01 GIU 2008
rubriche

Conversazione settimanale con Marco Pannella

RUBRICA | di Massimo Bordin - RADIO - 17:00 Durata: 2 ore 2 min
A cura di Guido Mesiti e Pantheon
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Puntata di "Conversazione settimanale con Marco Pannella" di domenica 1 giugno 2008 , condotta da Massimo Bordin che in questa puntata ha ospitato Massimo Bordin (direttore di Radio Radicale), Marco Pannella (parlamentare europeo), Marco Pannella (parlamentare europeo, Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l'Europa).

Tra gli argomenti discussi: Politica.

La registrazione video di questa puntata ha una durata di 2 ore e 2 minuti.

Questa rubrica e' disponibile anche nella sola versione audio.
  • Introduzione

    Massimo Bordin

    direttore di Radio Radicale

    Marco Pannella in video-conferenza da Bruxelles. La relazione del governatore della Banca d'Italia, le vicende di Napoli e il seguito della riflessione di Chianciano. L'articolo della domenica di Ilvo Diamanti.
    17:00 Durata: 2 min 16 sec
  • Il 14-15 giugno continua la riflessione avviata a Chianciano. “Sempre più chiaro che ci si trova, a partire dal 2006, dinnanzi ad un momento di crisi dell’assetto di regime di monopartitismo sempre più perfetto, attraverso questo tentativo di simulare, dopo le primarie, anche il bipartitismo”.

    Marco Pannella

    parlamentare europeo

    Il 14-15 giugno continua la riflessione di Chianciano. “Mauro Del Bue ha convocato, d'intesa con gli altri compagni, per sabato 14 e domenica 15 il proseguimento della riunione di cui avevamo parlato domenica scorsa qui. Credo che la cosa si vada organizzando in maniera un pochino più capillare rispetto alla scorsa volta”. “Se teniamo conto della varie scadenze istituzionali e politiche che ci sono, la cosa potrà avere un interesse maggiore dell’altra volta, anche perché si sta facendo a Roma uno sforzo per una presenza più ricca, di persone ed anche di famiglie politiche. Saranno sicuramente presenti esponenti dei Verdi – che l’altra volta mancarono – ed anche esponenti, Manconi a parte, del Partito Democratico. Non solo Roberto Giochetti, ma anche altri”. “Mi pare che si stia chiarendo sempre di più che ci si trova dinnanzi ad un momento – come vado ripetendo da un anno – nel quale la situazione, dal 2006, mostra una crisi dell’assetto di regime di monopartitismo sempre più perfetto, attraverso questo tentativo di simulare, dopo le primarie, anche il bipartitismo. Mano a mano che andiamo a vanti, a me pare diventi ultra-maturo, anche per le famiglie politiche collocate a destra, qualche interrogativo. Nell’articolo di Ilvo Diamanti viene fuori un elemento: lui dice c’è una sorta di plebiscito per questo 'dialogo', ma finalizzato in particolare – per il 94% degli elettori italiani – per riforme istituzionali comuni. Il piccolo problema è questo: questo vuol dire che sicuramente gli elettori sentono bisogno di una riforma; capiscono che per farla c'è bisogno di una maggioranza parlamentare e la auspicano. Ma non c’è un minimo accenno, anche in questi sondaggi, a quale riforma, a quale modello costituzionale ed istituzionale ci sia questa attesa. Allora si scoprirebbe forse il ruolo della disinformazione su questo”. Le primarie americane ed i calchi infelici in Italia. “Altra questione sulla quale insiste molto Diamanti è un altro aspetto. Veltroni è in una situazione critica per quel che riguarda il proprio partito ed addirittura Diamanti ad un certo punto dice ‘passate le elezioni, il PD appare un progetto incerto', non un partito incerto, 'un partito incompiuto. Un partito ombra all’ombra del governo ombra. E di un presidente/premier ombra. Mentre il dibattito politico si svolge, con accenti spesso critici, fra i 'leader di una volta'. D'Alema, Marini, Parisi, oltre allo stesso Veltroni. Di ciò che avviene in periferia, al centro giungono echi molto fiochi. Di ciò che avviene al centro, in periferia si sa poco. Al centro come in periferia, i 'nuovi' dirigenti e militanti, esterni alle tradizionali forme di partito, stentano a farsi largo. Insomma, il PD oggi esprime un'ambiguità di fondo. È un partito quasi 'presidenziale' mentre il nostro sistema istituzionale non è presidenziale, né semi-presidenziale. E' parlamentare e non assegna poteri particolari al Premier’. ‘Ma il nostro sistema elettorale è ultra-proporzionale ed attribuisce ai partiti (meglio: alle oligarchie di partito) un potere elevatissimo’. Allora ho l’impressione che malgrado la vittoria nettissima, continua ad essere una crisi dell’assetto politico. Nasce il Partito Democratico che abbiamo sentito illustrare come ‘evento del secolo’, ‘senza precedenti’, e dall’altra parte non è che sia molto più chiara la situazione. Nessuno ci pensa, ma tutt’ora Forza Italia e Alleanza Nazionale, con i propri organi, congressi, consigli, non hanno mai deciso di confluire sciogliendosi nel Popolo della Libertà”.
    17:02 Durata: 11 min 5 sec
  • Le proposte di riforme istituzionali radicali. Il proporzionalismo e la sinistra: “Alla fine degli anni '80, 70 parlamentari socialisti aderirono alla Lega per l'uninominale secco”. “Che il proporzionalismo faccia parte di posizioni ideologiche richiamabili a quell'area, non lo so. So che è roba vecchia che va messa alla prova di nuove proposte”.

    Marco Pannella

    parlamentare europeo (Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l'Europa)

    All'interno del PD: comunisti e sinistra democristiana ed i rapporti con il presidenzialismo. “Io ho sempre sentito dire anche dai ‘Partito Socialista’ da venire – quello del congresso dell'inizio di luglio, mi pare -, da Boselli per intenderci, che c’è una tradizione proporzionalista del loro partito. Se vogliamo andare indietro nella storia, è vero che nel 1919, grazie al proporzionalismo, i popolari ed i socialisti entrarono nel Parlamento. Dopo tre anni abbiamo avuto la marcia su Roma e lo sfascio completo”. “Quando nel 1988-89 andavo con maggiore convinzione proponendo questo referendum, ci furono 70 parlamentari socialisti che aderirono alla Lega per l’uninominale secco”. “Visto che sono in fase 'seicentista', 'trovar nuovo mondo o affogare', e ogni volta scoprono l'acqua calda o il nuovo mondo, io non credo che se noi rifletteremo su questo non avremo novità”. Il periodo dei padri costituenti, con gli unici presidenzialisti – a sinistra - che erano gli Azionisti. “Anche adesso abbiamo le prove fatte dai regimi proporzionalisti. Il proporzionalismo sembra convivere bene – si fa per dire - in tutti gli stati piccoli oltre che in due tre stati europei. Per il resto, che il proporzionalismo faccia parte di posizioni ideologiche richiamabili a quell'area, non lo so. So che è roba vecchia che va messa alla prova di nuove proposte”.
    17:13 Durata: 5 min 33 sec
  • Il necessario “dibattito nuovo” sulla forma partito: “Credo che noi radicali possiamo proporre il modello di un partito che nega tutti i dogmi comuni dati per pacifici: l’unicità dell’appartenenza; la disciplina obbligatoria di partito ed il carattere necessariamente oligarchico dello stesso”.

    Marco Pannella

    parlamentare europeo (Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l'Europa)

    “Ad una 'Chanciano Due’ spero che ci arriveremo un giorno, e magari in tempi politici vicini. Ma la riunione è per ora il proseguimento della riunione dell’altro giorno, senza nemmeno aver deciso di istituzionalizzarci in un comitato di coordinamento”. Il bisogno di affrontare la crisi dei partiti nel nostro paese. “Così come per quel che riguarda le riforme istituzionali noi abbiamo proposte di legge e di riforma abbastanza approfondite e perfezionate e che ci vengono da questi 20 anni, per quanto riguarda la riflessione sui partiti dei quali parla Diamanti, i partiti o meglio 'le oligarchie di partito' con un 'potere elevatissimo', credo che noi forse possiamo verificare se un assieme di acquisizioni storiche – cioè la durata della storia radicale - con un partito che nega tutti i dogmi comuni dati per pacifici: uno, l’unicità dell’appartenenza; due, la disciplina obbligatoria di partito; ancora, il carattere necessariamente oligarchico, per storia e per questione di sopravvivenza, di partiti statizzati come finanziamenti e da tutti i punti di vista e dall’altra parte, è vero litigano, ma poi litigano come si faceva dentro il Gran Consiglio del fascismo”. “Questo dibattito è dibattito nuovo”, a proposito “della proponibilità come modello di un partito nuovo, di nuova forma di partito, quella in cui la tessera, l’obbedienza, la disciplina e tutte queste cose sono robetta vecchia”. “Insisto nel dire che malgrado la catastrofe, per il paese, dello scioglimento delle camere – operazione sfascista della legislatura, con il nesso profondo che c'è tra sfascismi e fascismi -”, “sono convinto che anche in un partito come quello della Rifondazione Comunista, già 10 anni fa facevamo notare come il 60% del suo elettorato fosse a favore della riforma americana”.
    17:19 Durata: 7 min 50 sec
  • “Come per i termini 'compagno' o 'partito', non ho mai voluto accettare di dare in mano ai simoniaci, ai feticisti, agli anti-liberali, ai reazionari, non solo il monopolio, ma anche solo una parentela con la ‘religiosità’ che non è loro”.L'appuntamento ad agosto su religiosità e laicità, e per un bilancio sul pontificato di Benedetto XVI, presso il Parlamento Europeo.

    Marco Pannella

    parlamentare europeo (Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l'Europa)

    “Poiché era un'ipotesi che avevo avanzato, il fatto che adesso il laico Blair annuncia la nascita di questa sua grande fondazione su fede e politica, e ci annuncia che intende dedicare molto di sé a questo, forse viene fuori l’altra caratteristica nostra radicale, di aver sempre posto i problemi della religiosità come elemento centrale. Insisto: religiosità ateista o teista”. “Io leggevo ancora oggi un articolo sugli Stati Uniti, nel quale hanno recuperato le foto delle manifestazioni dopo l’assassinio di Bob Kennedy. Ora leggevo che l’interpretazione adesso è che in questi momenti, in momenti di tragedia come questi, sembrerebbe trattarsi di una testimonianza quasi di ‘religiosità civile’. Così come ho continuato a dire ‘noi siamo compagni’ per non dare il monopolio del termine a chi poi in definitiva ha assassinato buona parte dei propri compagni, così come non ho mollato la parola 'partito' per non mollare questo termine che appartiene alla visione democratica della società a coloro che ne sembravano i tenutari assoluti, allo stesso modo non ho voluto accettare – e non sono stato solo - di dare in mano ai simoniaci, ai feticisti, agli anti-liberali, ai reazionari, non solo il monopolio, ma una parentela con la ‘religiosità’ che non è loro”. “Tra l'altro la cosa sta dilagano. Contro 'l’amore e morte', contro l'amore romantico, stiamo avendo questi convegni sull’amore civile contrapposto all'amore-passione”. “Dico semplicemente che quando esistono istituzioni religiose che si tramutano in istituzioni che vogliono governare il paese, allora la risposta è semplice: ‘dare a Cesare quel che è di Cesare e a Dio quel che è di Dio’, è una grande affermazione laica”. “La differenza tra Veltroni e me, è che lui vuole fare la sintesi tra le posizioni fondamentaliste-clericali e quelle laiche, per stabilire quali sono i compromessi per dare alla Chiesa – non alla religiosità - funzione pubblica. Si chiamano concordati”. “Non consegniamo coloro che hanno la fede – come fa stranamente qualche volta Giuliano Amato - alle istituzioni di potere che si esprimono nella storia”. Le preoccupazioni di Ernesto Rossi alla vigilia dell'elezione di Kennedy. Il modello americano e l'attualità delle “forze clericali” che “oggi hanno persino un presidente negli USA che deve molto a loro, anzi che in un certo senso è uno di loro”. “Ci sarà al 90% un convegno al Parlamento Europeo, il 27-28-29 agosto, la replica di quel convegno” su laicità e religiosità in Europa del 2004. “Tra l’altro anche per fare un bilancio del pontificato di Benedetto XVI, visto che quell’incontro su religiosità e politica in Europa, lo abbiamo tenuto prima della nomina militare di questo Papa”.
    17:27 Durata: 14 min 11 sec
  • Continua la riflessione di Chianciano “per poi vedere se dal numero e dalla qualità del dibattito, del colloqui, degli interessi accumulabili, prendere e trovare anche delle formule organizzative”. La vicenda delle Poste e del mancato recapito della posta elettorale.

    Marco Pannella

    parlamentare europeo (Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l'Europa)

    Ancora sulla riunione del 14 giugno. “Continua, con la convocazione di Mauro Del Bue, il tentativo di fare due mesi di riflessione di Chianciano, per poi vedere se dal numero e dalla qualità del dibattito, del colloqui, degli interessi accumulabili, prendere e trovare anche delle formule organizzative”. La questione delle Poste ed il mancato recapito della posta elettorale. “In precedenti elezioni (europee del 2004, n.d.r.) facemmo un grosso sforzo attraverso dei volantini e dei contratti con le poste, che si incaricavano di tutto, dalla carta, dalla tipografia”. “La caratteristica principale era che tutti i prodotti fossero recapitati. Noi già allora avemmo la certezza e la convinzione che una percentuale molto bassa di quel materiale fosse giunta in tempo. Senonché allora non avemmo modo di documentare, come avremmo voluto fare, quanti potevano essere i pezzi recapitati. La posta lei stessa disse di aver recapitato circa l’80% del totale. Viste le somme in causa, 4-5 miliardi di lire di allora, comunque non era uno scherzo, con un nocumento anche del risultato elettorale, avendo noi solo quell’arma”. La cosa si trascina tutt'ora in tribunale. Il caso delle elezioni politiche 2008. “Le poste, anche per i processi pendenti ed altro, avevano cercato di migliorare questo aspetto delle sue prestazione”. “Malgrado questo abbiamo potuto documentare che la percentuale di giornali recapitati era molto bassa, sotto il 50%. Se si calcola anche che per tutto questo servizio le poste hanno dallo Stato 6 centesimi di sovvenzione per ogni pezzo che inviano”. “Durante le elezioni avevo parlato anche con Franceso Rutelli”; “pure lui mi diceva che le lettere ed il materiale loro risultavano arrivate a pochissime persone”. “E’ il caso che anche gli altri partiti – nonostante i loro denari arrivino in modo diverso dai nostri - non si rassegnino a questo e difendano gli interessi dei loro iscritti e dei cittadini”.
    17:41 Durata: 8 min 29 sec
  • I rapporti tra delegazione radicale e PD in parlamento. Il nuovo clima tra maggioranza e opposizione? “Oggi l'assetto di regime costringe gli uni e gli altri a tradurre ufficialmente in 'buone maniere', in dialogo, quello che è sempre stato 'rapporto' dell'associazione per delinquere partitocratica in senso tecnico”.

    Marco Pannella

    parlamentare europeo (Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l'Europa)

    L’attività della delegazione parlamentare nel PD. “Da alcuni sintomi mi sentirei di dire che nel gruppo del Partito Democratico vi sia un’atmosfera un po’ inedita. C’è manifestamente una volontà di ascolto embrionale, ma che costituisce un fatto un po’ nuovo”. Soprattutto “anche su cose che possono sembrare dettagli, come le sedi di lavoro parlamentare”, “dopo un fatto molto grave – ovvero l’assegnazione insoddisfacente degli incarichi nelle Commissioni e l'episodio pubblico di Emma che non accettò in un primo momento l'indicazione alla vice-presidenza del Senato, dichiarando che per il buon lavoro comune avevamo piuttosto chiesto due Segretari di presidenza radicali”. Molte le proposte di legge e le interrogazioni depositate negli ultimi giorni. Nel frattempo “c’è Di Pietro che giganteggia in TV con posizioni polemiche nei confronti di PD e Veltroni, e poi tutte le storie che avevano raccontato a loro stessi, ai loro militanti, di un Di Pietro e di un'Italia dei Valori che sarebbero confluiti nel gruppo e poi nel Partito. Queste cose non possono più essere citate ad esempio”. Le dichiarazioni di Bettini sulla sua fiducia nell'IDV e non nei radicali. Il nuovo clima. “Dietro questa realtà di 'buone maniere', vedo semplicemente uno stato di necessità per il monopartitismo imperfetto che deve divenire in un modo più plausibile bipartitico. Già nel 1975 venne fuori l'unità nazionale, non più il compromesso storico, con quegli anni infausti dell'assassinio di Moro e di quella fase Pci-P2...sulla quale ancora molte verità dovranno venire alla luce”. Il libro di De Lucia “documenta i rapporti quasi da soci, che da decenni vivono in modo inequivocabile anche se nascosto”. “Oggi l'assetto di regime costringe gli uni e gli altri a ufficialmente tradurre in buone maniere, in dialogo, quello che è sempre stato rapporto dell'associazione per delinquere partitocratica in senso tecnico, come denunciavamo nell'attività parlamentare e su tutti i temi”. “Questo bipartitismo è il modo necessario per manifestare la continuità con la prima e la seconda repubblica, come era anche illustrato consapevolmente già dal libro di Salvi e Villone. Cioè c’è una realtà strutturale ed a tutto questo dobbiamo essere molto attenti”.
    17:49 Durata: 9 min 52 sec
  • La Superprocura di Napoli e la questione giustizia in Italia. “E’ vero: la società civile napoletana deve muoversi. Ma Dio santo! Finché c’è stato il nostro apporto”, da Chinchino Compagna a Aldo Loris Rossi alle denunce radicali, “la censura che c’è stata – e continua – rende impossibile” tutto ciò.

    Marco Pannella

    parlamentare europeo (Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l'Europa)

    “Ad esempio sul fatto della Superprocura di Napoli uno può avere vari riflessi culturali e politici, ma mi pare che questa Superprocura la faccia la destra e la sinistra sia in buona parte anche contenta. E riescono anche ad avere un atteggiamento diverso ed autonomi rispetto a quello dei 70 sostituti procuratori di Napoli che non mancano di buone ragioni”. “Il giudice come funzionario di Stato” e senza le caratteristiche del modo anglosassone. Il sistema inglese: le indagini ed il portare al tribunale è tutto delegato alla polizia. “Le indagini le fa Scoltand Yard”. “Da noi, le indagini sono fatte dal Sostituto Procuratore anche se quello è in esercizio da sei mesi e non ha nessuna esperienza e nessuna formazione. Questa è una delle malattie massime, perché deresponsabilizza e corrompe la stessa funzione e professionalità degli addetti degli stati democratici alla ricerca delle responsabilità delle realtà criminali ed altro”. La riforma che ha diminuito i poteri di indagine della polizia affidandoli alla magistratura, offriva in origine una serie di garanzie al cittadino rispetto ad eventuali abusi. “Si, anche se dobbiamo tenere presente che nel 1948-51, non è che il corpo dei magistrati e dei giudici fosse più democratico e civile di quello della polizia. Tanto è vero che noi abbiamo avuto, fin dall'inizio degli anni '60, uno slogan: ‘Giustizia di Cassazione, cassazione di giustizia’. Loro, secondo Costituzione, potevano e dovevano avere la loro polizia giudiziaria, di cui fossero responsabili in ultima istanza loro; non l’hanno mai voluta, facendo un gioco di potere, scegliendo 'i loro' della Polizia, 'i loro' dei Carabinieri, 'i loro' della Guardia di Finanza”. La situazione napoletana. L'editoriale di Galli Della Loggia ('Perché il Sud è senza voce', 29 maggio, Corriere della Sera) e di Angelo Panebianco sulla società civile ('Se a Napoli la società civile scendesse in piazza', 31 maggio, Corriere della Sera). “Molte volte la società civile è anche più incivile di quanto non sia lo Stato. Quindi bisogna vedere quale. Ma io ricordo in effetti – e se per caso ci ascoltasse vorrei mandarle un saluto molto caro e riconoscente, Alda Croce – che quando ci fu la prima elezione di Bassolino, tutta la società civile, perfino le sorelle Croce mi interrogarono: 'Ma sei sicuro che questo non possa rappresentare qualcosa di positivo?'. E io gli dissi: 'Sono sicuro di no, ma spero di avere torto'”. “La società civile si era mossa e noi eravamo allora 'gli incivili', perché anche nel 1995 – partecipando ad una elezione suppletiva a Napoli – dovetti insistere nell'affermare che ci trovavamo in una situazione assolutamente allarmante”. 14 anni fa, il libro di Aldo Loris Rossi con altri 14 intellettuali durante la campagna elettorale di Pannella; l'esperienza del leader radicale come consigliere comunale a Napoli. “'Guardate che se non facciamo questo, la camorra sarà l'unica in grado di togliere la spazzatura in 92 comuni'. Le cose non dette. Ancora adesso, su Aldo Loris Rossi, sui 10-14 intellettuali che hanno condiviso la sua e la nostra azione, perché il Vesuvio, i campi Flegrei, l'idea della rottamazione dell'edilizia degli anni '50 individuando una nuova linea di sviluppo...”. La questione è sempre la stessa, la stessa dei bestseller sul finanziamento pubblico e la corruzione dei partiti. “C’è stato un solo articolo che spiegasse la stranezza o le nostre ragioni, dopo che avevamo vinto con il 90% la battaglia per l'eliminazione del finanziamento pubblico ai partiti? Dopo che eravamo andati perfino in giro nelle strade per distribuire un miliardo e rendere quello che era stato tolto”. “E ancora adesso accade sulle proposte di Aldo Loris Rossi”. “E’ vero: la società civile napoletana, meridionale, del sud, deve muoversi. Ma Dio santo! Finché c’è stato il nostro apporto con Chinchino Compagna, di quella componente allo stesso tempo meridionalista, italiana ed europea, per porre dei problemi in alternativa alle prassi di destra e alle posizioni di Alicata, la censura che c’è stata – e continua – rende impossibile, Angelo, quello che tu auspichi”. “Forse il giornale di Angelo potrebbe fare qualcosa e riparare a decenni di censura”. Il suo auspicio: è necessario che la società civile si manifesti. “Io manifesto dicendo: smettetela di avere un comportamento di conventio ad excludendum, perché la società civile – a naso - non può che essere di derivazione liberale, crociana, azionista…”.
    17:59 Durata: 20 min 27 sec
  • La scomparsa di Tommy Lapid. “Lui ebbe un merito enorme, il coraggio di porre un problema che riguardava non solo e non tanto lo Stato di Israele, ma anche parti della diaspora, il coraggio di porre un problema di laicismo. Ed ebbe dal ceto medio, dalla borghesia israeliana, un riconoscimento imprevisto e molto forte”.

    Marco Pannella

    parlamentare europeo (Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l'Europa)

    La scomparsa di Tommy Lapid in Israele. “Il suo partito non ha sopravvissuto alla malattia ed allo scoramento di Tommy Lapid. Episodi di scissione si erano verificati anche quando lui aveva ancora la leadership del partito”. “Ricordo un dibattito con Moratinos che allora rappresentava Bruxelles – con posizioni molto 'bobocraxiane' su quel settore – ed era all’indomani dell'annuncio dell’ultima Road Map. Intervenni – con tutti che erano pieni di speranza - dicendo che mi pareva garantito il fallimento di questa nuova operazione, perché continuava a radicare sempre di più una linea politica strategica assolutamente folle. E citai Spinelli in quella occasione. Lui ebbe un merito enorme, il coraggio di porre un problema che riguardava non solo e non tanto lo Stato di Israele, ma anche parti della diaspora, il coraggio di porre un problema di laicismo. Ed ebbe dal ceto medio, dalla borghesia israeliana, un riconoscimento imprevisto e molto forte. È emersa una realtà profondamente – e nel senso migliore – europea ed occidentale della società israeliana, in una realtà nella quale il partitismo è di fatto, anche lì, para-statalista”. Il ruolo nazionalista della burocrazia. “La prima e l'unica voce israeliana che si è elevata ponendo questo problema dei diritti individuali e di libertà”. Le possibili elezioni anticipate e la papabile vittoria del Likud. “Netanyahu aveva, anche per motivi tattici, espresso parere molto favorevole alla nostra impostazione dell’adesione di Israele all’Unione Europea. Ma credo sia stato molto legato a quella congiuntura politica. Per il resto, un partito della destra democratica israeliana, non ci porterà granché di nuovo. Anche perché in una società partitica proporzionale, la corruzione è strutturale”.
    18:20 Durata: 7 min 30 sec
  • La situazione economica internazionale. Guido Rossi e Giulio Tremonti a confronto. La risposta liberista come governo del mercato.

    Marco Pannella

    parlamentare europeo (Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l'Europa)

    L’intervento di Guido Rossi al Festival di Trento dell'Economia e la situazione economica internazionale. “Dà un'analisi molto diversa dei rischi rispetto a quelli che nel suo ottimo intervento Draghi ha ritenuto di congiuntura e superabili”. Guido Rossi come una tra le poche voci critiche; tra esse ci potremmo anche mettere Tremonti. “Sì, ma immagino per motivazioni diverse. In fondo Guido Rossi è stato un cripto-comunista liberista, sempre attento a difendere dalle sue deficienze ed insufficienze il regime capitalista”. La Consob. “C’è qualcuno che ha detto: ma quando, annunciando la cordata italiana, l’indomani si è avuto un aumento del 200% dei titoli in borsa, perché la Consob non si è manifestata magari per sospendere il titolo? Poteva essere una manovra dolosa, penalmente rilevante, per interferire con borsa, capitali ed altro”. Gli investitori italiani in Argentina. “La risposta è liberista: bisogna governare il mercato, con l'informazione anche”. “Un governo attento alla difesa del mercato contro le sue degenerazioni, ha delle responsabilità per le proprie scelte”. La mancanza di un DNA liberista in Berlusconi; “Né Confindustria ha davvero fatto nella sua storia una scelta neoliberista, ma si è opposta anche ad operazioni liberiste di persone non liberiste, come La Malfa e la liberalizzazione degli scambi, fortemente avversata da Confindustria”.
    18:27 Durata: 17 min 10 sec
  • Il nucleare. “Già ai tempi del referendum dissi: se c'è un piano energetico nel quale si garantiscono le quote di investimenti che tutti ritengono necessari anche sulle energie alternative, noi siamo d'accordo”. “Oggi la mia posizione è la stessa”.

    Marco Pannella

    parlamentare europeo (Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l'Europa)

    Il nucleare. “Vorrei ricordare che la nostra posizione sul nucleare è quando, di fronte ad una Camera ed un Parlamento unanimi – compresi i rappresentanti del Manifesto – a favore della scelta nucleare che stava per essere imminente, Emma ed io per la prima volta comprammo una pagina del Corriere della Sera, dicendo 'SOS, si sta per fare una scelta. Non sappiamo se ottima o pessima, chiediamo che vi sia un dibattito'. E lì si incardinarono anni di lotta. Noi proponemmo, con quella motivazione - cioè 'non se ne sa ancora nulla', il dibattito non è chiaro - il primo referendum, prima di Chernobyl, anche in nome dei rischi di cattive amministrazioni. Dicevamo di essere certi che quelle sovietiche e stataliste non davano nessuna garanzia. Lo proponemmo e buona parte dei Verdi non fu d'accordo. Fu d'accordo quando, dopo Chernobyl, si utilizzò l'emozione comprensibile di quella questione”. “Io presi - con echi nella stampa - anche questa posizione: in cambio del piano energetico nazionale, che non c'è, noi siamo disposti a pagare questa conquista magari accettando che due delle centrali atomiche in Italia rimangano, e con – aggiunsi - la partecipazione economica nostra nell'avventura di Pierrelatte, perché riuscire a seguire il know-how su questa cosa nuova è importante. E quindi dissi: se c'è un piano energetico nel quale si garantiscono anche le quote di investimenti che tutti ritengono necessarie anche sulle energie alternative, noi siamo d'accordo. Ricordo manifestazioni pubbliche contro questo mio tradimento”. Gli investimenti risibili in Italia sulle energie alternative. “Una delle polemiche che io facevo con i Verdi era: come è possibile che noi tolleriamo che sorgano centrali attorno alle Alpi e poi facciamo una tragedia per il fatto italiano in sé? Rischia di divenire ideologico se non ci facciamo carico anche di quelle centrali. Allora oggi la mia posizione è la stessa: però vorrei la garanzia che se si investe nei tempi dovuti, sarei disposto ad accettarlo ad una condizione: che sia un piano energetico che ci dice quali sono gli investimenti sulle energie alternative, quelle che in Europa ed in altri posti - meno ricchi di risorse del genere – sono sfruttate. Vediamo allora cosa succede se si recupera il nostro ritardo sulle energie alternative”. “Non ne farei un caso centrale di scontro, perché in Italia i temi centrali sono altri”. “Però il problema centrale è quello di recuperare il ritardo colpevole, vista anche la posizione dell'Italia, nelle energie alternative. Serve un pacchetto di investimenti e dei tempi”.
    18:44 Durata: 7 min 16 sec
  • Gli appuntamenti della settimana

    Marco Pannella

    parlamentare europeo (Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l'Europa)

    “Io resterò diversi giorni, per vari impegni europei, qui a Bruxelles, dove mercoledì e giovedì abbiamo una mini-sessione, anche perché in questa sessione intendiamo affrontare alcune questioni importanti nel corso della riunione del gruppo ALDE. Ad esempio quanto coinvolgere il gruppo ALDE sul convegno ‘Religione e Politica’ di fine agosto. Sabato andrò al Senato francese a Parigi: si presenta come un dibattito, vedremo come organizzato, nel corso del quale intervenire su ‘Europa e stati nazionali, a che punto siamo?’”. “Sono stato poi invitato a ritirare a Pescara il premio ‘Moschettiere del Lavoro’ che mi viene assegnato dall’UGL. Mi è stato chiarito che il primo premio del genere è stato dato 4 anni fa ad Ottaviano Del Turco. Poi a Remo Gaspari, e ho detto: ‘Se lui è moschettiere lo accetto anch’io’. Infine Franco Marini. Mi fa piacere che viene dall’UGL, dopo la presenza spontanea della segretaria a Chianciano”. “In più in questi giorni devo tenere una riunione della presidenza del Senato del Partito preparatoria di un Senato nel giro di pochi giorni”. “Il problema vero nostro, e non per ripiegamento identitario, dobbiamo porlo con assoluta urgenza a livello RAI-tv ma anche a livello politico. Perché non è possibile continuare ancora a tollerare questa conventio ad excludendum rafforzata nei confronti di tutta l’area radicale, nel momento in cui sono certo che noi abbiamo elaborato e possiamo proporre come cosa valida per tutti le nostre idee di riforma della politica, attraverso una visione dei partiti che abbia qualcosa a che vedere con quella dell’art. 49 della Costituzione”.
    18:51 Durata: 10 min 48 sec