secondo me Castagnetti e questo nuovo grande attore della politica democratica italiana, Franceschini, non hanno una grande durata. Pannella sottolinea piuttosto il ruolo di Franco Marini ed il buon senso degasperiano di Rotondi. La strada, la gente, avverte la ragionevolezza. E siccome le oligarchie sono un po’ anche ‘gente’, io credo che in questo giro d’orizzonte occorre ribadire che certo Castagnetti è Castagnetti, che sono tutti quanti al vertice del PD, ma ci sono le due cose democristiane: l’astuzia dorotea di Marini e dall’altra Rotondi. La sintomatica presenza di Pisanu al convegno su emergenza carceri, giustizia e sicurezza. I democristiani di storia non hanno mai avuto profondamente un riflesso anti-radicale. Fanfani aveva un rapporto estremamente corretto, ai limiti della cordialità, poi certo si girava - senza contraddizione - a fare campagna contro il divorzio. Fanfani, che era il meno degasperiano, è stato come Presidente del Senato di grande e sostanziale correttezza. Da destra e sinistra i rapporti civili della DC con i radicali. L’eccezione dell’‘area petrolifera’. Certo, l’area di Mattei, che era partigiano ma ha anche quello che ha corrotto più di tutti, con il concorso di laici, la politica italiana. I difficili rapporti con la sinistra DC confluita nel PD: Però all’interno della sinistra DC, una cosa era quella meridionale, un’altra quella fiorentina, un’altra ancora quella milanese di Marcora e quest’ultimo tipo di corrente, sul piano delle politiche economiche ed europee, aveva posizioni intelligenti. E' noto che quando io ero contrapposto a Fini, il Pci mi sparò addosso due candidati per fottermi, e ci riuscì. Andreotti invitò a votare per me e non che io fossi stato secondo a nessuno nella polemica con la DC. Soprattutto quando [Andreotti] parla del modernismo del suo libro, è l’unico che ricorda Murri e i quattro grandi. Io ricorderò sempre la sorpresa felice: la prima volta che parlai a lungo con Zaccagnini, io iniziavo la battaglia per l’aborto. Ricordo che lui mi guardava e mi diceva: ‘Guardi, su questo non glielo lasceranno fare’. Come te lo dice qualcuno che ti capisce. Con preoccupazione. E questo l’ho sentito fino a quando lui dice a Zavoli, qualche anno dopo: ‘Alla fine ho ascoltato Pannella e ho convocato il Consiglio Nazionale della DC’. E poi venne il cadavere di Moro, per impedire anche quella cosa. Le contraddizioni marginali di Cossiga che dice di essere ‘cattolico liberale’
    18:33 Durata: 15 min 3 sec
  • Popper un decennio fa pone come primo problema dei liberali la pace. E' dal cosmopolitismo liberale, che è federalista, che occorre riprendere in concreto un’azione politica volta a dimostrare che la pace e la libertà sono indissolubilmente legati oggi. Le iniziative dei prossimi mesi

    Marco Pannella

    parlamentare europeo (Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l'Europa)

    La situazione del soggetto internazionale. Sono preoccupatissimo. Certo ho detto, e non era un espediente, il Satyagraha prende forma da se stesso. Ma c’è anche la questione dei tempi. Resta il fatto che io pago carissimo il fatto di non essere riuscito a confrontarmi, all’estero ed anche qui, in sede radicale, a riflettere su quello che c’è a fondo. Che è la questione posta da Popper che dice che il primo problema dei liberali è la pace. E' dal cosmopolitismo liberale, che è federalista, che occorre riprendere in concreto un’azione politica volta a dimostrare che la pace e la libertà sono indissolubilmente legati oggi. La situazione attuale in Libano. Dammi atto che io ho espresso subito le mie partecipazioni. Sin dall’inizio si è accettata, anche per colpa americana, una soluzione assolutamente utopistica, quella di pensare che l’esercito libanese - in quel momento ancora suscettibile di essere visto con il senso dello Stato - non sarebbe stato esposto a nessun pericolo. Io ricordo di aver espresso, parlando della risoluzione ONU 1701, dubbi nei confronti delle convinzioni di D’Alema: ‘Hezbollah - dissi - continuerà a crescere strutturalmente, militarmente. Non avrà più solo i tunnel come i nord-vietnamiti, ma avrà Beirut ed avrà tutto, come oggi sta accadendo. Quando noi ci rendiamo conto che 20 ani di iniziative su Israele, hanno trovato in Israele la stessa situazione dell’oligarchia che ci ha respinto, ti chiedi: adesso come facciamo?. Se è ripetere solo mio, diventa controproducente, quando il 70% degli Israeliani è censurato peggio di me” Le iscrizioni e i sostegni illustri e stranieri al PRT: dai Nobel, ai politici esteri, a Eugene Ionesco e Marek Halter. Allora c’è un problema di mezzi. Se i nostri ascoltatori sapessero che questo è stato il Partito in cui si è iscritto Ionesco, a cui Sartre voleva iscriversi, con tutto il resto...La doppia tessera è un modo per distruggere il valore sacrale della tessera. E l’hanno fatta compagni del Partito Comunista degli anni ’60, con quel partito! Forse dovremmo riguadagnare quella naturalezza per parlare di queste nostre cose, dopo 40-50 anni. Abbiamo urgenza. Quando uno in più si iscrive, è un evento, viste anche le nostre dimensioni
    18:48 Durata: 16 min 51 sec